Valencia

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Ottobre, Novembre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio 16° 32 mm
Febbraio 18° 18 mm
Marzo 19° 71 mm
Aprile 21° 10° 47 mm
Maggio 25° 14° 30 mm
Giugno 29° 18° 25 mm
Luglio 32° 21° 14 mm
Agosto 32° 21° 21 mm
Settembre 28° 18° 83 mm
Ottobre 25° 15° 60 mm
Novembre 20° 10° 61 mm
Dicembre 17° 30 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Valencia, in italiano anche Valenza, è un comune spagnolo di 825 948 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della Comunità Valenciana.

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Guida pratica di Valencia

1.950 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Cenni geografici

Valencia è situata sulle rive del fiume Turia e oggi si estende fino alla costa mediterranea, al centro del golfo di Valencia. Al tempo in cui i Romani la fondarono, la città si trovava su un'isola del fiume Turia a circa quattro chilometri di distanza dal mare.

La città è al centro di una pianura costiera, la più vasta del Mediterraneo spagnolo. È circondata da basse alture come la Sierra Calderona, a nord, i monti della Serrania del Turia nord-est, la Sierra de las Cabrillas ovest e il massiccio del Caroig sud-ovest.

Il territorio intorno alla città porta il nome storico di Huerta de Valencia (Horta de València in valenciano). Caratterizzata da suoli molto fertili, l'area era adibita fin da epoca preromana alla cultura di alberi da frutto, soprattutto frutteti, di vigne e di vegetali vari da cui deriva il nome (orti di Valencia). Dopo la caduta dell'impero romano gli orti furono abbandonati ma risistemati al tempo della dominazione musulmana grazie a opere di bonifica e alla costruzione di mulini.

Dieci chilometri a sud del centro si incontra l'Albufera de Valencia, proprietà della Corona di Spagna fino al 1911, anno in cui fu riscattata dal comune a un prezzo di 1.072.980,41 pesetas. La laguna è una delle più estese della Spagna ed è circondata da 14.100 ettari di palude dove viene praticata la coltivazione intensiva del riso che compare come ingrediente della famosa paella valenciana. Dal 1986 l'Albufera de Valencia è un'area naturale protetta.

Come orientarsi

Plaza de la Reina è la piazza centrale della Città vecchia (Ciutat Vella) di Valencia. Vi si affaccia la cattedrale. Vi confluiscono le vie (calles) Micalet, Pau, Avellanes, del Mar e de Cabillers

Imboccata la calle Micalet si giunge a Plaza de la Virgen, piazza dalla forma irregolare che sorge sul sito dell'antico foro romano.

Da plaza de la Reina il calle San Vicente Martir conduce a Plaza del Ayuntamiento.

Tra i quartieri della Ciutat Vella va menzionato il barrio del Carmen raccolto intorno al convento e alla chiesa omonima. I suoi limiti sono segnati dalle calles Serranos e Caballero. Il barrio è pieno di locali notturni frequentati da giovani.

Come arrivare

In aereo

1 Aeroporto di Valencia (IATA: VLC) – L'aeroporto è dotato di 3 terminal, il T1 e il T2 sono adibiti a voli nazionali, internazionali e comunitari Schengen mentre il terminal Regionale, inaugurato nel 2007, è destinato esclusivamente all'aviazione regionale. Lo scalo dispone di negozi duty-free, bar e fast food. Ha anche una sala VIP e altri tipi di servizi come bancomat, telefoni pubblici, internet Wi-Fi, assistenza medica e infermieristica, farmacia, ascensori, rampe e bagni adattati per i passeggeri disabili.

Al 2019 i voli da/per scali italiani erano gestiti dalle seguenti compagnie:

Ita Airways — Roma-Fiumicino.

Ryanair — Bari-Palese, Bologna, Cagliari-Elmas, Bergamo-Orio al Serio, Milano-Malpensa, Napoli-Capodichino, Palermo-Punta Raisi, Pisa-Galileo Galilei, Roma-Ciampino, Treviso-Sant'Angelo, Trieste-Friuli Venezia Giulia, Torino-Caselle.

Vueling — Da Catania-Fontanarrosa e Roma-Fiumicino, più un volo stagionale nel solo periodo natalizio da Milano-Malpensa.

L'aeroporto è dotato di stazione ferroviaria alla quale fanno capolinea le linee 3 e 5 di Metrovalencia. Il tragitto fino alla stazione centrale di Játiva dura circa 20 minuti. I treni sono in funzione dalle 05:30 22:29 nei giorni feriali, dalle 07:30 alle 21:08 di domenica. La loro frequenza è di 7/15 minuti. Lo scalo è dotato anche di stazione di autobus dove si ferma il MetroBus di Valencia (Linea 150).

In nave

È possibile raggiungere Valencia da Ibiza, Palma di Maiorca, Mahón con uno dei traghetti delle compagnie Balearia, Iscomar , Trasmediterranea

In treno

2 Estación del Norte, Calle de Játiva 2 (a soli 800 metri da Piazza de la Reyna). Vi si fermano treni a lunga distanza provenienti da Barcellona, Tarragona, Siviglia, Murcia, Cartagena e Lorca, Elche, Alicante, Albacete, Ciudad Real, Cuenca, Alcoy, Saragozza, Huesca e Tortosa. Informazioni su orari e treni sono riportati sul sito della RENFE.

3 Estación de Joaquín Sorolla, calle San Vicente Mártir e calle Maestro Sosa esquina Filipinas (Pochi minuti a piedi dalla stazione "Jesús" sulle linee 1, 2 e 7 di Metrovalencia). Realizzata tra il 2008 e il 2010 come stazione per treni ad alta velocità. Vi fanno capolinea infatti i treni AVE provenienti da Madrid-Puerta de Atocha. Si fermano a questa stazione anche i treni Euromed da Alicante a Barcellona-Sants e i treni Alvia da Castellón de la Plana a Madrid.

In autobus

4 Stazione centrale degli autobus extraurbani (Estación Central de Autobuses de Valencia), Avenida de Menéndez Pidal nº 13 (A 200 metri dalla stazione Tubìa di Metrovalencia), ☎ +34 963 46 62 66. Vi fa capolinea la maggior parte degli autobus regionali, nazionali e internazionali.

Cosa vedere

1 Cattedrale (Catedral de Santa María de Valencia), Plaza de la Reina. Costruita nel 1238 sul sito di una moschea, la cattedrale di Valencia presenta uno stile eterogeneo dal romanico al barocco, conseguenza dei numerosi restauri cui fu sottoposta nel corso dei secoli. Al suo interno si venera una reliquia del Santo Calice che secondo la tradizione sarebbe stato usato da Gesù durante l'Ultima Cena. Del complesso fa parte il Museo Catedralicio Diocesano che espone, fra l'altro, un'opera di Goya (V sala, Cappella Borgia).

2 Miguelete (El Micalet in valenciano). La torre campanaria della cattedrale fu realizzata tra il 1381 e il 1420. È alta 51 m. ed è possibile salire in cima alla terrazza grazie a una scala interna con 207 gradini.

3 Instituto Valenciano de Arte Moderno (IVAM), Guillem de Castro, 118 (Barrio del Carmen - Ciutat Vella), ☎ +34 96 386 30 00, fax: +34 96 392 10 94. L'istituto è costituito da due edifici distinti: Un palazzo ultramoderno ove sono esposte opere di Julio González, artista d'avanguardia che ricavava sculture dalla lavorazione del ferro. L'altro museo è invece ospitato nell'ex convento del Carmen. Vi sono ospitate opere di artisti contemporanei.

4 Museo Nacional de Cerámica y de las Artes Suntuarias González Martí, Calle del Poeta Querol, 2 (Fermata metro: Plaza). Il museo ospita collezioni di ceramica anche romane, pre-romane e medievali. Il museo ha sede in un palazzo nobiliare in stile rococò fatto erigere dal marchese Dos Aguas nel 1740.

5 Museo de Bellas Artes, Calle San Pío V, nº 9 (Fermata metro di Alameda), ☎ +34 96 387 03 00. Ingresso libero. Museo tra i più famosi di Spagna, soprattutto per quanto riguarda le collezioni di oli su tela. Tra le opere più ammirate figurano l'autoritratto del Velasquez, il San Giovanni Battista di El Greco e la Vergine con Bambino del Pinturicchio. Notevole anche la collezione di dipinti fiamminghi tra i quali compaiono opere di Hieronymus Bosch.

6 Ciudad de las Artes y las Ciencias, Avenida Autopista del Saler. Un moderno complesso con spazi dedicati alla cultura e all'intrattenimento, simile per concezione all'expo di Siviglia. Tra gli edifici che lo compongono vanno menzionati El Hemisfèric, opera dell'architetto Santiago Calatrava, il museo delle scienze (Museo de las Ciencias Príncipe Felipe), El Oceanográfico, Palacio de las Artes.

7 Giardino, museo e discoteca Umbracle, Av. del Professor López Piñero, Quatre Carreres. Gio-Dom 23:00 - 07:00 (in estate, come discoteca). L'Umbracle è un giardino pubblico, e attrazione turistica di tutto rispetto di Valencia. Fu progettato dall'architetto Santiago Calatrava e completato nel 2001. Si tratta di un padiglione lungo 320 metri, reminescente degli ombracoli, le serre protette usate in paesi tropicali e subtropicali per la conservazione di specie floristiche, funzione che ha anche l'Umbracle di Valencia. La struttura è costituita da più di 100 archi in ceramica bianca rivestita di legno teck.In estate si trasforma in una delle più frequentate discoteche della città durante la notte e museo a cielo aperto durante il giorno o in occasione di esposizioni temporanee.

Dove mangiare

Il piatto più noto della cucina valenciana è la paella. Si tratta di una preparazione a base di riso, zafferano e olio d'oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, detto in valenciano paella. Questo piatto, che internazionalmente viene associato alla cucina spagnola, è originario proprio di Valencia, e si è diffuso nel resto della Spagna solo a partire dalla fine del XIX secolo. Ne esistono ormai numerose varianti, ma la ricetta tradizionale, che ha preso il nome di "paella alla valenciana", è condita con carne (pollo e coniglio) e verdure (pomodoro e fagiolini). Un'altra specialità tipica di Valencia è l'horchata, una bevanda rinfrescante preparata con acqua, zucchero e chufa, un tubercolo di una pianta, il Cyperus esculentus, diffusa nella piana di Valencia. Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di fartons, biscotti tipici di forma allungata. Viene servita nella maggior parte dei bar, nei chioschi ambulanti, nonché in locali dedicati detti appunto horchaterías: l'originale e migliore horchata è possibile degustarla in una delle numerosissime horchaterie (la più famosa è "Daniel") di Alboraya, una piccola cittadina adiacente a Valencia. Esiste anche l'Agua de Valencia, che letteralmente significa "acqua di Valencia", in realtà è un cocktail a base di succo d'arancia, cava (lo spumante spagnolo) e vodka.

Prezzi modici

Cerveceria 100 Montaditos, Plaza de la Reina 10. Una catena diffusa in tutta la Spagna dove mangiare piccoli panini gustosissimi di ogni tipo (montaditos) e decine di sfiziosissime tapas spendendo poco più di un euro per ogni panino e 1 euro per una birra media

Prezzi medi

La Marcelina, Paseo Neptuno, 8 (Malvarrosa). È un ristorante un po’ retrò frequentato esclusivamente da spagnoli che arrivano alle 15 e mangiano tutto il pomeriggio, tra la musica di sottofondo dolce vita anni '60, l'ottimo cibo e l'elegante servizio

L'estimat, Avenida de Neptuno, 16 (Malvarrosa). È un locale storico, il primo aperto sulla spiaggia, dove andava Hemingway a fare bisboccia. Diciamo che si mantiene, la location è fantastica e mangiare una paella davanti al litorale della malvarrosa è sempre molto bello. I prezzi non sono economici, minimo 16 euro per una paella, ma ne vale la pena, i vini sono ottimi.

Orio, C/ San Vicente Martir, 23. Moderno, molto curato e pulito, al bancone un'infinità di tapas con birra e aperitivi, tutte molto buone per tutti i gusti, si pagamo gli stecchini nel piatto alla basca. All'interno ristorante à la carte un po' più conforme, piacevole il servizio.

Prezzi elevati

La Pilareta (già bar El Pilar), Calle Moro Zeit, 13 (Sulla piazza della Bolseria). Sicuramente il più famoso tapas-bar molto ben assortito, esiste dal 1918 ed è sempre molto pieno nonostante i prezzi un po' alti.

Come divertirsi

L'imprescindibile punto di partenza per qualsiasi notte valenciana è il Barrio del Carmen, il quartiere di origine araba e zona più antica del centro storico. Quartiere tradizionalmente popolare ed in decadenza fino a pochi anni fa, è stato ristrutturato recentemente ed ora è un centro che amalgama perfettamente diverse culture ed espressioni urbane. Qui la notte si passa spostandosi da un pub ad un altro, consumando Cerveza o Agua de Valencia, il cocktail fatto di succo d'arancia, Cointreau, Vodka e dello spumante locale Cava, mangiando le tipiche Tapas nelle Cervecerie. Il barrio del Carmen rimane un punto di riferimento anche quando d'estate il divertimento si sposta sui bar della costa, diventati di grande tendenza in seguito all'inaugurazione dello spazio dell'America's Cup.

Dove alloggiare

Prezzi modici

Red Nest Hostel, Calle de la Paz 36, ☎ +34 963427168, fax: +34 963427128, info@rednesthostel.com.

Purple Nest Hostel, Plaza Tetuan 5, ☎ +34 963532561, fax: +34 963427128, info@purplenesthostel.com.

Hôme Hostels, Plaza Vicente Iborra S/N, ☎ +34 963913797, info@likeathome.net. Da €15. Albergo della gioventù della catena Nest Hostels.

Center-Valencia, Calle Samaniego 18 (Barrio del Carmen). 11 AM. Nuovo ostello funzionale, con posti letto in stanze dormitorio. Accesso gratis alla rete tramite wi-fi. Servizio lavanderia. Non è permesso fumare né bere alcolici.

Hostal al Rincon, Calle Carda 11, Mercado. Prezzi a partire da 17 € per camera singola senza bagno. La struttura è dotata di servizio wi-fi.

Prezzi medi

Hostal Venecia, Pza. Ayuntamiento, 3. Valencia, 46002, ☎ +34 9635242. Rinomato, nonostante i prezzi modici, l'Hostal Venecia è situato in pieno centro. Le sue stanze, tutte con bagno, sono alquanto semplici ma confortevoli.

Sicurezza

Come tutti gli altri stati europei, corre il remoto rischio di attacchi terroristici. La criminalità locale è generalmente bassa e poco diffusa, anche se sono abbastanza comuni i borseggiatori nelle zone turistiche principali. Si raccomanda perciò di non passeggiare soli dopo la mezzanotte in quartieri periferici, e di assumere le normali precauzioni per la sicurezza personale.

Nei dintorni

Albufera — Possibili tour di navigazione con guida (in spagnolo o inglese). Ambiente naturale, in parte lasciato intatto, in parte riconvertito alla coltivazione di riso.

El Saler — Spiaggia con dune protette, macchia mediterranea.

Pinedo — Paese prospiciente il Turia, ha una sua spiaggia piuttosto ampia, vicino al porto. All'interno del paese alcuni ristoranti dove viene servita la paella fatta al momento.

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Cosa vedere a Valencia

  1. Ciutat de les Arts i les Ciències
  2. Palau de les Arts Reina Sofía
  3. parco oceanografico di Valencia
  4. Museo di Belle Arti di Valencia
  5. Torres de Serrans
  6. Museo delle scienze Principe Felipe
  7. Pont de l'Assut de l'Or
  8. Valencian Museum of Ethnology
  9. Micalet
  10. Palau de la Generalitat Valenciana
  11. Giardino del Túria
  12. Instituto Valenciano de Arte Moderno
  13. L'Ombracolo
  14. Palau de la Música de València
  15. chiesa dei Santi Giovanni
  16. Malvarrosa Beach, Valencia
  17. plaça de l'Ajuntament
  18. church of Saint Stephen
  19. Pont de les Flors
  20. Platja de les Arenes
  21. Pink Panther
  22. Monastero di San Miguel de los Reyes
  23. Pont de l'Exposició
  24. Museu del Patriarca
  25. Parc de Marxalenes
  26. Real Palace of Valencia
  27. Palau de Ripalda
  28. Pinedo Beach, Valencia
Mappa di Valencia con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Ciutat de les Arts i les Ciències

Complesso edilizio · Valencia

Ciutat de les Arts i les Ciències

La Città delle Arti e delle Scienze sorge a Valencia, in Spagna, sul vecchio letto, ora spostato, del fiume Turia e copre una superficie di 350.000 m².

Progettato dagli architetti Santiago Calatrava e Félix Candela, ed iniziato nel luglio 1996, è un esempio di architettura organica che, grazie a qualità costruttive d'avanguardia, riesce ad armonizzare gli elementi con i contenuti, lasciando però trasparire la tradizione mediterranea del mare e della luce attraverso un gioco di colori tra l'azzurro dei grandi stagni d'acqua a cielo aperto e il bianco del cemento.

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Il centro è una vera e propria "città nella città", costituito dalle seguenti strutture, note con i loro nomi valenciani:

Il Palau de les Arts Reina Sofía: un monumentale edificio dalle forme molto singolari destinato alla creazione, alla promozione e alla diffusione di tutte le arti sceniche.

L'Hemisfèric: una struttura architettonica di 13.000 m² concepito per fondere insieme le sensazioni suscitate da un planetario con l'impatto visivo delle immagini cinematografiche in formato IMAX su uno schermo di quasi 900 m². La forma dell'edificio riprende l'idea di un gigantesco occhio umano, la cui metà superiore, costituita dalla creazione architettonica di Calatrava, è virtualmente completata nell'occhio del visitatore dal riflesso dell'edificio osservabile in uno stagno rettangolare di 24.000 m².

L'Umbracle: un edificio situato nella parte meridionale del complesso, lungo 320 m e largo 60, costituito da un parcheggio su due piani per automobili (fino a 900) e pullman (fino a 20) e una passeggiata superiore nota come Paseo de las Esculturas (in italiano viale delle sculture) abbellita da un giardino alberato contenente una grande varietà di piante di specie diverse.

Il Museu de les Ciències Príncep Felip: un museo scientifico interattivo con una forma che ricorda vagamente lo scheletro di un enorme dinosauro, suddiviso su tre piani principali di circa 8.000 m² ciascuno: Tecnópolis, El Escaparate de la Ciencia (la vetrina della scienza) e Formas y Estructuras (forme e strutture). Al secondo piano è inoltre presente El legado de la ciencia (il lascito della scienza) in cui è presente un'esposizione sulla vita e le opere dei Premi Nobel Severo Ochoa, Santiago Ramón y Cajal e Jean Dausset.

L'Oceanogràfic: uno dei più grandi acquari d'Europa, un parco oceanografico all'aria aperta posto su di una superficie di 110.000 m². Al suo interno sono rappresentati tutti i differenti habitat marini di mari e oceani attraverso più di 40.000 specie diverse.

Il Pont de l'Assut de l'Or: un ponte strallato il cui pilone di 125 metri di altezza è il punto più alto della città.

L'Ágora: una piazza coperta, inaugurata nel novembre del 2009 e nella quale si realizzano convegni ed eventi sportivi come l'Open de Tenis Comunidad Valenciana.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Avinguda del Professor López Piñero (Historiador de la Medicina) 7
Telefono
+34 96 197 44 00
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.cac.es

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Palau de les Arts Reina Sofía

Compagnia d'opera · Valencia

Palau de les Arts Reina Sofía

Il Palau de les Arts Reina Sofía è il teatro dell'opera di Valencia (Spagna) e sede dell'Orquestra de la Comunitat Valenciana. È opera dell'architetto Santiago Calatrava ed è parte del complesso architettonico denominato Ciutat de les Arts i les Ciències.

== Elementi del palazzo ==

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L'edificio, alto più di 75 metri e che occupa una superficie di 40.000 metri quadrati, si compone dei seguenti elementi.

Sala principale: ha una capacità di 1.700 posti a sedere e viene utilizzata per spettacoli di opera.

Aula Magistrale: ha la capacità di ospitare 400 persone e viene adibita a conferenze o a concerti di musica da camera.

Auditorio: ha la possibilità di ospitare 1500 persone ed è destinato, solitamente, a concerti di musica classica.

Teatro de Cámara. Sala de exposiciones: è un edificio adiacente al palazzo e indipendente da questo. Può ospitare 400 spettatori, viene soprannominato «Martí i Soler» e viene adibito a spettacoli di danza, teatro e musica.

Discografia parziale

Domingo, Verdi - Plácido Domingo, 2013 Sony

Florez, Bel canto spectacular - Oren/Orch. Comunid. Valenciana, 2007 Decca

Kurzak, Gioia! Arie d'opera - Wellber/Orch. Com. Valenciana, 2010 Decca

Schrott, Arias by Mozart, Verdi, Berlioz, Gounod & Meyerbeer - Erwin Schrott/Orquestra de la Comunitat Valenciana/Riccardo Frizza, 2008 Decca

Yoncheva, Paris, mon amour - Sonya Yoncheva, 2015 Sony

Puccini: Turandot - Andrea Bocelli/Jennifer Wilson/Orquestra de la Comunitat Valenciana/Zubin Mehta, 2015 Sugar

Puccini: Manon Lescaut - Andrea Bocelli/Ana María Martínez/Javier Arrey/Coro & Orquestra de la Comunitat Valenciana/Plácido Domingo, 2014 Sugar

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.lesarts.com

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parco oceanografico di Valencia

Acquario · Valencia

parco oceanografico di Valencia

Il parco oceanografico di Valencia è il più grande parco marino in Europa e si trova nella città spagnola di Valencia, nella zona nella quale si trovava il letto del fiume Turia, prosciugato negli anni sessanta dopo una devastante inondazione. Il parco è stato realizzato riutilizzando un progetto dello scomparso architetto madrileno Félix Candela.

== Struttura ==

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Il museo acquatico è parte di un insieme più grande che prende il nome di Ciutat de les Arts i les Ciències. Enorme la varietà di specie presenti (circa 500) per un totale di 45.000 esemplari. La struttura si sviluppa in un'area di circa 100.000 m² ed un volume di 42 milioni di litri d'acqua.

Il complesso è diviso in zone che riproducono gli ambienti marini più disparati presenti sulla Terra. Le parti più suggestive si possono considerare un tunnel sottomarino della lunghezza di 70 metri ed un ristorante in cui si ha la sensazione di mangiare sul fondo dell'oceano. È presente anche un delfinario profondo 11 metri. Tra gli animali presenti ci sono anche trichechi, beluga, pinguini di Humboltd, foche comuni e numerosi uccelli, tra cui fenicotteri e ibis rosso.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer d'Eduardo Primo Yúfera 1
Orari
Mo-Su 10:00-21:00
Telefono
+34 96 047 06 47
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.oceanografic.org

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Museo di Belle Arti di Valencia

Museo d'arte · Valencia

Museo di Belle Arti di Valencia

Il Museo di belle arti San Pio V di Valencia è una delle pinacoteche più importanti della Spagna.

Esso custodisce circa 2.000 opere, in gran parte risalenti al XIV e XV secolo, di cui i più famosi sono Autorretrato di Diego Velázquez e la Madonna col Bambino scrivente e un vescovo inginocchiato del Pinturicchio.

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Il museo è ricavato all'interno del palazzo di San Pio V, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, su iniziativa dell'arcivescovo di Valencia, Juan Tomás de Rocaberti.

Inoltre è presente una sezione dedicata alla scultura, una interamente di arte contemporanea e una per i ritrovamenti archeologici.

Artisti presenti

Pittori gotici: Miquel Alcanyís, Pere Nicolau, Jacomart, Reixach, Nicolás Falcó, Gonzalo Pérez (Retablo dei santi Orsola, Martino e Antonio)

Rinascimento: Paolo da San Leocadio, Fernando Yáñez de la Almedina, Juan Vincente Macip, Joan de Joanes e l'italiano Pinturicchio, con il suo unico lavoro esposto in Spagna.

Secoli XVII e XVIII: Ribalta, José de Ribera, Velázquez (Autoritratto), Murillo, Juan de Valdés Leal, Luca Giordano, Corrado Giaquinto, Goya, Jan van Goyen, Frans van Bloemen.

Secoli XIX e XX: Vicente López y Portaña, Lucio Muñoz, Degrain, José Benlliure y Gil, Pinazo, Joaquín Sorolla, Cecilio Plá e Salvador Abril y Blasco.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer de Sant Pius V 9
Orari
Tu-Su 10:00-20:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+34 963 87 03 00
Come arrivare
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Sito ufficiale
museobellasartesvalencia.gva.es

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Torres de Serrans

Torre muraria · Valencia

Torres de Serrans

Le Torres dels Serrans sono una delle dodici porte che si aprivano nelle antiche mura della città di Valencia.

Le Torres dels Serrans sono costruite in stile gotico valenzano e il loro nome sembra derivare dal fatto che si trovassero a nord-ovest del centro storico e per questo motivo erano il passaggio naturale per le strade che conducevano a Los Serranos. Tuttavia, vi è un'altra teoria che farebbe derivare il nome dalla famiglia più importante che abitava nella strada.

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Le Torres dels Serrans sono uno dei monumenti meglio conservati di Valencia e, insieme alle Torres de Quart, sono le uniche porte sopravvissute dopo l'abbattimento delle mura avvenuto nel 1865.

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Sa 10:00-18:00; Su 10:00-15:00; PH 10:00-15:00; Mar 15-Oct 15: Mo-Sa 10:00-19:00; Mar 15-Oct 15: Su 10:00-15:00
Come arrivare
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Museo delle scienze Principe Felipe

Museo scientifico · Valencia

Museo delle scienze Principe Felipe

Il museo delle scienze Principe Felipe (in valenzano Museu de les Ciències Príncep Felip) è un importante museo di Valencia che fa parte della Città delle Arti e delle Scienze.

L'edificio, di oltre 40.000 metri quadrati, è stato progettato da Santiago Calatrava ed è stato aperto al pubblico il 13 novembre 2000. Al suo interno contiene uno dei più grandi pendoli di Foucault al mondo, lungo circa 30 metri e con una massa di 170 chilogrammi.

Informazioni pratiche

Orari
10:00-18:00; Jan 08-Mar 28,Oct 15-Dec 05,Dec 10-Dec 23: Fr-Su 10:00-19:00; Jan 02-Jan 07,Mar 29-Jun 29,Sep 10-Oct 14,Dec 06-09,Dec 26-Dec 30: 10:00-19:00; Jun 30-Sep 09: 10:00-21:00; Jan 01: 16:00-20:00; Dec 24: 10:00-14:00; Dec 25: 17:00-21:00
Come arrivare
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Pont de l'Assut de l'Or

Ponte strallato · Valencia

Pont de l'Assut de l'Or

Il Pont de l'Assut de l'Or è un ponte strallato progettato dall'architetto valenciano Santiago Calatrava che attraversa il Jardín del Turia e si trova nel complesso della Ciutat de les Arts i les Ciències, tra il Museu de les Ciències Príncipe Felipe e l'Ágora.

Il ponte è lungo 180 metri e largo 34 metri e ha un pilone alto 125 metri che rappresenta il punto più alto della città.

Informazioni pratiche

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Micalet

Torre campanaria · Valencia

Micalet

Micalet è il nome con cui è popolarmente chiamato il campanile della Cattedrale di Valencia ed è uno dei principali simboli della città di Valencia. Il nome è il diminutivo della campana principale, Miquel, che a causa della fonetica locale è diventato Micalet. Per molti secoli è stato chiamato Campanar Nou o Campanar de la Catedral, per distinguerlo dal Campanar Vell, una torre dalla pianta ottagonale di fattura romanica, situata nella calle de la Barchilla.

Costruita in stile gotico valenciano, è alta 50,85 metri e vi si accede dall’interno della Cattedrale, attraverso una scala a chiocciola con 207 scalini.

Leggi tutto su Micalet (251 parole)
Storia

Una targa posta alla base della torre parla delle sue origini:

I lavori furono iniziati nel 1381 dall'architetto Andreu Julià, che li continuò finché non furono interrotti nel 1396 a seguito di un terremoto. Nel 1402 la direzione dei lavori passa a Josep Franch, capomastro della Cattedrale, e nel 1414 viene incaricato Pere Balaguer, costruttore delle Torres dels Serrans. Nel 1425 si decise di terminare la costruzione nonostante mancasse la parte superiore, che non sarà mai costruita. Al suo posto venne costruita una struttura in legno che reggeva la campana, sostituita tra il 1660 e il 1763 da una torretta di pietra, quella che oggi possiamo vedere. Al principio aveva un elegante cresta traforata che serviva da corona, che fu abbattuta nel XVIII secolo, sostituita prima da un recinto di legno, e nel XIX secolo da una ringhiera metallica, fino al restauro del 1983 realizzato senza tener conto delle testimonianze archeologiche conservate fino a quel momento nello stesso terrazzo ed esposte ora presso la Casa del Campaner.

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Palau de la Generalitat Valenciana

Palazzo · Valencia

Palau de la Generalitat Valenciana

Il Palau de la Generalitat valenciana è un palazzo che si trova nel centro di Valencia ed è la sede della Generalitat Valenciana, il governo della Comunità Valenciana.

Il palazzo fu costruito nel 1421 in stile gotico valenciano e si trova a pochissima distanza dalla plaza de la Virgen dove si trovano altri edifici molto rappresentativi della città di Valencia, come la Cattedrale, la Basilica della Vergine degli Abbandonati e il Palazzo Fuentehermosa, sede della presidenza della Generalitat Valenciana.

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Il palazzo è un Bien de Interés Cultural dal 1931.

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Giardino del Túria

Giardino · Valencia

Giardino del Túria

Il Giardino del Túria (in valenciano Jardí del Turia) è un parco di 136 ettari che si trova nella città di Valencia ed è uno dei più grandi parchi urbani di Spagna.

Il parco è stato realizzato nel 1986 nell'antico alveo del fiume Túria, che venne prosciugato come misura preventiva al fine di evitare le periodiche alluvioni che affliggevano la città di Valencia. Dopo la grave alluvione del 1957 che causò gravi danni alla città e uccise molte persone, si decise infatti di deviare il fiume fuori dai confini della città e di realizzare un giardino nel suo vecchio letto.

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Il Giardino del Túria è lungo oltre 9 km ed ospita numerosi parchi, fra cui il Parc Gulliver, campi sportivi, il giardino botanico e la Ciutat de les Arts i les Ciències.

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Instituto Valenciano de Arte Moderno

Museo d'arte · Valencia

Instituto Valenciano de Arte Moderno

L'Instituto Valenciano de Arte Moderno è uno dei più importanti musei d'arte moderna della Spagna, che ha l'obiettivo di diffondere l'arte del ventesimo secolo. Il programma delle attività offre collezioni permanenti, mostre temporanee, convegni, corsi, workshops e pubblicazioni. Il complesso consta di due edifici: il Centre Julio González, aperto nel 1989, e la Sala de la Muralla aperta nel 1991.

L'IVAM possiede circa 7.000 opere tra quadri, sculture e fotografie.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer de Guillem de Castro 118
Orari
Tu-Th,Sa,Su 10:00-19:00; Fr 10:00-20:00; Mo off
Biglietto
Ingresso libero
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Sito ufficiale
ivam.es

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L'Ombracolo

Parco di sculture · Valencia

L'Ombracolo

L'Umbracle è un giardino pubblico di Valencia, progettato dall'architetto Santiago Calatrava, parte degli edifici della Ciutat de les Arts i les Ciències.

== Descrizione ==

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L'Umbracle riprende con un approccio contemporaneo la tradizione degli ombracoli, luoghi ombrosi, generalmente destinati alla conservazione di specie vegetali autoctone dei paesi tropicali e sud tropicali, in paesi con clima diversi da questi.

È costituito da una serie di archi (55 fissi e 54 mobili) che coprono un giardino lungo 320 metri e largo 60, e contenente più di 50 diverse specie di piante tipiche della regione di Valencia.

La struttura è realizzata in trencadís, frammenti di ceramica, bianco secondo il tipico stile degli edifici di Calatrava. La passeggiata è rivestita in legno di teck, un tipo di legno di origine tropicale che, rispetto al cemento, resiste con poca usura alle aggressioni climatiche.

Durante l'estate, parte del giardino, viene trasformata in discoteca all'aperto, una delle più frequentate nella stagione in città, come anche viene utilizzata per esposizioni temporanee d'arte.

Il parco comunica con il Museo delle Scienze - che si trova sul letto del fiume Túria e quindi più in basso - attraverso scale e ascensori, e con la Città di Giustizia con una serie di brevi scalinate.

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Palau de la Música de València

Centro artistico · Valencia

Palau de la Música de València

Il Palau de la Música di Valencia è un auditorium che si trova a Valencia nell'antico letto del fiume Turia e che è utilizzata per concerti, spettacoli cinematografici e mostre d'arte.

È la sede dell'Orchestra di Valencia e della Banda municipale.

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chiesa dei Santi Giovanni

Chiesa · Valencia

chiesa dei Santi Giovanni

La chiesa dei Santi Giovanni (in spagnolo Iglesia Parroquial de los Santos Juanes, conosciuta anche come San Juan del Mercado) edificio di culto cattolico in stile barocco di Valencia nei pressi del Mercado Central e della Loggia della Seta.

== Storia ==

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Dopo la Reconquista del 1238 a Valencia si iniziò la costruzione di numerosi edifici di culto, tra cui la chiesa dei Santi Giovanni di cui la prima notizia risale al 1240. In seguito a un incendio scoppiato nel 1362 la chiesa fu ricostruita secondo lo stile gotico valenciano. Tra il 1693 e 1702 la chiesa viene ricostruita secondo il gusto barocco da Vicente García e il soffitto viene decorato dagli affreschi di Antonio Palomino. Tra il 1782 e il 1786 Joaquín Martínez aggiunse elementi in stile neoclassico e José Vergara affrescò parte della chiesa, opere poi danneggiate durante la guerra civile spagnola.

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Telefono
+34 680 48 48 87
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Sito ufficiale
santosjuanesvalencia.com

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Malvarrosa Beach, Valencia

Golden sand beach · Valencia

Malvarrosa Beach, Valencia

Beach in Spain

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plaça de l'Ajuntament

Piazza · Valencia

plaça de l'Ajuntament

La Plaça de l'Ajuntament è la piazza più importante e centrale di Valencia.

In precedenza la piazza ha avuto diversi nomi: durante la Seconda Repubblica prese il nome di Plaza Emilio Castelar, quando fu intitolata al quarto presidente della Prima Repubblica spagnola; Plaza del Caudillo durante il franchismo, quando venne intitolata al dittatore Francisco Franco; Plaza del País Valenciano durante la Transizione e fino al 1987. Inoltre è allo studio una proposta del Consiglio Valenciano della Cultura che vorrebbe intitolarla a Giacomo I, il fondatore del Regno di Valencia.

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church of Saint Stephen

Chiesa · Valencia

church of Saint Stephen

Cultural property in Valencia, Spain

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Pont de les Flors

Ponte · Valencia

Pont de les Flors

Il Pont de les Flors è un ponte che attraversa il Jardí del Túria della città di Valencia.

La caratteristica più evidente del ponte è rappresentata dal fatto che è sempre ornato di fiori, che vengono cambiati più volte all'anno a seconda delle stagioni e delle festività. Il costo per la manutenzione e i periodici cambiamenti delle decorazioni ammonta solitamente a diverse centinaia di migliaia di euro l'anno.

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Pink Panther

Scultura · Valencia

Pink Panther

Sculpture in South Valencia, Spain

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Monastero di San Miguel de los Reyes

Monastero · Valencia

Monastero di San Miguel de los Reyes

Il monastero di San Miguel de los Reyes (in valenciano, Sant Miquel dels Reis) si trova a Valencia, in Spagna, nel quartiere di Els Orriols.

Fondato nel XVI secolo da Ferdinando di Aragona, duca di Calabria, su un antico monastero dell'ordine cistercense è considerata un'importante opera del rinascimento valenciano e, secondo alcuni autori, può esser stato preso a modello per il monastero dell'Escorial essendo, come questo, monastero gerolamita, centro culturale e chiesa commemorativa in memoria del suo fondatore. Dopo essere stato sconsacrato, l'edificio ha avuto vari usi civili ed è stato usato per molti anni come carcere.

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Storia

Questo monastero è un'opera significativa nel panorama artistico valenciano e alla sua costruzione hanno partecipato importanti architetti, maestri d'opera e artisti del tempo. Il complesso iniziale è del 1546 cui si sommano altre parti che principalmente si inseriscono nell'epoca classicista e sono stato aggiunte da maestri di derivazione francese, nonché da monaci e laici.

La fondazione del monastero si deve alla volontà di donna Germana di Foix, moglie di don Ferdinando di Aragona, duca di Calabria, di essere seppellita con il marito all'interno di un monastero gerolamita. Secondo José di Sigüenza i duchi scelsero un luogo nelle vicinanze di Valencia dove esisteva un monastero dell'Ordine cistercense che versava in uno stato di decadenza. Il Papa approvò con una bolla il passaggio della proprietà, ma nel 1535 donna Germana morì e il suo corpo venne sepolto nel monastero della nostra Signora di Gesù di Valencia, a causa dello stato di decadenza del monastero. Con l'intento di soddisfare il desiderio della moglie il duca chiese ai monaci del monastero gerolamita di San Bartolomeo a Valladolid che si stabilissero a Valencia e, con un decreto di Paolo III, su richiesta del duca, nel 1544 venne soppresso l'antico monastero di San Bernardo che passò all'Ordine di San Girolamo con il nome di San Miguel de los Reyes.

Il duca portò a Valencia due importanti architetti del momento: Alonso di Covarrubias e Juan di Vidaña che, secondo José di Sigüenza, realizzarono «un buon disegno del monastero e della chiesa che, se si fosse stato realizzato completamente e se il Duca fosse vissuto più a lungo, sarebbe stata una delle opere più importanti del tempo». La prima pietra fu posta nel 1548 dal vescovo e dal duca e riportava incise le insegne del suo fondatore. Il duca morì nel 1550 lasciando al monastero i suoi averi, i gioielli e la sua ricchissima biblioteca. Questa eredità sarebbe dovuta servire per la prosecuzione delle opere, ma il suo palazzo fu saccheggiato la stessa notte della sua morte.

I lavori di costruzione del monastero continuarono per vent'anni anche se con una minore possibilità economica. I monaci, che fin questo momento mancavano di dipendenze monastiche proprie, ritennero opportuno sostituire il progetto del prospetto del chiostro con uno meno ornato e perciò presero come modello il cortile degli evangelisti dell'Escorial, che copiarono con minime varianti e con una minore grandezza.

La costruzione del monastero si prolungò durante tutto il secolo XVII, iniziando la costruzione della chiesa del monastero a partire dal 1601. Nel secolo XVIII si costruì la cripta, alcuni altari e iniziò l'edificazione del chiostro del lato del nord della chiesa.

Il chiostro nord non arrivò alla sua conclusione, nonostante gli sforzi del monaco Frate Francisco di Santa Bárbara, che secondo Llaguno «progettò e diresse il nuovo chiostro di questo monastero, i cui piani, sezioni e prospetti furono approvati l'8 aprile del 1763 da suo zio Fr. Josef (Pina), Vicente Gascó e da Mauro Minguet». Si arrivò a costruire l'ala est, una nuova parte della torre nordest, con i suoi balconi del primo piano e la metà delle fondamenta dell'ala nord e delle casupole claustrali. Le opere realizzate furono importante e si ignora il motivo del loro arresto.

Nell'1802 si eresse, di fronte alla facciata della chiesa, un portale al lato del cammino reale di Murviedro per ricevere, secondo quanto recita una lapide commemorativa, la visita di Carlo IV e María Luisa di Parma. Nel 1811 i frati abbandonano il monastero davanti l'imminente arrivo delle truppe francesi, lasciando il monastero disabitato fino al 1814. L'edificio andò deteriorandosi e la comunità religiosa si vide costretta a fare alcune opere di ristrutturazione dopo il suo ritorno. In un atto capitolare del 1814 si stabilisce che «si demolisca il chiostro vecchio e le altre costruzioni a quello vicine che minacciano di crollare».

Nel 1821 gli espropri del triennio liberale soppressero la comunità gerolamita. L'edificio, secondo il Reale Ordine del 2 luglio 1821 diventò una Struttura di Beneficenza e Riformatorio. Nel 1823 ritornarono i frati, che realizzano alcune opere minori. Nel 1835 avviene la sconsacrazione definitiva e il monastero e le sue proprietà passano nelle mani dello Stato.

Dopo l'esproprio, le opere d'arte e i libri che rimanevano dopo essere stato oggetto di saccheggio nella guerra dell'Indipendenza, sono stati spostati al Museo di belle arti di Valencia e buona parte dei libri, tra quelli che trovano i provenienti dalla preziosa biblioteca del Duca di Calabria, destinarono alla Biblioteca Universitaria.

Una volta impedita la sua demolizione da parte del Comune grazie alla relazione dell'Accademia di San Carlo, il monastero fu destinato ad luogo di accoglienza per i poveri e, in seguito, a carcere femminile e presidio nazionale, ciò che portò alla costruzione delle ali penitenziarie del cortile nord, della galleria carceraria inserita, tramite una demolizione di interni, nell'ala ovest del chiostro Sud, la creazione di celle in tutta la struttura risultante e le garitte nella muraglia circostante. La nuova portineria fu destinata a corpo di guardia. Nel 1962 l'edificio è stato acquistato per il Comune e la Deputazione Valenciana (la Provincia).

Durante gli anni 70/80 del secolo XX è stato una scuola pubblica, con il nome di Regina Doña Germana.

Tra il 1997 e 2000 sono stato realizzate le opere di riabilitazione di tutta la struttura per la sua destinazione a sede della Biblioteca Valenciana, integrando gli elementi architettonici delle sue tre tappe più importanti: i resti archeologici dell'originario convento cistercense, la configurazione più rilevante del convento jerónimo e la l'ultima ristrutturazione effettuata nel suo adattamento a carcere. Vi sono state anche delicate opere di restaurazione architettonica - restituzione costruttiva,

spaziale e morfologica - centrate particolarmente nei corpi e elementi di costruzione dell'antico convento gerolamita che avevano sofferto le maggiori alterazioni: il chiostro sud, le sue dipendenze circostanti, le torri originarie e i padiglioni che chiudono il lato orientale del monumento.

Il monastero fu costruito sul monastero cistercense di San Bernat di Rascanya del secolo XIV. Era a pianta quadrata, realizzato con muri di fango e mattoni per il chiostro e le sue pertinenze. La muratura si utilizzò unicamente per gli archi del chiostro, gli angoli, gli stipiti e gli archi, i pilastri e gli archi della chiesa. Il chiostro aveva due piani l'inferiore con galleria di archi puntati e il superiore con pilastri di mattone.

Intorno al chiostro c'erano le stanze comuni, mentre nella pianta superiore si trovavano le celle. La chiesa era a una navata con arcate con cinque cappelle tra i contrafforti di ogni lato e con un'abside squadrata. Dopo l'abside si trovava un piccolo chiostro con la residenza dell'abate e l'infermeria.

Covarrubias pensò di ampliare la chiesa cistercense e di costruire un nuovo chiostro a sud del complesso, mantenendo il chiostro nord all'interno un processo di ristrutturazioni che avrebbe dovuto essere completo. Il disegno del monastero ideato da Cavrrubias consisteva in una pianta rettangolare con una grande chiesa centrale e due chiostri laterali con quattro torri angolari negli angoli del complesso.

I chiostri erano uniti da una grande scalinata. L'arresto delle opere fino al 1571 portò al cambio dell'ubicazione della cappella dei Re e al cambio del disegno del chiostro prendendo come esempio il chiostro degli Evangelisti dell'Escorial.

Nel 1600 Juan Cambra alza la scala imperiale fino ai piedi del tempio e termina la cappella dei Re e le arcate del lato ovest e nord del chiostro. Il chiostro venne diviso in due piante, in quella sud trovavano le dipendenze comuni come: la sala capitolare a est, la biblioteca al sud e l'aula delle letture e la cappella dei Re nel lato ovest. Nella pianta principale e nella superiore si trovavano le celle. La cella del priore si trovava situata al primo piano della torre sud est.

La nuova chiesa fu cominciata nel 1623, sfruttando l'anteriore costruzione cistercense, dal mastro scultore Pedro di Ambuesa. La chiesa è a croce latina con cappelle tra i contrafforti con un coro alto ai piedi di questi e una cupola sulla crociera. È coperta con una volta a cannone realizzato in pietra. Nell'interno vi sono colonne toscane di ordine gigante con corpi scanalati e con il terzo inferiore con una scanalatura differente. Nell'intersezione della navata con la crociera si staglia, a mo' di base, una cupola su un alto tamburo con aperture con finestre e la cui copertura termina con una lanterna cieca – già così quando si iniziò la sua costruzione – che è coperta con piastrelle di vetro blu.

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Indirizzo
Avinguda de la Constitució 284
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Pont de l'Exposició

Ponte · Valencia

Pont de l'Exposició

Il pont de l'Exposició, detto anche il pettine è un ponte che attraversa il Giardino del Túria della città di Valencia.

Il ponte è stato costruito per l'Esposizione Universale di Valencia del 2000 su progetto dell'ingegnere e architetto valenciano Santiago Calatrava, è di acciaio ad alta resistenza e ha un'altezza di 14 metri, 26 metri di larghezza e quasi 131 metri di lunghezza.

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Parc de Marxalenes

Parco cittadino · Valencia

Parc de Marxalenes

Park in Valencia, Spain

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Real Palace of Valencia

Ex edificio o struttura · Valencia

Real Palace of Valencia

Palace located in Valencia, Spain

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Palau de Ripalda

Palazzo · Valencia

Palau de Ripalda

Demolished Spanish building in Valencia

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Pinedo Beach, Valencia

Golden sand beach · Valencia

Pinedo Beach, Valencia

Beach in Spain

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Nei dintorni di Valencia

12 luoghi nei dintorni, a Q9018963, Russafa, Ciutat Vella, La Xerea, Extramurs

Mappa dei dintorni di Valencia
Dati della mappa © OpenStreetMap

cattedrale di Valencia

Cattedrale cattolica · Q9018963

cattedrale di Valencia

La cattedrale di Valencia, dedicata all'Assunzione di Maria, è la sede metropolitana dell'arcidiocesi di Valencia; dal 1886 è anche basilica minore. Venne dedicata, secondo la tradizione del XIII secolo, all'assunzione di Maria per volere di Giacomo I. Il suo campanile è chiamato Micalet; si può accedere alla sua sommità, da cui si può godere una vista panoramica della città, attraverso 206 scalini

== Storia e descrizione ==

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La cattedrale venne consacrata nel 1238 dal primo vescovo di Valencia dopo la Reconquista e venne costruita in stile gotico valenzano al posto dell'antica moschea di Balansiya, che a sua volta era stata costruita sul sito in cui sorgeva l'antica cattedrale visigota.

In una delle cappelle della Cattedrale, in quella che in origine era l'antica sala capitolare dei monaci, è custodito un calice che da molti è ritenuto il Graal. Sulla parete della Cappella del Santo Calice si trovano due grandi spezzoni, rispettivamente di 59 e 70 metri di lunghezza, delle catene che sbarravano il porto di Marsiglia e che furono rotte e asportate come trofeo il 19 novembre 1423 dalla galera comandata da Romeu de Corbera, nel corso del sacco di Marsiglia.

Sulla parete di fondo si trova il retablo, costituito da un'opera scultorea in alabastro che presenta nella parte inferiore scene tratte dell'Antico Testamento e in quella superiore scene del Nuovo Testamento. In queste ultime sono rappresentate anche le figure dei Dodici apostoli realizzate dal fiorentino Giuliano Fiorentino, allievo del Ghiberti autore della Porta del Paradiso nel Battistero di San Giovanni. La cappella è coperta da una volta a crociera nervata a forma di stella a otto punte, le cui nervature si prolungano fino ad adagiarsi su alcune mensole policrome. Sopra il retablo si trova una bella vetrata, al centro della quale c'è la raffigurazione del Santo Calice.

Curiosità

Accanto al retablo sul lato sinistro della cappella del Santo Calice si trova una pietra che reca due curiosi ovali che si ritiene siano le impronte delle ginocchia dei pellegrini.

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Plaza de Toros de Valencia

Plaza de toros · Russafa

Plaza de Toros de Valencia

La Plaza de toros di Valencia è un'arena per le corride che si trova a Valencia e che è stata costruita fra il 1850 e il 1860, dall'architetto Sebastian Monleon in stile neoclassico.

La costruzione si ispira all'architettura romana e in particolar modo al Colosseo o all'Anfiteatro di Nîmes.

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La piazza ha una base poligonale, con 48 facce ed è stata costruita sulla base di un anello interno all'arena di 52 m di diametro.

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Torres de Quart

Torre muraria · Ciutat Vella

Torres de Quart

Le Torres de Quart (dette anche Porta de Quart) sono una porta che si apre lungo il tratto delle antiche mura urbane di Valencia, in Spagna. Insieme alle Torres de Serrans formano l'esempio più importante dell'architettura militare valenziana.

La porta deve il suo nome alla località di Quart de Poblet, nella cui direzione si affaccia, ed ha storicamente costituito l'accesso a Valencia da occidente (Madrid e Castiglia). Le torres de Quart sono ubicate all'intersezione di due strade importanti: carrer de Quart, che dal centro cittadino mena verso ovest, e carrer de Guillem de Castro, che incrocia quest'ultima in direzione N-S seguendo il tracciato dell'antica strada di circonvallazione.

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Con la demolizione delle mura cittadine durante la seconda metà del XIX secolo la porta de Quart fu risparmiata; le torri superstiti, ora apprezzabili in tutta la loro elevazione, diedero quindi alla porta il nome di torres de Quart che oggi costituisce la denominazione più comune del monumento.

Storia

Le Torres de Quart furono costruite dai "maestri nella nobile arte della pietra" Francesc Baldomar e Pere Compte dal 1441 al 1460, con interventi di Tomás Oller e Jaume Pérez. Lo stile architettonico delle torri è gotico valenzano tardivo ed ha ispirato simili architetture coeve nell'area italiana, come Porta Soprana a Genova e le torri del Maschio Angioino a Napoli; queste ultime in particolare furono disegnate dal maiorchino Sagrera e realizzate da maestri aragonesi proprio durante il dominio di Alfonso V d'Aragona in città.

Dal 1626 al secolo XVIII le torri ospitarono al loro interno il carcere femminile. Furono poi danneggiate in epoca napoleonica durante la guerra d'indipendenza spagnola: ancor oggi è possibile vedere le tracce delle palle di cannone sull'esterno delle torri. Fino al 1874 la porta de Quart fu anche nota come Porta de la calç ("Porta della calce") perché attraverso di essa doveva entrare in città la calce destinata all'imbiancatura delle abitazioni.

Nel 1931 le torri furono dichiarate monumento storico-artistico nazionale e sono ora protette dalla legge 16/1985 che tutela il patrimonio storico spagnolo.

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Basilica della Vergine degli Abbandonati

Chiesa cattolica · Ciutat Vella

Basilica della Vergine degli Abbandonati

La Real Basilica della Vergine degli Abbandonati (in catalano Real Basílica de la Mare de Déu dels Desemparats, in spagnolo Real Basílica de la Virgen de los Desamparados) è una grande basilica cattolica che si trova a Valencia in plaza de la Virgen.

== Storia ==

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La costruzione della basilica dedicata alla Vergine degli Abbandonati (patrona di Valencia) cominciò nel 1652, secondo il progetto di Diego Martínez Ponce de Urrana, con l'aiuto di José Montero e José Artíguez. Fu consacrata il 10 maggio 1667.

All'interno è custodita una statua mariana, dedicata alla patrona, considerata di origine miracolosa dai fedeli.

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Indirizzo
Plaça de la Mare de Déu
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chiesa di Santa Caterina

Costruzione · Q9018963

chiesa di Santa Caterina

La chiesa di Santa Caterina è una chiesa cattolica in stile gotico che si trova a Valencia.

== Storia ==

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La chiesa fu costruita all'inizio del XIII secolo sul sito di una precedente moschea. La maggior parte degli interni è stata ricostruita in stile barocco dopo un incendio nel 1548. La chiesa ha un portale cinquecentesco e un imponente campanile, con una base esagonale e cinque livelli, sul luogo dove sorgeva il minareto della moschea.

La chiesa è stata restaurata nel 1785.

Le campane sono state fuse a Londra nel 1729 mentre l'orologio è stato aggiunto nel 1914. Durante il restauro del 2012 ci si rese conto che il meccanismo era relativamente moderno e di nessun valore, per cui si decise di rimuoverla e di aggiungere nuovamente la campana rimossa nel 1902.

Nel 1936 l'interno della chiesa fu assalito e dato alle fiamme dai miliziani repubblicani e successivamente restaurato negli anni 50.

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chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

Chiesa · Ciutat Vella

chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire

La chiesa di San Nicola di Bari e San Pietro Martire, dedicata ai due santi omonimi, è conosciuta come Cappella Sistina di Valencia. Si trova nel quartiere del Carmen, nel centro storico della città. Al suo interno si possono osservare dipinti e pitture riportate alla luce dal recente restauro terminato nel 2016.

== Storia ==

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L'attuale Chiesa di San Nicola fu costruita ai tempi del Re Jaume I, il quale donò il luogo all'Ordine domenicano. Divenne parrocchia nel 1242 e fu una delle dodici prime parrocchie cristiane a Valencia. Con le varie trasformazioni, la Chiesa di San Nicola unì alla struttura gotica del XV secolo, la decorazione barocca del XVII secolo. I suoi affreschi ricoprono interamente tutte le pareti.

Durante la Guerra Civile, la chiesa subì numerosi danni e saccheggi e si convertì in luogo di mercato, distruggendo le cappelle.

Nel 1981 è stata dichiarata Monumento storico artistico nazionale. Tra gli elementi di maggiore pregio risalta la volta disegnata da Antonio Palomino tra il XVII e il XVIII secolo con una complessa iconologia basata sulla vita dei santi che danno il nome alla chiesa: San Nicola di Bari e San Pietro Martire.

Sono rappresentate scene d’infanzia, miracoli e morte in quasi 2000 m2 di superficie.

I lavori degli affreschi furono assegnati ad un artista in voga a quell'epoca, Antonio Palomino di Cordova, che realizzò tutti gli schizzi con i relativi significati teologici. Per l'enorme mole di lavoro, venne aiutato dal suo discepolo, il valenciano Dionís Vidal.

Di entrambi è possibile ammirare gli autoritratti a destra del rosone in controfacciata, dove Palomino è vestito di nero, mentre Vidal, in secondo piano, ha un atteggiamento tipico di chi cerca l'approvazione del maestro.

Guardando l'altare le storie affrescate sul soffitto dal lato destro riguardano San Nicola di Bari, mentre quelle sul lato sinistro raccontano gli eventi della vita di San Pietro Martire.

La luce che penetra dal rosone riflette all'interno della chiesa ai piedi dell'altare un motivo policromo magico col simbolo della Stella di Davide a sei punte.

Sull'altare maggiore in stile barocco, molto ornato, progettato da Juan Bautista Pérez Castiel, uno degli architetti della Cattedrale di Valencia, è collocato un retablo con le sculture dei due santi.

Nelle cappelle che fanno da cornice alla chiesa, si trova un ricco patrimonio artistico con tavole con scene della Crocifissione e immagini di santi cui la cappella è dedicata.

Molte sono le immagini di angeli e di putti disseminati in diversi punti della chiesa, documentandoci una grande attenzione verso i bambini anche nella vita del santo, come quella della scena dove San Nicola fa resuscitare tre bambini uccisi e fatti cucinare da un oste. I bambini sono ancora protagonisti ai piedi dei santi sull’altare maggiore.

Curiosità

Il lunedì la chiesa è chiusa e non sono previste visite ma i veri credenti e devoti valenciani percorrono a piedi - il terzo lunedì di ogni mese - il tragitto dalla loro casa alla chiesa per rendere omaggio a San Nicola di Bari in una sorte di processione-pellegrinaggio.

Per il fatto che San Nicola è considerato uno dei santi cattolici protettori dell'infanzia, la vita di San Pietro Martire e il suo culto, passano in secondo piano rispetto alla devozione dei valenciani per San Nicola.

San Nicola è considerato il personaggio che ogni anno distribuisce giocattoli e doni ai bambini di tutto il mondo: infatti le tre palle sono un suo attributo messo in relazione alla storie della sua vita. Santa Claus, come viene chiamato nell'Europa del nord, è riconoscibile nella seconda delle lunette dedicate al santo.

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Indirizzo
Carrer dels Cavallers 35
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National Museum of Ceramics and Sumptuary Arts González Martí

Museo nazionale · Ciutat Vella

National Museum of Ceramics and Sumptuary Arts González Martí

Cultural property in Valencia, Spain

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Indirizzo
Carrer del Poeta Querol 2
Orari
Mo-Su 10:00-14:00, 16:00-20:00
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Palacio del Marqués de Dos Aguas

Palazzo · La Xerea

Palacio del Marqués de Dos Aguas

Il Palacio del Marqués de Dos Aguas è un palazzo che si trova a Valencia, frutto di una radicale ristrutturazione in stile rococò effettuata intorno al 1740 sulla residenza dei Rabassa de Perellós, titolari del marchesato di Dos Aguas.

Il palazzo ha una pianta quadrangolare irregolare, circondato da torri finemente lavorate, e ruota attorno ad un patio interno. Molto bella è la facciata principale, arricchita da una porta riccamente decorata in alabastro e dall'immagine della Vergine dalla quale scendono due corsi d'acqua come allusione al titolo della signoria.

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Oggi il palazzo è la sede del Museo della Ceramica González Martí.

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Palace of the Borgias

Edificio parlamentario · Ciutat Vella

Palace of the Borgias

Historic site in Valencia

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Convent of Santo Domingo

Convento · Ciutat Vella

Convent of Santo Domingo

Cultural property in Valencia, Spain

Informazioni pratiche

Indirizzo
Plaça de Tetuan 22
Orari
Tu,We 11:00+ "Visitas con reserva previa,llamar por teléfono de lunes a viernes de 08:00 a 14:00"
Telefono
+34 961963038;+34 961963003
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Museo dell'Almoina

Museo archeologico · Ciutat Vella

Museo dell'Almoina

Il Museo dell'Almoina della città di Valencia offre la possibilità di ripercorrere più di 2000 anni di storia della città, a partire dalla fondazione della Valentia romana nel 138 a.C., fino all'epoca medioevale (XIV secolo).

L'allestimento del museo è stato progettato dall'architetto José Maria Herrera Garcia. Il complesso museale è stato costruito in corrispondenza dei resti archeologici, venuti alla luce durante gli scavi del 1985-2005; possibile infatti ripercorrere parte dell'originario cardo e decumano massimo e vedere i resti delle colonne del Foro romano ancora in situ. Il museo è parzialmente visibile dall'esterno attraverso un pavimento in vetro ed una vetrata.

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Il percorso si divide in settori riferiti alle diverse epoche: l'età repubblicana, imperiale, visigota, islamica e cristiana; la visita è organizzata in ordine cronologico. Della Valentia romana si conservano in situ vari edifici, oltre al Foro, cuore economico, politico e religioso della città, anche le terme, la curia, la basilica, l'horreum, la via Augusta e il santuario di Asclepio. I resti della fase romana della città risalgono fino al 75 a.C., anno in cui Valencia fu distrutta da Pompeo, durante le guerre civili.

Il martirio di san Vincenzo, nel 304 d.C., segna il passaggio dall'età romana alla prima fase cristiana della città. All'interno dell'Almoina sono visibili l'abside della cattedrale visigota e alcune sepolture. Complessivamente i resti archeologici della prima fase cristiana di Valencia sono numericamente inferiori rispetto all'epoca romana.

Successivamente nell'VIII secolo d.C., con la conquista islamica della città, Valencia assume il nome di Balansiya, anche se raggiunge il massimo splendore nell'XI secolo quando si costruì l'Alcazar, la reggia del sovrano, di cui nell'Almoina si conservano i resti della piscina e del cortile.

Nel 1238, con la riconquista cristiana della città ad opera del re Giacomo I, si costruisce per volontà del vescovo Ramon Dupont, l'Almoina vera e propria, un'istituzione benefica a sostegno dei disagiati (il significato del termine Almoina è proprio elemosina.

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Jardín Botánico de la Universidad de Valencia

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Jardín Botánico de la Universidad de Valencia

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Indirizzo
Calle Doctor Peset Cervera 80
Orari
Nov-Feb: 10:00-18:00; May-Aug: 10:00-21:00; Mar: 10:00-19:00; Apr: 10:00-20:00; Sep: 10:00-20:00; Oct: 10:00-19:00; Dec 25: off; Jan 01: off
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Sito ufficiale
www.jardibotanic.org

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Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026