Ginevra

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Agosto

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio -0° 127 mm
Febbraio 84 mm
Marzo 11° 103 mm
Aprile 15° 80 mm
Maggio 18° 10° 137 mm
Giugno 24° 15° 98 mm
Luglio 27° 17° 84 mm
Agosto 26° 17° 73 mm
Settembre 21° 13° 90 mm
Ottobre 16° 106 mm
Novembre 10° 115 mm
Dicembre 131 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Ginevra è un comune svizzero di 203 856 abitanti del Canton Ginevra; ha lo status di città ed è la capitale del cantone.

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Guida pratica di Ginevra

1.663 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Maggiore città francofona della Svizzera e 2a per popolazione su scala nazionale, Ginevra è anche un'importante piazza finanziaria e un centro della diplomazia internazionale, essendo la sede del Comitato internazionale della Croce Rossa e di alcune istituzioni delle Nazioni Unite. Sebbene la sede dell'ONU si sia trasferita dopo la fine del II conflitto mondiale a New York, l'organizzazione conserva ancora una grande presenza al Palais des Nations di Ginevra.

Parecchi visitatori concordano nel trovare Ginevra una città decisamente noiosa. I suoi abitanti hanno modi formali e anche un tantino altezzosi, simili a quelli dei Francesi ma senza l'eccessiva ironia o sarcasmo di quet'ultimi nei confronti del proprio interlocutore che non ne condivide le origini. Questa impressione tuttavia risulta molto attenuata per coloro che hanno la fortuna di parlare un francese disinvolto e osservano modi corretti, non improntati alla familiarità.

Gli immigrati, giunti per lo più da paesi del sud Europa per spartirsi le briciole di questa città così ricca, rappresentavano alla fine del 2015 il 48,7 % della popolazione totale. I figli e i nipoti degli immigrati diedero vita fin dal 1990 a vari locali underground e centri di cultura alternativa che sembrarono sconfessare la fama di città compassata e spocchiosa che Ginevra si è conquistata a livello internazionale. Il fiorire di questi locali non è piaciuto alle autorità amministrative che hanno provveduto, a partire dal 2005, a chiuderne parecchi sotto pretesti vari.

La città di Ginevra conta solo 200.000 abitanti ma 915.000 persone vivono nella sua regione metropolitana.

Come orientarsi

Il fiume Rodano e il lago Lemano dividono Ginevra in due parti unite fra loro da vari ponti dei quali i più noti sono i "Ponts de l'Ile" che attraversano l'isola di Rousseau.

Sulla riva sinistra o meridionale sta la città vecchia divisa in una parte alta e una bassa. La Grand' Rue è quella strada ove si affacciano gli edifici più antichi. Al n° 40 si trova la casa natale di Jean-Jacques Rousseau.

La riva destra o settentrionale accoglie la stazione ferroviaria e Les Pâquis, quartiere esteso sul lungolago che porta il nome del presidente degli Stati Uniti Wilson (Quai Wilson)

Quartieri

Riva meridionale (sinistra)

Eaux-Vives — Il quartiere più turistico di Ginevra, separato dalla città vecchia dai giardini inglesi. Sul lungolago detto Quai Gustave Ador, si radunano i turisti per ammirare da vicino il getto d'acqua.

Cologny — Esteso ad est di Eaux-Vives, Cologny è un comune indipendente ma di fatto un sobborgo residenziale di Ginevra a carattere altolocato. È il comune più ricco del cantone.

Riva settentrionale (destra)

Pregny-Chambésy

Come arrivare

In aereo

1 Aeroporto internazionale di Ginevra (IATA: GVA), a 4 km a nord-ovest del centro. – EasyJet ha il maggior numero di voli da scali anche italiani (Cagliari, Napoli, Roma-Fiumicino, ecc.)

I collegamenti sono assicurati sia da autobus che da treni. Il prezzo è lo stesso per cui conviene prendere il treno se si scende alla stazione centrale.

Gli autobus numero 5 e 10 partono ogni 15 minuti tra le 06:00 e le 23:00. Entrambi fermano alla stazione centrale ma seguono percorsi diversi. L'autobus 5 passa vicino all'edificio delle Nazioni Unite in rue de Lausanne. Entrambi gli autobus proseguono poi verso la zona sud della città.

I biglietti sia del treno che degli autobus si acquistano alle emettitrici collocate presso la fermata dell'autobus o all'interno della stazione ferroviaria.

Un biglietto di trasporto gratuito può essere ottenuto da una macchina della Geneva Transport (TPG) collocata nell'area ritiro bagagli. Il biglietto è valido per 80 minuti sia per Ginevra che per i sobborghi e permette di utilizzare qualiasi mezzo (treno, autobus e barche gialle).

In treno

2 Stazione di Ginevra Cornavin (Gare de Genève-Cornavin (ZHT)). Esiste un collegamento diretto tra Milano e Ginevra, tramite la ferrovia e il traforo del Sempione effettuato da convogli Trenitalia e Ferrovie federali svizzere quattro volte al giorno. Una volta al giorno questo servizio EuroCity (EC) collega direttamente Ginevra a Venezia via Milano.I treni diretti da/per Neuchâtel, Biel / Bienne, Lucerna, Winterthur, San Gallo partono ogni ora, quelli per Berna e Zurigo ogni mezz'ora.C'è un servizio ad alta velocità da Ginevra a Parigi (570 km) con un tempo di percorrenza di tre ore e frequenza sette volte al giorno, oltre a collegamenti altrettanto veloci per Lione (2 ore), Avignone (3 ore), Marsiglia (3,5 ore).

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

Transports Publics Genevois. L'azienda gestisce 4 tranvie (linee 12, 14, 15,18), 6 filovie (linee 2, 3, 6, 7, 10, 19) e 50 autolinee diurne; il servizio notturno, invece, è costituito da 12 lineeI visitatori che soggiornano in un albergo, in un ostello o in un campeggio di Ginevra, hanno diritto all'uso gratuito dei mezzi pubblici. In genere è il receptionist che consegna la carta Unireso (l'associazione cantonale dei trasporti pubblici) al cliente dopo aver sbrigato le formalità di check-in. La carta è valida per tutta la durata del soggiorno fino a un massimo di 15 giorni.

Cosa vedere

1 Jet d’Eau.

2 Palais des Nations, Avenue de la Paix 14 (Bus No 8, fermata Appia), ☎ +41 22-917 48 96, visit-gva@unog.ch. Costruito per ospitare la Società delle Nazioni, il palazzo merita una visita per ammirare la magnifica Sala delle Assemblee, oltre alla vasta collezione di arte pubblica, alla biblioteca e ai giardini paesaggistici. Solo visite guidate.

3 Monumento Brunswick, Quai du Mont-Blanc.

Architetture religiose

4 Cathédrale Saint-Pierre, Cour de Saint-Pierre 1204, ☎ +41 22 311 75 75.

Musei e gallerie

5 Musée Ariana, Avenue de la Paix 10, ☎ +41 22 418 54 50. Mar-Dom 10:00–18:00.

6 Musée d'Art moderne et contemporain, Rue des Vieux Grenadiers 10, ☎ +41 22 320 61 22. Mar-Dom 12:00–18:00.

7 Musée d'art et d'histoire de Genève, Rue Charles-Galland 2, ☎ +41 22 418 26 00. Mar-Dom 11:00–18:00.

8 Musée international de la Croix-Rouge et du Croissant-Rouge, Avenue de la Paix 17, ☎ +41 22 748 95 11. Mar-Dom 10:00–18:00.

9 Musée Patek Philippe, rue des Vieux-Grenadiers 7, ☎ +41 22 707 30 10. Mar-Sab 14:00–18:00.

10 Maison Tavel, rue du Puits-Saint-Pierre 6, ☎ +41 22 418 37 00. Mar-Dom 11:00–18:00. Allestito in una casa nobiliare il museo si ripropone di illustrare con le sue collezioni la storia della città dal XIV al XIX secolo e la vita quotidiana dell'epoca.

11 Quartier des Bains, Rue de Bains. Associazione di gallerie d'arte e istituzioni culturali delle quali fa parte il museo d'arte contemporanea (MAMCO). La presentazione di nuovi artisti avviene il 3° giovedì dei mesi di marzo, maggio e settembre. I vernissages vanno sotto il nome di Nuits des Bains. L'associazione, pubblicizzata a suon di fanfare da giornali e riviste di tutto il mondo, è a fine di lucro e le porte sono aperte solo a potenziali acquirenti. È comunque possibile visitare il centro, oltre che in occasione delle Nuits des Bains, anche in forma privata inviando la propria richiesta all'indirizzo email specificato nel sito.

Dove alloggiare

Prezzi modici

1 Cité Universitaire, Avenue de Miremont 46 (Capolinea autobus n°3), ☎ +41 22 839 22 22. Leggermente fuori mano (10 minuti dal centro in autobus) ma in un bel posto, la città universitaria offre varie tipologie di alloggio (stanze singole/doppie e monolocali con cucinotto) a studenti di passaggio ed in via eccezionale ad altre tipologie di viaggiatori. Non potete prenotare ma solo recarvi sul posto o telefonare il giorno stesso del vostro arrivo al numero riportato. Vale la pena tentare perché l'offerta è accattivante considerando il rapporto qualità/prezzo. Comunque è raro che siano a corto di stanze nel periodo estivo. La reception è aperta e risponde alle chiamate negli orari indicati sul sito. La città universitaria dispone di varie strutture e servizi al suo interno (ristorante, lavanderia automatica, ecc.)

2 Home Saint Pierre, Cour de Saint-Pierre 4, ☎ +41 22 310 37 07. Ostello riservato a giovani donne che frequentano corsi universitari. Dispone comunque di due camerate per giovani di passaggio, una con 6 posti letto per ragazzi e un'altra con 10 posti letto per ragazze. Ha il privilegio di trovarsi in pieno centro e di disporre di una terrazza panoramica.

3 Hotel Central, Rue de la Rôtisserie 2, ☎ +41 22 818 81 00. Se volete alloggiare in pieno centro spendendo il meno possibile, questo semplice 2 stelle potrebbe fare al caso vostro. Fate comunque attenzione ai prezzi riportati sui vari siti di prenotazione alberghiera che si riferiscono alle camere di tipologia più economica, forse troppo spartane per i gusti dei più; in pratica letti a castello anche a 3 piani collocati in spazi angusti e senza bagno privato. Vi conviene visitare il sito dell'albergo ove tipologie di camere e prezzi relativi sono specificati in modo chiaro facendovi perdere il meno tempo possibile. La prima colazione viene servita in stanza, la connessione a Internet tramite wi-fi è gratuita e superveloce. Un difetto grave per chi ha il sonno leggero, è l'insonorizzazione degli ambienti che lascia alquanto a desiderare.

Prezzi elevati

4 Beau Rivage, 13 Quai du Mont-Blanc, ☎ +41 22 716 66 66, fax: +41 22 716 60 60. Albergo a cinque stelle con interni lussuosi in stile Belle Époque e servizio impeccabile. Ottimi ristoranti e scelta di vini d'annata. L'albergo è famoso perché nel settembre del 1898 vi soggiornò l'imperatrice Elisabetta d'Austria, uccisa a pugnalate dall'italiano Luigi Luccheni poco dopo essere uscita dall'albergo diretta al vicino molo di Mont Blanc.

5 Les Armures, 1 Rue du Puits St-Pierre (vicino alla Cattedrale di St Pierre), ☎ +41 22 310 91 72, fax: +41 22 310 98 46. Ricavato da un palazzo del XVII secolo nella città vecchia, l'albergo Les Armures presenta camere arredate in moderno stile scandinavo.

6 Hotel President Wilson, 47 Quai Wilson (1 km a nord del ponte du Mont-Blanc), ☎ +41 22 906 66 66, fax: +41 22 906 66 67. Hotel a cinque stelle con camere lussuose e vista sul lago. Popolare tra i funzionari delle Nazioni Unite e ricche famiglie arabe, grazie anche al suo ristorante di cucina libanese, il migliore di Ginevra nel suo genere.

7 Hotel Metropole Geneva, 34 Quai Général Guisan, ☎ +41 22 318 33 50, fax: +41 22 318 33 00. From Fr. 430. Albergo a cinque stelle affacciato sul Jardin Anglais e con vista sul lago e sul jet d'eau.

8 Le Richemond, Jardin Brunswick, ☎ +41 22 715 70 00. Famoso per "The Royal Armleder Suite" una delle più lussuose suites al mondo.

9 Four Seasons Hotel Des Bergues, Quai des Bergues 33 (Vicino al ponte du Mont-Blanc), ☎ +41 22 908 70 00, fax: +41 22 908 70 90. From Fr. 500. Il più antico degli alberghi di lusso di Ginevra. Il Four Seasons ha una splendida posizione centrale sulla riva destra. Un favorito della nobiltà europea.

10 Grand Hotel Kempinski, 19, Quai du Mont-Blanc, ☎ +41 22 908 9081. Moderno, lussuoso, albergo a 5 stelle che vanta una clientela business. Dispone di un mini centro commerciale, un centro benessere e sale conferenze.

Sicurezza

Credere che Ginevra sia un posto supersicuro, è un'idea erronea dalla quale bisogna riscattarsi in fretta. Gli scippi, dei quali la stampa locale si fa regolarmente portavoce, sono all'ordine del giorno, soprattutto nel quartiere Les Pâquis, la zona della stazione centrale ma anche dei grandi alberghi. Altro pericolo è rappresentato dalle aggressioni perpetrate da ubriachi ai danni di passanti di notte, dopo la chiusura dei locali.

La polizia e le autorità non stanno a guardare. Sono state installate in gran numero telecamere ad alta definizione nei quartieri caldi sorvegliate 20 ore su 24 da addetti della polizia. In assenza di denunce i filmati sono eliminati dopo una settimana.

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Cosa vedere a Ginevra

  1. cattedrale di Ginevra
  2. Musée d'art et d'histoire di Ginevra
  3. Muro dei Riformatori
  4. Broken Chair
  5. Museo di storia naturale a Ginevra
  6. Musée Ariana
  7. Grand Théâtre de Genève
  8. Musée d'ethnographie de Genève
  9. International Red Cross and Red Crescent Museum
  10. Monumento a Carlo II di Brunswick
  11. Parco La Grange
  12. Musée Rath
  13. cattedrale Russa Ortodossa
  14. Basilica Notre-Dame of Geneva
  15. Conservatory and Botanical Garden of the City of Geneva
  16. Palazzo Wilson
  17. Auditorio di Calvino
  18. Jardin Anglais
  19. Île Rousseau
  20. Barbier-Mueller Museum
  21. L'horloge fleurie
  22. Pont de la Machine
  23. Ponte des Bergues
  24. Hans Wilsdorf Bridge
  25. Perle-du-Lac
  26. Centre pour l'image contemporaine
  27. Museo del Petit Palais di Ginevra
Mappa di Ginevra con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

cattedrale di Ginevra

Cimitero · Ginevra

cattedrale di Ginevra

La cattedrale di San Pietro (o cattedrale di Ginevra o Cathédrale Saint-Pierre) è la chiesa protestante maggiore di Ginevra. La chiesa fu la cattedrale della città per quasi mille anni, dalla fine del IV secolo al 1535, anno della Riforma protestante. L'edificio attuale fu ricostruito nel XII secolo sulle rovine di chiese risalenti a epoche precedenti, mentre il portale venne aggiunto nel XVII secolo. La chiesa è anche tempio civico sede delle assemblee del Consiglio di Stato, l'assemblea cantonale.

Giovanni Calvino, uno dei maggiori esponenti della Riforma protestante, scelse questa cattedrale come sede nel periodo che trascorse a Ginevra. Per 23 anni, Calvino lesse e spiegò le Sacre Scritture durante i sermoni, all'interno della cattedrale è conservata la sedia di legno usata da Calvino.

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L'area al di sotto della cattedrale è stata oggetto di scavi archeologici che hanno rivelato un sito storico risalente all'epoca dell'Impero romano. Dal XIII secolo al X secolo nel sito erano presenti tre edifici: una cattedrale usata per i riti sacri e altre due strutture utilizzate pubblicamente per i sacramenti e per la predicazione.

L'artista tedesco Konrad Witz dipinse una famosa pala d'altare per la cattedrale nel 1444, ora conservata nel Musée d'art et d'histoire di Ginevra.

Architettura

Costruita inizialmente per il rito cattolico, dedicata a san Pietro apostolo, venne modificata completamente con l'avvento della Riforma nella metà del XVI secolo. La filosofia di austerità della riforma generò grandi cambiamenti all'interno dell'edificio: portò allo svuotamento di ogni ornamento e delle decorazioni policrome realizzate durante il Medioevo. Solo le finestre vennero salvate e alcuni mobili, la loro distruzione sarebbe stata molto costosa in termini di riparazione. Tra le ultime opere d'arte che ornarono la cattedrale, vi era la pala d'altare di Konrad Witz (1444), ora custodita al Musée d'art et d'histoire di Ginevra: una rappresentazione della pesca miracolosa ambientata nel porto di Ginevra, in cui sono raffigurati Cristo e San Pietro.

Esternamente i cambiamenti più visibili sono stati sicuramente la costruzione della torre sud, l'aggiunta del portico, l'aggiunta della cappella dei Maccabei, e la ricostruzione della torre nord. L'attuale facciata neoclassica ha sostituito la precedente in stile gotico, su progetto dell'architetto Benedetto Alfieri tra il 1752 e il 1756, soprattutto a causa della minaccia del crollo della parte occidentale dell'edificio.

Epoca della Riforma

Con l'avvento della Riforma protestante, il destino della cattedrale cambia improvvisamente. L'8 agosto 1535, Guillaume Farel, nonostante il divieto dei magistrati, predicò per la prima volta davanti a una folla enorme. Il pomeriggio dello stesso giorno, durante i vespri, alcuni iconoclasti hanno devastato la cattedrale distruggendo statue e lacerando immagini che non erano in conformità con il nuovo culto della riforma. In seguito a questo evento il Consiglio decide il 10 agosto 1535 di sospendere temporaneamente la messa. La riforma venne proclamata ufficialmente a Ginevra il 21 maggio 1536, e allo stesso tempo venne reso obbligatorio mandare i propri figli a scuola. Da questo momento Ginevra diventa il centro del calvinismo e viene soprannominata la "Roma protestante". Nel luglio del 1536, Giovanni Calvino arrivò a Ginevra, negli anni successivi avrà un'influenza immensa su tutti gli aspetti della vita ginevrina in qualità di presidente della Compagnia dei pastori.

La prima Santa Messa di rito cattolico dopo la riforma protestante doveva essere celebrata il 29 febbraio 2020, a cinque secoli dalla Riforma Protestante, ma a causa della COVID-19 fu spostata al 5 marzo 2022.

Le campane

La cattedrale possiede non meno di 45 campane divise tra le due torri (nord e sud) e la guglia. Nella torre nord sono presenti le due campane più grandi, La Clemence e La Bellerive. La campana più grande, La Clemence, di ben 6 tonnellate, venne fusa dal maestro campanaro Guerri Marclay (che lavorò anche al castello di Ripaille per il duca Amedeo VIII di Savoia) e venne inaugurata dal vescovo Jean de Lornai il 25 ottobre 1407.

Le campane L'Éveil, L'Espérance, La Collavine, La Bellerive e L'Accord formano la melodia che si sente il sabato sera e domenica mattina per annunciare il culto. Durante le principali celebrazioni religiose e civili, la melodia è integrata dagli interventi della campana La Clemence.

Museo

La cattedrale è aperta al pubblico, ed è possibile accedere alle torri campanarie Nord e Sud da cui si gode un'eccellente vista panoramica su Ginevra distesa al bordo del lago.

Nel seminterrato della cattedrale è presente un sito archeologico, portato alla luce dagli scavi e aperto al pubblico dal 1976. Diverse aree sono state progettate appositamente e presentate con moderne tecniche di esposizione museale; da novembre 2006 la cattedrale è uno dei più grandi siti archeologici europei a nord delle Alpi che spazia dal III secolo a.C al XII secolo.

La cattedrale, nel cuore della città antica di Ginevra, è ora parte di un ampio spazio spirituale e culturale denominato l'Éspace Saint-Pierre, che comprende il Museo internazionale della Riforma e l'Auditorio di Calvino.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Cour de Saint-Pierre 8
Come arrivare
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Musée d'art et d'histoire di Ginevra

Museo storico · Ginevra

Musée d'art et d'histoire di Ginevra

Il Musée d'art et d'histoire di Ginevra (MAH) è uno dei tre maggiori musei della Svizzera e l'unico a possedere una così ampia varietà di collezioni: in particolare l'archeologia, le belle arti e le arti applicate. Nacque nel 1910 dall'unione di alcuni musei cittadini e dalle donazioni di collezionisti, fondazioni e cittadini. Il museo è pieno di grandi opere, ne conta più di 650 000, su un'area espositiva di circa 7000 m2. Sono presenti dipinti, sculture, stampe, oggetti storici e archeologici, testimonianze che rivelano i vari aspetti dell'evoluzione dell'arte e della vita quotidiana nei millenni.

== L'edificio ==

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Il museo si trova nel centro cittadino, nei pressi dell'antica cinta di fortificazioni. Fu progettato dall'architetto svizzero Marc Camoletti tra il 1903 e il 1910. A volerlo fortemente e a finanziarlo fu il banchiere Charles Galland (1816–1901). L'edificio è a base quadrata con lati esterni di 60 m, con un cortile interno. Dispone di quattro piani con uno spazio espositivo totale di 7.000 m2.

La facciata è decorata con sculture di Paul Amlehn: un'allegoria delle arti (pittura, scultura disegno e architettura) orna il frontone e mentre agli angoli della facciata principale si trovano altre due sculture allegoriche raffiguranti l'archeologia e le arti applicate.

Sul fregio nella parte superiore dell'edificio compaiono i nomi dei maggiori artisti di Ginevra: Jean Dassier, Auguste Baud-Bovy, Jean-Pierre Saint-Ours, Jacques-Laurent Agasse, Rodolphe Töpffer, Jean-Étienne Liotard, Alexandre Calame, François Diday, Barthélemy Menn, Jean Petitot, Jacques-Antoine Arlaud e James Pradier.

La storia del museo

L'idea di istituire un museo a Ginevra risale al 1826, anno in cui avvenne il primo concorso pubblico volto a riunire nello stesso edificio le collezioni d'arte e di storia. In quegli anni venne fondato il Musée des Beaux-Arts, presente ancora oggi sotto il nome di Musée Rath. Antecedente invece era il Musée Académique, fondato nel 1818, che esibiva collezioni di storia naturale e archeologia. Nel 1851 la città di Ginevra acquistò il Musée des Beaux-Arts, a cui venne ad aggiungersi la raccolta di armi e oggetti storici del 1870. Nella seconda metà del XIX secolo vennero ampliate numerose collezioni grazie a donazioni, e furono aggiunte nuove sale espositive.

Nel 1897 fu fondata la Société auxiliaire du Musée: la società aveva l'obiettivo di rafforzare le collezioni esistenti, soddisfare l'appetito di conoscenza, promuovere la creazione artigianale ed industriale, rinnovare il gusto per l'arte, promuovendo il sentimento nazionale e l'evocazione del passato per infondere nei cittadini l'orgoglio di appartenere alla città. L'8 settembre 1900, il Consiglio di amministrazione apre il secondo "concorso per la costruzione di un museo centrale". Vennero ricevuti 43 progetti, la giuria ne selezionò 5 per la fase successiva. Il progetto vincente, "Casque 1602" di Marc Camoletti (1857-1940), venne finanziato in gran parte dal generoso lascito del banchiere Charles Galland (1816-1901). Il 18 aprile 1902, il Consiglio comunale aggiunse una somma di tre milioni di franchi al progetto. Il 17 settembre 1904 avvenne la cerimonia della posa della prima pietra. Nel mese di giugno 1907, il lavoro principale era completato, portato a conclusione il 3 dicembre 1909: infine il Museo venne inaugurato il 15 ottobre 1910.

Attualmente il Musée d'Art et d'Histoire dirige una società a capo di tutti i musei d'arte e storici della città di Ginevra: il Cabinet des Estampes (grafica), il Musée Ariana (porcellana), il Musée Rath (mostre speciali), la Maison Tavel (storia di Ginevra) e il Musée de l'Horlogerie et de l'Émaillerie (orologi e smalti). Il gruppo comprende anche uno studio di restauro d'arte, laboratori di ricerca e una biblioteca d'arte e archeologia con più di 400.000 libri.

Le collezioni presenti
Archeologia

Grazie alla generosità della città di Ginevra, il museo ospita statue, sarcofagi, rilievi, iscrizioni, ceramiche, oggetti di vita quotidiana risalenti a un intervallo temporale di vari millenni. La sezione dedicata all'archeologia mostra reperti dell'epoca preistorica, dell'antico Egitto (è presente una mummia del IX secolo a.C.), dell'antica cultura Kerma del Sudan, del vicino Oriente, l'antica Grecia, dell'epoca Romana, compresa la maggiore collezione numismatica della Svizzera (più di 100.000 monete e medaglie).

Belle arti

Il Musée d'art et d'histoire di Ginevra ospita una delle principali collezioni di belle arti della Svizzera, grazie alle continue generose donazioni e acquisizioni. Oltre alle collezioni relative all'arte regionale, si sono ampliate quelle sull'arte antica, moderna e contemporanea.

La collezione spazia dal Medioevo fino al XX secolo, con opere di artisti italiani, olandesi, francesi, inglesi, tedeschi e svizzeri. Il museo offre la possibilità di ammirare diversi momenti chiave nella pittura occidentale, tra cui il Manierismo e l'Impressionismo, con artisti come: Konrad Witz, Veronese, Rubens, Pissarro, Monet, Cézanne, Bonnard, de Vlaminck, Picasso, Braque, Giacometti e Bram van Velde. Sono presenti inoltre opere di Liotard, Calame, Corot, Hodler e Vallotton, e degli artisti contemporanei svizzeri quali Markus Raetz, Olivier Mosset e Armleder.

Uno dei dipinti più interessanti è la pala d'altare di Konrad Witz (1444), una delle ultime opere d'arte che ornarono la Cattedrale di Ginevra prima della Riforma protestante. Nel dipinto è rappresentata la pesca miracolosa ambientata nel porto di Ginevra, in cui sono presenti le figure di Cristo e San Pietro.

Nel museo è presente una preziosa scultura in marmo di Antonio Canova, Venere e Adone, eseguita negli anni 1789-1794, per il palazzo napoletano del Marchese Francesco Berio di Salza. Venne successivamente acquistata da Guillaume Favre, il nonno di William Favre, illustre cittadino di Ginevra che nel 1917 offrì la sua tenuta di famiglia, Villa La Grange, per esposizioni di oggetti d'arte e mobili.

Arti applicate

La sezione dedicata alle arti applicate contiene reperti dell'arte Bizantina, icone e armi Medievali e Rinascimentali, inoltre sono presenti collezioni di gioielli, argenteria, strumenti musicali e tessuti (arazzi, pizzi e costumi). Gli interni e la mobilia di alcune stanze del castello di Zizers sono state interamente ricostruiti all'interno del museo in una sezione dedicata. La sala delle Armature ospita armi e armature risalenti al XV, XVI e XVII secolo, in particolare sono presenti reperti della battaglia dell'Escalade, durante il quale la città resistette alle truppe d'assalto del Duca di Savoia nel 1602. Le collezioni di orologi, gioielli, miniature e smalti del Musée de l'horlogerie attualmente chiuse al pubblico, riflettono il legame con il mondo bizantino e sono un altro punto di forza del museo.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue Charles-Galland 2
Orari
Tu-Su 11:00-18:00
Telefono
+41 22 418 26 00
Come arrivare
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Sito ufficiale
mahmah.ch

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Muro dei Riformatori

Memorial wall · Ginevra

Muro dei Riformatori

Il Monumento internazionale alla Riforma (in francese Monument international de la Réformation; in tedesco Internationales Reformationsdenkmal), conosciuto anche come Muro dei Riformatori, è un monumento situato all'interno del Parc des Bastions, nella città di Ginevra, in Svizzera. Il monumento onora i principali rappresentanti, avvenimenti e documenti della Riforma protestante, rappresentandoli sotto forma di statue e bassorilievi.

Il monumento si trova nei terreni dell'Università di Ginevra, fondata da Giovanni Calvino, e venne edificato per commemorare il quattrocentesimo anniversario della nascita di Calvino ed il trecentocinquantesimo anniversario della fondazione dell'università. È costruito sulle vecchie mura di Ginevra e la collocazione del monumento è intesa a rappresentare le fortificazioni e quindi l'importanza integrale della città di Ginevra per la Riforma protestante. Durante la Riforma protestante Ginevra fu infatti il centro del calvinismo e la sua storia e il suo retaggio dal XVI secolo sono stati strettamente legati a quello del protestantesimo.

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L'inaugurazione del monumento nel 1909 rappresentò il culmine di un concorso lanciato per trasformare il parco. Il concorso coinvolse 71 altre proposte da tutto il mondo. Il progetto vincitore fu proposto da quattro architetti svizzeri: Charles Dubois, Alphonse Laverrière, Eugène Monod e Jean Taillens (che propose pure un altro progetto, arrivato terzo). Le sculture furono create dagli scultori francesi Paul Landowski e Henri Bouchard.

Al centro del monumento si trovano le statue, alte cinque metri, dei quattro maggiori rappresentanti del Calvinismo: Guglielmo Farel, Giovanni Calvino, Teodoro di Beza e John Knox. Alla sinistra delle statue centrali vi sono statue alte tre metri di Guglielmo I d'Orange, Gaspard II de Coligny e Federico Guglielmo I di Brandeburgo. Alla destra si trovano invece le statue alte tre metri di Roger Williams, Oliver Cromwell e István Bocskai. Lungo il muro, su entrambi i lati delle statue centrali, è inciso il motto sia della Riforma protestante che della città di Ginevra: Post Tenebras Lux ("Dopo le tenebre la luce"). Sul piedistallo centrale delle statue si trova inciso il monogramma di Cristo: ΙΗΣ.

Informazioni pratiche

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Broken Chair

Giant furniture · Ginevra

Broken Chair

La Broken Chair (chiamata anche sedia rotta, sedia a tre gambe o sedia gigante) è una scultura monumentale in legno realizzata dall'artista svizzero Daniel Berset insieme al falegname Louis Genève. Costruito con 5,5 tonnellate di legno ed alta 12 metri, è situata a Ginevra.

== Descrizione ==

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La scultura raffigura una sedia gigante con una gamba rotta e si trova nella piazza di fronte al Palazzo delle Nazioni, a Ginevra. La scultura è dedicata alle vittime delle mine antiuomo e l'assenza di una gamba della sedia simboleggia l'amputazione di un arto dovute alle vittime di guerra; anche il posizionamento della scultura ha un valore simbolico, essendo stato posto nelle vicinanze di un organismo internazionale.

Storia

Broken Chair fu originariamente ideata da Paul Vermeulen , co-fondatore e direttore della Handicap International Suisse. Nell'ottobre 1996 commissionò all'artista una sedia alta oltre 10 metri, con una gamba rotta, da installare sulla Place des Nations a Ginevra. L'obiettivo era quello di sensibilizzare e ottenere il maggior numero possibile di Stati firmatari per il trattato di Ottawa sulle mine antiuomo nel dicembre 1997. La scultura fu eretta dalla Handicap International di fronte all'ingresso principale del Palazzo delle Nazioni di Ginevra il 18 agosto 1997 e inizialmente dove doveva rimanervi temporaneamente per tre mesi, fino alla firma del Trattato di Ottawa nel dicembre 1997. A seguito della ratifica da parte di 40 paesi, il trattato divenne effettivo il 1º marzo 1999.

La mancata firma del trattato da parte di paesi chiave e il forte sostegno pubblico alla scultura hanno fatto sì che rimanesse li fino al 2005, quando è stata rimossa durante i lavori di ristrutturazione della Place des Nations. Dopo il completamento dei lavori, la scultura è stata reinstallata nello stesso posto di fronte all'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra il 26 febbraio 2007.

La reinstallazione della scultura fu dedicata a sostegno della firma di un trattato internazionale sul divieto delle bombe a grappolo (Convenzione sulle munizioni a grappolo) che è stato firmato a Oslo nel dicembre 2008.

L'opera fu di proprietà dello scultore fino al 2004, quando trasferì la proprietà a Handicap International.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
broken-chair.com

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Musée Ariana

Collezione · Ginevra

Musée Ariana

Museo svizzero della ceramica e del vetro a la città di Ginevra, Svizzera

Informazioni pratiche

Indirizzo
Avenue de la Paix 10
Orari
Tu-Su 10:00-17:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+41 22 418 54 50
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.musee-ariana.ch

Grand Théâtre de Genève

Struttura architettonica · Ginevra

Grand Théâtre de Genève

Grand Théâtre de Genève è un teatro d'opera a Ginevra, in Svizzera.

Come in molti altri teatri d'opera, il Grand Théâtre de Genève è sia un luogo che un'istituzione. La sede è un maestoso edificio, che domina Place Neuve, ufficialmente aperto nel 1876, in parte distrutto da un incendio nel 1951 e riaperto nel 1962, dopo lunghi lavori di ristrutturazione, che ospita il più grande palcoscenico della Svizzera. In quanto istituzione, è il più grande teatro di produzione e di accoglienza della Svizzera romanda, con spettacoli di opera e danza, recital, concerti e, occasionalmente, teatro.

Leggi tutto su Grand Théâtre de Genève (130 parole)

Durante il XVII e l'inizio del XVIII secolo, Ginevra fu fortemente influenzata dall'ortodossia calvinista e non fu fino alla metà del 1760 che la città accettò la costruzione del Théâtre de Rosimond, il primo teatro dell'opera di Ginevra.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Place de Neuve 3
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.gtg.ch

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Musée d'ethnographie de Genève

Museo etnografico · Ginevra

Musée d'ethnographie de Genève

Il Museo etnografico di Ginevra (Musée d'ethnographie de Genève) è un museo etnografico situato a Ginevra, in Svizzera.

== Storia ==

Leggi tutto su Musée d'ethnographie de Genève (1.981 parole)

Il MEG, o Museo Etnografico di Ginevra, è stato fondato il 25 settembre 1901 su iniziativa del professore Eugène Pittard (1867-1962), che fu anche titolare della prima cattedra di Antropologia all'Università di Ginevra. Fu inizialmente ospitato nella villa Mon Repos. Pittard ha riunito collezioni pubbliche e private, principalmente le collezioni etnografiche del Museo Archeologico e del Musée Ariana, i fondi del Museo della Società Evangelica Missionaria e armi del Museo storico di Ginevra.

Nel 1939 il MEG si trasferì negli edifici in disuso della scuola elementare Mail nel Viale Carl Vogt. Inaugurato nella nuova sede il 12 luglio 1941 condividendo gli spazi con il Dipartimento di Antropologia dell'Università fino al 1967. L'edificio fu ampliato nel 1949; nel 1975 la città acquistò la villa lombarda di Chêne-Bougeries, che divenne la dependance di Conches.

Tra il 1980 e il 2001 furono respinte tre proposte per costruire un nuovo museo in piazza Sturm. La città ha allora pensato di rinnovare e ampliare l'edificio sul sito attuale. Il Consiglio comunale ha approvato il progetto all'unanimità il 21 marzo 2007.

Il nuovo edificio a forma di pagoda del MEG è stato inaugurato il 31 ottobre 2014, dopo quattro anni di lavori di costruzione. È stato progettato da Graber Pulver Architekten AG, con architettura e urbanistica ACAU, in collaborazione con lo studio di ingegneria civile Weber + Brönnimann EG. Nel seminterrato si trovano le gallerie e un auditorium; la caffetteria, il negozio del museo e la biglietteria si trovano al piano terra affacciati sul giardino. Al piano superiore si trovano i laboratori di restauro e di divulgazione culturale, nonché la biblioteca, che prende il nome da una generosa mecenate, Marie Madeleine Lancoux. La biblioteca comprende un piccolo spazio per l'ascolto di musica da tutto il mondo. Anche il vecchio edificio è stato ristrutturato e oggi ospita gli uffici e i laboratori di etnomusicologia. I tre edifici insieme - il vecchio museo, il nuovo MEG e una scuola elementare - racchiudono una piccola piazza ricca di alberi e fiori.

Il museo si trova nell'Inventario svizzero dei beni culturali d'importanza nazionale e regionale.

Nel 2017 ha vinto il premio del museo europeo dell'anno.

Riconoscimenti

Nel 2015 il MEG ha ricevuto il Red Dot Award Communication Design nella categoria "comunicazione spaziale/exhibition design" per l'allestimento della sua mostra principale. Nello stesso anno il MEG vince anche il Premio Multi-Media Art Innovative-Silver per la camera sonora progettata dall'artista Ange Leccia, per la mostra principale. Nel 2017 il MEG ha ricevuto il premio EMYA (Premio Museo Europeo dell'Anno), il massimo riconoscimento per un museo europeo. Il MEG è stato insignito nel 2015 del Red Dot Award dal Design Zentrum Nordrhein Westfalen per la qualità e l'originalità della scenografia della sua mostra permanente.

Collezioni

Il MEG conserva 74.000 oggetti, 20.000 fonogrammi e 100.000 supporti fotografici. Il MEG ha scelto di esporre nella mostra permanente 1000 pezzi che sono stati oggetto di una selezione.

Facendo eco all'Arca di Noè, il vassoio galleggiante all'ingresso della mostra permanente riunisce oggetti esotici, oggetti d'arte percepiti per il loro valore di mercato o anche oggetti collezionati da missionari e scienziati. Accanto ad essa prende forma la videoinstallazione dell’artista contemporanea Ange Leccia, come una clessidra che definisce il tempo attorno al motivo universale del mare presente in tutti i continenti.

Africa

Alcune tra le maschere e le sculture sono opere bidimensionali. Esse sono firmati da artisti precursori del grande movimento dell'arte pittorica, pittori e designer africani: affresco politico di Bähaylu (Etiopia), dipinti di Rajonah, artista malgascio dell'inizio del XX secolo, o anche l'acquarellista congolese Albert Lubaki, le cui opere colorate furono esposte in Europa negli anni 1920 e 1930. L'artista camerunese Ibrahim Njoya (1890-1960) è rappresentato anche da una composizione disegnata di ritratti di re camerunesi, con un ritratto di se stesso al centro dell'assemblaggio.

Asia

Collezione di oggetti dal Giappone e collezione di sculture dall'India del sud. Il bodhisattva (cinese) della compassione Avalokitasvara, con i suoi 190 cm di altezza.

Americhe

Oggetti precolombiani o provenienti da culture amazzoniche, ma anche oggetti provenienti dall'estremo nord, come questo secchio cerimoniale finemente decorato di una società Inuit e che veniva utilizzato durante la caccia alle balene.

Oceania

Sono rappresentate Nuova Guinea e Australia. Eugène Pittard considerava il mantello di piume ahu'ula il pezzo più prezioso del suo museo: è composto da migliaia di piccole piume di uccelli che vivevano nelle isole Hawaii. Indossato dal capo durante cerimonie o battaglie, si supponeva avesse potere protettivo.

Europa

Il Vecchio Continente non è dimenticato: Pittard si era già adoperato affinché nella collezione comparissero oggetti provenienti dalle culture popolari europee. Grazie a collaborazioni e scambi scientifici, il dipartimento conserva reperti provenienti da 46 paesi o aree culturali, dei Balcani e dell'arco alpino essendo rappresentati: un oggetto del Grigioni: un slitta per bambini, scolpita e dipinta come una figura di giostra.

Etnomusicologia

Il museo dispone di un dipartimento di etnomusicologia con una sala di musica nella mediateca, con un'ampia collezione di registrazioni musicali risalenti all'inizio del XX secolo (16.000 ore di musica).

Mostre presenti e passate

Alternative indigene all'ingiustizia ambientale, (dal 24 settembre 2021 al 21 agosto 2022)

Jean Dubuffet, un barbaro in Europa (dal 8 settembre 2020 al 28 febbraio 2021)

Africa. Le religioni dell'estasi, (dal 18 maggio 2018 al 6 gennaio 2019)

Amazzonia. Lo sciamano e il pensiero della foresta (dal 20 maggio 2016 all'8 gennaio 2017)

I colori dell'Amazzonia. Mostra fotografica fuori sede (dal 28 aprile 2016 al 30 novembre 2016)

La vetrina delle nuove donazioni al MEG. L'Africa che scompare! di Casimir Zagourski. La fotografia di Georges Bourdelon (dal 17 novembre 2015 al 28 febbraio 2016)

Buddismo di Madame Butterfly. Giapponismo buddista (dal 9 settembre 2015 al 10 gennaio 2016)

I re Mochica. Divinità e potere nell'antico Perù (dal 1 novembre 2014 al 3 maggio 2015)

È dell'uomo di cui devo parlare. Rousseau e la disuguaglianza (dal 15 giugno 2012 al 23 giugno 2013)

Il sapore delle arti. Dall'India Moghul a Bollywood (dal 27 maggio 2011 al 18 marzo 2012)

Tracce di sogni. Dipinti su corteccia degli aborigeni australiani (dal 17 settembre 2010 al 27 febbraio 2011)

Nel Madagascar. Fotografie di Jacques Faublée, 1938-1941 (dal 30 aprile 2010 al 26 settembre 2010)

Lo sguardo di Kannon (dal 29 gennaio 2010 al 26 settembre 2010)

Lo spirito dei tempi (dal 13 marzo 2009 al 26 settembre 2010)

Villa sovietica (dal 2 ottobre 2009 al 20 giugno 2010)

Medusa in Africa. La scultura dell'incanto (dal 14 novembre 2008 al 31 gennaio 2010)

Inquadra l'EST (dal 18 settembre 2009 all'8 novembre 2009)

Fuori gioco (dal 21 maggio 2008 al 26 aprile 2009)

Bambù Kanak. Una passione di Marguerite Lobsiger-Dellenbach (dal 29 febbraio 2008 al 15 marzo 2009)

Vodou, un'arte di vivere (dal 5 dicembre 2007 al 31 agosto 2008)

Scenario catastrofale (dal 28 marzo 2007 al 6 gennaio 2008)

Un ginevrino in giro per il mondo. Alfred Bertrand (1856-1924) (dal 9 febbraio 2007 al 9 dicembre 2007)

Thangka del buddismo tibetano. La collezione MEG (dal 3 luglio 2007 al 16 settembre 2007)

Ospite del MEG: il museo Barbier-Mueller (dal 24 aprile 2007 al 26 agosto 2007)

ALTRI STATI UNITI (dall'11 novembre 2005 al 1º aprile 2007)

Di tutti i colori. Un secolo di disegni nelle scuole ginevrine (dal 24 maggio 2006 al 31 dicembre 2006)

La fibra degli antenati (dal 22 marzo 2006 al 31 dicembre 2006)

I fuochi della Dea. Miti e rituali del Kerala (dal 16 marzo 2005 al 31 dicembre 2005)

Sotto l'artiglio del drago, costumi di corte della dinastia Qing (nella collezione Baur) (2004)

Un altro passaggio in India (2004)

Cento oggetti: la scelta del pubblico (2004)

Non applicabile - Cento oggetti (2004)

Gulag, il popolo degli zek (2004)

Il Museo si emoziona... (incontro settimanale nelle collezioni) (2003)

...per i tuffi della Taranta (2003)

...per “Arte e bambini” (2003)

...per le feste: statuine, presepi e giocattoli (2003)

OBIETTIVI DELLA TERRA, Fotografie di Monique Jacot e Gustave Roud (2003)

Fernand Grébert in Gabon (1913-1932) (2002)

Oggetti... hai un'anima? (2002)

Bharatanatyam, la danza degli dei (2002)

Gabès (freccia con due punte sinistra-destra) Ginevra. Fonti e risorse di un tunisino di Gabès a Ginevra (2002)

Pâtamodlé, l'educazione dei più giovani, 1815-1980 (2001)

Gli ostaggi dimenticati, fotografie di Zalmaïd Ahad (2001)

PACE, 100º anniversario della consegna del primo Premio Nobel per la Pace a Henry Dunant (2001)

Gli estremi del triangolo polinesiano, affiancati. Isole Hawaii, Isola di Pasqua, (2001) Nuova Zelanda, 1994-2001 Fotografie di Muriel Olesen e Gérald Minkoff George Huebner 1862-1935: una foto a Manaus (Manaus, Brasile)

Tempo di pausa, fotografie di Fausto Pluchinotta (2001)

Kua e Himba, due popoli tradizionali del Botswana e della Namibia di fronte al nuovo millennio (2001)

Dietro lo specchio, fotografie di Jean Mohr (2001)

La Regina di Saba - Bilqîs - Mâkedâ: una leggenda nera e dorata (2001)

Murales dei monasteri buddisti in Cambogia (2001)

Pigmei: da uno sguardo all'Altro (2001)

Buoni baci da Junction, fotografie di Simone Oppliger (2000)

George Huebner 1862-1935: fotografo a Manaus (2000)

La strada per Samarcanda, l'Asia centrale attraverso la lente degli antichi viaggiatori (2000)

“Un museo per una città del mondo” (2000)

“La memoria Kanak, i bambù incisi della Nuova Caledonia” (al Palazzo delle Nazioni) (2000)

Il mandala del Buddha della Medicina (2000)

Il mondo e il suo doppio, tesori del Museo etnografico di Ginevra (al Museo Rath) (2000)

Lunga vita alla speranza!: Il Brasile, alla luce di 500 anni di esclusione, fotografie di Douglas A. Mansur (2000)

Morte per vivere, Piccolo manuale di riti mortuari (1999)

Il fuoco. Fuoco divorante, fuoco domestico, fuoco sacro (1999)

Fremdes Wien e Xenographische Bilder (1999) Fotografie di Lisl Ponger

Mondi del lavoro - Immagini del Sud (1999)

Frechal, terra africana in Brasile. Fotografie di Christine Leidgens (1999) Le pieghe del tempo: scienza, mito e Horace Bénédict de Saussure ad Annecy Luci del Tibet a Lione

My Arabians, mostra di fotografie di Samer Mohdad (Ginevra - Mediterraneo) (1999)

Arte e bambini al Museo Etnografico (1999)

Fantasmi dell'Himalaya (1999)

Musei'99 (1999)

Diablitos e Carnevale (1999)

Art brut: dalla clandestinità alla consacrazione (1998)

Le pieghe del tempo: scienza, mito e Horace Bénédict de Saussure (1998)

Maschere Bwaba, maschere dell'Appenzello: un incontro (1998)

Addio Amazzonia (1998)

Il Cordel brasiliano: Poesie per il popolo (1998)

Nicolas Bouvier: “Il vento delle strade” (1998)

Ragamala. Ascoltare i colori, dipingere i suoni (1998)

Oggetto (1998)

Aspettando il principe azzurro. L'educazione delle ragazze a Ginevra dal 1740 al 1970 (1997)

Théâtres d'Orient (1997) “Samivel in montaggio: le visioni di un amante degli abissi” a Torino, poi a Chamonix

Decidere è pensare alla settima generazione che verrà (1997) Fotografie di Max Vaterlaus Convivenza allo svincolo Fotografie di Simone Oppliger

Memorie di schiavi (1997)

Museo'97 (1997)

Freddy Bertrand, 40 anni di fotografia giornalistica a Ginevra (1997)

“La Dech'Art'ge” di Simonet e “Couleurs d'Afrique” di Tchif (1997) Espressioni estetiche contemporanee in Benin

Immagini (1997)

Donne in rosso, il mondo quotidiano delle donne Himba (Namibia) (1997)

Sari e scialli dall'India (come parte di Orchid 97) (1997)

Dalla terra di Vaud alla terra del Voodoo, etnologie di Alfred Métraux (1996)

Polataka, i colori della vita (1996)

Samivel in montagna, le visioni di un amante degli abissi (1996)

Sari e scialli dall'India (1996)

Dalla Croce al Loto. Il viaggio spirituale di Jean Eracle, sacerdote e monaco (1996) I mari del Sud o l'altra faccia del paradiso La vita quotidiana degli amerindi in epoca precolombiana “Masques del mondo” a Martigny

Jean Piaget, Agire e costruire (1996) Alle origini della conoscenza nei bambini e negli scienziati

La freccia nel cuore. Una traversata fianco a fianco sulla terra indiana nel sud-ovest degli Stati Uniti (1996) Fotografie di Gérald Minkoff e Muriel Olesen

“Samivel in editing: le visioni di un amante degli abissi” (1996)

Autoritratti dal Nuovo Mondo (collezioni precolombiane) (1995)

Diversité 95, Ginevra (1995) Cento maschere nel Padiglione Rosso In alto le maschere Il mosaico ginevrino, modello di multiculturalismo? La musica al crocevia delle culture I Gemelli e gli altri Quando abbiamo la salute, Ginevra, 1900-1960 Morte e oblio Fotografie di Johnathan Watts e Teuvo Lehti “I segreti di un almanacco” a Martigny

L'Amazzonia di una baronessa russa. Dalle Ande all'Atlantico nel 1903 (1994)

Ai vostri posti! Le scuole primarie tra elitarismo e democrazia, Ginevra 1880-1960 (1994)

Giocattoli russi. Collezione di arte popolare Anatoly Panin (1994)

Tre sale espositive permanenti dell'Oceania (1994)

Antiche armi da lancio nell'Africa a sud del Sahara (1994)

Il mandala di Çakrasamvara (1994)

Arabi. Musica in gioco nella penisola (1994) Fotografie di Alain Saint-Hilaire

Man. Biosfera dell'Amazzonia peruviana (1994) Fotografie di André e Cornelia Bärtschi

La bellezza del resto. Confessione di un curatore di museo (1993)

Martín Chambi (1891-1973), fotografo andino (1993)

Thanka dell'Himalaya, immagini di saggezza (1993)

Si biforca come un matto al MEG, poi ad Annecy (1993)

Maschere africane, installazione della maschera (1993)

“L’uomo e le Alpi: incrocio di apparenze” a Grenoble e Sion (1993)

Non era domenica tutti i giorni... (1992)

Vita quotidiana del mondo del lavoro, Ginevra 1890-1950 (1992)

Afriche magiche (1992)

Cile indigeno (1992)

Vite inutili? Etnografia di un convento (1992) Fotografie di Françoise Sautier

La gente di Raoni (1992) Fotografie di Gustaaf Verswijver

Mucche utopia (1991)

90 anni fa, il mondo

Collaborazioni

Il museo collabora con diverse istituzioni, tra cui gli Ateliers d'ethnomusicologie.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Boulevard Carl-Vogt 67
Orari
Tu-Su 11:00-18:00
Biglietto
Ingresso libero
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.meg.ch

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International Red Cross and Red Crescent Museum

Museo storico · Ginevra

International Red Cross and Red Crescent Museum

Museo in Svizzera

Informazioni pratiche

Indirizzo
Avenue de la Paix 17
Orari
Apr-Oct Tu-Su, PH10:00-18:00; Nov-Mar Tu-Su, PH 10:00-17:00; Dec 24, 25, 31 off; Jan 01 off
Telefono
+41 22 748 95 11
Come arrivare
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Sito ufficiale
redcrossmuseum.ch

Monumento a Carlo II di Brunswick

Monumento · Ginevra

Monumento a Carlo II di Brunswick

Il Monumento Brunswick è un mausoleo marmoreo situato a Ginevra, in Svizzera.

== Storia ==

Leggi tutto su Monumento a Carlo II di Brunswick (173 parole)
Le Vicende legate alla Morte del Duca Carlo II di Brunswick

Esiliato dal suo paese nel 1830, il duca Carlo II di Brunswick si è trasferito prima in Francia, a Parigi e, poi, a Ginevra, dove morì nel 1873. Nel suo testamento lasciò in eredità la sua fortuna alla città di Ginevra, pretendendo un sontuoso funerale e un monumento a lui dedicato. La decisione del comune di Ginevra di accettarne l'eredità e di erigere un monumento dedicato al duca di Brunswick fu particolarmente contestata dalla popolazione.

La Costruzione

Il monumento è stato costruito da Jean Franel nel 1879, come replica delle arche scaligere di Verona ed è affiancato da due leoni di pietra ed una statua equestre del Duca, realizzata da Jean Franel, ma spostata in loco 14 anni dopo il suo completamento. L'insieme è elencato come una proprietà culturale svizzera di importanza nazionale.

Oggi il monumento sorge lungo il Quai du Mont-Blanc, a pochi metri dal punto esatto dove l'anarchico Luigi Lucheni pugnalò a morte la principessa Sissi.

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Parco La Grange

Struttura architettonica · Ginevra

Parco La Grange

Il Parco La Grange (in francese Parc La Grange o Parc de la Grange) è un parco cittadino situato nella città di Ginevra, nel Canton Ginevra, in Svizzera.

Il parco si trova nella riva sinistra del Lago Lemano, lungo il Quai Gustave-Ador e, con una superficie di 21,31 ettari, ospita un notevole numero di alberi monumentali, il roseto più grande di Ginevra, vari aranceti, un giardino in stile alpino e una villa del XVIII secolo. Vi si trovano anche due teatri, un parco giochi e una piscina per bambini.

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Storia

Il parco è stato oggetto di diverse campagne di scavi archeologici, che hanno rilevato tracce di occupazione umana risalenti al V millennio a.C., tra cui due Menhir, i resti di un edificio della Età del bronzo (I millennio a.C.) e di un palazzo d'epoca gallo-romana del I secolo, che occupava l'attuale sede del parco.

La proprietà di La Grange venne creata da Jacques Franconis (1622-1702) nel 1660. Tra il 1768 e il 1773, tre dei figli del banchiere Marc Lullin, che acquistò la tenuta nel 1706, vi fecero costruire una magione in stile francese; una pianta del 1789 mostra una casa circondata da prati, appezzamenti di alberi allineati ad angolo retto, vicoli e aiuole geometriche, in stile francese.

Nel 1800, François Favre (1736-1814), armatore ginevrino che fece fortuna a Marsiglia nel commercio con l'Oriente, acquistò la tenuta di La Grange dal banchiere Jean Lullin (1745-1803), che perse gran parte delle sue fortune con la Rivoluzione francese; dopo alcune modifiche, la planimetria del parco del 1848 mostra che le precedenti aiuole furono sostituite da vialetti e piantumazioni a linee curve o tratteggiate, all'inglese. Nel 1864 su invito del suo proprietario, Edmund Favre (1812-1880), si tenne nella villa la prima conferenza del Comitato internazionale della Croce Rossa.

Il parco è stata una proprietà privata fino al 1918, anno in cui venne lasciato in eredità alla città di Ginevra da William Favre; quest'ultimo in precedenza intraprese lavori su larga scala, tra cui movimenti di terra, nuove piantumazioni di alberi e un laghetto alimentato da una sorgente, a cui si aggiunse propagazione di specie esotiche e l'impianto di nuove specie arboree. Tra il 1945 e il 1946 il comune svizzero creò nel parco il più grande roseto pubblico del Canton Ginevra. Nel 1947, la Société genevoise d'horticulture ha creato un concorso internazionale relativo alle nuove rose ospitato in un nuovo roseto situato nella parte superiore del parco. Il 10 giugno 1969 Papa Paolo VI, durante la sua visita a Ginevra, celebrò nel parco una messa con circa 70.000 persone presenti.

Villa La Grange

La grande magione del XVIII secolo situata nel parco viene chiamata "Villa La Grange". La città di Ginevra organizza visite guidate alla scoperta degli interni della casa per permettere al pubblico di ammirare la biblioteca, le camere da letto e le sale di ricevimento. Le visite si svolgono una volta all'anno ed è obbligatorio registrarsi per poter partecipare perché il numero di posti è limitato.

Il 16 giugno 2021 la biblioteca della villa ha ospitato il Summit Russia-Stati Uniti del 2021 tra Joe Biden e Vladimir Putin.

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Musée Rath

Istituzione della memoria · Ginevra

Musée Rath

Museo in Svizzera

Informazioni pratiche

Indirizzo
Place de Neuve
Orari
We-Fr 14:00-19:00; Sa-Su 11:00-18:00
Telefono
+41 22 418 33 40
Come arrivare
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Sito ufficiale
mahmah.ch

cattedrale Russa Ortodossa

Cattedrale ortodossa · Ginevra

cattedrale Russa Ortodossa

La cattedrale dell'Esaltazione della Santa Croce (o cattedrale ortodossa di Ginevra o Cathédrale de l’Exaltation de la Sainte Croix) è la chiesa ortodossa maggiore di Ginevra. È una delle cattedrali dell'eparchia di Londra e dell'Europa occidentale, diocesi appartenente alla Chiesa ortodossa russa fuori dalla Russia.

È situata nel quartiere residenziale di Les Tranchées, a Ginevra, in Svizzera

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Storia

Nel XIX secolo, Ginevra divenne un popolare luogo di ritrovo per molti nobili e facoltosi borghesi russi. Fra questi c'era anche la duchessa Anna Feodorovna, che finanzia i lavori di costruzione di una nuova chiesa ortodossa a Ginevra, dedicata a Maria.

Nel 1862 la città di Ginevra cedette alla comunità ortodossa locale un appezzamento di terreno su cui poter erigere una propria chiesa, sullo stesso sito dove un tempo sorgeva un antico cimitero paleocristiano e dove, fino al XV secolo, era situato il convento di San Vittore.

Il progetto venne realizzato da David Ivanovič Grimm, professore di architettura presso l'Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, grazie al contributo della Granduchessa Maria, la figlia maggiore dell'imperatore Nicola I di Russia. La realizzazione del progetto venne affidata a Jean-Pierre Guillebaud, architetto di Ginevra.

La posa della prima pietra ebbe luogo nel settembre del 1863, e tre anni dopo la chiesa fu consacrata e dedicata alla Esaltazione della Santa Croce. Nel 1916, in occasione del cinquantesimo anniversario della chiesa, vennero notevolmente ampliate le tre navate ed è stato aggiunto sopra il portico centrale un campanile con cinque campane.

Descrizione

La chiesa, progettata nell'antico stile moscovita, è costruita in pietra locale con una pianta a croce greca. L'edificio è costituito da una navata principale, sormontata da una cupola, e due laterali, separate dalla centrale da sei massicci pilastri. In totale cinque cupolete dorate sovrastano la chiesa. Le tre navate sono precedute da un nartece e da un portico d'accesso.

La decorazione interne sono state realizzare dal pittore Joseph Benzoni, di Lugano. Le pareti sono decorate in stile russo ispirato all'arte bizantina, con volute di fiori e foglie, decorazioni geometriche e il monogramma greco di Cristo "XP". Le volte delle navate laterali sono punteggiate con stelle dorate su sfondo blu. Giacomo Donati, artista di Lugano, ha realizzato le pitture della cupola centrale: l'affresco su uno sfondo d'oro del Cristo Pantocratore che benedice con la mano destra e tiene il globo nella sinistra, circondato da un fregio di serafini, posta nella cupola. Nei quattro angoli che sostengono la cupola sono rappresentate le effigi dei quattro evangelisti: l'aquila, il bue, il leone e angelo. Le figure del Salvatore, serafini e evangelisti sono state dipinte dal Professor.

Le due grandi icone della iconostasi rappresentano Cristo e la Madre di Dio, sono opera del pittore Nicolas Kochéleff, membro dell'Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo e sono state donate alla Chiesa di Ginevra dai monaci russi del Monte Athos.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue Rodolphe-Toepffer 9
Come arrivare
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Basilica Notre-Dame of Geneva

Basilica minore · Ginevra

Basilica Notre-Dame of Geneva

The main Roman Catholic church in Geneva, Switzerland

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Conservatory and Botanical Garden of the City of Geneva

Istituzione culturale · Ginevra

Conservatory and Botanical Garden of the City of Geneva

Giardino in Svizzera

Informazioni pratiche

Indirizzo
Chemin de l'Impératrice 1
Orari
Apr 01-Oct 24: Mo-Su 08:00-19:00; Oct 25-Mar 31: Mo-Su 08:00-17:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+41 22 418 51 00
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Sito ufficiale
www.jardinbotaniquegeneve.ch

Palazzo Wilson

Palazzo · Ginevra

Palazzo Wilson

Il palazzo Wilson è uno dei quartieri generali dell'ONU di Ginevra, in Svizzera. Situato nella parte occidentale del lago di Ginevra, è uno degli edifici più prominenti del lungolago.

Attualmente ospita l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. È stato anche la sede del quartier generale della Lega delle Nazioni, prima che l'organizzazione si trasferisse al palazzo delle Nazioni, fatto costruire sempre a Ginevra fra il 1929 e il 1938.

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Il palazzo deve il suo nome al presidente degli Stati Uniti d'America Woodrow Wilson, che svolse un ruolo chiave nella fondazione della Lega delle Nazioni. Anche il Comitato per i diritti dell'infanzia tiene le sue riunioni nel palazzo Wilson.

Nel periodo della seconda guerra mondiale ospitò anche la Biblioteca Hector Hodler, una delle principali biblioteche di esperanto al mondo, oggi collocata presso gli uffici centrali dell'Associazione universale esperanto, a Rotterdam.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Quai Wilson 51
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Auditorio di Calvino

Chiesa protestante · Ginevra

Auditorio di Calvino

L'Auditorio di Calvino (dal francese Auditoire de Calvin, chiamato in origine Notre-Dame-la-Neuve Chapel) è una cappella situata a Ginevra, Svizzera che ha avuto un ruolo significativo nella Riforma protestante. La cappella è associata a Giovanni Calvino, Teodoro di Beza e John Knox.

L'Auditorio è adiacente alla Cattedrale di Ginevra in Place de la Taconnerie, nel cuore della città antica di Ginevra; fa parte di un ampio spazio spirituale e culturale denominato l'Éspace Saint-Pierre, che comprende il Museo internazionale della Riforma e la cattedrale di Saint-Pierre.

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Storia

L'austero edificio in stile gotico è stato costruito nel XV secolo, sulle fondamenta di precedenti edifici religiosi del V secolo ed era originariamente dedicata a Notre-Dame-la-Neuve. Dal 1536, con la proclamazione ufficiale della Riforma protestante a Ginevra, l'Auditorio è diventato la sala di lettura dove Calvino espose attivamente la sua dottrina: qui venivano tenute lezioni sulla Bibbia ogni mattina alle 7:00. Nel 1559, venne qui fondata l'Università di Ginevra da parte dello stesso Giovanni Calvino. Dopo che Ginevra aderì alla Riforma, divenne un rifugio per i profughi protestanti provenienti da tutta Europa, e Calvino concesse questo edificio ai rifugiati perché potessero tenere il culto nella loro lingua. Venne utilizzato anche dal riformatore scozzese John Knox, durante il suo esilio a Ginevra negli anni intorno al 1550. Qui fu a capo di una congregazione di rifugiati protestanti inglesi e sviluppò molte delle idee che influirono nella Riforma scozzese. Successivamente la cappella venne utilizzata da numerosi gruppi di rifugiati protestanti tra cui i Valdesi, i riformatori olandesi e gli esponenti del Presbiterianesimo scozzese. La cappella è considerata in tutto il mondo come la culla della fede protestante.

Restauro e utilizzo attuale

Nel 1954, l'Alleanza mondiale delle Chiese riformate ha raggiunto un accordo con la Chiesa nazionale protestante di Ginevra, e ha lanciato un programma per ripristinare l'Auditorio: nel corso degli anni, l'edificio si era deteriorato, il restauro venne completato nel 1959.

Oggi, seguendo la tradizione istituita da Calvino, l'Auditorio è ancora usato per il culto in lingue diverse dal francese. Ospita congregazioni della Chiesa riformata olandese e della Chiesa Valdese di lingua italiana, oltre ad essere utilizzato da una congregazione della Chiesa di Scozia come principale luogo di culto tutte le domeniche.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Place de la Taconnerie 1
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Jardin Anglais

Parco cittadino · Ginevra

Jardin Anglais

Il Jardin Anglais ("giardino (all')inglese") è un giardino di Ginevra, in Svizzera, situato in prossimità del lago e realizzato a partire dagli anni cinquanta del XIX secolo.

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Ubicazione

Il Jardin Anglais si trova in Quai du Général Guison, ai piedi della città vecchia, lungo la sponda del lago che dà sul Jeat d'Eau.

Storia

Lungo la Grand-Quai si iniziò a edificare a partire dal 1853.

L'anno seguente le autorità locali decisero di creare un passeggio.

Quattro anni dopo fu realizzata una prima fontana, in seguito trasferita nel Jardin des Alpes e sostituita dalla Fontana delle Quattro Stagioni.

Punti d'interesse
Monumento Nazionale

Tra i punti d'interesse del Jardin Anglais, vi è il Monument National ("Monumento Nazionale"), monumento realizzato nel 1869 che commemora l'adesione di Ginevra alla Confederazione Elvetica nel 1814.

Fontana delle Quattro Stagioni

Altro punto d'interesse è rappresentato dalla fontana delle Quattro Stagioni, situata al centro del giardino e realizzata nel 1862-1863..

La fontana è abbellita da quattro statue raffiguranti il dio del mare Poseidone, la nereide Anfitrite, Aci e la ninfa Galatea.

Horloge Fleurie

Altro punto d'interesse ancora è rappresentato dall'Horloge Fleurie("Orologio fiorito"), un grande orologio realizzato nel 1955 con 6500 piante da fiore come tributo alla tradizionale orologeria svizzera.

Pietre di Nettuno

Tra il giardino e il lungolago, si trovano inoltre le cosiddette Pierres de Niton ("Pietre di Nettuno"), due pietre originarie dell'Era glaciale Una di queste veniva utilizzate come mezzo di misura.

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Île Rousseau

Isola fluviale · Ginevra

Île Rousseau

Isola fluviale di Ginevra

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L'horloge fleurie

Orologio floreale · Ginevra

L'horloge fleurie

Outdoor flower clock in Geneva, Switzerland

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Pont de la Machine

Ponte pedonale · Ginevra

Pont de la Machine

Footbridge over the Rhone in the city of Geneva, Switzerland

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Ponte des Bergues

Ponte · Ginevra

Ponte des Bergues

Bridge in Switzerland

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Hans Wilsdorf Bridge

Tubular truss bridge · Ginevra

Hans Wilsdorf Bridge

Bridge in Switzerland

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Perle-du-Lac

Parco cittadino · Ginevra

Perle-du-Lac

Il parco della Perle du Lac è un giardino pubblico situato a Ginevra, in Svizzera.

== Posizione ==

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Fa parte di una serie di parchi contigui: Parc Mon Repos, Parc Moynier, Parc Barton, e Parc William Rappard, sulla riva destra del Lago di Ginevra.

Storia

Il parco deve il suo nome alla moglie di Hans Wilsdorf, fondatore della società Rolex, che visitandolo avrebbe esclamato: "Ceci est la perle du lac!".

Contenuto del parco

Il parco possiede un grande prato fiorito, chiamato comunemente «jardin de la perle». Una palazzina di stile fiorentino costruita nel 1829 accoglie il Musée d'histoire des sciences de Genève. Nel parco si trova anche un ristorante di proprietà del Comune, dove si possono assaporare i piatti tipici dell'alta cucina francese.

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Centre pour l'image contemporaine

Galleria d'arte · Ginevra

Il Centre pour l'Image Contemporaine (CIC), (in italiano: Centro per l'Immagine Contemporanea) fu un museo di arte contemporanea di Ginevra, in Svizzera.

Il CIC fu fondato nel 1985 come centro di lavoro per l'organizzazione di eventi e mostre che analizzassero l'uso di nuove tecnologie nell'arte come video, multimedia ed internet senza trascurare la fotografia e il film tradizionale. Evento di particolare rilievo fu la Biennale dell'Immagine in Movimento di Ginevra.

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il Centre d’Art Contemporain Genève (CAC) ne ha preso il posto nel 2010.

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Museo del Petit Palais di Ginevra

Istituzione della memoria · Ginevra

Museo del Petit Palais di Ginevra

Il Museo del Petit Palais di Ginevra è un museo privato che custodisce opere impressioniste e post-impressioniste di pittura e scultura, oltre ad una ricca collezione di disegni. Inaugurato nel 1968, dal 1998 il museo è chiuso, ma le opere vengono prestate ad altri musei per esposizioni temporanee sotto la dicitura Les amis du Petit Palais.

== Storia e architettura del museo ==

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L'industriale svizzero di origine tunisina Oscar Ghez (1905-1998), fondò questo museo nel 1968, utilizzando gli spazi di un palazzo privato per esporre le sue collezioni di arte moderna. Tutte le grandi correnti artistiche che sono comparse e avvicendate dal 1870 al 1930 vi sono rappresentate, in particolare l'impressionismo e la Scuola di Parigi.

Alla morte del fondatore il museo fu chiuso e la sua amministrazione passò nelle mani del nipote, che lo diresse fino al 2005, istituendo l'associazione "Les amis du Petit Palais", tuttora presente e attiva nel prestare i vari quadri a quei musei, anche stranieri, che vogliono allestire mostre temporanee.

Il palazzo che accoglie le opere del museo, detto Petit Palais, fu costruito nel 1862, secondo i canoni dello stile Secondo Impero, dall'architetto ginevrino Samuel Darier. L'edificio, di due piani, aveva la facciata principale sul lato che dà sulla città vecchia.

Nel 1967 il proprietario fece ingrandire l'edificio, che passò da due a sei piani, di cui tre nel sottosuolo. I lavori di scavo portarono alla luce l'antico muro di cinta della città. Oggi cinque piani sono destinati al museo, due interrati e tre in elevazione, mentre il terzo piano interrato funge da deposito delle opere.

Collezioni

Lista degli autori e delle opere:

Charles Angrand (1854-1926): La Seine à l'aube (La Brume), 1889 ; Portrait de la mère de l'artiste, 1885.

André Bauchant (1873-1958): due opere.

Maurice Barraud (1889-1954).

Frédéric Bazille (1841-1870): La Terrasse de Méric.

Madeleine Berly-Vlaminck (1896-1953).

Émile Bernard (1868-1941): La plage de Cancale, 1866.

Abel Bertram (1871-1954): Nu allongé au bas noir

María Blanchard (1881-1932): Le Mal de dents, 1928; Maternité; L'Enfant au cerceau, 1916-1918; Composition cubiste, 1918.

Camille Bombois (1883-1970): Le Bois de Vincennes.

Rodolphe-Théophile Bosshard (1889-1960): Nu couché, 1952.

Marie Bracquemond (1840-1916): Sur la terrasse à Sèvres, 1880.

Charles Camoin (1879-1965): Tartanes dans le port de Saint-Tropez, 1921; Village au bord de la mer , 1905-1906; La Gitane, 1905.

Paul Cézanne (1839-1906).

Auguste Chabaud (1882-1955): Au Salon, 1907; Le Moulin Rouge, la nuit, 1907.

Marc Chagall (1889-1986): Ahasver, la figure légendaire du juif errant.

Jacques Chapiro (1887-1972): Paysage animé.

Giorgio de Chirico (1888-1970).

Gustave Caillebotte (1848-1894): Le Pont de l'Europe, 1876; Melon et Compotier de figues, 1882; Le Père Magloire sur la route entre Saint-Clair et Étretat, o Moet à Étretat, 1884.

Jean-Baptiste Camille Corot (1796-1875).

Henri-Edmond Cross (1856-1910): Les Excursionnistes, 1894.

Béla Czóbel (1883-1976): Route aux environs de Berlin.

Hermine David (1886-1970): Boulevard des Batignolles.

Edgar Degas (1834-1917): Nu assis de dos.

Maurice Denis (1870-1943): Plage au canot et à l'homme nu, 1924; Les Baigneurs à Perros-Guirec; Composition, études pour “La Vocation”, 1891.

Ferdinand Desnos (1901-1958): La Procession au village; Don Quichotte et Sancho Pança.

André Derain (1880-1954): La Clairière o Le Déjeuner sur l'herbe.

Roland Dubuc (1924-1998).

Raoul Dufy (1877-1953): Les Trois Marins, 1926; Le Marché à Marseille, 1903; Nu au tabouret, 1932.

Giancarlo Dughetti (1931-1986)

Pierre Dumont (1884-1936).

Georges d'Espagnat (1870-1950): Le Printemps.

Henri Fantin-Latour (1836-1904).

André Favory (1888-1937): Les Baigneuses.

Jean-Louis Forain (1852-1931): Le Trottin de Paris, 1894.

Tsuguharu Foujita (1886-1968): Nu allongé au chat ; Lupanar à Montparnasse.

Othon Friesz (1879-1949): Le Pont Neuf.

Paul Gauguin(1848-1903): Pot décoré d'une tête de femme.

Wilhelm Gimmi (1886-1965).

Charles Giron (1850-1914).

Albert Gleizes (1881-1953): Nu assis, 1909; Composition.

Emmanuel Gondouin (1883-1934): Composition cubiste.

Friedrich Karl Gotsch (1900-1984).

Armand Guillaumin (1841-1927): Neige à Ivry, 1895; Paysage d'Île-de-France, 1885; Neige fondante dans la Creuse, 1898.

Louis Hayet (1864-1940).

Jean-Jacques Henner (1829-1905).

Max Jacob (1876-1944): Au Cirque, 1912.

Georges Kars (1882-1945): Jeune Fille à la rose; Nu au fauteuil.

Michel Kikoine (1892-1968): La Ruche sous la neige, 1913; Issy-les-Moulineaux, 1915.

Moïse Kisling (1891-1953): Kiki de Montparnasse au pull rouge, 1925; Nu assis, Kiki de Montparnasse, 1927; Jean Cocteau, assis dans son atelier, 1916; Les Enfants de Jacques; Portrait d'une jeune femme (Arletty), 1933; Autoportrait, 1944; Paysage de Provence.

Pinchus Krémègne (1890-1981): Femme assise dans le parc, 1914; Les petits Salés, 1915; Autoportrait, 1922.

Georges Lacombe (pittore) (1868-1916): Les Âges de la vie, 1892.

Mikhail Larionov (1881-1964): Paysage imaginaire, 1908.

Achille Laugé (1861-1944).

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901): Jeune femme gantée.

Louis Legrand (1863-1951).

Tamara de Lempicka (1898-1980): Les deux Amies, 1923.

Marcel Leprin (1891-1933).

André Lhote (1885-1962): quattro opere, fra cui: Les Courtisanes , 1918.

Gustave Loiseau (1865-1935): Les Roches vertes, 1893.

Maximilien Luce (1858-1941): Bord de mer en Normandie (La Pointe du Toulinguet), 1893; Les Aciéries , 1895 ; L'Homme à sa toilette, 1886; La Rue des Abbesses; Jeune Femme au bouquet de fleurs, 1890; Le Bain du bébé, 1895.

Jean Lurçat (1892-1966): Femme couchée.

Emmanuel Mané-Katz (1894-1962): Le Rabbin, 1960; Le Mariage, Les Musiciens ambulants, 1927.

Édouard Manet (1832-1883): Portait de Berthe Morisot à la voilette, 1872.

Henri Manguin (1874-1949): La Baie de Villefranche, 1913; Nu dans un intérieur, 1905.

Albert Marquet (1875-1947): La Frette, 1935; Le Danube à Galatz, 1933.

Henri Martin (1860-1943): La Pergola; La Fenaison.

Henri Matisse (1869-1954).

Jean Metzinger (1883-1956): Le Sphinx, circa 1928; Nature morte; Paysage, 1913.

Claude Monet (1840-1926).

Henry Moret (1856-1913): Neige à Doëlan, 1898.

Jules Pascin (1885-1930): Jeune femme assise; La jeune fille à la mantille, 1929.

Jean Peské (1870-1949): Paris sous la neige.

Francis Picabia (1879-1953): due opere.

Pablo Picasso (1881-1973): L'Aubade.

Jean Pougny (1892-1956): Rue à Paris.

Francisque Poulbot (1879-1946): La Blanchisseuse.

Jean Puy (1876-1960): Nu au peignoir; Le Peintre et son modèle sous l'ombrelle à Belle-Île, 1905.

Alphonse Quizet (1885-1955): Boulevard Sérurier à Belleville.

Paul Ranson (1861-1909): Paysage maritime, 1895.

Pierre-Auguste Renoir (1841-1919): Les Poissons; La Seine à Argenteuil, 1892; Nu debout; Portrait de la poétesse Alice Vallière-Merzbach; Gabrielle.

Henri Rousseau (1844-1910).

Ker-Xavier Roussel (1867-1944): Le Parc, 1911.

Paul Sérusier (1864-1927): La Marchande d'étoffe, 1898; La Guirlande de rose, 1898.

Paul Signac (1863-1935).

Chaïm Soutine (1893 o 1894-1943): Le Veau écorché, 1923.

Théophile Steinlen (1859-1923): Le chat; 14 juillet 1895.

Léopold Survage (1879-1968): La Ville, 1919.

Nicolas Tarkhov (1871-1930): 81 opere.

Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901).

Maurice Utrillo (1883-1955): Vu de Montmartre le 14 juillet; Notre-Dame de Paris, 1917.

André Utter: Suzanne Valadon se coiffant, 1913.

Suzanne Valadon (1865-1938): Nu au canapé rouge, 1920; La Tireuse de cartes, 1912; Après le bain, 1908; Le Vieil olivier, 1922.

Félix Vallotton (1865-1925): La Source, 1897; Le Vieil olivier, 1922; Portrait de Thadée Natanson, 1897.

Louis Valtat (1869-1952): Les Porteuses d'eau, 1897; Madame Doubrère et son fils, 1900; Folies Wagram, circa 1928; Paysage d'Agay; Les Écaillères d'huîtres, 1896; L'Omnibus Madeleine-Bastille, circa 1895; Portrait de femme au chapeau, 1895; Chez Maxim's, 1895.

Henry van de Velde (1863-1957): La Faneuse, 1891.

Kees van Dongen (1877-1968): Plage à Deauville; Le vieux Clown, 1906; Portrait de Kahnweiller, 1907.

Théo van Rysselberghe (1862-1926): Portrait de la violoniste Irma Sèthe, 1894, Mme H. van de Velde et ses trois filles; Dame aux tulipes; Nu au repos, 1914.

Maurice de Vlaminck (1876-1958).

Marija Marevna Vorob'ëv (1892-1984): Portrait de Chaïm Soutine, vers 1916; Hommage aux amis de Montparnasse.

Édouard Vuillard (1868-1940).

Ossip Zadkine (1890-1967).

Galleria d'immagini

Scene di genere

Nudi

Esposizioni

1965 : Peintres de Montmartre et de Montparnasse.

1973 : L'École de Paris et la Belle Époque de Montparnasse.

1974-1975 : Centenaire de l’Impressionnisme et Hommage à Guillaumin.

Dal 25 febbraio 1975 al 25 febbraio 1976 : Cinq peintres naïfs français.

1977 : Gustave Moreau et le symbolisme.

1978 : La Belle Époque de Montparnasse.

Dal dicembre del 1979 al febbraio del 1980 : Peintres Suisses du XXe siècle.

1983 : Trésors du Petit Palais de Genève.

1986 : La femme, corps et âme.

1990 : Le chat et ses amis de Théophile Alexandre Steinlen a Tsugouharu Foujita.

Dal 27 novembre 1990 al 20 marzo 1991 : Le Douanier Rousseau et les peintres primitifs du 1900.

1992 : Valtat et les Fauves.

1993 : Nabis et peintres de Pont-Aven.

1994 : Kikoïne.

1995 : Les Heures chaudes de Montparnasse.

1996 : Le Pointillisme.

Dal 6 marzo al 15 giugno 1997 : Le Douanier Rousseau et les peintres naïfs français.

1998 : Aux sources de l'art Moderne, nouveau regard sur la collection.

Dal 23 aprile al 24 ottobre 1999 : Au fil de l'eau, de Monet à Marquet.

Pubblicazioni

Kikoïne, bibliografia illustrata, edizioni del Museo del Petit Palais, n°4, 1993.

Centenaire de l'Impressionnisme et Hommage à Guillaumin, Ginevra, edizioni del Museo del Petit Palais, n°28, 1974-1975.

Gustave Moreau et le symbolisme, Ginevra, edizioni del Museo del Petit Palais, n°44, 1977.

629 œuvres, de Renoir à Picasso, Ginevra, edizioni del Museo del Petit Palais, n°558, 1981.

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Nei dintorni di Ginevra

3 luoghi nei dintorni, a Les Eaux-Vives, Plainpalais, Veyrier

Mappa dei dintorni di Ginevra
Dati della mappa © OpenStreetMap

Jet d'eau

Fontana · Les Eaux-Vives

Jet d'eau

Il Jet d'eau (in italiano "Getto d'acqua") è una grande fontana di Ginevra, in Svizzera. Si tratta di una delle più famose e suggestive attrazioni turistiche della città e ne è diventata il simbolo. Situata nel punto in cui il lago di Ginevra si appresta a sfociare nel fiume Rodano, nel quartiere Les Eaux-Vives, proietta un grosso ed unico spruzzo d'acqua verticale alto circa 140 metri, visibile in tutta la città e dall'alto, anche sorvolando Ginevra ad un'altitudine di diecimila metri.

== Storia ==

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Il rapido e imponente sviluppo urbano e industriale che contraddistinse Ginevra nella seconda metà dell'Ottocento comportò anche un fabbisogno sempre maggiore di energia, che venne soddisfatto con la costruzione di una centrale idraulica a La Coulouvrenière nel 1886 per la distribuzione della forza motrice ottenuta dalle acque del Rodano. Il pompaggio costante d'acqua, però, poteva generare pericolosi eccessi di pressione nei momenti in cui vi era meno richiesta di energia, come di notte o nei giorni festivi; venne perciò predisposta una vera e propria "valvola di sicurezza" per diminuire la pressione ed espellere l'acqua in eccesso. Nacque così il "primo" Jet d'eau, alto una trentina di metri e collocato all'estremità della centrale di La Coulouvrenière, ben più a ovest della posizione attuale e già all'interno del corso del Rodano.

Nel 1889 la "valvola di sicurezza" fu spostata nel lago, un po' più a nord di Ginevra, a Bessinge, vicino a Cologny. Il 2 agosto 1891, infine, il Jet d'eau trovò la sua ubicazione definitiva a Les Eaux-Vives: all'epoca raggiungeva i 90 m d'altezza, era contornato da un ventaglio di altri quattro getti minori poi soppressi e, come i precedenti, funzionava solo la domenica. Nel 1906 vennero installate delle motopompe che permisero l'attivazione costante dello zampillo. A partire dagli anni trenta si cominciò a pensare di staccare il Jet d'eau dalla rete idrica cittadina e venne realizzato un progetto a cura dell'ingegner Oscar Herzog (padre dell'alpinista Maurice Herzog), che però fu messo in atto solo vent'anni dopo: la nuova stazione di pompaggio autonoma, che utilizzava direttamente le acque del lago e consentiva un'emissione ininterrotta del getto, venne inaugurata il 3 maggio 1951.

Situazione attuale

L'altezza attuale del getto d'acqua raggiunge i 140 m e la velocità di uscita dall'ugello è di circa 200 km/h; l'acqua viene spinta da due pompe con potenza di 500 kW, che garantiscono una portata di 500 litri al secondo. La massa totale dell'acqua sospesa nell'aria si aggira intorno alle 7 tonnellate e impiega circa 16 secondi per ricadere nel lago.

Quello di Ginevra è il "getto d'acqua" più alto in Europa e probabilmente il più famoso del mondo, ma il più elevato in assoluto (312 m d'altezza) è la Fontana Re Fahd, che si trova a Gedda e fu inaugurato dal re Fahd nel 1985; da ricordare anche quelli realizzati nel fiume Han a Seul per il Campionato mondiale di calcio 2002, che arriva a 202 m; il Gateway Geyser (192 m), vicino al Gateway Arch di Saint Louis (Missouri); il Captain Cook Memorial Jet (147 m), installato nel 1970 nel lago Burley Griffin a Canberra (Australia).

Informazioni pratiche

Indirizzo
Jetée des Eaux Vives
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MAMCO / Museo di arte moderna e contemporanea

Istituzione della memoria · Plainpalais

MAMCO / Museo di arte moderna e contemporanea

Il MAMCO (Musée d'art moderne et contemporain) è un museo d'arte contemporanea di Ginevra.

Aperto nel 1994 nello spazio che era prima occupato dalla SIP, una fabbrica di meccanica di precisione, il MAMCO è quindi ad oggi il più grande museo di arte contemporanea della Svizzera in quanto lo spazio attuale è di 3500 m2 di esposizione, con una coolezione di 3.000 opere.

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Vengono proposte regolarmente importanti retrospettive, come quelle dedicate a Martin Kippenberger, Jim Shaw, Sylvie Fleury, John Armleder o William Leavitt.

Tre volte all'anno, MAMCO rinnova la sua presentazione e le sue mostre. Dialogo tra collezioni sospese e proposte temporanee, offre un viaggio che è più della somma delle sue parti.

Storia

Il museo nacque dall'azione di un gruppo di attivisti, nato nel 1973, che si strutturarono in forma di associazione di diritto pubblico con il nome di "Gli amici del MAMCO". Tale gruppo aveva come obiettivo appunto la creazione di un museo di arte moderna a Ginevra e si occuparono di coinvolgere l'amministrazione pubblica al fine di realizzare questo obiettivo.

Dopo diversi sforzi si riuscì ad identificare come edificio quello in cui era ubicato la SIP (Société genevoise d'instruments de physique). L'edificio venne invece acquistato dalla Città di Ginevra che però assicuro solo lo spazio e la sicurezza dell'edificio e nessun fondo per l'acquisto delle opere o per l'organizzazione degli spazi.

Dopo l'acquisto dell'edificio, l'associazione andò a creare una fondazione (Fondation MAMCO) che, insieme al Cantone e alla Città di Ginevra compone la FONDAMCO che gestisce il MAMCO.

Direzione

Dal 1994 al 2015 il MAMCO è stato diretto da Christian Bernard e dal 2016 da Lionel Bovier.

Caratteristiche

Il museo rinnova la propria esposizione quasi completamente ogni tre anni.

Tra le maggiori esposizioni si citano quelle dei seguenti artisti:

1997 - Martin Kippenberger

2000 - Jim Shaw

2001 - Bertrand Lavier

2004 - Guy de Cointet

2005 - Fabrice Gygi

2005 - Francis Baudevin

2006 - Steven Parrino

2006 - Jon M. Armleder

2008 - Sylvie Fleury

2009 - Thomas Bayrle

2010 - Franz Erhard Walther

2011 - Sarkis

2014 - Philippe Thomas

2014 - Tatiana Trouvé

2015 - Denis Savary

2017 - Kelley Walker

2018 - Rasheed Araeen

Picasso

A partire dal marzo 2018 al MAMCO è esposta un'opera di Pablo Picasso, Buste de mousquetaire» acquistata con una pubblica sottoscrizione per un importo di 2 milioni di euro.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue des Vieux-Grenadiers 10
Orari
"fermé pour travaux"
Telefono
+41 22 320 61 22
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.mamco.ch

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Pont de Vessy

Struttura architettonica · Veyrier

Pont de Vessy

Bridge in Veyrier, Switzerland

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Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026