Barcellona

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio 13° 51 mm
Febbraio 14° 40 mm
Marzo 15° 48 mm
Aprile 17° 10° 70 mm
Maggio 20° 14° 46 mm
Giugno 24° 18° 35 mm
Luglio 27° 21° 32 mm
Agosto 28° 22° 57 mm
Settembre 24° 19° 93 mm
Ottobre 21° 16° 109 mm
Novembre 17° 11° 60 mm
Dicembre 15° 30 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Barcellona è una città della Spagna di 1 656 725 abitanti, capoluogo della Catalogna, una comunità autonoma della parte orientale dello Stato, oltre che dell'omonima provincia e della comarca del Barcelonès: soprannominata Ciutat Comtal o Ciudad Condal, è la seconda città della Spagna per numero di abitanti dopo la capitale Madrid.

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Guida pratica di Barcellona

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Da sapere

Cenni geografici

Barcellona è il capoluogo della Catalogna, la regione più orientale della Spagna. La provincia di Barcellona si estende su un'area di 7.733 km² con 5.300.000 abitanti, mentre la città ricopre una superficie di 100,39 km² con 1.700.000 abitanti. Il cuore cittadino si affaccia sul Mar Mediterraneo. La cima più alta della città è il Tibidabo con 512 m.

Quando andare

Anche se ogni stagione ha i suoi pro e contro, Barcellona è una meta visitabile durante tutto l'anno in quanto possiede un clima mediterraneo. Le temperature diurne mantengono un regime piuttosto mite durante il corso dell’anno, senza troppi eccessi di calura estiva. Agendo da moderatore, il mare fa sì che la temperatura non subisca variazioni significative tra il giorno e la notte. Per esempio, nel corso dell’anno, la città di Roma gode di temperature diurne ben più alte in tutti i mesi, ma in alcuni mesi le temperature notturne sono comunque un po’ più fresche nella capitale.

A Barcellona, maggio, giugno e settembre sono ritenuti i mesi migliori per una visita senza eccessi di calore estivo o di freddo invernale.

Il periodo tra luglio e agosto è il periodo più caldo dell'anno, con temperature intorno ai 23-24°C. I mesi di marzo, aprile, settembre e ottobre non sono esenti da piogge e temporali e le temperature sono attestate su valori miti.

Agosto è il momento più caotico a Barcellona ed è anche il momento in cui si possono trovare ristoranti e negozi chiusi (da metà agosto a inizio settembre) quando gli esercenti vanno in vacanza. Questo è anche il periodo di maggior afflusso turistico, il centro è sempre congestionato. Barcellona è visitabile anche fuori stagione, nei mesi invernali di gennaio e febbraio. Durante questo periodo fa relativamente freddo, con temperature medie che si attestano intorno ai 9°-10°C. Belle giornate di sole si possono manifestare, nonostante in una maniera intermittente. In primavera e autunno la temperatura diurna è di norma sui 15-20°C, facendone le stagioni migliori per una visita.

Lingue parlate

A Barcellona, come nel resto della Catalogna, le lingue ufficiali sono il catalano e lo spagnolo (che i catalani preferiscono definire castigliano). Numerosi abitanti, soprattutto i giovani, parlano anche l'inglese o il francese.

La lingua italiana è compresa dalla maggior parte degli esercizi commerciali. Barcellona è infatti visitata da almeno mezzo milione di italiani all'anno.

Come arrivare

In aereo

L'1 Aeroporto di Barcellona-El Prat (IATA: BCN), situato a 12 km sud-ovest dal centro città, dispone di due terminal. Il terminal 1 è quello principale, a cui fa capo la maggior parte delle linee aeree. È diviso in tre aree: area A per i voli internazionali, area B per i voli nazionali/europei, area C per i voli domestici. Il terminal 2 è poco utilizzato, tranne che per alcune linee aeree low cost, fra cui Ryanair, con alcuni voli provenienti anche dall'Italia. L'aeroporto è collegato con la città tramite treni che partono ogni 30 minuti e fermano alle stazioni di Barcelona Sants, Passeig de Gracia o Clot, oppure mediante autobus ("Aerobús") che partono circa ogni 10 minuti e terminano a Plaça de Catalunya fermandosi nel tragitto a Sepúlveda-Urgell e Plaça d'Espanya. Il biglietto sola andata per l'autobus costa 5,90 € (aprile 2014).

Attualmente esistono vari mezzi di trasporto che collegano i 2 terminal dell'aeroporto di Barcelona (BCN) al centro della città:

Aerobus

Questa autolinea, collega i 2 terminal con Plaza Catalunya con corse regolari durante tutto il giorno.

Sono 2 le linee che partono da Plaza Catalunya, T1 e T2, che collegano rispettivamente gli omonimi terminal con i seguenti orari:

Pl. Catalunya (Barcelona) – Terminal T1 (Aeroporto)

05:30-06.50 ogni 10 minuti

06:50-21:45 ogni 5 minuti

21:45-00:30 ogni 10 minuti

Terminal T1 (Aeropuerto) – Pl. Catalunya (Barcellona)

06:10-07:30 ogni 10 minuti

07:30-22:25 ogni 5 minuti

22:25-01:05 ogni 10 minuti

Pl. Catalunya (Barcelona) – Terminal T2 (Aeroporto)

05:30-06:50 ogni 20 minuti

06:50-22:20 ogni 10 minuti

22:20-00:30 ogni 20 minuti

Terminal T2 (Aeropuerto) – Pl. Catalunya (Barcellona)

06:00-07:00 ogni 20 minuti

07:00-23:00 ogni 10 minuti

23:00-01:00 ogni 20 minuti

Per questo speciale mezzo di trasporto, non valgono i biglietti del sistema tariffario integrato dell'area metropolitana di Barcellona. Questo servizio ha i seguenti prezzi:

Sola andata 5,10€

Andata e ritorno 9,15€

Minori di 4 anni gratis

È possibile comprare il biglietto direttamente in aeroporto e al ritorno direttamente alla fermata di Plaza Catalunya dal personale di terra.

Se acquistate la Barcelona card, vi darà diritto ad uno sconto sul biglietto dell'Aerobus con partenza dai Terminal T1 e T2, e sul biglietto per il ritorno da Plaza Catalunya solo al Terminal T2.

Per maggiori dettagli, visitate la pagina web ufficiale dell'Aerobus.

Treno

Il treno, è sicuramente una della maniere più economiche per raggiungere il centro della città, dato che il tragitto dall'aeroporto al centro città si possono utilizzare i normali biglietti del servizio di trasporto integrato con un costo di poco più di un euro.

Questo treno nel suo percorso verso il centro città ferma nelle stazioni di El Prat de Llobregat, Hospitalet/Hospital de Bellvitge (Capolinea Linea Rossa L1), Sants Estació (possibile cambio con la Linea L3) e Passeig de Gracia (possibile cambio con Linea Verde L3 o Linea Gialla L4). Consigliamo la fermata di Passeig de Gracia, che offre la possibilità di cambiare con la linea L3 che dista una sola fermata a sud con Plaza Catalunya e a nord con Avenida Diagonal.

Questa linea è stata pensata per servire il vecchio Aeroporto di Barcellona, ora T2, quindi risulta scomodo per quanti invece arrivano o partono dal nuovo terminal T1. La stazione dei del Terminal T2 é infatti collegata con l'entrata delle partenze del Terminal T1 con un servizio navetta gratuito.

Metropolitana

La linea L9 sud della metropolitana collega i due terminal dell'aeroporto di Barcellona alla città. Attualmente la linea L9 sud si attesta alla Zona Universitaria, ma nel tragitto sono presenti interscambi con le linee L1, L3, L5 ed L10. Come per il treno è sufficiente dotarsi di un biglietto per il trasporto pubblico specifico per l’aeroporto che costa 4,60€, oppure utilizzare i biglietti giornalieri che comprendono anche la tratta aeroportuale comprensive di carte turistiche.

Taxi

Trovare un taxi non sarà certo difficile. Basta mettersi il fila ed in massimo 5 minuti sarete comodamente seduti in cammino per la vostra destinazione. Come anticipato, il tragitto dall'aeroporto (qualsiasi terminal) al centro di Barcellona, non dura più di 30 minuti (escluso nel caso di traffico intenso, cosa che può succedere) ed un prezzo massimo di 35€ (nel caso che viaggiate con molte valigie al seguito).

Taxi Ecològic, ☎ +34 932 783 000, info@taxiecologic.com. variabile. 24h.

2 Aeroporto di Gerona-Costa Brava (IATA: GRO), a 12 km a sud di Gerona. Vi atterrano molti voli low cost della Ryanair provenienti da diverse città italiane.

I collegamenti aerei da città italiane a Barcellona erano operati al 2018 dalle compagnie riportate di seguito:

Air Europa: da Firenze, Catania

BlueAir: da Catania

easy Jet: da Milano

Ryanair: a Barcellona (Gerona) da Cagliari, Pescara, Pisa mentre a Barcellona (El Prat) da Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia

Vueling: da Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Olbia, Palermo, Pisa, Torino, Venezia.

L'aeroporto si trova a 100 km da Barcellona, alla quale è collegato con gli autobus Barcelona Bus che fanno capolinea alla Estació d'autobusos Barcelona Nord. Il biglietto per l'autobus costa circa 15 € andata (25 € andata e ritorno) e la durata del tragitto è circa 75 minuti.

Molto più comodo pero ovviamente più caro il transfer in taxi. Può risultare interessante per gruppi di 6-8 persone, con un costo di circa 30€ per persona (ottobre 2014).

Deposito bagagli

Per approfittare al massimo il tempo a disposizione in città, a volte può essere utile lasciare i bagagli in un deposito bagagli; per esempio per chi arriva in aeroporto al mattino presto e non può entrare in appartamento o albergo fino a mezzogiorno o nel primo pomeriggio. Uno dei sistemi più comodi è offerto da no-luggage, si tratta di un servizio di raccolta bagagli in aeroporto o in hotel/appartamento e di riconsegne nel punto desiderato al pomeriggio. Esistono anche i tradizionali depositi bagagli in aeroporto (Terminale 1), in stazione Sants, nel terminal autobus Estaciò del Nord e presso Lockers Barcelona, a due passi da Piazza Catalunya.

In auto

Per raggiungere Barcellona dall'Italia bisogna dirigersi verso Ventimiglia e l'ex valico di frontiera con la Francia. Una volta entrati in Francia si passa nei pressi di Nizza, Nimes, Montpellier, Perpignan fino al confine tra Francia e Spagna. Dopo esser entrati nel territorio spagnolo si prosegue verso Figueres, Gerona fino a Barcellona. La distanza Ventimiglia-Barcellona è di circa 700 km, tutta su autostrada tranne che per un breve tratto su strada a scorrimento veloce in corrispondenza della foce del Rodano(con circa 80 € di pedaggio complessivo - aprile 2014).

In nave

Da Genova partono i traghetti giornalieri delle Grandi Navi Veloci che raggiungono Barcellona in 18 ore, mentre le compagnie Grimaldi Ferries e Trasmediterrane effettuano collegamenti giornalieri con Livorno e Civitavecchia, oltre che da Porto Torres.

Da Barcellona partono traghetti e aliscafi giornalieri per Ibiza, Mahón e Palma di Maiorca (Isole Baleari).

In treno

Il treno Salvador Dalì che raggiungeva Barcellona in 14 ore circa partendo da Milano non esiste più. Attualmente (aprile 2014) non esistono relazioni ferroviarie dirette fra Italia e Barcellona.

Il servizio di trasporto su rotaia di Barcellona viene gestito da 2 differenti compagnie che offrono rispettivamente un servizio ad ambito nazionale ed un servizio ad ambito locale.

Renfe (letteralmente Rete Ferroviaria Spagnola) gestisce il cosiddetto servizio “de Cercanias”, ovvero collegamenti con i principali capoluoghi della Catalogna ed il normale servizio nazionale (interregionali ed alta velocità), mentre Fgc (letteralmente Ferrovie della Generalitat di Catalunya) gestisce un servizio “de Cercanias” proprio, che collega tutte le comarche della regione attraverso un esteso sistema ferroviario, ed una piccola fetta del trasporto metropolitano della città di Barcellona (L6, L7, L8).

Vista la sua centralità, Barcellona conta con numerose stazioni in tutto il territorio urbano:

3 Stazione di Plaça de Catalunya. stazione in comune tra RENFE e FGC. Da qui passano numerosi convogli con destinazioni regionali ed hanno origine le 2 delle 3 linee urbane di FGC: L6: CATALUNYA – REINA ELISENDA L7: CATALUNYA – AVENIDA TIBIDABO (da dove si può prendere il tramvia che porta alla funicolare del Tibidabo)

Le principali stazioni sono:

4 Stazione di Espanya. stazione dei treni di FGC con destinazione regionale e punto di origine della linea urbana L8 (Espanya – Ciutat Cooperativa).

5 Stazione di Barcellona Sants. principale stazione di Barcellona, da cui partono treni regionali, interregionali, nazionali, internazionali e l'alta velocità. Da questa stazione passa il treno che collega la città al Terminal 2 dell'aeroporto de El Prat.

6 Passeig de Gràcia. stazione di transito dei treni regionali di RENFE. Da qui passa il treno che collega Barcellona al Terminal 2 dell'aeroporto de El Prat.

7 Stazione di Francia. stazione di partenza di molti treni con destinazione internazionale.

In autobus

La città di Barcellona è dotata di un eccellente servizio di autobus, che conta con ben 145 linee differenti, tra autobus normali e autobus di quartiere.

È possibile utilizzare l'autobus con gli stessi biglietti ed abbonamenti validi per il resto del trasporto pubblico all'interno della Zona 1. Il servizio offerto è puntuale e ben organizzato, con mezzi nuovi e puliti, quasi tutti adattati per il trasporto delle persone disabili. Le fermate sono numerose e la maggior parte è dotata di un sistema che indica la percorrenza e il tempo rimanente al passaggio del prossimo bus. Per avere maggiori informazioni sulle linee e sugli orari di percorrenza visiti la pagina ufficiale di TMB.

Autobus notturni

Gli autobus diurni terminano il loro servizio a partire dalle 23.30, però già dalle 22.00 entra in funzione il servizio di autobus notturni chiamato NITBUS.

Il servizio nitbus contra con ben 18 linee che coprono l'intera area metropolitana e zone limitrofe. Come per gli altri mezzi di trasporto anche per questo servizio valgono gli stessi biglietti e gli stessi abbonamenti.Nel caso vi trovaste senza biglietto é possibile comprarlo a bordo (solo biglietti da 1 corsa).

Per maggiori informazioni riguardo al servizio NITBUS visitate la pagina ufficiale.

Autostazioni principali

Oltre che ad un servizio di autobus urbani, Barcellona conta con un collegamento via terra con le principali localitá spagnole ed internazionali.

Le 2 principali stazioni degli autobus di Barcellona sono:

ESTACIÓ DEL NORD — Questa stazione si trova nell'Eixample di Barcellona, all'incrocio tra Carrer de Ausias Marc e Carrer de Napoles, a 5 minuti di cammino dall'Arc de Triomf e dall'omonima stazione della metropolitana (L1).

In questa stazione é possibile prendere bus con destinazioni internazionali e nazionali, e le navette che conducono all'Aeroporto di Gerona.

Per maggiori informazioni su orari e destinazioni visitate la pagina ufficiale. Collegamenti con: Metro L1 Arc de Triomf

SANTS ESTACIÓ — Questa stazione si trova nell'area antistante l'omonima stazione dei treni di Sants, nella parte nord-ovest della città.

Da qui partono bus con destinazioni internazionali e nazionali e tutte le navette che conducono all'Aeroporto di Reus. Grazie all'eccellente connessione con treni (RENFE) e metro (L3/L5), é facilmente raggiungibile dal centro della città. Ovviamente non tutte le linee di autobus partono ed arrivano in questi 2 nodi principali. Infatti parte del trasporto extraurbano parte da Plaça Tetuan e dal Carrer de Pau Claris. Collegamenti con: Metro L3/L5 Sants Estaciò

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

La TMB gestisce la rete degli autobus e della metropolitana di Barcellona. L’individuazione del percorso e degli orari sono facilmente accessibili tramite la funzione specifica di Google maps.

Per i turisti sono disponibili le Hola Barcelona Cards che permettono di usufruire illimitatamente dei mezzi pubblici per 2 giorni al costo di 16,30 €, per 3 giorni a 23,70 €, per 4 giorni a 30,80 € o per 5 giorni a 38 € (con possibilità di usufruire di uno sconto del 10% se acquistate online). In alternativa esiste anche la Travel card T-Casual unipersonale che al costo di 11,35 € offre la possibilità di usufruire di 10 corse (prezzi aggiornati a novembre 2021).

Metropolitana

La metropolitana di Barcellona ha 11 linee, ognuna di queste è contrassegnata da un numero preceduto dalla lettera “L”.

Il biglietto di corsa singola costa dai 2,40 € a 8,55 € a seconda delle 6 zone che si intende percorrere (o incluso negli abbonamenti turistici). In tutti treni della metropolitana vi è l'aria condizionata ma nei periodi estivi (solo per le stazioni meno moderne) possono esserci anche 40° sulla banchina.

Nelle stazioni di testa della metro spesso è facile confondersi sulla scelta del binario perché non indicata la direzione di marcia. In realtà tutti i treni presenti, indipendentemente dal binario effettuano la corsa.

Autobus

Il biglietto di corsa singola per gli autobus è di 2,40-8,55 € (o incluso negli abbonamenti turistici). Nella maggior parte degli autobus vi è l'aria condizionata. Occorre rispettare l'ingresso dalla parte anteriore e timbrare ad ogni salita il proprio biglietto/abbonamento.

L'autobus turistico propone 3 itinerari al costo di 20 € (bambini 12 €) per 1 giorno oppure 26 € (bambini 16 €) per due giorni. Nel costo del biglietto sono inclusi anche diversi buoni sconto per l'ingresso ad alcuni musei, tour guidati, trasporti e fastfood.

La linea rossa segue l'itinerario: Plaça de Catalunya, Casa Batlló-Fundació Antoni Tàpies, Pg de Gràcia-La Pedrera, Sagrada Familia, Gràcia, Park Güell, Tramvia Blau Tibidabo, Sarrià, Monestir de Pedralbes, Palau Reial, Fútbol Club Barcelona, Francesc Macià-Diagonal e MACBA-CCCB.

La linea blu effettua le fermate a: Plaça de Catalunya, Casa Batlló-Fundació Antoni Tàpies, Pg de Gràcia-La Pedrera, Francesc Macià-Diagonal, Estació de Sants, Creu Coberta, Plaça d'Espanya, CaixaForum-Pavelló Mies van der Rohe, Poble Espanyol, MNAC, Anella Olímpica, Fundació Joan Miró, Funicular de Montjüic, Miramar Jardins Costa i Llobera, World Trade Center, Colom-Museu marítim, Port Vell, Museu d´història de Catalunya, Port Olímpic, Platja del Bogatell-Cementiri del Poblenou, Parc de la Ciutadella-Zoo Pla de Palau e Barri Gòtic.

Da metà marzo a fine settembre è operativa anche la linea verde che percorre: Port Olímpic, Platja del Bogatell-Cementiri del Poblenou, Fòrum, Poblenou Fòrum, Parc Diagonal Mar Fòrum, Fòrum, Parc Diagonal Mar City Centre, Poblenou City Centre e Platja del Bogatell-Cementiri del Poblenou City Centre.

La Barcelona Card consente di usufruire gratuitamente dei trasporti pubblici e sconti/ingressi gratuiti in oltre 100 musei, negozi, ristoranti, club, ecc. Costi: 2 giorni 25€, 3 giorni 30€, 4 giorni 34€, 5 giorni 40€. I ragazzi da 4 a 12 anni pagano 21€ per 2 giorni, 26€ per 3 giorni, 28€ per 4 giorni e 32€ per 5 giorni. I musei con ingresso gratuito con la Barcelona Card sono: Museu de les Arts Decoratives, Museu Barbier-Mueller d'Art Precolombí, Museu de Ceràmica, Museu Etnològic, Museu Frederic Marès, Museu d'Història de la Ciutat, Museu Monestir de Pedralbes, Museu Tèxtil i d'Indumentària, Museu de les Ciències Naturals de la Ciutadella, CosmoCaixa, CaixaForum e Jardí Botànic, mentre altri musei hanno uno sconto sul biglietto d'ingresso che varia dal 10 al 50%.

L'Articket invece consente di vistare gratuitamente i 7 principali centri d'arte della città al costo di 20€ e con la durata per 6 mesi. I musei compresi nel costo sono: Museu Picasso, Fundació Caixa Catalunya, Fundació Antoni Tàpies, Museu d'Art Contemporani de Barcelona (MACBA), Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB), Museu Nacional d'Art de Catalunya (MNAC) e Fundació Joan Miró.

In taxi

Il Taxi è abbastanza economico rispetto alle tariffe delle maggiori città europee. Il prezzo di una corsa dall'aeroporto al centro della città può variare (in funzione dell'orario e del giorno della settimana) dai 30 ai 40€. Bisogna fare attenzione però al tassametro. Controllate che sia a zero (in effetti 2,50€) al momento della partenza e che i supplementi finali non siano superiori a 5€ (4,50€ per e da l'aeroporto / porto, 2,50€ per stazione di Sants). Non si paga più il supplemento per i bagagli.

In alternativa al tassista "furbo" o in caso di necessità specifiche di trasporto (seggiolino bimbi, veicolo adattato per disabili, trasporto di oggetti voluminosi o gruppi di più di 4 persone) è possibile prenotare un servizio di transfer a prezzo fisso, sicuramente più costoso rispetto al taxi tradizionale ma molto più comodo e senza sorprese. Una delle società che offre il servizio è Book Taxi Barcelona. È possibile prenotare Online fino a 1 ora prima dell'arrivo. Oppure il servizio myTaxi anche tramite app.

In bicicletta

La bicicletta è una valida alternativa di trasporto, veloce e non inquina l'ambiente. Noleggio bici per ore, per giorni, settimane, o acquistare una seconda mano. È l'ideale se si vuole camminare per la città e vedere presto molte cose.

Mattia46, Gran Via de les Corts Catalanes, 392. Una bici per 24h con soli 5€ e scooter a partire da 15€. Noleggio bici e scooter.

E-Bike Rent, Carrer de Cervantes, 5. 4h per 15 euro e 12h per solo 20euro. Tour della città in 4 ore per soli 33€. Noleggio bici elettriche.

Born Bike Tours Barcelona, Carrer Marquesa nº1 (Vicino alla stazione della metropolitana "Barceloneta" (L4), Marquesa nº1.), ☎ +34 93 319 00 20, info@bornbikebarcelona.com. Da 8€; vari tour guidati e personalizzati a partire da 32€. 10:00-18:00. Vi porta al cuore della cultura di Barcellona attraverso Tour guidati in bicicletta: Gotico al Modernismo Bike Tour, Beach Bike Tour, Montjuïc Bike Tour (da € 32), Tapas Bike Tour (da € 42). Inoltre offre il noleggio di biciclette da 8 €. Tour possibile in parecchie lingue: italiano, inglesi, francesi, spagnolo, catalano.

Donkey Republic Bike Rental. Le biciclette arancioni di Donkey Republic si possono trovare parcheggiate per le strade di tutta Barcellona. Scaricando l'applicazione per smartphone "Donkey Republic" le bici possono essere facilmente affittate con pochi click a partire da, ad ogni ora, ogni giorno. Grazie al lucchetto bluethoot non c'è bisogno di chiavi. Le biciclette possono essere prenotate in anticipo e slegate con il telefonino. Senza la necessità di una connessione internet.

In vespa

Vesping, Carrer de Lepant, 277, ☎ +34626773361, info@vesping.com. :00-20:00. Visita Barcellona a bordo di una Vespa con GPS! Vesping, nuova frontiera del turismo, combina il romanticismo alle moderne tecnologie per offrire una soluzione del tutto creativa ed originale. La bellezza e l’utilità di questo mezzo di trasporto dinamico con navigatore satellitare consiste nel fatto che sei completamente libero di andare dove vuoi, quando vuoi. Organizza la tua giornata a Barcellona libera da orari, taxi o pullman. Scegli tra i diversi tour, creati per farti scoprire i punti più belli e nascosti della città.

In Segway

A Barcellona ci sono alcune aziende, che offrono la possibilità di girare tramite il Segway, un modo alternativo, e quando si è pratici anche comodo, per scoprire la città.

Barcelona Segway Tour, Carrer a Rull, 2, ☎ +34 608 408 112, +34 655 685 071.

Cosa vedere

Elenchi di attrazioni turistiche si trovano anche negli articoli dedicati ai distretti di Barcellona: Ciutat Vella, Eixample, Sants-Montjuïc, Les Corts, Sarrià-Sant Gervasi e Gràcia.

Chiese

1 Catedral de la Santa Cruz y Santa Eulalia (Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia), Pla de la Sue, 08002 Barcelona, ☎ +34 93 3151544, info@catedralbcn.org. Conosciuta come la Catedral de la Seu. La costruzione della chiesa iniziò alla fine del XIII secolo, ma venne terminata solo sei secoli più tardi. È la sede dell'Arcidiocesi di Barcellona.

2 Santa Maria del Pi, Plaça del Pi, 7, 08002, Barcellona, ☎ +34 93 318 47 43, info@basilicadelpi.cat. Intero 4 €, Ridotto 3 €. Lun-Dom, 10:00-18:00. Una delle principali opere del gotico religioso catalano affiancata da un campanile alto 54 m e caratterizzata da un grande rosone.

3 Església de Sant Felip Neri, Plaça Sant Felip Neri, 5, 08002, Barcelona (Metro: Linea L3, fermata Liceu, Linea L4, fermata Jaume I; Bus: Linee 14, 45, 59, 91, 120, V15, V17.), ☎ +34 933 173 116. Chiesa del XVIII secolo.

4 Iglesia de Santa Maria de Montalegre de Barcelona (Esglesia de Santa Maria de Montalegre de Barcelona), Carrer de Valldonzella, 13, 08001, Barcellona, España, ☎ +34 933 014 347, fax: +34 933 011 711, montalegre@montalegre.org. Lun-Ven 9:00-14:00/16:00-20:00 Sab 9:00-13:00/17:00-20:00 Dom 10:00-13:00/17:30-19:45. Chiesa in stile romanico-bizantino del XIX secolo.

5 Monasterio de San Pablo del Campo (Sant Pau del Camp), Carrer de Sant Pau, 101, 08001 Barcellona, ☎ +34 934 410 001. La chiesa più antica della città, fondata nel 911, rappresenta l'unico esempio di architettura romanica rimasta in città.

6 Sagrada Família, Carrer de Mallorca, 401, 08013 Barcellona (Fermata Sagrada Familia. La biglietteria si trova nel lato opposto all’ingresso), ☎ +34 932 080 414. Vi sono diversi tipi di biglietto, da quello semplice che costa 17€ a quelli combinati con audioguida 30€ e altre tipologie. È sempre più conveniente acquistarli online visto lo sconto e il fatto che l’ingresso è a orari prestabiliti scritti nel biglietto. I cartelloni mostrano il prossimo orario di ingresso. Con IQ code mostrato a lato si può scegliere facilmente il proprio biglietto sul posto.. Nov-Feb 9:00-18:00, Mar 9:00-19:00, Apr-Set 9:00-20:00, Ott 9:00-19:00. Nel 1866 l'allora nata associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe si pose l'obiettivo di costruire un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. A seguito dei disaccordi con il primo architetto, a condurre la realizzazione dell'imponente opera subentrò Gaduí che lavorò a questo progetto per 40 anni. Negli ultimi 15 anni di vita si dedicò completamente ad essa. Purtroppo durante la guerra civile spagnola numerosi disegni e alcune parti della chiesa vennero distrutti e la sua costruzione riprese solo dopo diversi anni. La chiesa è tuttora in fase di costruzione e una volta terminata avrà 18 torri che rappresentano i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e la più alta sarà dedicata a Gesù. Nel sotterrano della chiesa è allestito il museo della sua storia.

7 Basilica di Santa Maria del Mar, Plaça de Santa Maria, 1, 08003 Barcellona. La chiesa Santa Maria del Mar è uno dei capolavori del gotico catalano. La prima pietra la posò il re d'Aragona Alfonso el Benigno nel 1329. La costruzione della chiesa fu possibile grazie ai finanziamenti che raccolsero i mercanti del quartiere per celebrare la conquista catalana della Sardegna. Per edificarla scelsero questo luogo in quanto si pensava che lì vi fosse stata sepolta Santa Eulalia, la patrona della città.

8 Basílica de la Merced (Basílica de la Mercè), Carrer de la Mercè, 1, 08002 Barcellona, ☎ +34 93 3152756. Chiesa in stile barocco. La leggenda narra che la Vergine della Misericordia apparve in sogno al re Jaum I (1208-1276) dicendogli di fondare un ordine monastico per proteggere la città dai pirati. Infatti la prima chiesa venne costruita nel 1267. Nel 1637 la Vergine liberò la città dalle locuste e così venne nominata patrona di Barcellona. A fine settembre si celebrano i festeggiamenti in suo onore.

9 Cripta della Colonia Güell, Carrer Claudi Güell (Stazione Còlonia Güell treni S3, S4, S8, S9), ☎ +34 936 30 58 07. 8,50€ adulti, 9,50€ con audioguida (gen 2019). La biglietteria si trova presso l’ufficio informazioni, separata dal monumento. Nov-Apr: Lun-Ven 10:00-17:00, Sab-Dom 10:00-15:00. Mag-Ott: Lun-Ven 10:00-17:00, Sab-Dom 10:00-15:00. Costruita tra il 1908 e il 1915, quella che doveva essere una chiesa progettata da Gaudì è rimasta incompleta. Nel 2005 è entrata a far parte dei Patrimoni Unesco della città. Si trova nella periferia ovest in un quartiere residenziale con pregevoli case a mattoni rossi.

Musei

10 Museo Diocesano de Barcelona (Museu Diocesà, The Gaudí Exhibition Center), Av. de la Catedral, 4, 08002 Barcelona, ☎ +34 933 15 22 13, info@gaudiexhibitioncenter.com. Adulti 6€, ridotto 3€, gratuito sotto i 7 anni. Posto a fianco della cattedrale espone opere dell'arte religiosa catalana dell'epoca romana, del Medio Evo fino al XIX secolo.

11 Museu d'Història de Barcelona (Museo de Historia de Barcelona), Plaça del Rei, 08002, Barcelona (Metro: Linea L1 e L3, fermata Catalunya, Linea L1 e L4, fermata Urquinaona, Linea L3, fermata Liceu; Bus: Linee 45, V15 e V17;), ☎ +34 93 256 21 00, fax: +34 93 315 09 57, museuhistoria@bcn.cat. Un ottimo modo per conoscere la città attraverso duemila anni storia narrati in questo museo.

12 Museu Frederic Marès, Plaça de Sant Iu, 5, 08002 Barcelona, ☎ +34 932 563 500. Ingresso: € 4,20, entrata libero la prima domenica di ogni mese e mercoledì pomeriggio. Mar-Sab 10:00-19:00, Dom e festivi 10:00-15:00. Collezione di scultura spagnola dal XII al XIX secolo. Fondato nel 1946 ospita oggetti di uso quotidiano e dell'arte religiosa della collezione dello scultore Frederic Marès (1893-1991).

13 Museu d'Art Contemporani de Barcelona (MACBA), Plaça dels Angels, 1, 08002 Barcelona, ☎ +34 93 4120810. Ingresso per l'intero museo: 7,50€ intero, 6€ ridotto, il mercoledì (tranne festivi) ingresso a 3,50€, gratuito oltre i 65 e sotto i 14 anni. Orario estivo (da fine giugno a fine settembre): Lun-Ven 11:00-20:00 (Mar e Ven fino a 00:00), Sab 10:00-20:00 e Dom 10:00-15:00. Orario invernale (da fine settembre a fine giugno): Lun, Mer-Ven 11:00-19:30, Sab 10:00-20:00 e Dom 10:00-15:00. Una vasta collezione di opere d'arte della seconda metà del XX secolo.

14 Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB), Carrer de Montalegre, 5, 08001, Barcelona, ☎ +34 93 3064100, fax: +34 93 3064101. Ingresso: € 4,50 per un'esposizione, € 6 per più esposizioni. Mar-Dom 11:00-20:00 (mercoledì fino alle 22:00). Un centro della cultura dove vengono organizzate non solo mostre ma anche concerti, spettacoli di danza, corsi e conferenze.

15 Museu Eròtico de Barcelona, La Rambla 96 bis, 08002, Barcellona, ☎ +34 933 189 865, fax: +34 93 3010896, info@erotica-museum.com. Orario: da ottobre a maggio 11:00-21:00, da giugno a settembre 10:00-24:00.

16 Museu de Cera, Ptge. Banca 5 e 7, ☎ +34 93 31726 9. Ingresso: 10€ adulti, 6€ bambini dai 5 agli 11 anni. Lun-Ven 10:00-13:30 e 16:00-19:30, Sab-Dom 11:00-14:00 e 16:30-20:30, estate 10:00-22:00. Il Museo delle cere di Barcellona.

17 Castell dels Tres Dragons, Passeig de Picasso, s/n, 08003, Barcelona. Ospita il Museu de Zoologia.

18 Museu de la Xocolata (Museo della Cioccolata), Carrer Comerç, 36, 08003, Barcellona, ☎ +34 93 2687878. Ingresso: 3,90€, gratis under 7. Lun-Sab 10:00-19:00, Dom 10:00-15:00. Non è necessario pagare il biglietto del museo per accedere al bar e negozio dove sono vendute varie specialità di cioccolato.

19 Casa-Museu Gaudí, Park Güell - Carretera del Carmel, 23A, 08024, Barcellona, ☎ +34 932 193 811, info@casamuseugaudi.org. nella quale visse l'artista tra il 1906 e il 1926. All'interno si possono ancora ammirare i suoi mobili e le sue opere.

20 Museu Nacional d'Art de Catalunya (MNAC), ☎ +34 93 622 03 60. 8,50€. Mar-Sab 10:00-19:00, Dom e festivi 10:00-14:30. Ha sede nel Palau Nacional ed espone dipinti e sculture dell'arte catalana dal periodo romanico fino a metà del XX secolo. L'edificio in stile neobarocco fu realizzato per essere il cuore dell'Esposizione internazionale. L'esposizione è suddivisa in due piani ed è composta da percorsi dedicati al periodo Romanico, Gotico, Rinascente e Barocco, Arte moderna e Numismatica. All'interno sono esposte anche alcune opere di Gaudí, Dalì e Picasso.

21 Museu Picasso, Carrer Montcada, 15-23, 08003 Barcellona, ☎ +34 93 256 30 00, fax: +34 93 315 01 02, museupicasso@bcn.cat. 12 €. Lun 10:00-17:00 Mar-Dom 09:00-20:30. propone la collezione più completa e significativa del mondo delle prime opere effettuate da Picasso.

22 Aquarium, Moll d’Espanya del Port Vell, s/n, 08039, Barcellona, ☎ +34 93 221 74 74, fax: +34 93 221 92 26, info@aquariumbcn.com. Lun-Ven 10:00-19:30 Sabato e festivi 10:00-20:00. Inaugurato nel 1995 è uno dei più importanti acquari del mondo, con 11.000 esemplari di 450 specie diverse ospitati in 35 vasche. La perla dell'acquario è il tunnel sottomarino di 80 metri.

23 Caixa Forum, Av. Francesc Ferrer i Guàrdia, 6, 08038, Barcellona. 4 €. Ex-fabbrica tessile di Casarramona trasformata nel 2002 nella sede della Fondazione "la Caixa". La grande banca catalana finanzia questo centro di esposizione di arte moderna e la collezione delle opere cambia a rotazione tre volte all'anno. L'edificio è stato progettato dall'architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, mentre il più moderno ingresso è stato aggiungo dall'architetto giapponese Arata Isozaki.

Piazze

24 Plaça del Rei, Plaça del Rei, 08002, Barcelona. Il cuore storico del quartiere Ciutat Vella, sul quale si affacciano importanti edifici in stile gotico.

25 Plaça de Catalunya, Plaça de Catalunya, 08002 Barcelona. Piazza da dove inizia La Rambla, uno dei luoghi principali della città.

26 Plaça d'Espanya, Plaça Espanya, 08015 Barcellona. Una delle piazza principali di Barcellona.

Palazzi

27 Palau de la Generalitat de Catalunya, Plaça de Sant Jaume, 4, 08002, Barcellona, ☎ +34 93 4024600. Sede del governo autonomo della Catalogna, il palazzo è il risultato dei numerosi cambiamenti avvenuti tra il XV e il XVII secolo e infatti mostra elementi di diversi stili tra cui il gotico, rinascimentale e barocco.

28 Casa de la Ciutat (Ajuntament), Plaça de Sant Jaume, 1, 08002, Barcellona.

29 Col·legi d'Arquitectes de Catalunya, Plaça Nova, 5, 08002, Barcelona, ☎ +34 93 3015000. Noto per l'affresco La Natività opera di Pablo Picasso, visibile sulla facciata esterna dell'edificio.

30 Palau Güell, Carrer Nou de la Rambla, 3-5, 08001, Barcelona (Metro: Linea L3, fermata Liceu; Bus: Linee V13, 59, 91, 120), ☎ +34 934 725 775, fax: +34 934 725 772, palauguell@diba.cat. 12 €. Mar-Sab 10:00-14:30. Edificato da Gaudì su commissione di Eusebi Güell che voleva avere una nuova dimora a Barcellona. Dal 1984 fa parte del Patrimonio dell'Umanità UNESCO ed è l'unico edificio che Gaudí terminò completamente e non ha subito future modificazioni significative. Momentaneamente l'edificio è in fase di ristrutturazione ed sono visitabili solo il pianoterra e i sotterranei che erano destinati alla scuderia per i cavalli.

31 Casa Milà, Passeig de Gràcia, 92, 08008, Barcellona, ☎ +34 902 202 138, info@lapedrera.com. Adulti: 22€, Bambini (7-12 anni) 11€, Bambini (0-6 anni) Gratis. Lun-Dom, 9:00 - 20:30/21:00 - 23:00. progettata da Gaudí nel 1906 su commissione di Pere Milà i Camps. All'epoca l'edificio non fu accolto positivamente dal pubblico che lo battezzò La Pedrera (la cava). La maggior parte dell'edificio è occupata da appartamenti privati, ma è possibile ammirare diversi piani in cui ha sede la Fundaciò Caixa. Di particolare bellezza è anche la terrazza da cui si gode anche di un bella panoramica sul centro città.

32 Torre Agbar (Torre Glòries). Progettata dall'architetto francese Jean Nouvel, dal 2005 illumina la notte con 4.500 luci colorate. Con i suoi 144 m di altezza è la terza torre più alta della città.

Teatri

33 Gran Teatre del Liceu, La Rambla, 51-59, 08002, Barcellona, ☎ +34 93 4859900, fax: +34 93 4859918. Il teatro dell'opera della città, costruito grazie ai finanziamenti dei commercianti e inaugurato nel 1847. Dopo un incendio è stato completamente ricostruito e inaugurato nel 1999.

34 Palau de la Música Catalana, Carrer del Palau de la Música, 4-6, 08003, Barcellona (Bus: Linee V15, V17, 45 Metro: Linee L1, L4), ☎ +34 93 295 72 00. Ingresso per la visita guidata: 10€ adulti, 8/9€ ridotti. Lun-Dom 9:00-15:30 (agosto e settimana di Pasqua fino alle 18:00). Capolavoro del Modernismo dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO nel 1997. Il teatro fu costruito tra il 1905 e 1908 su progetto dell'architetto Lluís Domènech i Montaner per essere il centro dell'Orfeó Català. La sua costruzione avvenne grazie alle donazioni dei privati. Visitabile con visita guidata di 50 minuti e si consiglia la prenotazione con 1 settimana in anticipo.

Monumenti

35 Mirador de Colom, Plaça Portal de la pau, 08001, Barcellona. Monumento dedicato a Cristoforo Colombo del 1888. È possibile salire fino al suo belvedere, postp a 60 metri di altezza, con vista suggestiva.

36 Arc de Triomf, Passeig de Lluís Companys, 08018 Barcellona. all'incrocio tra Passeig de Lluís Companys e Passeig de Sant Joan. Progettato dall'architetto barcelloneta Josep Vilaseca i Casanovas in occasione dell'Esposizione Universale del 1888, di cui era la porta d'ingresso.

37 Font màgica de Montjuïc, Plaça de Carles Buïgas, 1, 08038, Barcellona. Posta ai piedi del Palau Nacional, fu progettata da Carles Buïgas nel 1929 (in occasione dell'Esposizione Internazionale) e costruita in meno di un anno. Per permettere la costruzione della fontana nel 1928 vennero demolite le Quattro colonne di Josep Puig i Cadafalch. Negli orari serali propone un favoloso spettacolo di luci, suoni, colori, giochi d'acqua e musica.

Parchi

38 Parc de la Ciutadella, Passeig de Picasso, 08003, Barcelona. Ingresso libero. Lun-Dom 10:00-tramonto. In passato era l'unico parco della città. Oggi è caratterizzato dalla Cascada monumento-fontana, dal laghetto che offre la possibilità di fare un giro con la barca a remi, dai giochi per i bambini e dalle numerose statue.

39 Parc Zoològic, Parc de la Ciutadella, s/n, 08003, Barcelona (All'interno del parco de la Ciutadella), ☎ +34 937 065 656, zoobarcelona@bsmsa.cat. Lun-Dom, 10:00-20:00. Nato nel 1892 all'interno delle mura del Parc della Ciutadella. I 13 ettari ospitano più di 400 specie differenti provenienti da tutto il mondo per un totale di circa 7.500 animali.

Eventi e feste

Cabalgata de los Reyes Magos. A gennaio. La parata dei Re magi.

MWC Barcelona. febbraio. Fiera della tecnologia.

Festa de Sant Medir. A marzo.

Marató Barcelona. A marzo. Maratona cittadina.

Primavera Sound. Fine maggio-inizio giugno.

Marató de l'Espectacle. A giugno.

Sonar. A giugno.

GREC Festival de Barcelona. D'estate. Musica, danza, teatro e spettacolo.

Barcelona Harley Days. A luglio. Dedicato alla nota motocicletta.

Barcelona Triathlon. A luglio. Gara.

Loveball. Ad agosto. Il più grande festival europeo per gay e lesbiche.

San Miguel Mas i Mas Festival. Ad agosto.

1 Festa Major de Gràcia, Gràcia, ☎ +34 93 459 30 80, info@festamajordegracia.cat. Entrata libera. A metà agosto.

Festes de la Mercè. A settembre. Festa di 4 giorni per salutare la fine dell'estate.

Festival L'Hora del Jazz. A settembre.

Festival Internacional Documental de Barcelona. A ottobre.

Escalada a Montjuïc. A ottobre. Gara ciclistica.

Festival de Cinema Independent de Barcelona. A novembre.

Acquisti

Per pagare con la carta di credito viene quasi sempre richiesto di esibire un documento d'identità valido. Fate attenzione perché alcuni bancomat italiani che sono validi anche all'estero non hanno indicato né il nominativo né la firma del titolare e quindi potrebbero non essere accettati. Gli sportelli per il prelievo bancomat si trovano in tutte le zone della città e spesso hanno le istruzioni anche in italiano, mentre numerosi negozi, ristoranti e hotel minori accettano solo il pagamento in contanti. Le banche sono generalmente aperte dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 14, e il sabato fino alle 13.

I negozi più piccoli chiudono durante l'ora di pranzo (13-14) e riaprono verso le 16-17, mentre quelli più grandi rimangono aperti non-stop fino alle 20-21 (alcuni anche 22). Il Barri Gotic è la zona dello shopping per tutte le tasche, mentre il Passeig de Gràcia e La Diagonal sono dedicati all'alta moda.

Per gli amanti della moda Barcellona offre numerosi negozi di marchi spagnoli come Zara, Mango, Desigual e stilisti tra cui Custo e Antonio Miro. Tra i grandi magazzini spicca El Corte Inglés.

Carrer dels Tallers è una via piena di negozi di dischi. Nei negozi di dischi di Barcellona ci si può trovare di tutto: dalla classica all'Hip hop. Il più famoso è Castelló Discos, aperto dal 1928.

Nei negozi di Barcellona è possibile trovare degli ottimi articoli in pelle (scarpe, borse, cappotti etc.) a prezzi molto più economici rispetto all'Italia, e quasi sempre sono articoli fabbricati sull'isola di Maiorca.

Mercati

1 Mercat de la Bouqueria, Rambla, 91, 08001, Barcelona, ☎ +34 93 318 20 17. Lun-Sab 08:00-20:30. Il mercato più famoso di Barcellona.

2 Mercato di Santa Caterina (Mercat de Santa Caterina), Avinguda Francesc Cambó, 16, 08003, Barcelona, ☎ +34 93 319 57 40, info@mercatsantacaterina.cat.

Centri commerciali

3 Diagonal Mar, Avinguda Diagonal, 3, 08019 Barcelona, ☎ +34 93 567 76 37, info@diagonalmarcentre.es. 1 Ottobre - 31 maggio: 09:00-21:00 1 giugno - 30 settembre: 09:30-22:00.

4 El Triangle, Plaça de Catalunya, 1-4, 08002 Barcelona, ☎ +34 933 18 01 08, info@eltriangle.es. 1 Ottobre - 31 maggio: 09:00-21:00 1 giugno - 30 settembre: 09:30-22:00.

5 L'illa Diagonal, Avinguda Diagonal, 557, 08029 Barcelona, ☎ +34 93 444 00 00. 1 Ottobre - 31 maggio: 9:30-21:00 1 giugno - 30 settembre: 9:30-22:00.

6 Pedralbes Centre, Avenida Diagonal, 609-615, 08028, Barcelona, ☎ +34 934 10 68 21, info@pedralbescentre.com. Lun-Sab 10:00-21:00.

7 El Corte Inglés Diagonal, Avenida Diagonal, 617 08028 Barcelona (Metro: Linea 3 fermata "Maria Cristina; Bus: Linee 6-7-34-33-66-63-67-78-59-70-75-L97-L79-H6-L12-L14-V3; Tramvia: Linee T1-T2-T3), ☎ +34 933 667 100, clientes@elcorteingles.es.

8 El Corte Inglés Francesc Macià, Avinguda Diagonal, 471, 08036 Barcelona (Bus: Linee 6-7-27-32-33-34-41-59-63-67-68-H8-V11-N12-N50; Tramvia: Linee T-1, T-2, T-3), ☎ +34 934 934 800. Lun-Sab 09:30-22:00.

9 El Corte Inglés Plaça de Catalunya, Plaça de Catalunya, 14, 08002, Barcelona (Metro: Linee L1, L3, L6, L7 Bus: Linee 58-67-68), ☎ +34 933 063 800. Lun-Sab 09:30-22:00.

10 Arenas de Barcelona, Gran Via de les Corts Catalanes, 373 - 385, 08015 Barcelona (Metro: Linee L1, L3, L8; Bus: Linee 50, 65, 165, V7), ☎ +34 93 289 02 44, arenas.informacion@arenasdebarcelona.com. 1 Ottobre - 31 maggio: Lun-Sab 09:00-21:00 1 giugno - 30 settembre: Lun-Sab 09:30-22:00.

11 Maremagnum, Moll d'Espanya, 5, 08039, Barcelona, ☎ +34 932 258 100. Lun-Dom 10:00-21:00.

A tavola

Barcellona offre un'ampia scelta di ristoranti chic, taverne caserecce, ristoranti etnici ecc. Soprattutto nei locali di Barceloneta e zona mare si trovano numerosi locali dove poter mangiare dell'ottimo pesce fresco, mentre i bar che servono le tapas si trovano in ogni angolo. Se volete mangiare al fast food, al posto dei soliti fast-food americani scegliete quelli spagnoli come Pans & Company che propongono panini decisamente più sani. In una delle taverne locali assaggiate la tortilla espanyola con le patate, il pa amb tomàquet al pomodoro, la paella e la squisita crema catalana.

I ristoranti nelle zone più turistiche come la Rambla non hanno sempre un buon rapporto tra qualità e prezzo, ma basta spostarsi di qualche metro nelle stradine interne e trovare qualche locale tipico dove mangiare decisamente meglio e a prezzi più convenienti.

Bocadillo=panino farcito, solomillo=lombata, cordero=agnello

Prezzi modici

Pollo Rico, Carrer de Sant Pau, 31 (Barrio Raval), ☎ +34 934 41 31 84. Si mangia al bancone ma al piano superiore è allestita una modesta saletta.

Can Conesa, Carrer Llibreteria, 1, ☎ +34 933 10 13 94. Bocadillos.

Agut, Carrer d'En Gignàs, 16, ☎ +34 933 15 17 09. Cucina catalana.

Café de L'Academia, Carrer dels Lledó, 1, ☎ +34 933 19 82 53. Cucina catalana.

Los Caracoles, Carrer dels Escudellers, 14, ☎ +34 933 02 31 85.

Bar Celta, Carrer de la Mercè, 16, ☎ +34 933 15 00 06. Pulpería.

Bar Pinotxo, Rambla de Sant Josep, 91 (mercato coperto della Boqueria), ☎ +34 933 17 17 31. Tapas.

Meson David Restaurante, Carrer de les Carretes, 63, ☎ +34 934 41 59 34. Ristorante gallego; specialità della Galizia.

Casa Delfín, Paseo Born, 36, ☎ +34 933 19 50 88. Cocina de Mercado. Bacalao, Callos, Capipota, Cordero al horno, pescados, solomillos, entrecote, ternera con Setas.

El Xampanyet, Carrer de Montcada, 22, ☎ +34 933 19 70 03. Tapas.

Casa Alfonso, Carrer de Roger de Llúria, 6 (stazione metro di Urquinaona, L1), ☎ +34 933 01 97 83. Tapas.

El Rincón Maya, Calle Valencia, 183, ☎ +34 934 51 39 46. Cucina messicana.

Nou Candanchu, Plaça de Rius i Taulet, 9 (Barrio de Gracia metro Fontana), ☎ +34 932 37 73 62.

La Llesca, calle Terol, 6 (Barrio de Gracia metro Fontana), ☎ +34 932 85 02 46.

El Criollo, Carrer de Sant Domènec, 10 (metro Fontana), ☎ +34 977 251 930. Ristorante argentino.

Lactuca, Ronda Sant Pere, 17, ☎ +34 933 01 09 80. La quota fissa d'ingresso dà diritto a mangiare a volontà.

Balordi, Carrer Creu Coberta 23 (Plaça d’Espanya). Street food italiano. Specialità panini e polpette fatte a mano.

Prezzi medi

Senyor Parellada, Carrer de l'Argenteria, 37 (Stazione metro: Jaume I nella Ciutat Vella), ☎ +34 933 10 50 94.

Manairó, Carrer de la Diputació, 424 (Stazione metro: Monumental sulla linea 2). Cucina catalana. Lo chef Jordi Herrera ha ottenuto una stellina Michelin nel 2012.

Ristorante Vivanda, Carrer Major de Sarrià, 134 (Fermate autobus: Ramon Miquel Planas-Major de Sarrià & Major de Sarrià-Dolors Monserdà), ☎ +34 932 03 19 18. Cucina catalana.

Ristorante La Taula, Carrer de Sant Màrius, 8 (Barrio di Sant Gervasi. Stazione metro più vicina: El Putxet), ☎ +34 93 4172848.

1 Debut, Carrer Lleida, 32, L'Hospitalet de Llobregat, ☎ +34 936 39 90 88. Lun-Sab 9:00-16:00. Cibo prevalentemente locale di ottima qualità.

Prezzi elevati

Ristorante ABaC (Cucina creativa), Av. Tibidabo, 1 (Metro Avinguda Tibidabo capolinea della linea 7), ☎ +34 933196600. All'interno dell'omonimo albergo a 5 stelle, il ristorante ABaC è stato premiato con due stelle dalla guida Michelin del 2012.

Restaurant LASARTE, C/ Mallorca, 259 (Stazioni metro: Passeig de Gràcia & Diagonal), ☎ +34 93 445 32 42. Mar-Sab 13:30-15:30 e 20.30-23:00. Altro due stelle della guida Michelin 2012.

Caelis (Cucina francese/catalana), Gran Via de les Corts Catalanes, 668 (Stazioni metro: Passeig de Gràcia & Tetuan). All'interno dell'hotel El Palace. - Romain Fornell, lo chef del Caelis si è visto assegnare 1 stella Michelin nel 2012.

Restaurant Gaig (Cucina catalana), Aragó 214 (Fermata autobus: Aribau - Aragó), ☎ +34 934 29 10 17. 1 stella Michelin.

Via Veneto (Cucina creativa), Ganduxer 10 (Fermata autobus Av Diagonal-Ganduxer). In funzione dal 1967, il ristorante Via Veneto è menzionato dalla guida Michelin 2012 (1 stella).

Come divertirsi

Spettacoli

1 Palau de la Música Catalana (Metro: Urquinaona). Il programma prevede soprattutto concerti ma è anche la cornice in cui si svolgono ad imporsi. Il palazzo è infatti un esempio di modernismo catalano inscritto nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità.

2 Mercat de les Flors, Carrer de Lleida, 59 (Montjuïc). Inaugurato nel 1985 su iniziativa del regista teatrale britannico. Peter Brook che cercava una cornice degna per la sua opera Mahabarata, Mercat de les Flors fu allestito in uno dei padiglioni dell'Esposizione Internazionale del 1929. Sul suo palco si sono avvicendate le migliori compagnie di drammaturgia e danza.

3 Gran Teatre del Liceu, C/ La Rambla 51-59, 08002 Barcelona. Distrutto da un incendio nel 1994, il Gran Teatre del Liceu riaprì 5 anni dopo. Tanto durarono i lavori di restauro di questo edificio del XIX secolo che è considerato come uno dei simboli di Barcellona.

Locali notturni

4 Jamboree, Plaça Reial, 17 (Barri Gòtic), ☎ +34 933 04 12 10. Musica dal vivo.

5 Barcelona Pipa Club, Plaza Reial, 3 (Barri Gòtic), ☎ +34 623 244857, bpipaclub@gmail.com. Curioso club per accaniti fumatori di pipa e con risvolti culturali.

6 Buen discoteca New York Sala Barcelona, Carrer dels Escudellers, 5 (stazioni metro più vicine: Drassanes & Liceu), ☎ +34 933 18 87 30.

7 Sala Apolo, c/ Nou de la Rambla 111/113 (Stazione metro più vicina: Paral·lel sulla inea 3 e al capolinea della linea 2), ☎ +34 93 441 40 01. Discoteca alla moda (anno 2012) con musica dal vivo o dj.

8 Diobar, Avinguda del Marquès de l'Argentera, 27 (Stazione metro più vicina: Barceloneta (L4)), ☎ +34 933 19 56 19.

9 Opium Mar, Passeig Marítim Barceloneta, 34- 08003 Barcelona (Barceloneta), ☎ +34 902 26 74 86. Mar-Dom 23:30-6:00. Club/ristorante.

10 Shoko, Passeig Marítim de la Barceloneta, 36, ☎ +34 932 25 92 00.

11 Luz de Gas, Carrer de Muntaner, 246 (Eixample), ☎ +34 932 09 77 11.

12 Sala Razz Matazz, Carrer dels Almogàvers, 122 (Stazioni metro più vicine: Bogatel sulla L4 e Marina sulla L1), ☎ +34 933 20 82 00. Immensa discoteca ove spesso si esibiscono artisti di grido.

13 Antilla Salsa Barcelona, Calle Arago, 141, ☎ +34 934 51 21 51. Locale latino per gli amanti del genere salsa.

Principal the club, La Rambla 27, ☎ +34 932 38 07 22. Dom-Gio 00:00-05:00, Ven-Sab 00:00-06:00.

14 City Hall, Rambla de Catalunya, 2, ☎ +34 933 17 21 77.

Otto Zutz, Lincoln 15, ☎ +34 932 38 07 22. Gio 00:00-05:00, Ven-Sab 00:00-06:00.

15 The Sutton Club, Calle Tuset 13 (Diagonal), ☎ +34 934 14 42 17. Locale con rigida selezione all'ingresso, Per non essere respinti dovrete abbigliarvi in maniera guapa.

Locali di flamenco

Los Tarantos, Plaça Reial 17, ☎ +34 933 191 789. Il locale di flamenco di più antica data in Barcellona essendo in funzione dal 1963. Da allora si sono avvicendati sul suo palco i più famosi artisti di flamenco andaluso. Peccato che ogni spettacolo duri appena un'ora e al suo termine si debba sloggiare.

Locali gay

Addicted, C. de Casanova 75 (Stazioni metro: Universitat, Urgell sulla linea 1). Ven-Sab di notte. Lounge and music bar.

Sauna Casanova, C. de Casanova 57 (Metro 1: Universitat, Urgell). 00:00-24:00. Al momento ('anno 2012') la più rinomata delle saune gay di Barcellona.

Bacon, C. de Casanova 64 (Stazioni metro: Universitat, Urgell sulla linea 1). Lun-Dom 19:00-02:30. Bear Bar.

Lust Barcelona, C. de Casanova 75 (Stazioni metro: Universitat, Urgell). Mer-Sab 22:00–02:30. Music bar.

Moeem Barcelona, C. de Muntaner 11 (Stazione metro: Universitat). Lun-Dom 18:00-02:30. Music bar. Locale di ambiente misto, per bere un bicchiere con i propri amici e amiche. Musica anni 70, 80 e 90, nuovi successi e house.

Black Bull, C. de Muntaner 64 (Stazione metro: Universitat). Lun-Dom 20:00-02:30. Cocktail bar.

Punto BCN, C. de Muntaner 63 (Stazione metro: Universitat). Lun-Dom 18:00-02:30. Rinomato bar di vecchia data. Cocktail bar.

Boys Bar, C. de Muntaner 6 (Metro: Universitat), ☎ +34 931 630 063. Lun-Dom 22:00-03:00. Music bar con show.

Bubble Boys, C. de la Diputació 174 (Metro: Urgell, Universitat). Mar-Sab 22:00-03:00. La più rinomata delle discoteche gay di Barcellona. Dance gay bar.

Butch Bear Barcelona, C. de la Diputació 206 (Metro: Universitat). Mar-Sab 22:00-03:00. Per bears ed ammiratori. Gay bar con una piccola pista da ballo.

Nightberry, C. de la Diputació 161 (Metro: Urgell, Universitat). 18:00-02:30. Locale aperto dai proprietari della sauna "Boy Berry". Gay cruising bar.

Sauna Thermas, C. de la Diputació 46, ☎ +34 933259346. 00:00-24:00.

People Lounge, C. de Villarroel 71 (Metro: Urgel), ☎ +34 935327743. Lun-Dom 22:00-03:00. Gay pub.

Átame, C. del Consell de Cent 257 (Metro: Plaza de Universitat), ☎ +34 934 549 273. Lun-Dom 19:00-02:30. Drag show.

Plata Bar, Carrer del Consell de Cent, 233 (Metro: Plaza de Universitat), ☎ +34 934524636, plata.bar.barcelona@gmail.com. Lun-Dom 19:00-03:00. Ottimi cocktail.

Dietrich, C. del Consell de Cent 255 (Metro: Plaza de Universitat). Ven-Sab 23:00-03:00. Spazioso locale ancora molto rinomato.

Open Mind, C. Aragó 130 (800 m. dalla stazione metro di Urgell. Fermata bus: Comte d'Urgell-Aragó). 23:00–04:00. Necessaria la tessera associativa essendo un club privato rilasciata dietro esibizione del passaporto o carta d'identità. Clientela avanti con gli anni. Dress code: Leather & rubber clothing. Military e/o camouflage attire, uniforms, bikers, police. Fetish/cruising bar.

Sauna Buenos Aires, C. del Comte d'Urgell 114 (Metro 1: Urgell). 00:00-24:00. Sauna poco frequentata e spesso sudicia.

Sauna Condal, C. d'Espolsa-sacs 1 (Metro: Catalunya). 00:00-24:00. Sauna rinomata con una clientela per la maggior parte di età matura.

Sauna Corinto, C. de Pelai 62 (Metro: Catalunya), ☎ +34 933186422. Lun-Dom 12:00-05:00.

Trash, Mare de Deu del Remei 11, 08004 Barcelona (Metro: Poble Sec). 24:00–06:00. Cabinas, Glory Hole múltiple, Fist Factory, Zona Watersports, Zona Bondage, Zona Wrestling. Cruising/Fetish bar.

Berlin Dark, Passatge de Prunera 18 (Metro: Poble Sec, Rocafort, Espanya). 22:30–02:30. Cruising bar.

Boyberry, C. de Calàbria 96 (Metro: Rocafort), ☎ +34 934262312. Lun-Ven 11:00–24:00, Sab-Dom 15:00–24:00. Cruising bar.

Sauna Galilea, C. de Calàbria 59 (Metro: Rocafort), ☎ +34 934267905. Lun-Sab 12:00–24:00, Dom 00:00-24:00.

New Chaps, Avinguda Diagonal 365 (Metro: Diagonal). 21:00–03:00. Età 30-50. Cruising area nello scantinato. Bears and leather/jeans bar.

Dove alloggiare

Se non viaggiate d'agosto, trovare un albergo a Barcellona non è impresa difficile perché proprio nel centro della città c'è una vasta offerta di alloggi per tutte le tasche. Gli hotel di categoria alta possono essere prenotati anche in anticipo, ma se state cercando una sistemazione economica vi conviene cercarla direttamente sul posto in quanto le pensioni poco costose, per tenere i prezzi bassi, non dispongono di siti internet e tantomeno sono prenotabili attraverso i principali portali in rete. Questi alloggi si trovano soprattutto nella zona della Rambla (quindi in pieno centro). Di solito sono caratterizzate da arredamento modesto e da assenza di ascensore, ma in compenso sono pulite e una doppia con bagno può costare sui 40 € a notte.

Per trovare un albergo date un'occhiata ai nostri articoli dedicati ai singoli distretti: Ciutat Vella (Città Vecchia), Eixample, Sants-Montjuïc, Les Corts, Sarrià-Sant Gervasi e Gràcia.

Sicurezza

Barcellona può essere considerata una città relativamente sicura, nella media delle città europee. La città, specialmente nelle zone turistiche, è pattugliata e sorvegliata da molte squadre di polizia urbana (dette in catalano mossos d'esquadra) che si dimostrano in generale molto cortesi e disponibili, anche nel caso in cui dovessero fermarvi per un controllo.

Il reato più commesso ai danni dei turisti è lo scippo. Quindi, tenete d'occhio borse e zaini, in particolare mentre siete nella metropolitana, nelle zone affollate e turistiche (la Rambla, Plaça Reial, Plaça Catalunya, il Borne, il Porto Olimpico sono fra le zone più a rischio) ma anche se siete al ristorante (specie se siete seduti all'aperto o in un grosso locale tipo self-service) o anche nella hall di uno degli alberghi (non abbandonate borse e bagagli lontani da voi mentre siete al check-in). Lasciate il passaporto e altri oggetti di valore in cassaforte nella camera d'albergo (se c'è) o nel deposito valori dell'hotel, e cercate di non portare troppo denaro contante (facendo acquisti nei negozi più importanti, ma anche per entrare nei musei o pagare al ristorante, è meglio la carta di credito, accettata quasi dappertutto). Gli scippatori sono praticamente inesistenti nelle zone di Barcellona meno turistiche, anche se molto frequentate come Gracia.

Le zone del centro e le spiagge sono frequentate da venditori abusivi di birra, e i marciapiedi più affollati sono spesso occupati da venditori abusivi di articoli contraffatti o di basso valore. Non è infrequente vedere la polizia che prepara vere e proprie retate ai danni di questi venditori abusivi, che spesso si risolvono in niente più che rincorse stile "guardie e ladri", ma che tuttavia possono talvolta degenerare in scontri più violenti. È quindi consigliabile non intrattenersi con i venditori abusivi per non trovarsi casualmente coinvolti in questo genere di eventi.

Come sempre la regola principale è stare attenti a dove si gira, specie lungo strade poco trafficate o poco illuminate. Se andate a qualche concerto o in qualche locale notturno, all'uscita scegliete di seguire altri gruppi di persone o, meglio ancora, prendere un taxi per tornare alla vostra destinazione. I taxi sono moltissimi anche di notte, e girano continuamente per le strade o stazionano di fronte ai locali più affollati, per cui non è difficile fermarne uno per farsi riaccompagnare a destinazione appena se ne senta l'esigenza.

2 Clinica Barraquer, Carrer de Muntaner, 314, ☎ +34 932 09 53 11. 00:00-24:00. Clinica oftalmologica tra le più famose al mondo. Molte persone da varie parti del mondo si affidano alle cure di questa clinica di avanguardia.

Nei dintorni

Montserrat — Località famosa per il monastero con la Vergine Nera. Uno dei migliori modi per effettuare la visita a Montserrat è la card Transfer Montserrat o la card Tot Montserrat. La Transfer Montserrat include il biglietto di andata e ritorno in treno da Barcellona, biglietto di andata e ritorno a scelta tra la funicolare Cremallera e la teleferica Aeri, uso illimitato delle funicolari Sant Joan e Santa Cova, accesso alla sala multimediale. La Tot Montserrat card invece include tutto ciò che offre la Transfer card e in più comprende il biglietto d'ingresso per il museo e il pranzo nel self-service di Montserrat. In alternativa esistono anche diversi tour guidati in pullman.

Figueres — La città di Dalì

Gerona —

Sitges — Località balneare

Tarragona — Con i resti romani

Itinerari

Andorra — Il piccolo stato tra la Spagna e la Francia

Isole Baleari —

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Cosa vedere a Barcellona

  1. parco Güell
  2. CaixaForum Barcelona
  3. Museu Tàpies
Mappa di Barcellona con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

parco Güell

Parco

parco Güell

Il Parco Güell (Parc Güell in catalano e Park Güell nella sua denominazione originale) è un parco pubblico di 17,18 ettari con giardini ed elementi architettonici situato nella parte superiore della città di Barcellona, sul versante meridionale del Monte Carmelo. Ideato come complesso urbanistico, fu progettato dall'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano, a carico dell'impresario Eusebi Güell e inaugurato come parco pubblico nel 1926.

== Storia ==

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Il parco deve il suo nome a Eusebi Güell, ricco impresario catalano membro di un'influente famiglia borghese della città di Barcellona. Uomo dal grande spessore culturale, versato nella letteratura, nelle arti, nelle lingue e nelle scienze, Güell intratteneva un fecondo rapporto professionale e di amicizia con l'architetto catalano Antoni Gaudí, conosciuto nel 1878, al quale fece progettare il palazzo Güell, le cantine Güell, i padiglioni Güell e persino una cripta.

Particolarmente stimolante per Güell fu il viaggio effettuato nel Regno Unito, nazione dove già da tempo ribollivano profondi fermenti sociali, culturali e riformisti, sotto l'impulso di intellettuali come Karl Marx e Ebenezer Howard. Fu soprattutto quest'ultimo a colpire Güell, che ammirò molto la sua idea di città giardino (garden city): Howard, memore della lezione del movimento cooperativistico americano e degli utopisti dell'Ottocento, aveva infatti concepito un nucleo urbano autosufficiente in grado di unire le piacevolezze della vita in campagna con il comfort cittadino, da destinare all'alloggio delle classi agiate o proletarie. Desideroso di riproporre l'esperienza di Howard nella terra catalana Güell commissionò a Gaudí la realizzazione di un sobborgo-giardino di modeste dimensioni in prossimità di un nudo pendio dietro Barcellona, la Muntanya Pelada, dove egli possedeva un antico casale del XVII secolo.

I lavori ebbero inizio nel novembre 1900 e, nonostante i vari ritardi (nel cantiere furono persino rinvenuti resti fossili), procedettero abbastanza celermente: la lottizzazione predisposta da Gaudí prevedeva 60 aree di forma triangolare propedeutiche all'edificazione degli alloggi, ciascuno dei quali dotato di opportune aree verdi, i quali - disponendosi coerentemente sul declivio scosceso della Muntanya Pelada - avrebbero potuto beneficiare di ottime condizioni di ventilazione e soleggiamento e di una gradevole vista panoramica sul centro di Barcellona, nonché di scuole, di una cappella e di un ampio parco. Il progetto, tuttavia, fu un vero e proprio disastro commerciale: nessuno si mostrò interessato a quest'impresa grandiosa, preferendo ad un'area ancora sostanzialmente rurale piuttosto i fastosi edifici dell'Eixample, e l'urbanizzazione caldeggiata da Gaudí e Güell non ebbe luogo, cosicché venne venduto un solo lotto. Delle sessanta case inizialmente previste dall'azzonamento di Gaudí ne furono costruite solo tre: in una di queste, indicativamente, abitava l'architetto stesso insieme all'anziano padre e alla figlia della sorella, prima del trasloco definitivo nel cantiere della Sagrada Família.

Il parco - l'unico elemento del piano iniziale che fu effettivamente realizzato - godette tuttavia sin da subito di una grandissima notorietà e, malgrado le intenzioni iniziali di don Eusebi, divenne il palcoscenico di danze, eventi sportivi e culturali, gite domenicali e persino congressi. Dopo la morte di Güell gli eredi decisero di mettere a disposizione il parco a tutta popolazione di Barcellona: fu così che la proprietà passò nel 1922 al Comune e divenne definitivamente pubblico. Da quel momento in poi il parco Güell ha da sempre goduto di una notevole popolarità, culminata nel 1984 con l'ingresso del sito nei beni architettonici tutelati dall'UNESCO.

Descrizione

Il parco Güell ha un'estensione di 17,18 ettari e sorge su un terreno devoniano, formato da strati di ardesia e calcare. Gaudí manipola abilmente le architetture del parco in modo tale da evocare un armonioso equilibrio tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale: le forme gaudiane, infatti, intuiscono attivamente le dinamiche evolutive della Natura e si compenetrano con essa grazie alle loro forme ondulate, magmatiche, quasi archetipiche. È su questa linea progettuale che si innesta la volontà dell'architetto di rendere un declivio privo di vene acquifere e di vegetazione - la Muntanya Pelada, per l'appunto - prospero dal punto di vista botanico con la piantumazione di specie arboree e arbustive tipiche dell'area mediterranea, come i pini, i carrubi, le querce, gli eucalipti, le palme, i cipressi, gli olivi, i fichi, i mandorli, i prugni, le mimose, le edere, le roveri, il rosmarino, il timo, la lavanda e la salvia (dopo l'intervento gaudiano, tuttavia, sono state inserite altre piante, come il biancospino, l'euforbia, l'oleandro, il finocchio, le magnolie, il trifoglio e altre ancora). Il parco Güell, dunque, arricchisce la biodiversità vegetale e faunistica della città di Barcellona creando un vero e proprio ecosistema in grado di agevolare la ricolonizzazione animale spontanea della città. Particolarmente massiccia è la presenza di volatili: alcuni di questi vi risiedono permanentemente (piccione, merlo, passero, cardellino, airone, pettirosso, fringuello, storno, cinciallegra), mentre altri compiono migrazioni nei vari periodi dell'anno, soprattutto in inverno (upupa).

Gaudí ha scelto di collocare l'ingresso principale del parco nella parte più bassa della montagna e, pertanto, più vicina al centro urbano di Barcellona. Qui si ergono due bizzarri padiglioni di ingresso (Zerbst ne parla nei termini di «casette di fiaba»), il primo concepito come luogo di attesa per i visitatori e il secondo contenente l'alloggio per il guardiano: entrambi, nella loro combinazione polimaterica di pietra rustica e maioliche colorate, sono comunque movimentati da un ritmo architettonico plastico e ondulato che poi culmina nelle coperture in ceramica irregolarmente arcuate e, nel caso della struttura di sinistra, in un'elaboratissima torre di dieci metri rivestita da un motivo decorativo a scacchi blu e bianchi e generata da una ritmica configurazione di paraboloidi e iperboloidi. Di particolare pregio anche il muro di cinta, dalla conformazione ondosa, sinuosa che ben si adatta all'andamento accidentato del paesaggio circostante. Quello che altrove sarebbe stato un mero elemento di partizione esterna viene risolto da Gaudí nel segno di un'euritmica sintesi tra funzionalità ed estetica: le mura, infatti, sono tinte da colori vivacissimi e presentano una calotta terminale composta da tasselli ceramici bianchi e marroni, la quale - oltre ad assolvere all'ovvio compito decorativo - è pure idrorepellente e sufficientemente arrotondata per impedire l'intrusione di persone indesiderate, privandole per l'appunto dell'appiglio delle mani.

Entro i due fantasiosi padiglioni di ingresso si innesta una monumentale scalinata a doppia rampa impreziosita dalla presenza di una salamandra in ceramica che, con la sua policromia visiva, dà il benvenuto ai visitatori. Oltrepassato questo mostro benigno, che - al di là del primo impatto ludico e giocoso, irradia una simbologia ben precisa, legata al fuoco, all'alchimia e alla prosperità - si giunge alla sala ipostila, risolta come un tempio classico greco caratterizzato dalla presenza di ottantasei colonne atte a reggere il peso della terrazza soprastante. È soprattutto in quest'ambiente che si denota il distacco gaudiano dai canoni architettonici classici: la citazione delle colonne, infatti, tradisce una certa ironia e rispetta solo approssimativamente la codificazione ufficiale che Vitruvio ha fornito dello stile dorico nelle sue opere, soprattutto nel caso delle colonne perimetrali, bruscamente inclinate verso l'interno. Di seguito si riporta un commento di Luca Quattrocchi:

Gaudí, pur facendo ricorso a tale stile per caricare la sala ipogea di un'aura di sacra solennità («indissolubilmente legata al prestigio di tutto ciò che è antico», osserva Lahuerta), ripudia l'auctoritas dell'antichità ed è disposto esclusivamente a ripercorrere non il tragitto degli antichi maestri, bensì della Natura e delle sue bellezze. Soprattutto per quanto riguarda il tracciamento dei percorsi l'architetto propone soluzioni che non contrastano, anzi, risultano compatibili con l'elemento naturale: per sfruttare al massimo le caratteristiche naturali del paesaggio già esistente Gaudí rinunciò infatti all'idea di livellare il terreno e assecondò i dislivelli della Muntanya Pelada, articolando i percorsi secondo perimetri curvilinei in grado di connettere agevolmente i vari poli d'interesse del parco senza per questo rompere l'armonia con la natura circostante. Particolarmente interessante nella trama dei vari percorsi è la presenza di viadotti, perfettamente integrati e mimetizzati con l'ambiente circostante e risolti da Gaudí in vari stili architettonici, come il gotico, il barocco, o persino il romanico.

Gli episodi architettonici di maggiore rilievo del parco Güell, in ogni caso, gravitano intorno alla parte rivolta verso l'ingresso e culminano con la Plaza de la Naturaleza, vero e proprio cuore pulsante dell'intero sito. Caratterizzata da una forma ovale e da un'estensione di 2694 m² (86 m di lunghezza e 43 m di larghezza) la piazza ha la funzione di agevolare la socializzazione, mostrandosi idonea per le riunioni di comunità ma anche per la celebrazione di eventi culturali e religiosi. Questo «teatro greco», come lo stesso Gaudí amava chiamarlo, si struttura sulle colonne doriche della sala ipogea, le quali non assolvono solo a una funzione meramente statica, bensì - essendo cave - consentono anche il deflusso delle acque meteoriche, preventivamente filtrate dal terreno della piazza: si riscontra, come sempre in Gaudí, una raffinatissima quanto rigorosa razionalità tecnologica, anche dietro quelle manifestazioni artistiche apparentemente più sfrenate e inconsapevoli. Di particolare pregio il parapetto collocato lungo i margini della piazza, il quale - oltre a proteggere i fruitori del parco da eventuali cadute nel vuoto - è anche una panchina, strutturata non secondo una logica rettilinea, bensì in un continuo e ondoso succedersi di sporgenze e rientranze che consentono all'utenza di riunirsi in piccole «unità di socializzazione» e interagire tra di loro. L'impatto decorativo delle sedute è anche questa volta notevole: Gaudí, infatti, qui sfrutta a pieno le potenzialità del trencadís, aggregando cocci di vetro e piastrelle ceramiche variamente colorate con un risultato finale che, pur denunciando «un'infantile, quasi evangelica, gioiosità creativa» (Quattrocchi) o, per usare le parole di un critico francese in visita al parco nel 1910, una «gioia semplice [...] come un piacere selvaggio di rinnovata scaturigine dal suolo», fa sì che la panchina in tutta la sua bizzarra allegria estetica non risulti un corpo estraneo rispetto all'ambiente circostante, che al contrario si fonde armoniosamente in essa.

Informazioni pratiche

Orari
Jan 01-Mar 24,Oct 28-Dec 31: 08:30-18:15; Mar 25-Apr 29: 08:00-20:30; Apr 30-Aug 26: 08:00-21:30
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.parkguell.cat

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CaixaForum Barcelona

Museo d'arte

CaixaForum Barcelona

Il CaixaForum Barcelona è un centro culturale gestito dalla Fondazione “la Caixa”.

Si trova alle falde di Montjuïc a Barcellona e occupa l'antica Fàbrica Casaramona, edificio modernista progettato da Josep Puig i Cadafalch e recentemente restaurato per lo scopo.

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Equipaggiamenti

Sale per esposizioni; occupano le antiche navate della fabbrica tessile, sono ampie e luminose. In totale occupano 3.000 m² distribuiti in tre sale.

Si tengono esposizione temporanee riferite alle grandi culture del passato, all'arte moderna e contemporanea, ai grandi maestri della fotografia del XX secolo e alle tendenze dell'arte plastica contemporanea.

Alcune delle esposizioni sono dedicate alla collezione d'arte contemporanea della Fondazione. La collezione della Fondazione conta con più di 200 opere ed è una delle più importanti di tutta la Spagna. La collezione è formata da opere d'arte spagnole dal modernismo fino ai giorni nostri, l'arte internazionale è rappresentata da opere di Donald Judd, Jannis Kounellis, Bruce Nauman, Gerhard Richter o Sigmar Polke. L'opera "L'abitazione di Piombo (Camera di Dolore)" di Joseph Beuys, è esposta in maniera permanente.

Mediateca. Situata negli antichi magazzini della fabbrica Casaramona. Possiede un moderno equipaggiamento audiovisivo, con l'obbiettivo di poter offrire al pubblico l'accesso alle sue fonti documentali e artistiche sulla "Media Art" (manifestazione dell'arte in relazione all'ambito delle tecnologie di comunicazione), nel suo significato più ampio, dalla videoarte, la videodanza, fino alla fotografia artistica, il cinema e i documentari di creazione.

La Collezione di Media Art.

Dalla sua inaugurazione nel 1994, la Mediateca ha dedicato molti dei suoi sforzi a costituire una collezione video con l'obbiettivo di mettere a disposizione del pubblico opere imprescindibili per il contesto della cultura audiovisiva contemporanea.

La collezione è formata da lavori di differenti artisti, tanto di ambito internazionale come di ambito nazionale e combinano le creazione attuali con uno dei più importanti archivi spagnoli.

Auditorium. Nel piano interrato, con una capacità di 350 persone. Ha un sistema che permette di cambiare il rivestimento sonoro della sala a seconda delle differenti attività ospitate: musica, cinema, conferenze, ecc.

Aule. Ha due sale con una capacità di poco superiore alle 100 persone, che occupano rispettivamente le due torri della facciata principale, qui si tengono attività letterarie, corsi e laboratori.

caffetteria-ristorante

Book-Shop

Vestibolo. Si possono ammirare due opere emblematiche: l'affresco murale che Sol LeWitt realizzò nel 2001 per il centro e la nuvola di neon di Lucio Fontana realizzata per la Triennale di Milano del 1953.

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Su 10:00-20:00; Jul-Aug: We 10:00-23:00; Dec 24,Dec 31,Jan 05: 10:00-18:00; Dec 25,Jan 01,Jan 06: off
Telefono
+34934768600
Come arrivare
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Sito ufficiale
caixaforum.es

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Museu Tàpies

Museo d'arte · Barcellona

Museu Tàpies

Il Museu Tàpies, nuovo nome dalla Fundació Antoni Tàpies, è un museo e centro culturale che si trova a Barcellona ed è dedicato principalmente alla vita e alle opere del pittore Antoni Tàpies.

La fondazione è stata creata nel 1984 da Antoni Tàpies per promuovere lo studio e la conoscenza dell'arte moderna e contemporanea e possiede una delle collezioni più complete dell'opera dell'artista, composta principalmente da donazioni di Antoni e Teresa Tàpies.

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Al suo interno si svolgono mostre temporanee, simposi, conferenze e sessioni cinematografiche, ma la fondazione si occupa anche di pubblicazioni da affiancare alle attività e alle mostre periodiche del lavoro di Tàpies.

L'edificio

La Fundació è stata aperta nel giugno 1990 nell'edificio dell'ex casa editrice Montaner i Simon, opera dell'architetto Lluís Domènech i Montaner. Costruito tra il 1880 e il 1885, nella fase iniziale dello stile modernista catalano, l'edificio è stato il primo nel quartiere dell'Eixample a integrare la tipologia industriale, combinando mattoni a vista e ferro.

Trasporto

Nei pressi della fondazione si trova la fermata Passeig de Gràcia (L2, L3, L4) della metropolitana di Barcellona.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer d'Aragó 255
Orari
Tu-Sa 10:00-19:00; Su 10:00-15:00; Jan 1 off; Jan 6 off; Dec 25 off; Dec 26 off
Telefono
+34 934 870 315
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
museutapies.org

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Nei dintorni di Barcellona

37 luoghi nei dintorni, a Barri Gòtic, El Raval, Montjuïc, Ciutat Vella, Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera, Vallvidrera, Tibidabo i les Planes

Mappa dei dintorni di Barcellona
Dati della mappa © OpenStreetMap

cattedrale di Barcellona

Basilica minore · Barri Gòtic

cattedrale di Barcellona

La Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulalia (in catalano Catedral de la Santa Creu i Santa Eulàlia), è la cattedrale-sede dell'arcidiocesi di Barcellona. Insignita nel 1867 del titolo di basilica minore, dal 2 novembre 1929 è Monumento storico-artistico spagnolo.

== Storia ==

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La cattedrale è dedicata dal 599 alla Santa Creu (la Santa Croce), ricordata ogni 3 di maggio con una benedizione solenne impartita a tutta la città dalle terrazze della chiesa. Dall'anno 877, la chiesa è anche intitolata santa Eulalia, la patrona di Barcellona (12 febbraio), santa che subì il martirio in epoca romana. La leggenda dice che la donna fu esposta nuda fino a quando, a metà primavera, cadde la neve per coprirne il corpo; le autorità di allora, la misero in una botte chiodata e la fecero rotolare per una stradina che adesso si chiama Baixada de Santa Eulàlia. La dedicazione alla Santa Croce risale almeno al VI secolo.

La cattedrale attuale fu costruita in stile gotico tra il XIII e il XV secolo sui resti di precedenti chiese situate sulla sommità del cosiddetto Monte Tabor, colle che costituisce la parte più elevata della città vecchia.

Il primo edificio fu una basilica paleocristiana (IV-VII secolo) a tre navate, con battistero a pianta quadrata che ospitava una fonte battesimale ottagonale. Rimase intatta durante l'invasione dei Visigoti, forse fu trasformata in moschea durante l'occupazione musulmana della città (718-801), per essere restaurata intorno al 877 dal vescovo Frodoí.

Ritrasformata in stile romanico, fu consacrata nel 1058. Più piccola dell'attuale, era anch'essa a tre navate con tre absidi sopraelevate, un portico nella facciata e campanile.

La costruzione dell'attuale edificio, intesa come ristrutturazione e ampliamento della chiesa romanica, iniziò nel maggio del 1298 durante il regno di Giacomo II d'Aragona e il vescovado di Bernardo Pelegrí (1288-1300) per continuare fino alla seconda metà del XV secolo, senza che la chiesa venisse mai chiusa. Per questo motivo mantenne lo stesso asse della chiesa romanica.

Nella prima fase (1338) si costruì, attorno all'abside romanico, il deambulatorio, la nuova abside con le cappelle radiali e la cripta del presbiterio ad opera dell'architetto Jaime Fabre. A lui successe Bernat Roca che nel 1358 costruì i primi tratti della volta e la galleria sopra le cappelle e, contemporaneamente, iniziò il chiostro. Morto nel 1384, fu sostituito dallo scalpellino Pere Viader fino all'anno 1397 in cui subentrò l'architetto Arnau Bargués, che realizzò la sala capitolare. Il suo aiutante Jaume Solá ebbe l'incarico dal 1407 al 1412: a lui successe Bartolomé Gual, che rimase in carica fino al 1441. A lui si devono il ciborio della cupola in pannelli di legno e la continuazione del chiostro. Andrés Escuder, nominato il 1 marzo 1442 e fino al 1463, terminò il chiostro e praticamente la struttura totale dell'edificio. Mancava solo la facciata, che, dopo il concorso promosso da Manuel Girona Agrafel e i suoi figli nel 1882, fu realizzata da Josep Oriol Mestres per la Esposizione universale di Barcellona del 1888 in stile neogotico, ispirandosi a quella disegnata nel 1408 da Carles Galtés de Ruan.

Esterni

L'edificio si compone della chiesa vera e propria, del chiostro perfettamente unito anche per lo stile, e delle sale capitolari e della cappella di Santa Lucia, che proseguono la facciata verso destra, addossandosi al chiostro. Misura 90 metri di lunghezza e 40 di larghezza mentre il chiostro è di 25 metri per lato, con una galleria di 6 metri per ogni lato.

La facciata, che presenta al centro il portale principale, fiancheggiato da due torri con alti pinnacoli, è ornata secondo lo stile gotico verticale, con una gran profusione di immagini di angeli e santi.

La torre nolare (1913), disegnata dall'architetto Augusto Font Carreras, alta 70 metri, si conclude con la Santa Croce e una scultura che rappresenta Sant'Elena, madre di Costantino, opera di Eduard Alentorn. Nelle merlature sono riconoscibili immagini di angeli alati.

Il portale, con un grande arco gotico con archivolti, è diviso in due parti da una scultura di Agapito Vallmitjana, che raffigura Cristo; ai lati, Apostoli del medesimo scultore. Negli archivolti, 76 figure di angeli, profeti e re dello scultore Joan Roig Solé. Nella parte interiore, i medaglioni incisi in pietra nelle colonne degli archi che rappresentano l'Ascensione e la Pentecoste, sono dell'artista Antonio Claperós.

Sul lato sinistro della chiesa, all'altezza del transetto, si apre la porta di Sant'Ivo, la più vecchia della chiesa e la principale fino alla costruzione della facciata. Realizzata in marmo e pietra (1298), è una delle prime a utilizzare l'arco ogivale nel gotico catalano. In cima ai pilastri ha angeli musici con le teste sull'estradosso dell'arco, nel timpano scultura di Sant'Eulalia (fine XIV secolo) attribuita alla scuola Jaume Cascalls, nei lati piccole teste, meramente ornamentali. In ogni lato rilievi in marmo, forse dell'antica cattedrale romanica.

Nella parte posteriore del chiostro, quasi addossata all'edificio principale, è posta la porta della Pietà, con un arco inflesso fiancheggiato su entrambi i lati da alti pinnacoli lavorati con grande maestria. Nel timpano, un rilievo quattrocentesco della Pietà, circondato dai simboli della Passione dello scultore tedesco, stabilitosi a Barcellona, Michael Lochner.

Nel lato destro del chiostro, la porta di San'Eulalia, in pietra di Montjuich, simile a quella della Pietà ha lo stesso arco inflesso, e nel timpano scultura di Sant'Eulalia, riproduzione del 1977 in resina poliestere dell'originale di Antonio Claperós (XV secolo), attualmente conservata nel museo della cattedrale. Ai lati, gli stemmi del vescovo Francesc Climent Sapera, finanziatore della navata ovest; negli archivolti, intagli con fine fogliame.

All'estrema destra della parte anteriore degli ambienti che continuano la facciata è situata, infine, la porta di Santa Lucia, che porta alla cappella dedicata alla santa. La porta è romanica con cinque archivolti semicircolari, sostenuti da tre pilastri quadrangolari addossati e due fini colonne circolari lisce, con capitelli scolpiti che rappresentano figure di animali e personaggi adorni di vegetazione.

Ai lati dei transetti, si innalzano due campanili (secolo XIII) ottagonali di 53 metri di altezza. Quello sopra la porta di Sant'Ivo, dell'orologio, contiene la campana Eulalia, di 3 tonnellate che suona ogni ora e la Honorata, che suona ad ogni quarto. La parte superiore (XIX secolo), di ferro, magnificamente ornata è in stile modernista.

Nell'altra torre stanno dieci campane, dai nomi femminili, che suonano le ore ecclesiastiche.

L'intero edificio presenta i pluviali a forma di gargolle, con animali fantastici, leoni, unicorni e, la più famosa, un elefante. Le più antiche (XIV secolo) sono nella parte dell'abside al lato della porta di Sant'Ivo, mentre quelle del chiostro, che ai quattro lati presentano i simboli degli Evangelisti, sono successive (XV secolo).

Interno

La cattedrale è composta di tre navate di uguale altezza, con quella centrale che misura il doppio di quelle laterali, chiuse da un deambulatorio semicircolare che passa dietro il presbiterio, su cui si affacciano dieci cappelle, con vetrate gotiche che danno luce all'abside, coperte da archi ogivali.

Partendo da sinistra, si incontra la cappella dei Santi Innocenti o delle Anime del Purgatorio, con retablo dedicato alla Glorificazione della Vergine Maria, opera barocca di Marià Montaya e al centro olio su tela (1709-1711) di Joan Gallart. Nella predella reliquie del secolo XVII donate dal doge di Venezia al re Giovanni II d'Aragona; nel muro di sinistra un arcosolio che contiene un sarcofago in alabastro (1409) del vescovo Ramon d'Escales (1386-1398), opera squisita dello scultore Antoni Canet; la cappella del Sacro Cuore di Gesù, con altare moderno e statua (1940) dello scultore Vicenç Vilarrubias; la cappella della Nostra Signora della Mercede che contiene un retablo barocco (1688) dello scultore Joan Roig padre, con policromia di Francesc Viladomat, che rappresenta Giacomo I in adorazione della Vergine; la cappella di Santa Chiara e Santa Caterina, con retablo in 19 tavole (1456) realizzato da García de Benavarre e, sui muri laterali, due splendidi tele (1763) che rappresentano la Lapidazione di santo Stefano e la Liberazione miracolosa della Gallerà di Pinós per intercessione di santo Stefano, di Francesc Tramulles; la cappella di San Pietro Apostolo, con due tele con scene della vita di san Pietro (XVIII secolo) sui muri laterali di artista anonimo e retablo dei santi Martino e Ambrogio (1415) realizzato da Juan Mates con marcati caratteri franco-flamenchi; la cappella di San Gabriele e Sant'Elena, con retablo a 18 tavole (1381-1390), opera di Lluís Borrassà; la cappella di San Giovanni Battista e san Giuseppe, con retablo rinascimentale policromo, con porte dipinte a olio da Juan Mates che raffigurano gli evangelisti e 17 tavole con scene della vita di san Giovanni Battista; la cappella della Trasfigurazione del Signore, con retablo (1450) splendido di Bernat Martorell, nel muro sinistro, arcosolio con mausoleo del vescovo Ponç de Gualba (morto nel 1334) con un calvario dell'artista Jaume Cascalls, e nel muro destro, scultura raffigurante San Benedetto da Norcia; la cappella della Visitazione con retablo (1475) composto da tre tavole, a sinistra, sarcofago del vescovo Berenguer de Palou, e a destra sepolcro moderno del vescovo Pedro Martínez San Martín; ultima la cappella di Sant'Antonio Abate, con retablo barocco (1712) di artista anonimo e policromia di Joan Moxí.

Continua l'abside, la sacristia, che consta di tre stanze e contiene alcuni tesori importanti: l'ostensorio maggiore (secolo XIV) in argento e oro, una croce processionale (1383) di Francesc Vilardell, di argento dorato, adornata con smalti con i quattro evangelisti nei bracci della croce, la croce (con tronetto) del re Martino I d'Aragona (1398) e la spada di Pedro del Portogallo, conte di Barcellona, considerata una delle più belle del mondo.

Sopra le cappelle laterali, corre una galleria e sopra la galleria, per tutta la chiesa, un falso triforio che consente di vedere da vicino le chiavi delle volte. Queste sono in totale 215, di cui le più grandi, collocate nella navata centrale, sono di due metri di diametro e pesano cinque tonnellate. Quelle del presbiterio raffigurano un Cristo crocifisso, Santa Eulalia (1320), la Vergine della Misericordia (1379), l'Annunciazione (1379), forse il vescovo Pere Planella (1371-1385) e, infine, il Padre Eterno (1418), opere dello scultore Pere Johan.

Sotto il presbiterio è situata la Cripta di Sant'Eulalia (XIV secolo), costruita da Jaume Fabre, cui si accede da un'ampia scalinata coperta da un arco quasi piatto ornato di un ritratto forse del vescovo Ponç de Gualba, con ai lati gruppi di piccole teste di personaggi dell'epoca. La volta, divisa in dodici archi, è chiusa da una grande chiave (1326) in cui è rappresentata la santa con la Vergine Maria e il Bambin Gesù. Il sarcofago gotico di alabastro (1327), dovuto allo scultore di Pisa Lupo di Francesco, è appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stili differenti con capitelli corinzi dorati. Nella parte superiore, sculture con scene del Martirio di sant'Eulalia, e ai quattro angoli superiori angeli che fungono da lume e al centro una Vergine con Bambino. Nella parete di fondo, l'antico sepolcro (secolo IX) con iscrizione del 877 che ricorda il ritrovamento delle reliquie nella chiesa di Santa Maria del Mar.

Addossato al muro del campanile della porta di Sant'Ivo, vi è un organo che risale al 1538, molte volte modificato per adattarlo ai gusti estetici. La cassa, rinascimentale, è originale come sono originali molte canne esterne, mentre quelle interne risalgono a tutte le epoche.

L'altare maggiore, consacrato nell'anno 1337 dal vescovo Ferrer Abella (1335-1344), ha la tavola di tre metri di lunghezza in marmo bianco sostenuta da capitelli visigoti del primitivo tempio (secolo VI), in marmo di Carrara. In basso, fino alla metà dell'altezza delle colonne, è presente una statua con l'Esaltazione della Croce (1976), circondata da sei angeli, opera dello scultore Frederic Marès. Nella parte inferiore è, poi, situata la cattedra, con parti laterali in alabastro (metà del XIV secolo); mentre nella parte posteriore di legno (1976), è contenuto lo stemma del cardinale arcivescovo Ricardo María Carles Gordól (1990-2004).

I muri del coro (1390), ad opera di Jordi de Déu presentano mensole (le cosiddette misericordias) che rappresentano profeti dell'Antico Testamento; dello stesso scultore è, poi, la scalinata di accesso al pulpito che presenta negli stipiti due piccole sculture dell'Annunciazione. Una parte degli stalli, conclusi nel 1493, furono affidati allo scultore Pere Sanglada (o Ça-Anglada), che dopo aver comprato il legno di quercia a Bruges, si circondò di due buoni aiutanti, Pere Oller e Antoni Canet, per realizzare medaglioni in cui si notano scene di danza, giochi e musica. Allo stesso scultore fu poi affidato la costruzione del pulpito, anch'esso di quercia, con lavori di traforo e pinnacoli in cui spiccano quindici immagini diverse. Successivamente (1462), Matías Bonafé Esaider costruì altri 40 stalli, sotto quelli di Pere Sanglada, e il tedesco Michael Lochner prima e, dopo la morte, il suo aiutante Johan Friederich Kassel, i dossali (1497). Infine, nel 1517, lo scultore Bartolomé Ordóñez realizzò le paratie di accesso al coro con scene dell'Antico Testamento e della Passione. L'intera opera si concluse, quando per la festa del 5 marzo 1519, Joan de Burgunya dipinse stemmi araldici nei 64 intradossi degli stalli; gli stemmi sono quelli dei cavalieri dell'Ordine del toson d'oro, che proprio nel 1519 erano stati radunati a Barcellona da Carlo V.

Sempre nel 1519, Bartolomé Ordóñez, iniziò a lavorare al tornacoro, concluso, poi dal suo discepolo Pedro Villar (1564), in stile rinascimentale con un colonnato dorico coronato da una balaustra. Le scene presenti tra le colonne che rappresentano episodi della Vita di sant'Eulalia ai lati e, nella nicchia in alto, sculture di corpi umani, sono attribuibili alcune a Bartolomé Ordóñez, altre a Pedro Villar e l'ultima a Claudio Perret (1621).

Le vetrate, caratteristiche del gotico, sono tutte disegnate con lo stesso schema tripartito: al centro l'immagine del santo titolare, e ai lati decorazioni geometriche. Le più antiche (1317- 1334), con lo stemma del vescovo Ponç de Gualba, sono contenute nelle cappelle radiali della testata della chiesa. Oltre a queste, quelle laterali di San Pietro, del Papa Silvestro e di Santo Stefano (1386), sono dell'autore chiamato il Maestro di san Silvestro. Successive sono quelle alle estremità dell'abside rappresentanti Sant'Andrea (intorno al 1400) e Sant'Antonio abate (1407), realizzata da Nicolau de Maraya. Ancora più tarde, sono quella di San Michele Arcangelo (XV secolo) e quella della cappella del battistero (1495), opera di Gil de Fontanet con cartoni disegnati da Bartolomé Bermejo, che rappresenta il Noli me tangere. Nel triforio ai piedi del tempio, sono collocate vetrate moderne (XX secolo) che rappresentano vari santi venerati a Barcellona.

Nella navata centrale si incontrano anche i resti di alcuni sovrani: sul muro della sacrestia dipinto nel 1545 da Enrique Ferrandis, quelli di Raimondo Berengario conte di Barcellona e di sua moglie Almodis de la Marche, ai quali si deve la fondazione della cattedrale romanica. Dall'altro lato della navata, tra il transetto e la Cappella dei Santi Innocenti, i sepolcri con sculture di Frederic Marès, con i resti, in un'urna, di Alfonso III di Aragona e di Giacomo I di Urgell, e Federico, figli di Alfonso IV di Aragona e, nell'altra i resti di Costanza di Sicilia, moglie di Pietro III d'Aragona, María di Cipro, sposa di Giacomo il Giusto, Sibilla di Fortiá, quarta moglie di Pietro IV d'Aragona e Eleonora d'Aragona e di Foix (1333 - 1416), figlia di Pietro IV di Ribagorza e seconda moglie di Pietro I di Cipro, re di Cipro e Gerusalemme.

Sulle navate laterali ci sono altre 17 cappelle, con archi a sesto acuto all'entrata.

Sul lato destro della chiesa, in ordine dall'ingresso la cappella di San Cosma e Damiano (1436) finita da Bartolomé Gual, pagata da doña Sancha Ximénez de Cabrera per realizzare il suo sepolcro (1446), realizzato da Pere Oller, all'interno di un arcosolio con due piccoli cani scolpiti ai piedi della figura giacente e, nella parte frontale, figure di uomini che pregano una figura femminile con un libro nella mano. Sopra il sepolcro, affresco che rappresenta l'Elevazione delle anime del pittore Lluís Dalmau; nell'ambiente, retablo dedicato ai santi Cosma e Damiano (1455), di Bernat Martorell e Miguel Nadal. Segue la cappella di San Giuseppe Oriol, con altare modernista e sepolcro del cardinale Salvador Casañas i Pagès (morto nel 1908), opera dello scultore Josep Llimona; quella di San Pancrazio e San Rocco, con un notevole retablo policromo barocco (XVIII secolo); quella di San Raimondo di Peñafort, contenente la tomba del religioso domenicano, con scultura del santo e sarcofago (XIV secolo); la cappella di San Paolo il cui retablo (1902) è attribuito a Domènec Talarn; la cappella di Nostra Signora del Pilar con retablo barocco (XVII secolo) e il sepolcro dell'arcivescovo Gregorio Modrego Casaus, dello scultore Frederic Marès (1972); la cappella di San Paciano e San Francesco Saverio, con retablo barocco (1688-1689) di Joan Roig, con policromía di Joan Moxí, che rappresenta l'Ultima Cena, e varie scene della vita di san Paciano e altri santi, e ai piedi del retablo un busto con San Francesco Saverio (1687), realizzato da Andreu Sala. In terra sepoltura del vescovo Joan Dimas Loris (morto nel 1598).

Sul lato sinistro della chiesa, in ordine dall'ingresso, la cappella di San Severo, con retablo barocco (1683), degli scultori Francesc Santacruz i Artigas e Jacint Trulls, assistiti dall'ebanista Agustí Llinàs e dorature di Pau Llorens. Nella nicchia principale busto del santo con ai lati scene della vita del santo; la cappella di San Marco, con retablo barocco (1683-1692) di Bernat Vilar, dorato dai fratelli Josep e Francesc Vinyals, che contiene al centro della nicchia la statua del santo e ai lati scene della sua vita: alle pareti due oli su tela (1763) di Francesc Tramulles Roig, che rappresentano San Marco che scrive il Vangelo e Martirio di san Marco; la cappella di San Bernardino e di San Michele Arcangelo, con retablo (1705) e statue di santi (1784); la cappella della Vergine del Rosario con un retablo protobarocco dorato e policromo (1620) dell'artista di Terrassa Agustí Pujol; la cappella di Santa Maria Maddalena, San Bartolomeo e Sant'Isabella con retablo (1401) del pittore Guerau Gener (o Gerau Janer); la cappella di San Sebastiano, Santa Tecla e il Sacro Cuore di Maria con retablo tardogotico (1486-1498), realizzato da Rafael Vergós, Francesc Mestre e Pere Alemany, artisti appartenenti al laboratorio di Jaume Huguet, e statua a tutto tondo policroma del Sacro Cuore di Maria (1942), opera moderna di Vicenç Vilarrubies; la cappella della Nostra Signora dell'Allegria, con un altare-retablo (1945) in alabastro in stile neogotico dello scultore Josep Maria Camps i Arnau e, infine, la cappella della Nostra Signora di Montserrat con retablo moderno che raffigura la patrona della Catalogna.

Notevoli anche le due cappelle in contraffacciate, collocate ai lati della porta dell'entrata principale. A destra la cappella dell'Immacolata Concezione con statua recente della santa e, nella parete sinistra, sepolcro datato 1899 del vescovo di Barcellona Francesc Climent Sapera (morto nel 1430). A sinistra la cappella del Battistero con fonte battesimale (1433), in marmo bianco realizzata da Giuliano Fiorentino. Cronologicamente parlando, questo fonte battesimale è il terzo della cattedrale: il più antico risale al IV secolo, ed è un battistero a immersione collocato a circa quattro metri di profondità, di fronte alla cappella di San Marco, a cinque metri di distanza dall'attuale cappella battesimale. A questo primo battistero ne seguì un secondo, romanico, attualmente visibile nelle sale capitolari. L'odierna cappella battesimale è inoltre dotata della vetrata del Noli me tangere, realizzata da Bartolomé Bermejo nel 1495.

Dalla cappella dei Santi Innocenti è possibile raggiungere le terrazze della cattedrale, tramite alcuni ascensori.

Chiostro

Il chiostro gotico (XIV - XV secolo), vede al lavoro grandi architetti come Andreu Escuder e scultori come i Claperós, padre e figlio. Ad esso si accede dall'interno dell'edificio attraverso una porta romanica in marmo bianco italiano con archivolti decorati con motivi geometrici e, sopra i capitelli, sculture dell'Antico e del Nuovo Testamento. Sopra gli archivolti merlature gotiche successive per collocare la porta nel contesto gotico della chiesa.

Nell'angolo più vicino alla porta della Pietà si può vedere un tempietto del maestro Escuder, con, sulla volta, chiave (1448) degli scultori Antoni e Joan Claperós e al centro scultura di San Giorgio (1970), realizzata da Emili Colom. Negli archi del chiostro, si possono vedere scene dell'Antico e Nuovo Testamento. In tre delle sue gallerie si incontrano cappelle con volte costolonate quadripartite e chiavi al centro. Tra esse si notano quelle moderniste della famiglia Sanllehy, realizzata nel 1920 dall'artista Josep Llimona, e quella della famiglia Girona, con rappresentazione della Fede, Speranza e Carità dello scultore Manel Fuxà e crocifisso (1910) dello scultore Eduard Alentorn.

Nel giardino del chiostro, intorno a una vasca d'acqua detta "fuente de Las Ocas", si può notare una sorprendente curiosità: vi sono 13 oche bianche, che rappresentano gli anni di vita di santa Eulalia, e anche le altrettante torture del suo martirio; secondo i fedeli le oche sono le guardiane del sepolcro della santa, presente all'interno della cattedrale.

Nella chiave di volta del "Pabellon de San Jorge", una scultura di Joan Claperós raffigurante la lotta tra San Giorgio e il drago.

Le sale capitolari e la cappella di Santa Lucia

Addossate alla parte anteriore del chiostro e in prosecuzione verso destra della facciata, si trova l'antica sala capitolare (1407), costruita da Arnau Bargués con pianta rettangolare coperta con una volta stellata, la cui chiave, che rappresenta la Pentecoste fu realizzata nel 1454 da Juan Claperós. Trasformata nel mausoleo (1676) del vescovo di Barcellona, san Ollegario, contiene la sua sepoltura barocca, opera degli scultori Francesc Grau e Domènec Rovira el Joven, e, sul sepolcro, la statua del santo (1406) eseguita da Pere Sanglada. Sopra la tomba si incontra anche il Santo Cristo di Lepanto (secolo XVI), scultura che la tradizione vuole essere stata imbarcata sulla nave di Giovanni d'Austria durante la battaglia di Lepanto. Dai lati dell'altare si entra, poi, nello spogliatoio, al centro del quale si trovano i resti di san Rufo di Avignone, morto nel 1137.

Si continua con la sala della Notazione e la nuova sala capitolare (XVII secolo), con pianta rettangolare e volta a botte con lunette, totalmente decorata con pitture a opera del pittore barcellonese Pau Prim (o Pau Priu). In queste stanze si trovano alcuni oggetti significativi: una fonte battesimale romanica trilobata (XI secolo), la Pietà Desplà (1490) di Bartolomé Bermejo, il retablo di San Bernardino e l'Angelo Custode (1470) del pittore Jaume Huguet, alcuni frontali di altari con scene della vita di Gesù (XV secolo) e la statua in terracotta di Sant'Eulalia, realizzata da Antoni Claperós.

Infine la cappella di Santa Lucia, finita di costruire nel 1289 in stile tardo romanico, durante il mandato del vescovo Arnau de Gurb (1252-1284), che originalmente era la cappella del Palazzo episcopale. Con pianta rettangolare e volta a botte in conci regolari, contiene all'interno le sepolture del vescovo Arnau de Gurb e del canonico Francesc de Santa Coloma (secolo XIV), sopra la quale si trova un Calvario scolpito in pietra con fondo di cristallo azzurro.

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Informazioni pratiche

Orari
Mo-Fr 09:30-18:30; Sa 09:30-17:15; Su,PH 14:00-17:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
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Palazzo Güell

Palazzo · El Raval

Palazzo Güell

Il Palazzo Güell (Palau Güell in catalano) è un palazzo di Barcellona ed è una delle opere dell'architetto Antoni Gaudí che sono state nominate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Questa nomina ha ufficialmente riconosciuto il suo valore universale e la sua unicità come capolavoro della creatività umana.

== Storia ==

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Eusebi Güell i Bacigalupi, conte di Güell (1846-1918), fu uno dei più importanti imprenditori industriali della Catalogna dei suoi tempi, attivo anche in ambito politico, scientifico e letterario. Era figlio di Joan Güell i Ferrer (1800-1872), emigrante spagnolo in America che accumulò un'enorme fortuna a Cuba e di ritorno in Europa fu a sua volta promotore a Barcellona di diverse iniziative industriali, come la fabbrica El Vapor Vell, che conseguì l'esclusiva della fabbricazione in Spagna di velluto a coste.

Dopo aver studiato diritto, economia e scienze applicate, Eusebi Güell fu il fondatore con Ferran Alsina della Colonia Güell, colonia pensata per i lavoratori della contigua industria tessile di Santa Coloma de Cervelló. Allo stesso tempo, intervenne come già accennato spesso in politica e in ampi settori culturali: nel 1875 fu eletto consigliere del consiglio comunale di Barcellona, nel 1878 deputato provinciale, e più tardi persino senatore del Regno di Spagna. Fu, per via del suo devoto amore alla cultura catalana, presidente dei Jocs Florals (1900) e membro della Reial Academia Catalana de Belles Arts de San Jordi, oltre che presidente del Centre Català.

Nel 1878 Eusebi Güell fece conoscenza di Gaudí, dopo averne ammirato la vetrina per la Guantería Comella che l'architetto presentò all'Esposizione universale di Parigi del 1878. Da allora ebbe inizio una lunga amicizia e una fruttuosa relazione professionale, culminata nella volontà di Güell di divenire mecenate di Gaudí e di commissionargli opere che poi gli avrebbero procurato grande fama internazionale, come la cripta della Colonia Güell, i padiglioni Güell o il celebre parco Güell.

Güell abitava in una casa nella Rambla de los Capuchinos, che aveva ereditato dal padre. Nella strada contigua, Conde del Asalto (l'attuale Nou de la Rambla), acquistò due immobili nella prospettiva di ampliare la propria residenza sulla Rambla: nel 1883 il n. 3 da Maria Toll i Serra, e nel 1886 il n. 5 dalla famiglia Boada Mas, per un totale di 408 m². In questi due edifici si insediavano un caseificio e diciassette domicili arredati, le cui rispettive famiglie furono quindi sfrattate. Nel 1887 Güell comprò anche l'immobile al n. 3 della calle Lancaster, e nel 1895 il n. 9 del Nou de la Rambla (angolo Lancaster) e i numeri 5 e 7 sempre di Lancaster, per cui egli arrivò praticamente a essere il proprietario di tutto l'isolato (con l'eccezione del n. 7 del Nou de la Rambla, che non riuscì ad acquistare). Il progetto di Güell era quello di costruire una nuova abitazione che si collegasse con quella della Rambla mediante un patio interiore. L'incarico fu affidato a Gaudí, che nella progettazione si ispirò alla tradizione delle grandi case signorili catalane, come quelle presenti nella calle Montcada.

Il processo amministrativo relativo all'edificazione ebbe inizio il 12 luglio 1886, quando Güell richiese al comune di Barcellona il permesso di costruire. L'autorizzazione amministrativa, tuttavia, non fu concessa immediatamente, a causa del diniego di Antoni Rovira i Trias, architetto municipale che osservò una violazione dell'articolo 25 delle Ordenanzas Municipales, secondo il quale le tribune delle facciate dovevano essere realizzate in ferro e vetro (e non in pietra come disposto da Gaudí). Superata questa opposizione in data 27 di luglio, probabilmente grazie agli influenti contatti di cui Güell disponeva nello stesso consiglio comunale, e ottenuto il permesso di demolizione dell'immobile ai nn. 3-5 del Nou de la Rambla il 23 di ottobre (con ratificazione da parte della Commissione datata al 6 novembre), il 12 novembre fu finalmente legittimato il permesso di costruire, ed ebbero inizio i lavori.

Malgrado i lavori di decorazione si prolungarono fino al 1890, l'edificio fu inaugurato nel 1888, in concomitanza con l'Esposizione Universale che proprio in quegli anni si celebrava nel Parco della Cittadella a Barcellona. In ragione di tale evento il palazzo Güell fu visitato da personalità come la regina reggente Maria Cristina d'Asburgo-Teschen, il re Umberto I d'Italia e il presidente statunitense Grover Cleveland: Eusebi Güell era talmente orgoglioso del proprio edificio che non esitò nel 1910 a esporre gli elaborati grafici relativi al progetto alla esposizione dedicata a Gaudí tenutasi nel Grand Palais di Parigi nel 1910.

Eusebi Güell visse nel palazzo fino al 1906, anno in cui traslocò alla Casa Larrard, nel parco Güell, dove visse fino alla sua morte nel 1918. Il palazzo Güell fu quindi ereditato dalla vedova del mecenate, Isabel López Bru (figlia del marchese di Comillas), e successivamente dalle figlie Maria Lluïsa e Mercè Güell i López. Durante la guerra civile spagnola il palazzo fu adibito a stazione di polizia. Nel 1944 fu oggetto degli interessi di un milionario statunitense che desiderava acquistarlo per poi smantellarlo pietra per pietra e riassemblarlo nel proprio paese natale: questa iniziativa, ovviamente, incontrò la ferma opposizione della Deputazione di Barcellona, che a cambio onorò Mercè Güell con una pensione vitalizia, e predispose che l'edificio non potesse mai essere alterato e che fosse destinato a una finalità culturale. Nel 1952, a seguito di questi eventi, si insediò nel palazzo la Asociación de Amigos de Gaudí (che vi rimase fino al 1968 quando venne istituita nel parco Güell la Casa-Museu Gaudí).

Sin dalla sua acquisizione da parte della Deputazione il palazzo è stato sottoposto a numerosi interventi di restauro conservativo. Il primo è datato al 1945 e interessò in particolare la carpenteria, le vetrate, gli impianti elettrici e le decorazioni pittoriche. Il secondo fu eseguito tra il 1971 e il 1979 a carico di Jordi Querol i Piera e recuperò in particolar modo la facciata e la terrazza: nel 1983, sotto la direzione di Carles Buxadé e Joan Margarit, si effettuò un'indagine completa dello stato strutturale dell'edificio, le cui patologie vennero gradualmente sanate in fasi successive. Nel 1992 la Deputazione acquistò dai discendenti di Güell gran parte del mobilio originale del palazzo, il quale poté quindi essere riarredato come nel suo assetto originale. Nel 1998 si restaurarono l'oratorio e le opere pittoriche di Aleix Clapés, mentre al 2004-2011 risale l'ultimo intervento di restauro completo dell'edificio, grazie al quale questo è nuovamente aperto al pubblico e visitabile nella sua interezza.

Descrizione

Il palazzo presenta una forma pressappoco rettangolare, di 18x22 metri, con un edificio annesso nella parte sud-ovest, di 6x20 m. La struttura è sorretta dai muri portanti della facciata, in pietra naturale, e dalle pareti interne in laterizio, le quali scaricano sui pilastri lapidei del piano sotterraneo. In origine la parte mediana del prospetto orientale dell'edificio era adornata con un affresco (oggi scomparso) di Aleix Clapés raffigurante Ercole nel giardino delle Esperidi, in riferimento al poema L'Atlàntida di Jacint Verdaguer.

L'edificio si articola su un seminterrato con le scuderie, un piano terra con l'ingresso, la portineria, il garage e diverse aree di servizio, un mezzanino con l'area amministrativa, il piano nobile con la zona giorno, il secondo piano per la zona notte, più privata (stanze da letto e servizi igienici), il terzo piano con l'area di servizio, la cucina e la lavanderia, e infine la copertura. In totale, l'edificio copre una superficie di 2 850 m².

Il progetto, in generale, segue gli indirizzi stilistici già presenti in opere come la casa Vicens o i padiglioni Güell, con un predominio di forme di ispirazione araba, bizantina o mudéjar. Gaudí progettò con particolare cura sia l'esterno che gli interni dell'edificio, adornati da un suntuoso apparato decorativo in stile mudéjar e da un tetto a cassettoni in legno e ferro, senza trascurare aspetti legati ad esempio all'illuminazione naturale, la ventilazione o l'isolamento acustico.

In tal senso, Gaudí diresse con la sua sapiente regia un ampio team di tecnici e artigiani, di cui facevano parte gli architetti Camil Oliveras e Francesc Berenguer; il capocantiere Claudi Alsina; il decoratore Francesc Vidal i Jevellí; il costruttore Agustí Massip; i fabbri Joan Oñós, Salvador Gabarró e Lluís y Josep Badia i Miarnau; gli ebanisti Antoni Oliva, Julià Soley e Eudald Puntí, e infine i marmisti Ventura. Nell'ambito artistico, invece, Gaudí si avvalse della collaborazione dei pittori Aleix Clapés, Alexandre de Riquer e Ramon Tusquets e degli scultori Joan Flotats e Rossend Nobas. Per quanto concerne i fornitori, invece, l'architetto si rivolse ai Talleres Torras per gli elementi metallici, al Taller Pelegrí per i vetri e a Pujol i Bausis per i prodotti ceramici.

Prospetto esterno

L'edificio è costruito in pietra calcarea di Garraf, dove Güell possedeva una tenuta di campagna, las Bodegas Güell. Data la ristrettezza della strada antistante, risulta difficile osservare il prospetto nella sua totalità, malgrado la sua spiccata monumentalità. La facciata, in ogni caso, si articola su tre livelli: il primo corrisponde al piano terra e al mezzanino, e presenta un rivestimento in pietra tagliata e ripulita: è scandito dalle forature delle porte di accesso, con forma di archi parabolici, e delle finestre, protette da grate di ferro. Il secondo livello include la tribuna del piano nobile, sostenuta da ventuno mensole, sempre in rivestimento lapideo come nella parte sottostante. Il terzo livello, invece, corrisponde al secondo e terzo piano, in corrispondenza dei quali è presente un trattamento della pietra diversificato, con un trattamento col punteruolo: qui si aprono cinque finestre affiancate da due balconi, mentre nella parte destra (quella di servizio) si erge una piccola tribuna. Il terzo piano, invece, è marcato da una teoria di piccole finestre e da una balaustra di coronamento.

Dall'impaginato della facciata emergono in particolare le porte di ingresso, recanti nella loro parte superiore delle grate in ferro battuto adornate da serpenti che nel reciproco intreccio delle code formano le lettere E e G (di Eusebi Güell). Tra le porte, invece, si situa un'altra gelosia metallica, opera di Joan Oñós, ornata con lo scudo della Catalogna, un elmo (in riferimento alle quattro virtù cardinali) e una fenice, ad alludere alla rinascita (Renaixença) politica e culturale di Barcellona in quegli anni. L'ingresso, particolarmente imponente, fu dimensionato per consentire l'ingresso dei visitatori in carrozza: per i cavalli al piano sotterraneo erano disponibili delle stalle, accessibili da una ingegnosa rampa elicoidale ideata dallo stesso Gaudí.

La facciata posteriore dell'edificio è divisa in due ordini differenziati: quello inferiore corrisponde al piano nobile e presenta una tribuna con persiane di legno e rivestimento in ceramiche azzurre e nere. Il secondo livello, separato da quello inferiore da una fascia marcapiano in pietra, presenta un pergolato (o brise-soleil) in legno e ferro. A coronamento della facciata, interamente rivestita con pietra lavorata a punteruolo, è presente una cornice in pietra con ringhiera di ferro.

Interni

Gaudí concepì gli interni dell'edificio con il fine di promuovere un'armonia tra l'ambito pubblico e quello privato, tra l'area dedicata alla famiglia e quella ai servizi. A questo scopo il vestibolo del piano terra distribuisce in maniera ottimale tutte le diverse parti dell'edificio: al centro è situata la scala principale, in fondo il garage e l'accesso al seminterrato, al lato est la portineria e a quello ovest la scala di servizio e l'ascensore. La scala principale conduce in primo luogo al mezzanino, dove a destra si trovava l'ufficio del Güell, con in aggiunta la sua biblioteca e le stanze amministrative; alla sinistra un ulteriore vestibolo e una sala relax.

Dal vestibolo del mezzanino si innesta la scala di onore, la quale approda finalmente al piano nobile, articolata intorno a un grande spazio centrale di 80 m² a tripla altezza, ovvero alta come tre piani (17,5 m). Questo spazio è il nucleo centrale dell'edificio, intorno al quale si dispongono tutte le principali stanze del palazzo; si distingue per il suo coronamento in copertura, una doppia cupola di profilo paraboloide all'interno e conico all'esterno, soluzione tipica dell'arte bizantina. La cupola, sorretta su archi perimetrali ugualmente parabolici, è perforata con oculi di piccolissime dimensioni che consentono l'ingresso della luce naturale ed è rivestita con placche esagonali di alabastro di colore rossastro: allegoricamente allude alla volta celeste, estesa iperuranicamente sopra il mondo terreno dell'imperfezione, corrispondente ai livelli inferiori della casa (a partire dai sotterranei, descritti da un cronista del 1887 come un ambiente del palazzo di Baldassarre o Nabucodonosor). Seguendo la scala nobile si giunge a una prima campata che dà accesso a quattro spazi: un primo vestibolo di accesso, la sala di accesso al salone (altrimenti nota come Sala dei passi perduti), la sala di visite e servizi igienici per signore. Questi spazi sono delimitati da una galleria di arcate che corrisponde all'esterno alla tribuna della facciata, dove Gaudí impiegò un originale sistema di archi catenari e colonne con capitelli iperboloidi, cifra che non trovò applicazione né prima né dopo l'architetto catalano. La sala di visite è coronata da un soffitto ligneo a cassettoni rivestito con lamine d'oro e ornamenti di ferro forgiato, e vetrate con raffigurazioni di fiori di loto e di medaglioni con effigi di personaggi letterali di shakesperiana memoria.

A continuazione è presente il grande salone centrale, nobilitato della decorazione più sontuosa presente nel palazzo, con arredi e opere d'arte di grande valore, tra cui vari busti raffiguranti Joan Güell, Antonio López (marchese di Comillas) e Isabel López Bru, frutto dello scalpello di Rossend Nobas. Erano ugualmente presenti numerosi oli su tela di Aleix Clapés: Santa Isabella regina di Ungheria da la corona a un povero, Famiglia contadina in preghiera ai piedi di una croce termale, Bambine giocando, oltre che un ritratto di Jaume Balmes. Dell'arredo presente nella sala si segnala un sofà-scranno di alabastro e bardiglio progettato dallo stesso Gaudí, e una sedia in stile neogotico flamboyant cosiddetta Phebus di Vidal i Jevellí, che si ispirò all'ebanisteria bavarese. Ai lati del grande salone si aprivano inoltre una cappella-oratorio (alla destra), decorata con raffigurazioni dei dodici apostoli (di Aleix Clapés) e un'immagine della Purísima nell'altare, opera di Joan Flotats poi distrutta nel 1936; e un organo alla sinistra, opera di Aquilino Amezua, perduto durante la guerra civile spagnola, in cui il suo metallo fu fuso e poi riutilizzato. Nel 2012 si finalizzò con il maestro organista Albert Blancafort il processo di costruzione di un nuovo strumento musicale, dotato di 1386 tubi, 22 registri, e due tastiere manuali.

Dal lato est del salone si innesta un'altra scalinata che conduce alla tribuna elevata del piano nobile, all'altezza di 6,5 metri, dove erano soliti collocarsi i musicisti negli eventi organizzati dallo stesso Güell; da qui si accede a una piccola sala che trovò utilizzo solamente come ufficio per Àngel Guimerà quando nel palazzo si insediò l'Instituto del Teatro. Nella campata a sud del piano nobile si trovavano la sala da pranzo - impreziosita da un caminetto realizzato da Camil Oliveras - e la Sala de Confianza, utilizzata per riunioni e concerti da piano; da qui si accede alla terrazza del patio interiore. Successivamente è presente un'ulteriore scala che dà accesso al secondo piano, in cui erano presenti una sala di studio, numerose camere da letto, e i servizi igienici. Di particolare rilevanza è la sala centrale, decorata con un ciclo pittorico dedicato a Elisabetta d'Ungheria - in omaggio alla sposa di Güell, Isabel López Bru - frutto del pennello di Alexandre de Riquer. Occorre segnalare che la sala da letto principale è dotata di un balcone che corrisponde in facciata ai brise-soleil del prospetto posteriore. Negli arredi che completano l'addobbo di questo piano di particolare interesse sono la chaise longue in stile Secondo Impero della sala da letto principale e una toeletta, entrambi ideati da Gaudí per la moglie di Güell. In conclusione, al terzo piano, erano situate le aree di servizio, la cucina e le lavanderie, oltre che il distributivo per l'accesso alla copertura.

Copertura e terrazza

L'edificio è concluso da una copertura praticabile di 481 m² e articolata su quattro livelli: il più grande corrisponde al corpo centrale dell'edificio, con quattordici camini, quattro lunette a forma di guscio, i lucernari e la lanterna corrispondente alla cupola centrale; salendo sei gradini si giunge a un secondo livello corrispondente al corpo annesso del palazzo, arricchito da altri sei camini; il terzo livello si innesta in corrispondenza del corpo della scala di servizio; dal quarto, sopra l'area dell'organo, era presente un accesso che conduceva mediante una passerella all'interno della lanterna.

In questa terrazza di particolare interesse sono i camini, interpretati da Gaudí non come elementi esclusivamente funzionali, bensì come veicoli di una estetica che trovò poi pieno sviluppo nelle sue opere tarde, come la Casa Batlló e la Casa Milà. In totale si ergono ben venti camini, costruiti in mattoni e - a esclusione di sei con il rivestimento laterizio lasciato a vista - ricoperti di ceramica, secondo la tecnica tradizionalmente catalana del trencadís. Recuperando questo tipo di applicazione ornamentale Gaudí recupera frammenti di ceramica, vetro, marmo o porcellana, una materia bruta, obliterata, la quale, riscattata dall'opera dell'artista, viene reimpiegata per formare mosaici policromi dai disegni e colori molteplici. La forma dei camini è principalmente troncoconica o troncopiramidale: altri, tuttavia, presentano morfologie più varie, con capitelli persino di forma conica, sferica, romboidale, spiraliforme o triangolare. Anche questi camini furono sottoposti a un intervento di restauro, in questo caso dal 1990 al 1994, condotto con la collaborazione di vari artisti, come il ceramista Joan Gardy Artigas, lo scultore Joan Mora, e i pittori Robert Llimós e Gustavo Carbó Berthold. Nella terrazza Gaudí conferì particolare enfasi anche all'alta guglia della lanterna che copre lo spazio del salone centrale. Anche questa forma, di forma conica e con un'altezza di sedici metri, è realizzata in ceramica e, in questo caso, sormontata da un parafulmine-segnavento in ferro.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Orari
Apr-Oct: 10:00-20:00; Nov-Mar: 10:00-17:30
Come arrivare
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Sito ufficiale
inici.palauguell.cat

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Museo nazionale d'arte della Catalogna

Museo d'arte · Montjuïc

Museo nazionale d'arte della Catalogna

Il Museo nazionale d'arte della Catalogna (Museu Nacional d'Art de Catalunya in catalano), conosciuto anche con la sigla MNAC, si trova nella città di Barcellona e vanta una collezione di arte romanica tra le più significative al mondo.

== Storia ==

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Nato inizialmente nel 1990 dall'unione delle collezioni del Museu d'Art Modern e del Museu d'Art de Catalunya (esistente dal 1934), vi si aggiunse successivamente una nuova sezione di numismatica, una di incisioni e parte della Biblioteca General de Historia del Arte. Più tardi, nel 1996, si aggiunse un nuovo dipartimento dedicato alla fotografia.

Oggi il museo possiede circa 250.000 opere e, oltre alle esposizioni temporali e itineranti, ha anche funzioni di studio, conservazione e restauro delle opere d'arte.

La sede principale è nell'edificio del Palau Nacional, sulla collina del Montjuïc, che fu inaugurato nel 1929 in occasione dell'Esposizione Universale celebrata a Barcellona.

Organizzazione

Il MNAC è un consorzio costituito dalla Generalitat de Catalunya, l'Ajuntament (il Municipio) e l'Amministrazione Generale dello Stato, con propria personalità giuridica. Presidente è Miquel Roca i Junyent.

La struttura prevede un direttore, un vicedirettore amministrativo e un responsabile delle collezioni; dal direttore dipendono le aree organizzative Strategia e innovazione, Marchio e sviluppo, Programmazione culturale; dal vicedirettore le aree organizzative Servizi giuridici, Infrastrutture, Servizi economici e personale; al responsabile delle collezioni, infine, fanno capo le aree Inventario e mostre, Coordinamento delle collezioni, Restauro, nonché il Centro di documentazione. All'interno delle aree operano numerosi settori specifici.

Il museo è sostenuto dalla Fondazione Amici del MNAC, presieduta da Eulàlia Serra Budallés.

Elenco dei direttori

Dalla fondazione del museo, nel posto di direttore si sono succeduti:

1934-1939, Joaquim Folch i Torres

1939-1948, Xavier de Salas Bosch

1948-1985, Joan Ainaud de Lasarte

1985, Lluis Domènech i Girbau

1985-1991, Joan Sureda i Pons

1991-1994, Xavier Barral i Altet

1994-2005, Eduard Carbonell i Esteller

2006-2011, Maria Teresa (Maite) Ocaña i Gomà

dal 2012, Josep Serra i Villalba

Strategia

La sua strategia si articola intorno a tre punti cardine:

la collezione: la sua ragion d'essere;

l'aspetto sociale: un museo per tutti;

lo sviluppo: diffusione della conoscenza e ricerca.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Orari
Tu-Sa 10:00-18:00; Su 10:00-15:00; May-Sep: Tu-Sa 10:00-20:00; PH off
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.museunacional.cat

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Fundació Joan Miró

Etichetta discografica · Montjuïc

Fundació Joan Miró

La Fundació Joan Miró si trova a Barcellona e raccoglie la più grande collezione delle opere del pittore catalano Joan Miró con oltre 14.000 pezzi tra dipinti, sculture, tappezzerie, disegni e schizzi.

L'idea di creare una fondazione nacque nel 1968 dallo stesso Joan Miró che desiderava trasformarla in un elemento che garantisse la possibilità di conoscere le tendenze dell'arte contemporanea, oltre a consentire che le sue opere fossero sempre a disposizione del pubblico.

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La fondazione venne costituita ufficialmente nel 1975 e fu inaugurata il 10 giugno dello stesso anno sulla montagna del Montjuïc, in un edificio costruito dall'architetto Josep Lluís Sert, amico personale di Miró. Sert lo concepì come uno spazio aperto, con grandi terrazze e patio interni in modo da permettere una corretta circolazione dei visitatori. L'edificio venne ampliato nel 1986 inserendo una biblioteca e un auditorium.

La collezione della pinacoteca permette di percorrere la vita artistica di Miró, dai suoi primi schizzi ai quadri di grandi dimensioni che caratterizzarono l'ultima tappa della sua vita. Il museo utilizza anche i QRpedia per permettere ai visitatori di leggere la voce di Wikipedia riguardante gli oggetti nella collezione nella lingua che preferiscono.

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Museu Picasso

Museo · Ciutat Vella

Museu Picasso

Il Museo Picasso è un museo di Barcellona che raccoglie una delle più vaste collezioni di opere dell'artista spagnolo Pablo Picasso, ed è uno dei più famosi e visitati musei della città.

È ospitato in cinque palazzi di epoca gotica contigui tra loro, all'interno del quartiere de La Ribera. La collezione permanente del museo è costituita da 4 249 opere, la maggior parte delle quali risale alla gioventù dell'artista, trascorsa appunto a Barcellona. Picasso si trasferì in città all'età di 14 anni quando suo padre, un insegnante d'arte, trovò lavoro presso la locale scuola.

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Tra le opere più rappresentative esposte ci sono due delle sue prime opere di grande formato, La prima comunione del 1896 e Scienza e carità del 1897, alcuni lavori del periodo parigino (tra cui Margot), del periodo blu e, più scarse, del periodo rosa, oltre a opere del secondo dopoguerra, come la serie di studi per le Meniñas o per i Piccioni. Cospicua anche una collezione di disegni, incisioni e ceramiche realizzati dall'artista.

La collezione

Il percorso espositivo è organizzato per periodi e temi:

Málaga

La Coruña

Barcellona

Málaga: estati del 1896 e del 1897

Madrid

Horta de Sant Joan

Barcellona: 1899–1900

Parigi: 1900–1901

Il Periodo blu

Il Periodo rosa

Barcellona: 1917

1917–1957

Las Meninas

Picasso incisore

Picasso ceramista

Le opere maggiori

Margot (1901)

Madre con bambino malato (1903)

Arlecchino (1917)

Las Meninas (1957)

Le mostre speciali

Spesso il Museo Picasso ospita speciali mostre in cui vengono presentate opere di Picasso o di altri artisti. Di tanto in tanto il museo organizza anche seminari e letture su argomenti legati al pittore o su pubblicazioni di argomento artistico-museale tenuti da esperti provenienti da tutto il mondo.

Informazioni pratiche

Orari
Jan 1, May 1, Jun 24, Dec 25 off; Tu, We, Su 09:00-20:00; Th-Sa 09:00-21:00
Telefono
+34 932563000
Come arrivare
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Sito ufficiale
museupicassobcn.cat

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Arco di Trionfo

Arco trionfale · Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera

Arco di Trionfo

L'Arco di Trionfo (in lingua catalana Arc de Triomf) di Barcellona è una costruzione di stile neomudéjar che si trova all'incrocio tra il Passeig de Lluís Companys e il Passeig de Sant Joan.

== Caratteristiche ==

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L'arco, alto 30 metri e realizzato in mattoni rossi, fu costruito da Josep Vilaseca i Casanovas in occasione dell'Esposizione Universale del 1888 come porta d'accesso al sito espositivo.

A differenza di altri archi trionfali che celebravano vittorie militari, l'Arc de Triomf di Barcellona ha un carattere civile in quanto presenta dei bassorilievi che raffigurano allegorie dell’industria, dell’artigianato e dei commerci e celebra il progresso artistico, scientifico ed economico.

I fregio sono opera di Josep Reynés sul lato del Passeig de Sant Joan e di Josep Llimona sul lato del Passeig de Lluís Companys e nella parte interiore dell'arco è possibile vedere gli stemmi delle 49 province spagnole che formavano il Regno di Spagna nel 1888, sormontate dallo stemma di Barcellona.

Informazioni pratiche

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MACBA

Museo d'arte · El Raval

MACBA

Il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, conosciuto anche con la sigla MACBA, è dedicato fondamentalmente all'esposizione di opere realizzate durante la seconda metà del XX secolo. È situato nel quartiere de El Raval nella città di Barcellona.

== Caratteristiche ==

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La progettazione del museo fu affidata all'architetto statunitense Richard Meier. L'edificio progettato da Meier intende unire le opere d'arte contemporanea esposte all'interno con le forme degli edifici storici limitrofi. L'entrata al MACBA permette accedere ad una hall con forma cilindrica dalla quale partono una serie di rampe meccaniche che conducono alle diverse gallerie espositive.

La mostra comprende opere di arte visiva appartenenti a svariati ambiti tecnici: tele, fotografie, filmati, composizioni.

Momentaneamente tra le opere esposte vi sono quelle di Matta, Fahlstrom, Brassaï, Palazuelo, Roth, Broodthaers, Spero, Balcells, Creischer.

Polemica sul ritiro della collezione Philippe Méaille

Per ragioni di sicurezza a causa dell'instabilità politica in Catalogna, Philippe Méaille annuncia che rimpatria la sua collezione in Francia al Castello di Montsoreau-Museo di Arte Contemporanea. Il Macba deplorerà la decisione di Philippe Méaille di non rinnovare il suo contratto di prestito con l'istituzione, e farà in modo che la sicurezza della collezione sia assicurata. Voci emergeranno per denunciare un pretesto per parte del collezionista, per rimpatriare le opere di Art & Language nel suo museo, aperto solo un anno prima.

Spot

Grazie alla conformazione della piazza antistante, il MACBA è diventato uno dei più famosi spot (ossia luogo dedicato) dove praticare lo skateboard a Barcellona. Ogni giorno vi si possono vedere all'opera molti skater, anche di livello professionistico.

Informazioni pratiche

Orari
Mo,We-Fr 11:00-19:30; Sa 10:00-20:00; Su,PH 10:00-15:00
Telefono
+34934120810
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.macba.cat

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Parc de la Ciutadella

Parco cittadino · Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera

Parc de la Ciutadella

Il Parc de la Ciutadella è un parco che si trova a Barcellona all'interno del quartiere de La Ribera.

== L'Esposizione universale del 1888 ==

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Il parco è stato il primo parco cittadino della città e fu progettato dall’architetto Josep Fontserè i Mestre ispirandosi ai Giardini del Lussemburgo di Parigi.

Il parco venne realizzato per ospitare l'Esposizione universale del 1888 e prende il nome dal fatto che fu costruito sugli antichi terreni della fortezza cittadina (La Ciutadella) demolita nel 1869.

Il parco ha un'estensione di 17,42 ettari e al suo interno si possono trovare lo Zoo, l'antico arsenale della Cittadella (oggi sede del Parlamento della Catalogna) e il Castell dels Tres Dragons, progettato da Lluís Domènech i Montaner, che fungeva da ristorante per i visitatori dell'Esposizione.

Altri edifici costruiti nel parco sono il Museo di geologia Martorell progettato da Antoni Rovira i Trias, l'Umbracle con la funzione di ombracolo progettato da Josep Fontserè i Mestre e finito da Josep Amargós i Samaranch e la Galeria de les Màquines, oggi occupata come struttura per lo zoo.

All'interno del parco c'è inoltre anche una monumentale fontana alla cui realizzazione collaborò anche Antoni Gaudí.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Passeig de Picasso 21
Orari
Mo-Su,PH 10:00-22:30
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.barcelona.cat

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Font màgica de Montjuïc

Fontana · Montjuïc

Font màgica de Montjuïc

La Font màgica de Montjuïc è una fontana che si trova nella Plaça d'Espanya di Barcellona.

== Storia ==

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Progettata da Josep Maria Jujol, venne costruita in occasione dell'Esposizione Universale del 1929 da Carles Buïgas nello stesso posto in cui sorgevano Le Quattro Colonne di Josep Puig i Cadafalch demolite nel 1928 da Primo de Rivera.

La fontana è di forma ellittica e presenta circa trenta giochi di acqua, ognuno dei quali con una sua particolare colorazione basata su una combinazione dei cinque colori utilizzati: giallo, azzurro, verde, rosso e bianco. La fontana venne costruita dai tecnici dell'industria Westinghouse, mentre la musica che accompagna i giochi venne incorporata solo negli anni ottanta.

Informazioni pratiche

Orari
Apr 01-May 31: Fr,Sa 21:00-22:00; Jun 01-Sep 30: We-Su 21:30-22:30; Oct 01-31: Th-Sa 21:00-22:00; Nov 01-Jan 06,Mar 01-31: Th-Sa 20:00-21:00; PH off
Come arrivare
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Monumento di Cristoforo Colombo

Gruppo di sculture · Barri Gòtic

Monumento di Cristoforo Colombo

Il monumento a Cristoforo Colombo è una statua in onore di Cristoforo Colombo che si trova alla fine della Rambla davanti al porto di Barcellona.

Il monumento, alto 60 metri, è tra i più famosi della città e della Spagna intera e fu costruito per iniziativa del mercante Antoni Fages I Ferrer in onore del grande navigatore genovese, per ricordare quando, di ritorno dal Nuovo Mondo, Colombo si recò da Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona. Si trova nella piazza Portal de la Pau (Portale della pace), punto di unione tra l'estremità inferiore delle Ramblas e il Passeig de Colom di fronte al porto.

Leggi tutto su Monumento di Cristoforo Colombo (408 parole)

Fu costruito al culmine dei lavori di miglioramento del litorale barcellonese eseguiti in occasione dell'Esposizione Universale del 1888. Inaugurato il 1º giugno 1888, divenne una delle icone della città.

La statua di Colombo vera e propria si trova in cima a una colonna di ferro e misura 7 metri. Il complesso scultoreo fu concepito da Gaietà Buïgas I Monravà, mentre la statua venne realizzata dallo scultore Rafael Atchè.

Essa rappresenta Cristoforo Colombo col braccio destro esteso e il dito indice puntato verso il mare. Inizialmente si disse che indicasse la direzione in cui era situata l'America, ma questa ipotesi si rivelò palesemente falsa in quanto il dito indica la direzione SSE della rosa dei venti. Per questo motivo, sorsero altre tre teorie: la prima secondo cui la gente non avrebbe capito se il dito avesse indicato l'ovest, la cui direzione era giusta, ma rimandava all'interno del Paese; la seconda che voleva che indicasse come arrivare al porto spagnolo di Palos, in Andalusia, che era il luogo in cui salparono le tre caravelle di Colombo; infine l'ultima faceva pensare a una direzione che portasse a Genova, la città natale di Colombo.

Alla fine, si scoprì che anche queste tre teorie erano errate (sebbene fossero più verosimili di quella iniziale), infatti la terra emersa che si raggiunge seguendo precisamente la direzione tracciata dal dito è l'isola di Maiorca.

Nell'interno della colonna è installato un ascensore che porta alla semisfera posta sotto i piedi della statua. Dal mirador si può godere di una vista sulla città e sul complesso dei Drassanes.

Il grande propugnatore della costruzione fu il sindaco di Barcellona Francesc Rius i Taulet. Il finanziamento dell'opera causò molte polemiche a quel tempo. In principio si aprì una sottoscrizione popolare, il comune si fece carico del resto delle spese giacché le donazioni private si rivelarono insufficienti quando il preventivo iniziale fu largamente superato.

Informazioni pratiche

Telefono
+34 932 85 38 32
Come arrivare
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Sito ufficiale
thisisbarcelona.com

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Torre de Collserola

Torre televisiva · Vallvidrera, Tibidabo i les Planes

Torre de Collserola

La Torre de Collserola è una torre di comunicazioni che si trova sul Tibidabo nella Serra de Collserola e nel municipio di Barcellona.

Da qui si diffondono le principali trasmissioni audiovisive dell'area metropolitana di Barcellona e della provincia.

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La torre dal profilo futuristico dispone di un osservatorio pubblico al decimo piano da dove si può vedere la città di Barcellona. Ha un'altezza di 288 metri ed è stata disegnata dall'architetto inglese Norman Foster, dopo che il suo progetto era stato preferito a quello disegnato dall'architetto Santiago Calatrava.

Fa parte della World Federation of Great Towers.

Informazioni pratiche

Telefono
+34932117942
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Sito ufficiale
www.torredecollserola.com

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Torre de telecomunicaciones de Montjuïc

Torre televisiva · Sants-Montjuïc

Torre de telecomunicaciones de Montjuïc

La Torre de telecomunicaciones de Montjuïc è opera dell'architetto e ingegnere valenciano Santiago Calatrava, fu costruita tra il 1989 e il 1992 nell'anello Olimpico di Montjuïc a Barcellona per i Giochi della XXV Olimpiade.

Questa torre di acciaio di 136 metri di altezza ha un disegno innovatore rispetto alla maggior parte delle torri di telecomunicazioni, infatti non si basa su un tronco verticale bensì possiede una silhouette che ricorda uno sportivo che regge la fiamma olimpica.

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La torre fu costruita su richiesta della società di telecomunicazioni spagnola (Telefónica), per questo motivo la torre è detta anche "Torre Telefonica", i turisti però la conoscono come la "Torre de Montjuïc". In città è conosciuta anche come la "Torre Calatrava", la base è ricoperta di Trencadís, un chiaro richiamo all'opera di Gaudí.

L'orientamento della torre la rende una meridiana, infatti l'ombra dell'ago centrale viene proiettata sopra il piazzale.

Come molti degli edifici costruiti per i Giochi Olimpici del 1992, il tempo dedicato alla costruzione fu molto breve; la torre fu inaugurata nell'autunno del 1991.

Il grande risultato di Calatrava fu quello di creare un'opera simbolo: infatti l'immagine della torre è il trofeo che è stato consegnato al vincitore del Gran Premio di Spagna di Formula 1 dal 2006 al 2010.

L'altra torre di telecomunicazioni di Barcellona è la Torre de Collserola di Norman Foster, costruita anch'essa in occasione delle olimpiadi del 1992.

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Castell de Montjuïc

Carcere · Montjuïc

Castell de Montjuïc

Il Castell de Montjuïc è un'antica fortificazione che si trova sulla collina di Montjuïc a Barcellona, che fino al 2009 ospitava anche un museo militare.

== Storia ==

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La prima costruzione che occupò la cima della montagna fu una torre di vedetta che serviva a informare dell'avvicinarsi di imbarcazioni alla terraferma e solo nel 1640, durante la rivolta contro Filippo IV, venne realizzata la prima fortificazione sul Montjuïc, per respingere l'assalto delle truppe castigliane comandate dal marchese de los Vélez.

Il fortino si trasformò in castello nel 1694 e resistette a vari assalti prima di cadere nel 1705 nelle mani del duca di Peterborough durante la Guerra di successione.

Tale caduta si rivelò un fattore decisivo affinché i catalani parteggiassero per la causa dell'arciduca Carlo d'Austria.

Conquistato nel 1706 da Filippo V, venne perso nuovamente meno di un mese dopo, e tornò nelle sue mani solo nel 1714.

Nel 1715 venne distrutto l'antico fortino del 1640 in modo da dotare il castello di servizi, cisterne e di un fossato e, tra il 1779 e il 1799 vennero realizzati diversi interventi che diedero al castello l'aspetto attuale.

Il 29 febbraio 1808, il castello venne preso dalle truppe napoleoniche e nel 1842, durante la reggenza di Espartero, la città di Barcellona venne bombardata dal castello per debellare una rivolta. La città subì la stessa sorte nel 1843, ad opera del generale Prim.

Dalla fine del XIX secolo il castello divenne una prigione nella quale furono rinchiusi le vittime della repressione politica e gli esponenti della lotta operaia. Nel castello vennero incarcerati anche i detenuti durante le contestazioni della Settimana Tragica e qui venne fucilato Francesc Ferrer i Guàrdia.

Il castello è inoltre tristemente famoso perché, all'inizio della guerra civile spagnola, il 12 agosto 1936 vi fu fucilato il generale nazionalista Manuel Goded Llopis e fu anche il luogo in cui il 15 ottobre 1940 fu fucilato Lluís Companys, il presidente della Generalitat de Catalunya.

Nel 1960 il castello venne ceduto alla città di Barcellona da parte del dittatore Franco, che dopo tre anni, il 24 giugno 1963, inaugurò il Museo militare. Fu necessario attendere il 30 aprile 2007 affinché il Primo ministro Zapatero e il sindaco di Barcellona raggiungessero l'accordo per la definitiva cessione dell'intero castello.

Nel 1988 il castello è stato dichiarato Bien Cultural de Interés Nacional.

Informazioni pratiche

Orari
Nov 01-Feb 28 10:00-18:00; Mar 01-Oct 31 10:00-20:00; Dec 25,Jan 01 off; PH off
Telefono
+34932564440
Come arrivare
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Sito ufficiale
ajuntament.barcelona.cat

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monastero di Perdralbes

Monastero · Pedralbes

monastero di Perdralbes

Il monastero di Pedralbes è un monastero gotico catalano che si trova a Barcellona, oggi utilizzato come museo.

Il nome deriva dal fatto che nel XIV secolo era conosciuto come Petras Albas (in latino "pietre bianche"), per via del materiale di costruzione utilizzato.

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Storia

Il monastero fu fondato nel 1326 da re Giacomo II d'Aragona per la moglie Elisenda di Moncada e ospitava una comunità di clarisse, per lo più figlie di famiglie nobili. La regina conferì al monastero una serie di privilegi, tra cui la protezione diretta della città di Barcellona, attraverso il Consiglio dei Cento, che aveva il compito di difenderlo in caso di pericolo. Elisenda costruì anche un palazzo annesso al monastero, dove visse dopo la morte del marito nel 1327 e dove morì nel 1367.

Durante la rivolta catalana del 1640 le monache vennero espulse, per tornarci solo successivamente e tutt'oggi nel complesso risiede ancora un piccolo numero di suore.

Il monastero è stato dichiarato monumento nazionale nel 1991.

Panoramica

In origine il monastero era difeso da una linea di mura, di cui oggi restano solo due torri e una porta.

La chiesa è a navata unica, con volte a crociera e abside poligonale e custodisce un retablo gotico di Jaume Huguet, mentre la facciata è caratterizzata da un grande rosone.

Il chiostro si sviluppa su tre piani, per una lunghezza di 40 metri, con un giardino centrale di aranci e palme. È formato da ampi archi su colonne, i cui capitelli sono decorati con gli emblemi dei Re d'Aragona e della Casa di Moncada. In una delle ali del chiostro si trova il sepolcro della regina Elisenda, in alabastro.

Notevole è anche la Cappella di San Michele, che custodisce numerosi affreschi di Ferrer Bassa, risalenti al 1346 e testimonianti l'influenza di Giotto. Negli anni '90 l'ex dormitorio ha ospitato una mostra permanente di opere della collezione Thyssen-Bornemisza, con opere di pittori italiani del Trecento, e successivamente opere di artisti quali Rubens, Canaletto, Tintoretto, Velázquez e Beato Angelico.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer de Montevideo 16
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Sito ufficiale
monestirpedralbes.bcn.cat

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Font de Canaletes

Fontana · El Raval

Font de Canaletes

La Font de Canaletes (in castigliano, Fuente de Canaletas) è una fontana situata all'inizio della Rambla di Barcellona e uno dei luoghi più significativi della città.

Questa fontana è stata inaugurata nel XIX secolo ed è una delle attrazioni turistiche della città. Una leggenda invita i visitanti a bere la sua acqua perché «qui beu de canaletes, torna a la ciutat» (tradotto: chi beve dal canalete, torna in città).

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Storia

Questa fontana dà il nome alla parte più alta de La Rambla, da Plaça Catalunya fino alla Rambla dels Estudis.

Il nome Rambla de Canaletes proviene da una sorgente che vi esisteva nel secolo XVI e la cui acqua scorreva in una canalina. Più tardi, questa canalina divenne un abbeveratoio.

Quando si distrussero le mura di Barcellona, vi venne costruita una nuova fontana, la cui acqua proveniva dalla Mina de Montcada. La fonte attuale data del secolo XIX.

Canaletes e il calcio

Canaletes è anche famosa per essere il posto dove i tifosi del Futbol Club Barcelona si ritrovano per festeggiare i successi della propria squadra. Questo legame nasce negli anni trenta del XX secolo: i tifosi vi venivano per leggere i risultati delle partite di calcio che venivano trascritti su una lavagna sotto la sede della redazione del giornale La Rambla, di fronte alla fontana di Canaletes.

Informazioni pratiche

Biglietto
Ingresso libero
Come arrivare
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Palau de la Virreina

Palazzo · El Raval

Palau de la Virreina

Il Palau de la Virreina è un edificio di Barcellona situato lungo La Rambla arretrato di alcuni metri rispetto alla linea delle altre costruzioni. È considerato uno dei migliori esempi di architettura civile barocca della Catalogna. I suoi interni e i corridoi sono utilizzati per mostre d'arte; il palazzo inoltre è la sede del dipartimento di cultura municipale. Vi sono collocati in esposizione permanente i Gegants e l'Aquila della città di Barcellona. È stato dichiarato bene culturale di interesse nazionale.

== Storia ==

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La realizzazione del palazzo venne commissionata dal viceré del Perù Manuel de Amat y Junient, marchese di Castellbell, che però morì nel 1776 prima che l'opera fosse completata. Il palazzo divenne quindi l'abitazione della sua vedova, Maria Francesca de Fiveller y de Bru, ed è per questo che il palazzo fu denominato "Palazzo della Viceregina" (virreina in catalano).

L'autore del progetto, i cui disegni risalgono al 1770, non è noto con certezza ma è certo l'intervento di Josep Ausich i Mir, che a Barcellona realizzò anche altri lavori. La costruzione, iniziata nel 1772 e conclusasi nel 1778, fu invece eseguita sicuramente sotto la guida di Carles Grau, scultore e architetto, con l'aiuto di Francesc Serra (che morì durante i lavori) per la decorazione scultorea della facciata, terminata nel 1775.

L'edificio fu dichiarato monumento nazionale nel 1941 e nel 1944 fu acquisito dal Comune che, dopo alcune ristrutturazioni, lo adibì nel 1949 a sede del Museo delle Arti Decorative. Fra il 1968 e il 1982 fu sede del museo dei merletti che in seguito si fuse con altri musei per diventare il Museo dei tessuti e dei vestiti (Museu Tèxtil i d'Indumentària), dipendente dal Disseny Hub Barcelona.

Il Palau de la Virreina ospita anche il Virreina Centre de la Imatge (Centro dell'immagine Virreina) e viene usato come sede espositiva. È anche la sede dei Servizi Culturali del Comune di Barcellona, del Gabinetto numismatico di Catalogna e del Museo postale.

Descrizione

Il palazzo si articola su quattro piani e possiede due facciate: quella principale è prospiciente a La Rambla mentre quella posteriore si affaccia su La Boqueria. La facciata su La Rambla ha una struttura simmetrica rispetto all'ingresso principale, con due ali laterali che danno accesso alle due scalinate e ai corridoi interni. Tutta la struttura è realizzata in pietra del Montjuïc e di Santanyí, e mescola elementi rococò in stile Luigi XV nei motivi decorativi (i capitelli ionici che sormontano i pilastri che suddividono la facciata in cinque sezioni, ghirlande, panoplie romane) con elementi tipici del barocco catalano (come la balaustra ornata con 12 grandi vasi in pietra che sormonta la facciata).

L'atrio, con soffitto a volta, conduce alle due scale gemelle. Il patio è caratterizzato da angoli arrotondati e archi a mezzo sesto.

Le sale interne conservano per la maggior parte decorazioni murali in stile impero; spicca la sala da pranzo, ricoperta da una volta e decorata da dipinti allegorici in stile rococò che rappresentano i dodici mesi.

Fuori dal palazzo si trova una statua della Madonna del Rosario, realizzata da Luisa Granero nel 1967.

Informazioni pratiche

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Fossar de les Moreres

Piazza · Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera

Fossar de les Moreres

Il Fossar de les Moreres (in catalano "Tomba dei Gelsi") è una piazza di Barcellona, costruita sul vecchio cimitero appartenente all'adiacente basilica di Santa Maria del Mar nel quale erano stati sepolti i difensori della città durante l'assedio di Barcellona alla fine della guerra di successione spagnola.

== Storia ==

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Le origini del Fossar de les Moreres risalgono al XII secolo, quando il parroco di Santa María del Mar, bisognoso di un posto per seppellire i suoi fedeli, chiese al potente Bernat Marcús la donazione di terreno adiacente alla chiesa. Marcús concesse il sito a condizione che si sarebbe dovuto seppellire almeno un parrocchiano entro quindici giorni. Alla scadenza del termine, non essendo avvenuta alcuna sepoltura, Marcús si recò in chiesa per annullare la donazione ma, appena arrivato sotto i gelsi che ornavano la piazza, un improvviso infarto pose fine alla sua vita rendendolo il primo ad essere sepolto nel cimitero.

Alla fine degli anni '80 la piazza venne urbanizzata e diverse case a un piano costruite sopra il cimitero, alcune delle quali annesse alla chiesa di Santa María del Mar, vennero demolite. Venne rimossa anche la passerella sopraelevata che collegava la chiesa con l'edificio del Capitanato e progettato un muro di granito rosso tra la piazza stessa e Calle de Santa María, lungo 30 metri e su cui venne inciso un verso di Pitarra dedicato ai caduti del 1714. Per la pavimentazione della piazza vennero scelti dei mattoni rossi, simbolo del sangue versato nel luogo, e gli alberi di gelso vennero posti in un angolo.

La piazza è stata inaugurata l'11 settembre 1989 dal sindaco di Barcellona, Pasqual Maragall, ed è un importante spazio commemorativo durante la Diada Nacional de Catalunya.

Informazioni pratiche

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Palau Reial Major

Palazzo · Barri Gòtic

Palau Reial Major

Il Palau Reial Major (in italiano Gran Palazzo Reale) è un complesso di edifici storici che si trova in Plaça del Rei a Barcellona.

Il palazzo era una residenza dei conti di Barcellona e, successivamente, dei re d'Aragona ed è composto da tre edifici distinti:

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il Saló del Tinell, costruito nel XIV secolo sotto la direzione dell'architetto Guillem Carbonell e le cui arcate a tutto sesto poggiano su delle volte a crociera dell'XI secolo, a loro volta costruite su una preesistente struttura monumentale risalente all'epoca visigota;

la Cappella palatina di Sant'Agata, costruita nel 1302 sotto re Giacomo II e progettata dall'architetto Bertran Riquer con le funzioni di cappella reale al posto di precedente oratorio. Ha una torre ottagonale risalente agli inizi del XIV secolo ed è costituita da un unico corridoio con un soffitto a volta che termina con un'abside poligonale. La sagrestia è costruita all'interno delle antiche mura romane ed è decorata con una pala d'altare quattrocentesca dedicata all'Epifania e realizzata dal pittore Jaume Huguet su commissione di Pietro V d'Aragona;

il Palau del Lloctinent, costruito tra il 1549 e il 1557 da Antoni Carbonell in stile tardo gotico e rinascimentale, così come il Mirador del rei Martí, una torre di cinque piani su una pianta rettangolare.

Sia il Saló del Tinell che la cappella di Sant'Agata sono considerati dei capolavori dell'architettura gotica catalana e possono essere visitati in quanto fanno parte Museo di storia di Barcellona.

Dopo il XVI secolo l'edificio non venne più utilizzato come residenza reale ma fu diviso tra l'Inquisizione e l'amministrazione reale. Nello stesso periodo venne costruita la porta che conduce alla Sala delle udienze reali, con un timpano triangolare, che oggi è l'ingresso del Museu Frederic Marès.

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Giardino botanico di Barcellona

Orto botanico · Montjuïc

Giardino botanico di Barcellona

Il Giardino botanico di Barcellona è un orto botanico che si trova a Barcellona sulla collina di Montjuïc, tra lo stadio olimpico, il Castello e il cimitero.

Il giardino non va confuso con il Giardino botanico storico di Barcellona, fondato nel 1930 e riaperto nel 2003. Anch'esso si trova sul Montjuïc ed entrambi sono amministrati dall'Istituto botanico di Barcellona, che è una delle quattro istituzioni che costituiscono il Museo di scienze naturali di Barcellona.

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Sebbene a Barcellona fosse presente un giardino botanico fin dal 1888, i giardini attuali risalgono al 1999 e ospitano oltre 40.000 piante e più di 1.500 specie vegetali provenienti dalle cinque regioni del mondo che hanno un clima mediterraneo: il bacino mediterraneo, la zona ovest della California, la parte centrale del Cile e le estremità più meridionali dell’Africa del sud e dell’Australia.

Una sezione specifica è dedicata alla flora delle Isole Canarie.

Informazioni pratiche

Orari
Nov-Mar: 10:00-18:00; Apr-May,Sep-Oct: 10:00-19:00; Jun-Aug: 10:00-20:00; Dec 25,Jan 01,May 01,Jun 24 off; PH off
Come arrivare
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Sito ufficiale
museuciencies.cat

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Palau Reial de Pedralbes

Palazzo · Pedralbes

Palau Reial de Pedralbes

Il Palau Reial de Pedralbes o Palazzo Reale di Pedralbes è un edificio che si trova a Barcellona nel distretto di Les Corts.

Dal 1919 al 1931 fu residenza della famiglia reale spagnola quando erano in visita alla città e oggi è sede del Museo della ceramica, del Museo tessile e degli indumenti e del Museo delle arti decorative, tutti facenti parte del Museo del design di Barcellona, oltre che del Segretariato generale dell'Unione per il Mediterraneo.

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Nei suoi giardini sono presenti opere di importanti artisti catalani come Joan Borrell, Enric Casanovas ed Eulàlia Fàbregas.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
web.gencat.cat

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Sant Pau del Camp

Monastero · El Raval

Sant Pau del Camp

Sant Pau del Camp (in catalano San Paolo della campagna) è una chiesa e un ex-monastero che si trova a Barcellona in Spagna.

== Storia ==

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Il monastero prende il nome dal fatto che in passato si trovava in aperta campagna mentre oggi è all'interno del quartiere de El Raval nel centro di Barcellona.

Non ci sono fonti certe sull'origine del monastero, ma si pensa che sia stato fondato dal conte Goffredo II, la cui iscrizione funeraria fu trovata all'interno del monastero nel 1596.

Il monastero è documentato dal 977 e nel 985 fu saccheggiato e distrutto dalle truppe musulmane di Almanzor. Nel 1096 iniziarono i restauri, grazie alle donazioni di Geribert Guitard e Rotlendis, e arrivò una nuova comunità monastica.

Nel 1117 Sant Pau divenne priorato del monastero di Sant Cugat e nel XIII secolo venne realizzato un nuovo chiostro, una chiesa e un quartiere monastico. Nel 1377 il monastero era composto da un priore e da otto monaci, che nel XV secolo si ridussero a tre.

Dopo la secolarizzazione dei monasteri da parte del governo spagnolo nel 1835 i monaci vennero allontanati e l'edificio venne dichiarato Bien de Interés Cultural nel 1879.

Edificio

Il monastero romanico presenta arcate lobulari sorrette da doppie colonne, i cui capitelli sono decorati con scene bibliche e di vita quotidiana, animali, mostri e motivi vegetali.

La chiesa è a croce greca, ad una sola navata e presenta un transetto con tre absidi e l'interno è coperto da volte a botte. Il portale d'ingresso presenta due colonne con capitelli visigoti in marmo antico, mentre nel timpano è raffigurato Cristo in Maestà con i Santi Pietro e Paolo.

La sala capitolare risale al XIV secolo e ospita la tomba del presunto fondatore del monastero, Goffredo II.

Informazioni pratiche

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Ponte Bac de Roda

Ponte · La Sagrera

Ponte Bac de Roda

Ponte Bac de Roda è un ponte ad arco costruito a Barcellona e progettato da Santiago Calatrava.

== Descrizione ==

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La struttura, che collega i quartieri di Sant Andreu e Sant Martí a Barcellona, è stata inaugurata nel 1987.

Situato vicino alla stazione merci di Sagrera, il ponte attraversa i binari della linea Barcellona-Francia, la linea Barcellona-Massanet-Massanas (dal 1989) e la linea ad alta velocità per la Francia (dal 2013). In questo modo, il viadotto collega via Bac de Rod, nel quartiere di Sant Martí, con via Felipe II a Sant Andreu.

Storia

Il ponte fu promosso da Oriol Bohigas negli anni precedenti i Giochi olimpici, per riqualificare la periferia della città. L'intervento ha permesso di riqualificare uno spazio degradato fino agli anni 80, a causa delle baraccopoli lungo i binari del treno chiamate La Perona.

Il progetto, approvato nel 1985, fu il primo ponte progettato da Santiago Calatrava, che progettò anche la torre delle telecomunicazioni Montjuic in occasione dei giochi olimpici. I lavori sono iniziati nel 1986. Il ponte è stato inaugurato dal sindaco di Barcellona Pasqual Maragall il 27 settembre del 1987.

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Casa de l'Ardiaca

Palazzo · Barri Gòtic

Casa de l'Ardiaca

La Casa de l'Ardiaca (in italiano Casa dell'Arcidiacono) è un edificio che si trova nel Barri Gótico di Barcellona.

== Storia ==

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L'edificio è stato costruito nel XII secolo sopra l'antica muraglia romana ed era una delle residenze dei canonici di Barcellona. Alla fine del XV secolo l'edificio divenne la residenza dell'arcidiacono Lluís Desplà che trasformò la casa in un palazzetto gotico.

Confiscata nel XIX secolo a seguito della Desamortización di Mendizábal, la casa passò nelle mani di diversi proprietari, che completarono il patio a forma di chiostro, seguendo il progetto dell'architetto Josep Garriga, ed apportarono numerose modifiche agli interni secondo il gusto del tempo.

Dopo aver ospitato centri politici, tribunali e botteghe di artisti, nel 1895 divenne sede dell'Ordine degli Avvocati, che nel 1902 incaricarono l'architetto Lluís Domènech i Montaner della decorazione dell'edificio rinascimentale con una cassetta delle lettere in stile modernista.

Nel 1919, l'edificio è diventato proprietà del Comune di Barcellona che dal 1921 lo utilizza come sede dell'archivio storico della città.

Nel 1924 la casa è stata dichiarata Bene di Interesse Culturale ed è molto visitata soprattutto nel giorno del Corpus Domini, quando la fontana del patio viene decorata con l'ou com balla.

Informazioni pratiche

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Palau del Baró de Quadras

Palazzo · Dreta de l'Eixample

Palau del Baró de Quadras

Il Palau del Baró de Quadras è un edificio modernista, costruito tra il 1904 e il 1906 su progetto dell'architetto Josep Puig i Cadafalch, che si trova al numero 373 dell'Avinguda Diagonal di Barcellona.

L'edificio fu commissionato dal barone Manuel de Quadras a Puig i Cadafalch dopo che questi aveva già ristrutturato la sua residenza tra Hostalric e Maçanet de la Selva.

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L'edificio ha due facciate: quella posteriore che presenta dei graffiti floreali policromi con una tribuna su tutto il primo piano, e la cui parte centrale continua verticalmente per i quattro piani secondo lo stile della Secessione viennese, e quella principale di dodici metri di larghezza, riccamente scolpita e d'ispirazione plateresca.

La tribuna della facciata principale è l'elemento che più cattura l'attenzione ed è composta da una galleria di archi completamente scolpiti, con all'angolo alla sinistra la figura di San Giorgio in lotta con il drago di Eusebi Arnau. Al secondo piano si trovano quattro finestre di stile gotico, mentre nel terzo piano vi è una galleria e nel quarto una grande mansarda con cornicioni di legno e ceramica vetrata. La porta è stata realizzata da Manuel Ballarín in ferro battuto e vetro, mentre all'interno l'elemento più spettacolare è la scala.

Il 9 gennaio 1976 il Palau del Baró de Quadras è stato dichiarato Bien de Interés Cultural dalla Generalitat de Catalunya e oggi ospita l'istituto Ramon Llul.

Informazioni pratiche

Telefono
+34934678000
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Sito ufficiale
www.llull.cat

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Torre Jaume I

Torre · Port Vell

Torre Jaume I

La Torre Jaume I è una torre a traliccio di 107 metri che si trova a Barcellona, in Spagna.

Venne progettata dall'architetto Carles Buïgas come stazione del Transbordador aéreo, che collega il Montjuïc con il porto della città, e costruita nel 1931. La torre è il secondo pilastro aereo di sostegno di teleferiche più alto del mondo e offre un meraviglioso punto di osservazione del centro di Barcellona.

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Monastero di Sant'Anna

Chiesa · Barri Gòtic

Monastero di Sant'Anna

Il monastero di Sant'Anna è un antico monastero, legato all'Ordine del Santo Sepolcro, che si trova a Barcellona nei pressi di Plaça de Catalunya. La chiesa romanica del monastero è stata dichiarata monumento nazionale nel 1881 ed è stata poi dichiarata Bene culturale di Interesse Nazionale dal Governo spagnolo.

== Storia ==

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L’ordine dei Canonici regolari del Santo Sepolcro di Gerusalemme nel 1141 inviò dei monaci, diretti da Guerau, con l'obiettivo di stabilirsi a Barcellona e nel resto della penisola iberica. Nel 1145 c’è già evidenza del primo Priore (Bernardo), già canonico della cattedrale di Barcellona, che si occupò del nuovo monastero, mentre Guerau agì come Priore generale per tutta la penisola.

I monaci inizialmente si stabilirono in una chiesa situata nei pressi della Cattedrale e cominciarono a raccogliere donazioni a favore della comunità. Le prime notizie della costruzione di una nuova chiesa nell'ubicazione odierna risalgono al 1177. Nel 1215 una bolla di papa Innocenzo III confermò le proprietà del monastero e, nel dicembre 1194, Alfonso II di Aragona donò ai Canonici le odierne città di Palafurgell e Mont-ras.

Il monastero di Sant'Anna ebbe diverse filiazioni, tra le quali si includono il Priorato del Santo Sepolcro di Olèrdola (prima del 1175), il Santo Sepolcro di Peralada (secolo XVII), la chiesa di San Miguel de la Comanda di El Prats de Rei (1261), il priorato di Marcevol (secolo XIII), Valls (1376) e la chiesa di San Vicente a Garraf (1421).

Nel 1423 la comunità si fuse con quella del monastero di Santa Eulalia del Campo, che anni prima si era spostato nel convento lasciato libero dai frati del sacco. Con questa unione il cenobio passò a denominarsi di Santa Ana e Santa Eulalia. Nel 1489 l’Ordine dei Canonici Regolari del Santo Sepolcro venne soppresso ed incorporato all'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, ma il monastero di Sant'Anna continuò a chiamarsi del Santo Sepolcro.

Il monastero ospitò le Cortes di Barcellona del 1493, convocate dal re Ferdinando II di Aragona. A partire dal 1592 si convertì in collegiata secolare, nonostante l’opposizione del suo priore Jaume Castellar, che venne scomunicato.

Nel 1936, durante la Guerra civile, un incendio distrusse la cupola che venne poi ricostruita in mattoni.

Priorato

Il suo patrimonio, conseguito grazie a numerose donazioni, includeva proprietà a Barcellona e in altre zone della Catalogna, come Palafrugell e Mont-ras. In diversi scudi scolpiti sugli edifici del nucleo antico di Palafrugell, nelle pietre miliari e nella documentazione conservata nell'archivio municipale, si può vedere la Croce patriarcale di Gerusalemme, stemma utilizzato dal Priore di Sant'Anna, che annoverava tra i suoi titoli anche quello di barone delle sette torri, in riferimento alle torri della cinta muraria di Palafrugell. Fino al secolo XIX, questa località si mantenne sotto dominio del priorato di Santa Ana, condivisa con i monasteri di Sant Miquel de Cruïlles e Sant Feliu de Guíxols e con altri aristocratici che ivi possedevano proprietà e diritti acquisiti.

Architettura

La chiesa ha una struttura romanica ma presenta anche diversi elementi gotici e fu progettata dall'architetto Ramon Amadeu.

Attualmente si conserva la struttura romanica originale del tempio, con abside quadrata e pianta a croce, coperti da una volta a botte a sesto acuto del XIII secolo. Il portale, in stile gotico, è originale del 1300. Nel secolo XIV venne allungata la navata, già ricoperta con una volta gotica a crociera, e nel secolo XV venne eretto il ciborio, che dovette poi essere ricostruito dopo la Guerra Civile. La cappella dei Perdoni, del secolo XIV, è situata alla sinistra dell'abside.

Degna di menzione è la tomba del cavaliere Miquel de Boera, del secolo XVI.

La nuova cappella del Santissimo è decorata con dipinti di Pere Pruna.

Interno

La cappella dei Perdoni contiene un gruppo di statue che rappresentano il Santo Entierro. Le statue originali, del secolo XV, si sono perse. Secondo la tradizione, davanti ad esse si lucravano le stesse indulgenze che si potevano ottenere nella basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Scultura Jesus Homeless

Nel 2019, dinanzi alla chiesa, è stata installata la scultura Jesus Homeless (Gesù senza tetto), opera dello scultore canadese Timothy Schmalz, replica di un originale elaborato nel 2013 che si trova a Toronto. Rappresenta Gesù di Nazaret, avvolto con una coperta e con i piedi nudi, steso su una panchina, denuncia della situazione vissuta dalle persone senzatetto.

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Torri Veneziane

Torre · Montjuïc

Torri Veneziane

Le Torri Veneziane (in catalano: Torres Venecianes) è il nome popolare di una coppia di torri che si trova a Barcellona sull'Avinguda de la Reina Maria Cristina all'incrocio con Plaça d'Espanya.

== Descrizione ==

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Le torri sono alte 47 metri, hanno una sezione quadrata di 7,2 metri. La sezione inferiore di ciascuna è costruita in pietra artificiale, la sezione principale in mattoni rossi e la sezione superiore è una galleria panoramica colonnata costruita in pietra artificiale e sormontata da un tetto piramidale in rame.

Le torri sono modellate sul campanile della Basilica di San Marco a Venezia ed erano state originariamente previste nel piano di espansione della città ad opera di Léon Jaussely e progettate dall'architetto Ramon Reventós. Sono state costruite nel periodo 1927-1929, nell'ambito della riqualificazione dell'area per l'Esposizione Internazionale di Barcellona del 1929. Reventós è stato coinvolto anche in una serie di altri progetti presenti nella mostra, come il Teatre Grec, il Poble Espanyol e gli edifici della funicolare di Montjuïc sulla vicina collina di Montjuïc.

Avevano una funzione ornamentale per contrassegnare l'ingresso al quartiere delle mostre, oggi conosciuto come Fira de Barcelona, e l'inizio del grande viale che porta al Palau Nacional sul Montjuïc. In origine le torri erano aperte al pubblico, che poteva salire le scale interne alle gallerie di osservazione, ma ora sono chiuse.

Negli anni successivi, la torre occidentale ospitava le apparecchiature per il controllo dell'illuminazione della Font Màgica ma l'attrezzatura in disuso è stata rimossa durante i lavori di restauro del 2013-14.

Restauri

Le torri sono state costruite utilizzando materiali economici, secondo lo stile noucentisme dell'epoca, anche per la loro prevista natura temporanea visto che si prevedeva di demolirle dopo la fine dell'esposizione. Successivi interventi di riparazione e restauro sono stati necessari per mantenere e migliorare le strutture.

Nel 1984-85 furono eseguiti dei lavori di manutenzione delle torri, che includevano la sostituzione dei tetti originariamente in ardesia.

Nel 2009, un'indagine ha rilevato difetti nella muratura in pietra di entrambe le torri che ha comportato il posizionamento di reti attorno alle gallerie di osservazione per catturare eventuali cadute di detriti.

Nel mese di settembre 2013, le torri sono state oggetto di ampi lavori di restauro per un costo di 472.000 euro che hanno consentito la rimozione della rete precedentemente messa in opera.

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Centre de Cultura Contemporània de Barcelona

Museo d'arte · El Raval

Centre de Cultura Contemporània de Barcelona

Il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (noto anche con il suo acronimo, CCCB) è un centro culturale che si trova nel quartiere del Raval di Barcellona.

== Attività ==

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Il CCCB è stato aperto nel 1994 e da allora organizza mostre, dibattiti, festival e concerti, cicli di film, corsi, conferenze ed altre attività che hanno come tema centrale la città e la cultura urbana.

Il centro incoraggia la creazione attraverso nuove tecnologie e linguaggi, esplora e promuove la continua fusione di linguaggi e generi diversi e supporta le produzioni interne e di altri centri artistici, musei ed istituzioni nazionali e internazionali. Lo scopo alla base di queste attività è quello di generare dibattiti e riflessioni sul tema della città e dello spazio pubblico e su altri temi d'attualità.

Il CCCB offre al pubblico l'accesso a parte del suo patrimonio, un archivio multimediale comprendente un'ampia varietà di materiali (documenti, pubblicazioni, file digitali, audiovisivi, ecc.) realizzati dal centro durante i suoi anni di attività.

Il CCCB è un consorzio pubblico creato dalla Diputació de Barcelona e dal Comune di Barcellona. L'organo di gestione che governa il consorzio è il Consiglio Generale, il cui presidente è il Presidente della Diputació de Barcelona e il cui vicepresidente è il sindaco della città.

L'edificio

Il centro ha una superficie di 15.000 mq, di cui 4.000 espositivi. Dispone inoltre di un auditorium, una libreria e varie sale per seminari e conferenze multiuso.

Il CCCB occupa una parte dell'antico ospizio Casa de Caritat, i cui locali sono stati ristrutturati dagli architetti Helio Piñón e Albert Viaplana.

Informazioni pratiche

Orari
Tu-Su,PH 10:00-20:00; Dec 24,Dec 26,Dec 31,Jan 05,Jan 06: 10:00-15:00; Jan 01,Dec 25 off
Telefono
+34933064100
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.cccb.org

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Fossar de la Pedrera

Mausoleo · Sants-Montjuïc

Fossar de la Pedrera

Il Fossar de la Pedrera (in italiano Cimitero della Cava) è un'antica cava di pietra che si trova sul Montjuïc di Barcellona accanto al cimitero.

Nel corso dei secoli è stata utilizzata come fossa comune per i poveri e gli stranieri ma, sotto la dittatura di Franco, divenne luogo di fucilazione e di abbandono dei corpi di circa 4.000 repubblicani ed antifascisti vittime del Terrore bianco.

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Dal 1985 il Fossar ospita anche i resti di Lluís Companys, il presidente della Repubblica Catalana giustiziato nel Castell de Montjuïc dal governo franchista. Ogni anno, nell'anniversario della sua morte, politici e civili catalani depongono una corona in memoria del presidente.

Il 27 ottobre 1985 alla presenza del Presidente della Generalitat Jordi Pujol, del sindaco di Barcellona Pasqual Maragall e dei parenti di Lluís Companys, è stato inaugurato un memoriale composto da una serie di colonne con i nomi delle vittime del franchismo. Sul sito si trovano anche un monumento commemorativo alle vittime del nazionalsocialismo inaugurato in occasione del cinquantesimo anniversario della fine della seconda guerra mondiale, una figura in bronzo in memoria di tutti i giustiziati dal governo franchista e un memoriale ai membri della CNT morti durante la guerra civile.

Informazioni pratiche

Come arrivare
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Palau Robert

Palazzo · Dreta de l'Eixample

Palau Robert

Il Palazzo Robert (in catalano: Palau Robert) è un edificio che si trova a Barcellona sul Passeig de Gràcia. Fu la residenza privata di Robert Robert i Surís, un influente aristocratico, politico e uomo d'affari dei primi del XX secolo.

== Descrizione ==

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Tra il 1936 e il 1939 il palazzo fu la sede del Ministero della Cultura della Generalitat de Catalunya ma, dopo la guerra civile spagnola, la famiglia Robert lo riacquistò finché non lo vendette alla Generalitat de Catalunya nel 1981.

Oggi il palazzo è un'istituzione gestita dal governo che ospita un centro espositivo con tre sale, una sala da concerto e dei giardini, nonché il Centro di informazioni della Catalogna, compreso l'ufficio del turismo cittadino.

L'edificio è un esempio dello stile tardo neoclassico costruito in pietra di Montgrí, ed è stato completato sotto la direzione degli architetti Henry Grandpierre e Joan Martorell. Il giardino è stato progettato da Ramon Oliva, che aveva progettato anche Plaça Catalunya. Le palme che decorano i giardini sono state portate durante l'Esposizione del 1888.

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Sa 09:00-20:00; Su,PH,Dec 24, Dec 31,Jan 05 09:00-14:30; Dec 25,Dec 26, Jan 01,Jan 06 off
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+34932921260
Come arrivare
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Sito ufficiale
palaurobert.gencat.cat

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Cappuccini di Sarrià

Chiesa · Sarrià

Cappuccini di Sarrià

I Caputxins de Sarrià (Cappuccini di Sarrià) sono una comunità dell'Ordine dei frati minori cappuccini che si insediò a Barcellona nel 1578 su richiesta del Consell de Cent (organo di governo municipale antico di Barcellona), nonostante l'opposizione del re Filippo II.

== Storia ==

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Inizio

Su richiesta del Consell de Cent nel 1578 vennero dall'Italia alcuni Cappuccini, che si insediarono provvisoriamente nell'eremo di Santa Madrona di Montjuïc. Trascorso lì qualche tempo, essi andarono a Sant Gervasi de Cassoles e poi, in quello stesso anno, in un luogo chiamato il Deserto di Sarrià, dove si trovava l'eremo di Santa Eulalia, costruito nel XV secolo. Il luogo era chiamato "deserto" per indicare il fatto che fosse disabitato; inoltre si credeva che li fosse nata e vissuta la stessa Santa Eulalia. Dunque, nello stesso 1578, il luogo fu donato ai frati cappuccini, affinché vi fondassero un convento, che fu il primo della penisola iberica dell'ordine. Questo convento coesistette con quello di Montcalvari, fondato fuori delle mura di Barcellona. Nell'assedio del 1714, durante la Guerra di successione spagnola, il convento fu occupato dall'esercito, ma i Cappuccini poterono restare per il servizio religioso e il luogo fu rispettato.

Il convento di Sarrià sparì nel 1835 a causa della confisca dei beni della Chiesa durante la Desamortización di Mendizábal. I suoi terreni furono acquistati dall'italiano Enrico Misley, che li ottenne senza spiegazione logica.

Restaurazione

Dopo alcuni anni e vari tentativi infruttuosi di recuperare l'antico convento, una famiglia di Sarrià, i Ponsich, fecero dono dei terreni su cui attualmente sorge il nuovo convento, che si cominciò a costruire nel 1887. Dopo il 1900, diventò la sede della curia provinciale, casa di studi e centro di irradiazione culturale frequentato da intellettuali dell'inizio del ventesimo secolo in Catalogna, come Josep Carner, Carles Riba, Jaume Bofill i Mates, Francesc Pujols e Francesc Cambó. Il convento fu inoltre un importante centro di studi biblici, grazie alla presenza di figure come Antoni M. de Barcelona oppure Marc de Castellví. Il padre Miquel d'Esplugues fu presidente della Fondazione Biblica Catalana, che, tra gli altri lavori, fece la traduzione della Bibbia in catalano. Questa versione fu quasi contemporanea dell'altra, quella del Monastero di Montserrat.

Il su citato Miquel d'Esplugues fondò nel 1907 e diresse anche la rivista Estudios Franciscanos, che si pubblica ancora, dopo una breve parentesi nella Guerra civile spagnola. Fondò anche nel 1925 la prima rivista catalana di filosofia, Criterion (1925-1936).

Nel 1936 il convento fu bruciato e saccheggiato dalle milizie degli anarchici, ma i vicini aiutarono a salvare una grande parte della biblioteca. Nel 1939 cominciò la restaurazione sotto la direzione dell'architetto Pere Benavent. Si pubblicò di nuovo dal 1948 la rivista Estudios Franciscanos con editore Basili de Rubí. Si tornò a pubblicare dopo la Guerra Civile nel 1959 anche Criterion, ora come collezione di temi filosofici e religiosi, grazie a Basili de Rubí; e il suo successore, per poco tempo, fu Àlvar Maduell. La collezione sarebbe dovuta essere in linea di principio una rivista, ma le leggi di stampa del ministro Manuel Fraga Iribarne non lo permisero, e la rivista chiuse nel 1969.

Durante gli anni cinquanta del ventesimo secolo, e per iniziativa del frate Basili de Rubí, nacque l'associazione Franciscalia con autorizzazione canonica e fini di spiritualità e cultura. Ebbe collaboratori laici importanti come Roc Llorens, Josep M. Piñol, Jordi Maragall e Tomás Carreras Artau, tra gli altri.

Nel 1966 nel convento si tenne una riunione di studenti, conosciuta come la Caputxinada, dove si costituì il Sindicat Democràtic d'Estudiants de la Universitat de Barcelona (SDEUB - Sindacato di Studenti dell'Università di Barcellona). L'iniziativa della polizia, che circondò il convento per tre giorni, originò un ampio sostegno popolare per i Cappuccini che ebbe anche ripercussione internazionale.

Sotto l'altare di una cappella, in un'urna, ci sono le spoglie mortali di nove dei ventisei (gli altri non si sono ritrovati) martiri cappuccini dall'inizio della guerra civile spagnola. Questi furono beatificati il 21 novembre di 2015 nella Cattedrale di Barcellona.

All'inizio del ventunesimo secolo, il convento di Sarrià è la sede del Museo Etnografico Missionale, della Biblioteca Ispano-cappuccina e dell'Archivio Provinciale dei Cappuccini della Catalogna e Baleari, tra gli altri. Nel 2006 ricevette la Medaglia d'Onore di Barcellona.

Cappuccini illustri
Missionari

Josep Busquets i Quintana

Camil Plàcid Crous i Salichs

Maties Solà i Farell

Francesc Xavier Vilà i Mateu

Filosofi

Miquel d'Esplugues

Jordi Llimona i Barret

Storici

Basili de Rubí

Nolasc del Molar

Martí de Barcelona

Valentí Serra de Manresa

Teologi

Joan Botam i Casals

Esteve Blanch i Busquets

Biblisti

Antoni Maria de Barcelona.

Marc de Castellví.

Frederic Raurell.

Enric Cortès.

Jordi Cervera.

Pubblicazioni

Estudios Franciscanos. È una rivista di studi ecclesiastici e francescani fondata da Miquel d'Esplugues nel 1907. Ne fu interrotta la pubblicazione nel 1936 e la si riprese nel 1948. All'inizio del ventunesimo secolo, è l'organo scientifico di ricerca di tutte le provincie cappuccine di Spagna e del Portogallo. Pubblica articoli in tutte le lingue parlate nella Penisola iberica.

Catalunya Franciscana. Nasce l'anno 1926 in relazione all'Ordine francescano secolare. Il direttore attuale è Josep Manuel Vallejo.

Informazioni pratiche

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Parc de Cervantes

Parco · Pedralbes

Parc de Cervantes

Parco di Barcellona

Informazioni pratiche

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Museo Europeo d'Arte Moderna

Museo d'arte · Sant Pere, Santa Caterina i la Ribera

Museo Europeo d'Arte Moderna

Il Museo Europeo d'Arte Moderna (MEAM) ha aperto l'8 di giugno del 2011 nel quartiere la Ribera di Barcellona (Spagna), molto vicino al Museo Picasso, diventando il primo museo di arte figurativa contemporanea in Spagna. Fino alla sua morte, nel 2021, il suo direttore è stato l'architetto di Barcellona José Manuel Infiesta. Successivamente, la direzione è stata assunta da Jose Enrique González. Dal marzo 2024, il direttore del museo è Jordi Díaz Alamà. È un'iniziativa privata, promossa dalla Fundación de las Artes y los Artistas.

== Edificio ==

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Il museo ha sede nel Palau Gomis, alla confluenza delle vie Montcada, Princesa e Barra de Hierro, nel quartiere la Ribera di Barcellona. L'edificio è del 1700, si sviluppa su tre piani e presenta un patio nobiliare con scala in pietra.

Nel 1791 Francesc Gomis acquistò due case nella zona e incaricò Joan Garrido di costruirgli una tenuta nello stile dell'epoca. Pochi anni dopo, con l'invasione di Napoleone e il blocco di Barcellona, il Palau fu confiscato dall'esercito francese, diventando la dimora privata del generale Josep Lechi. La Calle Princesa nasce dall'esigenza di unire questo palazzo con il Parc de la Ciutadella. Questo progetto dividerebbe in due il palazzo, costringendo alla costruzione di una nuova facciata, datata 1855.

All'inizio del XX secolo furono apportate diverse modifiche, conferendogli un'aria più modernista. Dopo la guerra civile, ospitò varie attività, come un bordello o una casa di beneficenza.

All'inizio del 21º secolo, il piano nobile è stato riabilitato per creare un Centro Esposizioni d'Arte Contemporanea. Questo progetto ha ricevuto un Premio FAD nel 2002. Tre anni dopo, la Fundación de las Artes y los Artistas ha acquisito la tenuta.

Collezione

La collezione è composta essenzialmente da opere figurative e realistiche del XXI secolo. Si prevede che saranno esposti circa 200 dipinti e 40 sculture di circa 150 artisti viventi. La sua presentazione è divisa in tre sezioni:

Scultura moderna del secolo XX

Collezione di figure Art Déco

Pittura figurativa

Alcuni artisti presenti nella collezione del museo sono:

Jordi Diaz Alamà

José Manuel Belmonte Cortés

Alessio Bogani

Pepe Castellanos

Glauco Capozzoli

Enrique Collar

Sam Drukker

Jorge Egea

Golucho

Susanne Hay

Wenceslao Jiménez Molina

Barro Lu

Kike Meana

Adrià Pina

Carlos Saura Riaza

Luciano Ventrone

Informazioni pratiche

Indirizzo
Carrer Barra de Ferro 5
Orari
Tu-Th,Su 11:00-19:00; Fr,Sa 11:00-20:00; Dec 25 off; Dec 26 off
Telefono
+34 934 186 891
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.meam.es

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Casa Macaya

Palazzo · Dreta de l'Eixample

Casa Macaya

Casa Macaya (Palau Macaya) è un edificio in stile modernista di Barcellona costruita fra il 1898 e il 1900. Il 9 gennaio 1976 è stata dichiarata Bene Culturale di Interesse Nazionale da parte della Generalitat de Catalunya.

== Descrizione ==

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La casa si trova al numero 108 del Passeig de Sant Joan di Barcellona, realizzata su un progetto dell'architetto Josep Puig i Cadafalch. Nel capitello del lato sinistro dell'ingresso principale si può notare la figura di un ciclista: si tratta di un dettaglio raffigurante lo stesso architetto che a quel tempo era impegnato anche nella costruzione di casa Amatller e si spostava di continuo da un'opera all'altra proprio a bordo di una bicicletta. Il vestibolo è decorato con piastrelle e graffiti, soprattutto nella scala che conduce al piano superiore, riccamente scolpita con motivi floreali.

L'edificio è di proprietà de La Caixa, che lo utilizza per esposizioni artistiche.

Informazioni pratiche

Orari
Mo-Fr 10:00-14:00,16:00-20:00; PH off
Come arrivare
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Palazzo episcopale di Barcellona

Palazzo arcivescovile · Barri Gòtic

Palazzo episcopale di Barcellona

Il Palazzo episcopale di Barcellona noto anche come Palau del Bisbe (in italiano Palazzo del vescovo) è un edificio residenziale ubicato a lato della Cattedrale di Barcellona e che si affaccia da un lato sul Carrer del Bisbe e dall'altro lato sulla Plaça Nova, occupando una superficie e una volumetria molto ampia. L'edificio è protetto e catalogato come bene culturale d'interesse locale.

Costruito alla fine del XII secolo e ampliato a metà del XIII secolo dal vescovo Arnau di Gurb, fu soggetto a modifiche profonde e ingrandito in epoca barocca. Fu successivamente ristrutturato ancora tra il 1900 e il 1928, l'ultima sotto la guida di Enric Sagnier. Spiccano le gallerie del XII secolo. La galleria dell'ala sud-est è formata da tre grandi arcate appoggiate su colonne con capitello affiancate a pilastri rettangolari e sormontate da cornicioni con modanature a punta di diamante. La facciata verso il Carrer del Bisbe, dove si trova l'ingresso principale, risale al 1769 ed è decorata con lo scudo del vescovo Josep Climent. La facciata sulla Plaça Garriga Bachs, decorata con bassorilievi, è del 1928. Nel 1936 il palazzo fu designato come prima sede provvisoria dell'Archivio Nazionale della Catalogna.

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Storia
Età antica

La Torre Romana 78 è un edificio scoperto durante i lavori di installazione di un deposito di gasolio. Nello scavare la fossa nel cortile del palazzo, venne alla luce un muro di epoca apparentemente romana. Fu avvisato il Museo Storico della città e con l'intervento del delegato alla Belle arti e della Comisaría de Excavaciones i lavori vennero interrotti per far posto agli interventi archeologici a salvaguardia dei resti.

L'area degli scavi presentava una pianta trapezoidale di 5,90 m sul lato ovest, di 6,35 m su quello est, di 4,20 m su quello nord e di 3,80 m su quello sud, con una profondità massima di 3,80 m che comprendeva sia gli stati medievali che quelli di epoca romana. Gli studi archeologici permisero così di stabilire una sequenza cronologica che abbraccia il periodo compreso tra la fine del I secolo e il XIX secolo.

Negli strati più antichi, risalenti all'intervallo tra la fine del I secolo e la metà del II secolo, furono documentati cinque fossati di dimensioni differenti riempiti di detriti che hanno permesso di ricostruirne la cronologia. Furono rinvenuti materiali di costruzione e frammenti di pitture che non corrispondevano a quelle presenti sul rivestimento del muro posteriore e furono così interpretati come resti di una costruzione precedente demolita nel corso della trasformazione urbana avvenuta all'inizio del III secolo.

Al di sopra di questi livelli fu individuato lo spazio occupato da due stanze di una domus appartenente a una insula a nord-est compresa tra l'intervallum e il decumanus maximus che passava lì accanto, a ridosso delle mura settentrionali e della porta decumana, databile tra la fine del II secolo e l'inizio del III secolo. L'unica parete ritrovata si trovava a est dello scavo e divideva le due stanze; si trattava di un muro in opus incertum con inserti di mattoni (lateres) e calcestruzzo, innalzato direttamente su uno strato di calce molto compatta o sul substrato roccioso seguendo il rilievo collinare. Sull'angolo di nord-est e fino alla parte centrale il muro era rinforzato da due pilastri verticali recuperati da costruzioni anteriori, come indicava la presenza di una base scolpita che rimaneva sotto il livello del pavimento. Alle due estremità della parete erano visibili resti di pitture con temi differenti, il che ha indotto alla conclusione che si trattasse di due stanze separate da una parete divisoria, non conservata ma identificabile dalla presenza a metà lunghezza della parete decorata di un tratto grezzo senza intonaco di circa 35 cm di larghezza, proprio in corrispondenza del cambiamento del tema decorativo. Al livello del pavimento della stanza sul lato sud sono state rinvenute tracce di un terrapieno con resti di mosaico, di cui è rimasto solo un frammento della parte centrale che presenta un motivo decorativo geometrico realizzato con tessere di circa un centimetro di lato in ardesia blu e calcare bianco con qualche inserto di colore rosso.

In un terzo periodo, compreso tra la fine del IV secolo e il V secolo, l'edificio apparentemente fu nuovamente oggetto di varie ristrutturazioni che hanno interessato sia le pareti che il pavimento: a 1,5 m di altezza dal pavimento più antico, l'opus incertum della parete si interrompe per lasciare il posto a una tecnica costruttiva molto più grossolana e senza rivestimento pittorico, a cui corrispondeva una pavimentazione in opus signinum di 10 cm di spessore.

Entrambe le pavimentazioni, sia quella in opus signinum che quella a mosaico, erano ricoperte di uno strato compatto di tegulae e lateres che suggerivano una distruzione o una ulteriore ristrutturazione, a cui non è stato possibile attribuire una cronologia precisa.

Al di sopra di questo strato di detriti furono rinvenuti i resti di una sedia imbottita di cui non è stato possibile determinare l'epoca dato che ne rimanevano pochi frammenti di materiale organico e pezzi di ferro informi. Infine, al livello del suolo del cortile, furono individuati i resti di due condutture d'acqua: la più antica, risalente al XV secolo, era realizzata con blocchi di pietra di forma regolare uniti da malta di calce e coperta da lastre mentre la seconda, in mattoni, è databile al XVIII-XIX secolo.

Medioevo

L'edificio attualmente noto come Palau del Bisbe è la prima costruzione della nuova sede episcopale di Barcellona realizzata entro la cinta muraria cittadina, sfruttando la protezione offerta dalle mure romane.

Secondo i documenti storici, nel 1078 il vescovo Umbert de Cervelló comprò da Arnau Gontari e dalla sua sposa Narbona il terreno dove ora sorge il palazzo. Il terreno era delimitato a est dalle torri dell'Ardiaca, a ovest da alcuni edifici che si presumono essere stati, a nord da un orto di proprietà dell'ebreo Isaac che iniziava fuori dalle mura e infine a sud da una pubblica piazza.

Fu in quel periodo, negli ultimi decenni dell'XI secolo, che sarebbero state costruite le parti più antiche del complesso episcopale. Il primo scritto che fa riferimento esplicito al Palau del Bisbe tuttavia è una bolla papale del 1176 che descrive l'edificio con torri (quelle delle mura) e situato in contiguità col Palau Reial Major, allora residenza dei Conti di Barcellona che divenne palazzo reale sono nel 1316, quando ne prese possesso Giacomo II di Aragona.

Verso la fine del XII secolo fu portato a termine uno dei primi ampliamenti importanti del complesso, la costruzione di un'ala a due piani a ridosso delle mura romane del IV secolo. Di questa costruzione rimane conservata parte della facciata sul cortile interno con finestroni ad arco acuto al primo piano, pilastri e colonne gemellate che alternano abachi lisci a capitelli con decorazioni vegetali e figurate. I lavori di ristrutturazione del 1928 hanno modificato radicalmente il pian terreno, eliminando del tutto il porticato che si trovava a questo livello.

Quest'ala fu ulteriormente ampliata nel XVIII secolo e alcuni lavori di ristrutturazione dello stesso periodo hanno messo alla luce nella tromba delle scale i contorni di due archi completi, cosa che confermerebbe che la galleria continuava fino al lato sinistro ed era interrotta dalla facciata del corpo della cappella, costruita tra il 1253 e il 1257 in seguito all'acquisto e alla successiva demolizione di due case.

In seguito all'incremento demografico nella città di Barcellona durante il XIII secolo, il concistoro autorizzò la costruzione di arcate tra le torri delle mura romane per aumentare gli spazi abitativi; risalirebbe a questo periodo il grande arco di quindici metri che congiunge la torre Decumana con la torre rettangolare adiacente e che si trova all'interno dell'ala nord-occidentale del Palazzo Episcopale.

Nel XIV secolo furono realizzati i lavori del secondo piana dell'ala lato mura, attribuiti al capomastro Pere Isern che lavorò nel complesso episcopale attorno al 1363.

Nel 1355 avvenne la cessione di parte dell'orto del palazzo Episcopale, le cosiddette ansiameres, nei pressi del fossato, per realizzare l'urbanizzazione della Plaça Nova, portata a termine nel 1358.

Età moderna

Tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, sotto il vescovado di Pedro Garcia, fu completato l'adattamento della "cappella piccola", ubicata al primo piano sopra l'arco di congiunzione tra le torri. Su una della pareti ne rimane visibile lo scudo del prelato. Sempre in questo periodo furono realizzate le ali verso le vie del Bisbe e di Montjuïc del Bisbe, demolite nel XVIII secolo.

Nel 1614 venne costruito un ponte tra la porta Decumana e quella dell'Ardiaca. Il ponte era a due livelli con una struttura a due archi ribassati sovrapposti, realizzati a settantacinque anni di distanza. L'arco inferiore coincideva con l'alzata dell'antico cammino di ronda e dell'attuale piano nobile mentre quello superiore consisteva in un passaggio con cinque finestroni ad arco a tutto sesto incorniciati da sottili pilastri in stile dorico.

Il 23 maggio 1690 la confraternita di San Rocco chiese il permesso di collocare una statua del santo nel corpo delle mura costruendo una nicchia sotto la galleria del 1614. A questa realizzazione corrisponde anche la costruzione della scala a chiocciola all'interno della torre Decumana per facilitare il trasporto della statua di San Rocco dalla cappella all'interno della torre fino al centro del ponte.

In seguito alla demolizione delle ali sul Carrer del Bisbe e Montjuïc del Bisbe fu costruito un nuovo edificio attribuito a Pedro de Lucuze (o Pedro de Lonce) e Josep Mas. Contemporaneamente furono ristrutturati i tetti e tutti gli spazi di servizio sottostanti, furono realizzate una nuova area di amministrazione e il salone prospiciente la segreteria, fu eretta una torre al centro delle mura, completata da un campanile, e fu costruita la scala di accesso al secondo piano. Sempre in quest'epoca furono aperte finestre e balconi sul cortile, eliminati dalla ristrutturazione di Sagnier de 1928.

Durante il vescovado di Josep Climent i Avinent (1766-1775) fu costruita la facciata verso il Carrer del Bisbe. Strutturata su tre fasce orizzontali - struttura in pietra al pian terreno, piano nobile e attico - si caratterizza per il predominio del pieno rispetto al vuoto e per la semplicità ed eleganza delle proporzioni. L'ingresso principale è incorniciato da due coppie di pilastri ionici a cui si appoggia un arco a sesto pieno sormontato da un trabeazione. Sopra il fregio è presente uno scudo scolpito in pietra con le insegne episcopali ma privo di qualsiasi riferimento personale al vescovo, fatto all'epoca insolito che sottolinea l'abnegazione del suo carattere. Nello stesso elemento è scolpita anche la data di fabbricazione (1769).

Nel 1782 il vescovo Gabino de Valladares acquistò tre case sulla Plaça Nova e nel Carrer de la Palla con l'intenzione di costruire una nuova ala per stabilirvi le proprie dipendenze e i locali di rappresentanza del suo ufficio. Fu quindi realizzato un grande edificio con facciata neoclassica prospiciente la Plaça Nova, su progetto dell'architetto municipale José Mas Dordal, autore del progetto vero e proprio, e del fratello Pablo, incaricato della realizzazione. I lavori ebbero un costo totale di 46.000 lliures, comprensive del prezzo del terreno.

XIX secolo

Nel 1808 furono avviati diversi studi tecnici per interventi urgenti sull'edificio ma questo processo fu interrotto fino al 1814 dalla guerra d'indipendenza spagnola. Furono incaricati del progetto l'architetto e costruttore Tomàs Soler, il falegname Josep Vila, il fabbro Carles Saralt e il vetraio Jaume Arufo. Furono oggetto dei lavori, tra gli altri, la sistemazione del deposito delle carrozze, le cantine, la curia, i tetti, il giardino, le stanze del vescovo, i gabinetti e le cucine.

Nel 1816 il vescovo Pau de Sitjar incorporò nell'ala costruita nel XVIII secolo una casa acquistata nel carrer de la Palla; i lavori furono diretti ancora da Tomàs Soler i Ferrer che si occupò anche dei lavori sul giardino del palazzo per sollevarlo di 2,5 metri rispetto al livello della Plaça Nova e realizzare un accesso diretto dagli appartamenti del carrer del Bisbe.

Il 15 febbraio 1823, durante il triennio liberale e ancora sotto il vescovo Sitjar, la Commissione dei lavori del comune di Barcellona emise l'ordine di abbattere il ponte che univa le torri per motivi di pubblica sicurezza.

A causa delle pessime condizioni in cui versavano diverse parti della torre e della parte posteriore del portal del Bisbe, nel 1889 fu rimossa la fonte pubblica che si trovava ai piedi della torre, fu sistemato il rivestimento e la grande apertura ad arco della porta Decumana fu sostituita con una finestra con montanti e architravi in pietra. Nella parte superiore della torre fu aperta una nuova finestra a bifora.

XX secolo

Nei primi decenni del XX secolo si susseguirono una serie di interventi che modificarono in modo sostanziale alcuni dei tratti principali dell'edificio. Nel 1908 iniziò la ristrutturazione della galleria al primo piano con la posa in opera di vetrate e si chiuse lo spazio aperto verso l'esterno. All'interno fu collocata, completamente al chiuso, la cappella principale del palazzo. Sempre nello stesso periodo ebbe luogo la ricostruzione dell'"anticapella", detta anche "Sala Cardinal Casañas".

Tra il 1928 e il 1929 fu portato a termine un progetto firmato dall'architetto diocesano Enric Sagnier i Villavechia, con interventi profondi specialmente sul cortile e sulla facciata verso la piazzetta Garriga i Bachs. L'obiettivo del progetto era il recupero della fisionomia medievale del cortile caratterizzato originariamente da due navate del XII e XIII secolo e altre due dell'inizio del XIV, demolite e poi ricostruite verso la fine del XVIII secolo. In questo modo furono eliminati tutti gli elementi barocchi e neoclassici, sostituiti da elementi in stile medievale soprattutto per quanto riguarda le aperture. Furono demoliti anche il corpo di sostegno e la balaustra di protezione della scala principali, ricostruiti completamente secondo uno stile neoromanico.

All'interno furono recuperate le travi in legno che furono dipinte a imitazione dei soffitti a cassettoni medievali. Una gran parte di questi ambienti furono impiegati come alloggi per i prelati in visita a Barcellona per l'Esposizione Universale del 1929. Furono rifatti anche tutti i pavimenti del primo piano, sostituiti da mosaici idraulici disegnati dallo stessi Sagnier. Questa ricostruzione neoromanica non si estese alle facciate sul carrer del Bisbe e sulla piazza Garriga i Bachs, che hanno potuto quindi conservare l'impianto barocco e le decorazioni in bassorilievo.

A seguito della guerra civile spagnola, nel 1936 il palazzo fu abbandonato e la Generalitat propose di riconvertilo nella sede dell'Archivio Nazionale della Catalogna; il progetto per non ebbe seguito.

Nel 1951 l'architetto diocesano Manuel Puig Janer propose una ristrutturazione del secondo piano per ricavare nuove stanze da letto e di servizio sopra le mura romane e per questo tra il 1956 e il 1958 furono demolite le case che si trovavano a ridosso delle mura vicino alla casa dell'Ardiaca. La struttura tradizionale della Plaça Nova sparì per dar vita all'ampia Avinguda de la Catedral, mettendo in vista anche la facciata dell'ala del XVIII secolo.

Fra il 1972 e il 1982 fu portata a termine la costruzione dell'Archivio Diocesano su progetti di Joan Bassegoda i Nonell. La Sala della Trinità fu riconvertita in una nuova sala di lettura, con il rifacimento totale della copertura con capriate metalliche nascoste sotto un soffitto piatto in legno. Le travature in legno del XIII secolo con decorazioni in scritte arabe e stemmi feudali catalani, provenienti dalla conquista di Maiorca, furono trasferiti al Museo diocesano della Pia Almoina.

A partire dal 1987 furono realizzati altri lavori nell'area degli uffici a carico dell'architetto Cèsar Martinell i Taxonera e nel 1992, in coincidenza con le Olimpiadi di Barcellona, l'architettato Josep Maria Botey ristrutturò le facciata dell'ala del XVIII secolo prospicienti la Plaça Nova e il carrer della Palla.

Nel 1999 fu restaurata completamente la Sala del Trono, compresi i dipinti di Francesc Pla detto El Vigatà e nel 2010 fu la volta del paramento murario della torre romana nel contesto di un piano strategico di lavori sull'intero complesso, coordinati dal sacerdote archeologo Robert Baró.

Descrizione
Pianta

Il complesso presenta una pianta molto irregolare a causa dei numerosi interventi architettonici succedutisi nel tempo e del fatto che tutte le diverse dipendenze ruotano attorno a un grande cortile centrale. Questa situazione ha condizionato anche l'esistenza di più livelli di composizione strutturale e morfologica diverse.

La sede episcopale confina a nord come le antiche mura romane, che hanno avuto un peso fondamentale per quanto riguarda origine ed evoluzione dell'edificio. Nella sua conformazione attuale, il Palau del Bisbe sviluppa gran parte delle sue dipendenze nel corpo murario romano e su tre delle sue torri, due a pianta quadrata e una a pianta circolare (che apparteneva alla Porta Decumana sulla Plaça Nova).

Questa configurazione complicata ha portato come risultato un complesso architettonico di grandi dimensioni ad elevata complessità costruttiva e sempre per gli stessi motivi sono presenti più facciate, tra le quali spicca quella sul carrer del Bisbe, che ospita l'ingresso principale dell'edificio.

Facciata sul Carrer del Bisbe

La facciata è caratterizzata da un basamento in pietra e una grande porta monumentale centrale. L'organizzazione è su tre fasce orizzontali: la base in pietra al pian terreno, il piano nobile e il secondo piano. La porta principale è affiancata da due coppie di pilastri ionici su cui termina un arco a tutto sesto sormontato da un trabeazione; sopra il fregio è presente uno stemma scolpito in pietra con le insegne episcopali senza alcun riferimento al vescovo promotore dell'opera e la data di realizzazione (1769).

I livelli in corrispondenza del piano nobile e del secondo piano sono riccamente decorati da bassorilievi che circondano anche le aperture. Queste ultime sono caratterizzate da montanti e architravi in pietra e balconate sporgenti con ringhiere a sbarre di ferro elicoidali. Tra gli spazi più significativi del complesso vi sono le stanze ubicate al primo piano della Torre Decumana, alcune delle quali conservano ancora parte della travatura medievale in legno.

Facciata sulla Plaça Nova

La fabbrica neoclassica affacciata sulla Plaça Nova rappresenta uno degli ampliamenti più significativi del complesso. L'edificio è strutturato su quattro piani: un semi-interrato con accesso diretto dalla Plaça Nova; un primo piano collegato direttamente al cortile principale; un secondo piano che costituisce il pinano nobile, con una sala di 9,6 metri di altezza e infine un terzo che occupa il resto del volume della parte parallela alla Plaça Nova.

La facciata, completata nel 1784, evidenzia i quattro livelli ed è caratterizzata nel tratto centrale da un frontone triangolare. L'edificio è realizzato integralmente in pietra del Montjuïc e presenta una caratteristica formale molto curiosa: nel punto in cui la facciata si unisce alla Torre Decumana, la struttura su piega in modo da unirsi con continuità alla struttura romana, formando quindi un piccolo frontespizio smussato. Caratterizza la facciata la simmetria e il ritmo delle finestre e dei balconi, contornati da architravi semplici. Agli estremi del piano nobile sono presenti due balconate a vetri realizzate in legno. Originariamente gli spazi tra le finestre erano decorati con dipinti di Francesc Pla, El Vigatà, con un aspetto simile a quello del palazzo Moja. Di questi dipinti si sono conservati solo alcuni frammenti nella parte centrale del piano nobile.

All'interno spicca la Sala del Trono, decorata nel 1785 sempre da Francesc Plaça con scene dell'antico Testamento. Sugli architravi delle porte di questa sala si trova lo scudo nobiliare del vescovo Valladares, promotore della costruzione di quest'ala.

Cortile interno

La porta monumentale dà accesso a un vestibolo che porta al grande cortile scoperto del palazzo, di origine medievale. L'angolo più settentrionale ospita la scala monumentale di accesso al piano principale, caratterizzato dalla galleria con grandi finestre ad arco a tutto senso aperte sulla facciata. Questa galleria, ristrutturata in epoche relativamente recenti, comprendeva in origine altri due tratti, ora murati ma il cui contorno rimane visibile dalla tromba delle scale che portano al secondo piano. Le arcate sono sostenute da colonne affiancate da pilastri rettangolari decorati con un cornicioni lavorati a punta di diamante. I capitelli delle colonne presentano temi vegetali simili ad alcuni elementi presenti nell'ala nord-orientale del complesso. Al secondo piano alcune finestre a bifora con collinette centrali, modificate all'inizio del XX secolo, illuminano l'ampio ambiente che ospita la sala di lettura dell'Archivio Diocesano.

Uno degli elementi più notevoli dell'insieme è la grossa volta situata al piano terra (accessibile dal cortile) che mostra ancora la struttura portante utilizzata per la sua costruzione. Questa volta indica una cronologia probabilmente antecedente a quella del primo impiego residenziale di questa zona, quindi al palazzo stesso, e che sembra pertanto attribuibile a costruzioni precedenti.

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Casa Padellàs

Palazzo · Barri Gòtic

Casa Padellàs

La Casa Padellàs è un palazzo gotico, inizialmente situata al numero 25 di Carrer Mercaders, a Barcellona. A causa della costruzione della via Laietana all'inizio del XX secolo, l'edificio fu smontato nel 1931 per evitarne la distruzione e trasferito nella Plaça del Rei, nel Quartiere Gotico di Barcellona. Dal 1943 è sede del Museo di storia di Barcellona ed è catalogato dal 1962 come Bien de Interés Cultural.

== Architettura ==

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La sua forma si rifà all'organizzazione più comune dei palazzi gotici catalani. La facciata è semplice, senza enfasi speciale sulla decorazione mentre le finestre mostrano alcuni motivi decorativi rinascimentali, con le finestre superiori aperte solo alla fine del XVIII secolo. Al contrario l'esterno dell'edificio presenta la sola apertura del portale d'ingresso che permette l'accesso alla corte centrale dell'edificio. All'interno di questo spazio si trova l'ingresso del Museo storico di Barcellona, un pozzo e la scala principale che circonda il patio per accedere al piano nobile. La corte è circondata da un portico di archi gotici, con un'altra galleria al di sopra a sostegno del tetto.

All'interno dell'edificio, le sale sono state adattate alla loro funzione attuale di spazio espositivo e la loro decorazione originale non è stata preservata durante lo spostamento dell'edificio.

Storia

Dai registri fiscali del focatico medievale, si può dedurre che Casa Padellàs fu costruita tra il 1497 e il 1515 all'incrocio tra Carrer Mercaders e Carrer Tarascó. Il progetto fu probabilmente realizzato da Joan d'Hostalric-Sabastida i Llull, consigliere reale e governatore delle contee di Rosselló e Cerdanya, che fu innalzato al rango nobiliare nel 1513.

Nel 1584 la casa divenne proprietà della famiglia Casamitjana e uno dei suoi abitanti fu il capo consigliere di Barcellona, Rafael Casamitjana d'Erill (1651).

Nel XVIII secolo la casa divenne proprietà della famiglia Padellàs, da cui ricevette il nome che porta ancora oggi. Francesc de Padellàs difese Barcellona durante la Guerra di successione spagnola, ma quando la sconfitta della città fu imminente, cambiò parte e sostenne la causa borbonica. Nel 1759 il figlio, Bernardí de Padellàs, fu fatto nobile da Carlo III.

Nei primi decenni del XX secolo la proprietà della casa passò di mano diverse volte fino al 1928, quando fu acquistata dalla città di Barcellona. Dopo il trasferimento del 1931 e la fine della guerra civile spagnola nel 1939, si decise di convertirla nel Museo di storia di Barcellona.

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Plaça de Francesc Macià

Piazza · La Nova Esquerra de l'Eixample

Plaça de Francesc Macià

Plaça de Francesc Macià è una piazza di Barcellona, tra le più trafficate della città, che si trova in uno dei punti di accesso chiave al capoluogo catalano davanti a una serie di grandi edifici per uffici sull'Avinguda Diagonal. Nella piazza scorrono anche altre strade come Carrer Josep Tarradellas, Carrer Comte d'Urgell o Avinguda de Pau Casals. La parte centrale, non accessibile, contiene un piccolo stagno a forma di Minorca, l'isola dove è nato l'architetto che ha progettato la piazza, Nicolau Maria Rubió i Tudurí. Sulla piazza si trova anche una scultura femminile chiamata Joventut, disegnata da Josep Manuel Benedicto nel 1953.

== Storia ==

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La piazza è stata progettata dall'architetto minorchino Nicolau Maria Rubió i Tudurí all'inizio degli anni '30 del Novecento. Nel tempo è stata ribattezzata con diversi nomi, fino ad assumere quello attuale a partire dal 20 dicembre 1979, nominata così in onore dell'ex presidente della Generalitat de Catalunya Francesc Macià i Llussà.

Nel 1932 la piazza venne dedicata ad Alcalá Zamora, presidente della Seconda Repubblica, poi nel 1936 fu ribattezzata in Germans Badia, in ricordo di Josep e Miquel Badia, assassinati dalla FAI il 28 aprile dello stesso anno. Nel 1939 venne poi ribattezzata in onore del politico Calvo Sotelo, fondatore della coalizione monarchica Bloque Nacional assassinato a Madrid nel 1936.

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Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026