Marsiglia

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Aprile, Maggio, Giugno, Agosto, Settembre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio 11° 38 mm
Febbraio 13° 47 mm
Marzo 15° 46 mm
Aprile 18° 55 mm
Maggio 22° 13° 52 mm
Giugno 27° 18° 28 mm
Luglio 30° 20° 8 mm
Agosto 30° 20° 25 mm
Settembre 25° 17° 57 mm
Ottobre 21° 13° 87 mm
Novembre 15° 79 mm
Dicembre 13° 49 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Marsiglia è la più grande città della Francia meridionale, seconda solo a Parigi in Francia, capoluogo della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e del dipartimento delle Bocche del Rodano, oltre che il primo porto della Francia, del Mediterraneo e quarto a livello europeo.

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Guida pratica di Marsiglia

3.340 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Marsiglia è la seconda città della Francia, il porto più grande sul Mediterraneo e il polo economico della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Marsiglia ha una storia complessa. Fondata dai Greci, è una delle città più antiche d’Europa. La sua popolazione rappresenta un autentico melting pot di culture e popoli diversi. Dai colorati mercati (come Noailles) che vi faranno sentire in Africa, alle Calanques (una zona naturale con le scogliere a picco sul mare - "Calanque" significa "fiordo"), dalla zona di Panier (la parte più vecchia della città e storicamente dove si insediano i nuovi arrivati) al Vieux-Port (porto vecchio) e Corniche (strada costiera) Marsiglia ha moltissimo da offrire. Ma anche dal mercato del pesce nel porto vecchio al quartiere del vecchio paniere (Vieux Panier) nel centro storico. Senza dubbio vale la pena visitare anche la basilica di Nostra Signora della Guardia che troneggia su uno sperone di roccia calcarea alto 154 metri a sud del centro di Marsiglia e veglia sulla città dal XIX secolo.

Cenni storici

Questa tipica città mediterranea con le sue baie pittoresche vanta già oltre 2600 anni di storia.

Come orientarsi

1 Rue Canebière. La Rue Canebière è una strada la cui larghezza fu portata a 30 m. nel 1857. Gli edifici che la fiancheggiano risalgono a quell'epoca e parecchi sono adibiti ad alberghi. I suoi locali sono frequentati soprattutto da naviganti ed elementi nordafricani che formano una consistente comunità a Marsiglia.

2 "Cours Julien" e "la Plaine". Zona di svago con librerie, bar, fontane e parchi giochi per i più piccoli (metro Cours Julien/Notre Dame du Mont). È la zona trendy di Marsiglia. La Plaine è il nome locale di Place Jean Jaurès vicino a Cours Julien. Ogni giovedì e sabato mattina il mercato di Plaine e arrivare presto significa fare anche buoni affari, anche se trovate qualcosa "tombé du camion" (caduto dal camion) come dicono i marsigliesi.

3 Corniche du Président-John-Fitzgerald-Kennedy. Il lungomare con vista del Chateau d'If a sud, e les Calanques a est. Vallon des Auffes, è un piccolo e pittoresco porto sotto un viadotto, particolarmente bello.

4 Boulevard Longchamp. Boulevard Longchamp dove ammirare diversi palazzi dell’alta borghesia fino a Palais Longchamp. Il palazzo merita una visita, non ci vuole molto. C’è il museo di belle arti o il museo di storia naturale.

Quartieri

Vieux Port — In fondo alla via Canebière, è il centro di Marsiglia. Distrutto durante gli eventi della II guerra mondiale, fu ricostruito ex novo nel 1948. Oggi la sua darsena è riservata alle sole imbarcazioni da diporto ed è contornata da innumerevoli ristoranti che naturalmente hanno un menu a base di pesce.

Belsunce — È il quartiere esteso intorno alla Rue d'Aix e al suo prolungamento, cours Belsunce, che taglia in perpendicolare l'avenue de la Canebière. È un quartiere povero dove vivono numerosi immigrati, soprattutto dal Nord-Africa. Vi si trova il "Musée d'Histoire de Marseille".

Le Panier — È il più vecchio quartiere di Marsiglia, esteso sul promontorio a nord della darsena di Vieux Port e limitato ad est da Rue de la Republique. Antico insediamento dei coloni greci, Le Panier ha conservato una rete di stretti vicoli e il suo carattere popolare. Vi si trova la cattedrale di Marsiglia.

Come arrivare

In aereo

1 Aeroporto di Marsiglia Provenza (IATA: MRS), a 30km dal centro di Marsiglia – Le linee aeree che al 2023 effettuavano voli da scali italiani erano le seguenti:

Ryanair — Da Bergamo, Bologna, Catania, Napoli, Roma-Fiumicino. Voli stagionali da Bari, Treviso, Venezia.

Volotea — Da Venezia più un volo stagionale da Cagliari.

Il modo più semplice per raggiungere il centro di Marsiglia è prendere l'autobus n. 91 che ha una frequenza di 15-20 minuti e impiega 25 minuti per arrivare al capolinea della stazione dei treni di St. Charles. Da lì si può prendere la metropolitana per raggiungere il proprio albergo.

L'aeroporto dispone di stazione ferroviaria (Vitrolles Marseille Provence Airport) ma per raggiungerla bisogna prendere l'autobus # 13, in partenza dalla piattaforma 5 della stazione degli autobus. Questa linea ferroviaria (TER) serve Marsiglia e Miramas in una direzione, Arles, Tarascona, Nîmes e Montpellier dall'altra.

In auto

Dall'Italia la strada migliore è attraversare la Liguria, entrare in Francia a Ventimiglia e attraversare la Costa Azzurra.

In nave

Il porto di Marsiglia ha collegamenti con Ajaccio, Bastia, Porto Torres, Porto Vecchio e Propriano.

In treno

2 Marseille Saint-Charles. La stazione principale è Marseille Saint-Charles. Ben collegata al resto della città grazie a due linee della metropolitana e agli autobus. E’ vicina al Canebière e al Porto Vecchio. Fate attenzione: la stazione si trova su una piccola collina, se decidete di andare a piedi dovrete fare diversi gradini, sconsigliato se avete bagagli pesanti. La stazione è al capolinea della linea da Ventimiglia.

Marsiglia ha linee TGV per Parigi (3 ore) e Lione (1h45), Nizza (2h), Strasburgo (5h35), Francoforte (7h45), Ginevra (3h30) e Bruxelles (5h).

Da Barcellona, c’è un collegamento per Cerbère, da cui è possibile prendere treni normali per Marsiglia, anche notturni.

In autobus

Gli autobus di Eurolines fermano alla "Gare Routière", pole multimodal St. Charles, rue Honnorat. Stazione metro di Saint-Charles

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

Il trasporto pubblico Régie des Transports de Marseille RTM comprende 2 linee della metropolitana (métro), 2 tram e 74 bus. Se avete problemi di mobilita (sedia a rotelle o passeggini per bambini) sappiate che tutte le stazioni della metropolitana hanno gradini che possono quindi risultare scomodi. Tram e bus sono opzioni migliori.

I biglietti si trovano nei bar, nelle stazioni della metro o sul bus. Meglio comprare un biglietto multiplo (carte libertés) a €13 (10 viaggi), che però non si trovano sui bus. Il numero di trasferimenti da un mezzo all’altro è gratis la prima ora.

Transfer aeroporto €8.50 da e per Gare Saint Charles. I biglietti si possono acquistare allo stand tra la Hall 1 e Hall 3/4 del terminal principale e ad altri stand della Gare Routière, dopo la Voie (piattaforma) N nella Gare St Charles. I bus corrono ogni 20 minuti alle 10, 30, e 50 di ogni ora. Il viaggio dura circa 30 minuti. Il bus è segnalato come Navette Aeroport - Gare St Charles. Da Gare St Charles, il métro può portarvi alla maggior parte degli hotel.

I biglietti della metro consentono di spostarsi illimitatamente su bus o tram durante la prima ora per una tariffa base di €1.50 ma non includono il rientro in métro. Biglietto giornaliero (carte journée) costa €5.00.

In taxi

Attenti ai tassisti disonesti: una corsa da €20 può arrivare facilmente a €40. Se pensate di essere stati imbrogliati segnatevi il numero di licenza del taxi (sul retro, spesso sul finestrino) e andate all'ufficio turistico al 4, La Canebière (vicino al Vieux Port) e parlate con qualcuno. Se siete stati imbrogliati faranno in modo di restituirvi i soldi e il tassista passerà dei guai.

In auto

Se possibile, evitate di girare in macchina perché il traffico è caotico e i parcheggi sono difficili da trovare. Se volete avventurarvi chiedete all'albergo dove alloggerete se hanno disponibilità di parcheggio, risparmierete tempo e denaro ed eviterete eventuali multe.

In nave

C’è un traghetto che attraversa il porto vecchio (Vieux Port). E’ un’attrazione turistica stessa perché è il più breve tragitto commerciale in nave d’Europa. Altri traghetti collegano a L'Estaque, Les Goudes, La Pointe-Rouge e Le Frioul. Andata e ritorno 10€ ma un pass RTM da 1 settimana (13€) comprende tutte le destinazioni esclusa Frioul, molto conveniente. Ci sono poi altre compagnie che offrono giri delle Calanque, tipo mini crociere.

In bicicletta

Marsiglia ha un programma di noleggio bici Le vélo ma di fatto non ci sono piste ciclabili e quelle esistenti sono invase da pedoni o macchine parcheggiate, quindi girare in bici è un grosso problema. Il programma costa 1€ per una settimana, ma c’è un deposito di 150€ se non restituirete la bici integra. Univélo Marseille è un’app che fornisce la disponibilità di noleggio e parcheggio bici in oltre 100 stazioni.

Con tour guidati

3 Trenino turistico, 174 quai du Port (in faccia al ristorante Au Doyen), ☎ +33 4 91 25 24 69. Adulti: C1 8,- EUR, C2 7,- EUR, C3 4,- EUR; Bambini: dai 4 ai 11 anni a metà prezzo.. C2: 1 Apr al 15 Nov. Durata escursione 01:05 circa, fermandosi 30 minuti. Circuito C1: Notre-Dame de la Garde il trenino vi porterà su ai piedi della basilica.Circuito C2: Vecchia Marsiglia sulla sponda ovest del porto vecchio passando dal Hôtel de Cabre, Hôtel Dieu, la chiesa St Lauren e la magnifica catedrale de la Major.Circuito C3: trenino + battello Isolotti del Frioul.

4 Battello turistico isole del Frioul ((FR) bateaux touristique iles du Frioul), 1 quai de la Fraternité (all'barcadero marittimo (Gare Maritime) FIE), ☎ +33 4 96 11 03 50, fax: +33 4 91 52 78 45, accueil.frioulifexpress@transdev.fr. Adulti: C3 4,- EUR; Bambini dai 4 ai 11 anni a metà prezzo. 15 Giu al 1 Set. Tempo di percorrenza: 30 minuti circa. battello per gli Isolotti del Frioul.

Cosa vedere

1 Vieux Port (Vecchio porto). Guardare i pescatori vendere la propria merce è uno spettacolo. Arrivare a Marsiglia dal Vieux-Port nelle sere d’estate è indimenticabile. Andate a Frioul islands o Chateau d'If e tornate nel tardo pomeriggio. Un altro bel panorama si ha dal Palais du Pharo. Il celebre viale Canebière va dritto al porto. Tuttavia il Canebière non è così interessante come può far pensare la sua fama.

2 MuCEM (Museo delle civiltà europee e mediterranee). Museo inaugurato il 7 giugno 2013, quando Marsiglia era la capitale europea della cultura. La costruzione dell'edificio è opera dell'architetto Rudy Ricciotti. Ne fa parte Fort Saint-Jean, castello all'imbocco del vecchio porto.

3 Basilique Notre-Dame-de-la-Garde, rue Fort du Sanctuaire, Marseille - Cedex 06 (fermata autobus N° 60 Notre-Dame-de-la-Garde), ☎ +33 491 134 080, fax: +33 491 372 899, contact@notredamedelagarde.com. ott-mar Lun-Dom 07:00-18:15 (chiusura dell’ultima barriera alle 19:00); apr-sett Lun-Dom 07:00-19:15 (chiusura dell’ultima barriera alle 20:00). La grande chiesa che domina la città. I vecchi pescatori qui facevano benedire le barche e si possono vedere ancora diverse imbarcazioni appese nella chiesa. Appena arrivati a Marsiglia dovete assolutamente salire qui, per godere una meravigliosa vista a quasi 360° sulle calanche a sud e sul porto vecchio e sulle colline dell'Estaque a nord. La basilica internamente è decorata con grandi mosaici di stupefacente bellezza.IMPORTANTE: l’ultimo parcheggio viene chiuso alle 19:00 in inverno ed alle 20:00 in estate, tutti i veicoli devono lasciare il parcheggio prima della chiusura. In alternativa potete prendere il trenino turistico dal porto per arrivare, fare un giro e poi rientrare sempre col trenino.

4 Abbaye Saint-Victor. Fondata nel V secolo da Giovanni Cassiano, nei pressi delle tombe dei martiri, fra i quali si narra vi fosse san Vittore di Marsiglia (morto nel 303 o 304), al quale fu dedicata. Attualmente rimane solo la ex chiesa abbaziale poiché il convento è andato distrutto durante la Rivoluzione Francese.

5 Cattedrale Santa Maria Maggiore (Cathédrale Sainte-Marie-Majeure). Grande cattedrale sulla costa.

6 Musée Cantini, 19 rue Grignan.

7 Musée d'Histoire de Marseille, Cours Belsunce.

8 Musée Grobet-Labadié, 140 boulevard Longchamp.

9 Musée des Docks romains (Archéologie-Graffiti-Lapidaire), Place Vivaux. +33 4 91 91 24 62. Il vecchio porto del periodo greco e romano.

10 Musée d'Archéologie méditerranéenne (Archéologie-Graffiti-Lapidaire), Centre de la Vieille Charité, 2 Rue de la Charité, ☎ +33 4 91 14 58 59, fax: +33 4 91 14 58 76.

Parc Borély. Un grande parco a 300 metri dal mare. Dopo aver passeggiato andate a bere qualcosa a Escale Borely (un posto ricco di bar e ristoranti sulla spiaggia) per ammirare il tramonto.

Le Panier. La parte più vecchia della città e dove si trova la Vielle Charité, un meraviglioso antico monumento, che ora ospita musei ed esibizioni.

Unité d'Habitation (Prendete il bus 21 da Rond-Point du Prado metro). Di Le Corbusier. L’edificio è chiamato "la maison du fada" (la casa dello sciocco) dalla gente del luogo. Dentro ci sono area shopping una chiesa, una scuola e abittazioni e si possono ammirare splendidi panorami sulla città. Bar/ristorante/hotel al terzo piano.

Noailles. La zona attorno alla stazione metro di Noailles è una delle più interessanti della città.

Cimitero di guerra Mazargues (Sulla strada per Luminy).

Cosa fare

Potete visitare aree naturali splendide, noleggiare una barca. Potete praticare sport e se il tempo lo consente andare in spiaggia e godervi il sole e il mare. A Marsiglia c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Ci sono tante spiagge, le più gettonate sono Catalans, Prophètes, Pointe-Rouge e Corbières.

Dove mangiare

Ovviamente la cucina marsigliese è incentrata sul pesce. I piatti locali più celebri sono la "bouillabaisse" e l’"aïoli", una zuppa con aglio, verdure e merluzzo affumicato.

La bouillabaisse è una buonissima zuppa a base di pesce servita con la rouille (una salsa a base di aglio e zafferano) e del pane come crostini. La bouillabaisse non si può gustare spendendo poco. Se qualcuno vi invita a casa a mangiarla andate tranquilli, ma non mangiate mai la bouillabaisse se costa poco. Meglio andare in un ristorante dove si deve prenotare. Ricordate che è un pasto, prima la zuppa, poi il pesce.

Prezzi modici

Lungo la Canebière ci sono tanti posti dove mangiare kebab. Molti ristorantini economici dove mangiare vero couscous si trovano in Cours Belsunce, zona degli immigrati magrebini

Bar de L'Hotel de Ville (Al "Vieux Port" a sinistra del municipio). Famoso per la lunga pausa pranzo che si prendono i marsigliesi.

Four des Navettes (Vicino a St Victor Fort). Famoso per la "Navette" un biscotto secco la cui ricetta è un segreto da quasi un secolo. Una delle specialità locali marsigliesi.

Prezzi medi

Tanti ristoranti con terrazza, ideali nelle belle giornate, in Cours Julien la via pedonale vicina a Canebière e "Plaine"

L'Escapade marseillaise, 48, rue Caisserie (Dietro l’Hôtel de Ville). Cucina provenzale.

Chez Toinou, 3, cours Saint Louis (Vicino a la Canebière). Frequentato da gente del luogo e famoso per le ostriche. Toinou vende anche pesce e dato che è sempre affollato è meglio prenotare.

L'Epuisette (Nel pittoresco porto di Vallon des Auffes). Pesce e bouillabaisse.

Le Cercle Rouge, 41 Rue Adolphe Thiers (Appena fuori Canebiere). Cucina un po’ insolita ma molto buona, meglio prenotare per cercare di avere un posto in terrazza se il tempo lo consente.

Le Cours en Vert, 102 Cours Julien (Vicino alla stazione della metro), ☎ +33 4 86774169. Piatti principali 10/14€. Vegetariano e biologico.

Fayrouz, 62 Cours Julien, ☎ +33 4 91483630. Menù a prezzo fisso 20/25€. Ristorante libanese.

Prezzi elevati

La Table du Fort, 8, rue Fort Notre Dame (Al Vieux Port). Specializzato in piatti di pesce e tra i più rinomati ristoranti della città.

Le Petit Nice Passédat. Da 180€ a persona. 3 stelle Michelin vicino al mare, gestito dalla celebrità locale Gérald Passédat. Tra i migliori ristoranti del sud della Francia e la miglior bouillabaisse della città a un prezzo notevole.

Come divertirsi

Per gli eventi e i concerti in programma potete guardare La Nuit Magazine o il giornale Ventilo, specie d’estate ci sono festival, party sulle barche (minicrociere notturne con dj verso le Calanques a €20-40), e concerti.

Spettacoli

1 Le Dôme de Marseille.

2 Opéra municipal de Marseille.

Théâtre Toursky - Cie Richard Martin International.

Théâtre du Gymnase.

3 La Criée - Théâtre national de Marseille.

4 Palais des Sports.

5 Stade Velodrome. Lo stadio dove gioca l’ "Olympique de Marseille".

Locali notturni

Sorseggiate una bevanda al tramonto in un locale al Quai de Rive Neuve. Per chi vuole rigenerarsi in un locale chic, la scelta ideale è la terrazza dell'Hotel Intercontinental. A chi vuole rimanere vicino al mare si consiglia lo Sport Beach a Escale Borély dove nei fine settimana d'estate ci si riscalda gli animi a suon di musica regalandovi una notte indimenticabile a bordo piscina.

Negli ultimi anni sono stati aperti moltissimi nuovi locali. La zona più gettonata da aprile a ottobre è sicuramente quella vicina alle spiagge.

Vecchio Porto tanti bar e pub (in particolare nella zona sud e Cours d'Estienne d'Orves - Marengo, Polikarpov, Barberousse, Hard Rock Café)

La Plaine/Cours Julien bar alternativi e underground (E-wine, Bar du marché, Petit-Nice, Intermédiaire, Asile 404, Molotov)

La Joliette/J4 una zona più trendy e chic (Palais de la Major, Casa Pietra, White Rabbit).

La Caravelle, 34 Quai du Port.

6 Espace Julien (station Notre-Dame du Mont - Cours Julien sulla Linea 2 della métro de Marseille.).

Dock Des Suds, 12 Rue Urbain V.

7 CEPAC Silo (Le Silo).

Friche la Belle de Mai, 41 Rue Jobin.

Polikarpov, 24 Cr Honoré d'Estienne d'Orves.

Pub Le Black Stone, 10 Bd Gustave Ganay.

Shamrock Irish Pub, 17, quai de Rive-Neuve, ☎ +33 4 91 33 11 01.

O'Brady's Irish Pub, 378, avenue de Mazargues, ☎ +33 4 91 71 53 71. Dom 12:00–1:30; Lun-Sab 11:00–1:30.

Red Lion, 231 avenue Pierre-Mendès.

La Brasserie Communale, 57 Cr Julien.

Club

Bar de la Marine.

Carry Nation.

Le Trolleybus, 24 Quai de Rive-Neuve (Vieux-Port), ☎ +33 491 54 30 45, +33 6 72 36 91 10 (Infoline), +33 6 72 36 90 73. La più rinomata discoteca del centro. Una specie di caverna, con varie stanze in cui si suona musica diversa dalle hit, alla techno fino al jazz e anni 50-60.

Le Baby, 2 Rue André Poggioli. Uno dei migliori club per appassionati di elettronica.

Altro

Le Bar de la Marine, Quai de Rive-Neuve (Vieux-Port), ☎ +33 4 91 54 95 42, bardelamarine13@gmail.com. da 8,- a 33,- EUR. Lun-Sab 07:30-02:00, Dom 17:00-05:00. Bar con terrazza con vista sul porto. youtube.com

Dove alloggiare

Non trascurate di confrontare i prezzi proposti dagli alberghi riportati di seguito con quelli di siti di prenotazione on line. Potrebbe costarvi molto meno.

Prezzi modici

Hello Marseille Hostel, 12 rue de Breteuil, ☎ +33 9 54 80 75 05, hellomarseille@gmail.com. Dormitori da 6 letti.

Hotel Lutetia (Tra la stazione di St Charles e il vecchio porto), ☎ +33 491 508 178. Da 60€. Ostello rinnovato con wifi gratis e staff cordiale.

La Cigale et la Fourmie (Nel Village de Mazargues, a mezz'ora dal centro e dalla spiaggia nella zona sud di Marsiglia), ☎ +33 491 400 512, fax: +33 491 400 510, info@cigale-fourmi.com. Camerate da 15 € a notte, stanze da 35 €. Ogni stanza ha cucina e bagno WiFi e Internet gratis, niente colazione ma c'è un panificio vicino, 6 bici a disposizione e niente coprifuoco.

Adagio Marseille Prado Plage (Nel cuore di Le Prado, 100 metri dalla spiaggia, facile da raggiungere via Avenue du Prado o la Corniche), ☎ +33 1 58 21 55 84. Rinnovato in tranquilla zona residenziale, vicina a ristoranti e al Palais des Congrès. Può ospitare anche disabili.

Prezzi medi

New Hotel Bompard, 2 rue des Flots Bleus, ☎ +33 0491 99 22 22.

Hotel du Palais, 26 rue Breteuil, ☎ +33 4 91 37 78 86.

Hôtel de l'Ariana, 12 rue du théâtre Français (Metro, linea 2: Noailles. Vicino a La Canebière, 5 minuti a piedi dal Vieux Port, 600 metri dalla Gare Saint Charles e dal teatro Gymnasium. La spiaggia di Prado è a 15 minuti di auto, l'aeroporto a soli 25 minuti). Stanze da 50€.

Hotel La résidence du Vieux Port Marseille. Rinnovato nel 2010 in stile anni '50 come tributo a Charlotte Perriand e Le Corbusier. Tutte le stanze si affacciano sul porto, dalle suite all'ultimo piano si gode di un panorama fantastico.

Best Western La Joliette, 49 Avenue Robert Schuman (Vicino alla stazione metro/tram Joliette), ☎ +33 1 45 74 76 72. Check-in: 14:00, check-out: 10:00. Pulito, accogliente e buono per visitare il porto e Le Panier.

Prezzi elevati

Novotel Marseille Vieux Port (Vicino ai giardini Pharo). 4 stelle con vista sul Vieux Port. Molti personaggi pubblici alloggiano qui.

Le Petit Nice Passedat. L'hotel con il ristorante più rinomato della città.

Nei dintorni

5 Vallon des Auffes — Un porticciolo di pescatori che dista pochi minuti dal centro, nella baia della vallata des Auffes ed è uno dei piu noti se non il più noto di Marsiglia non solo per via di Film che ivi sono stati filmati.

Il nome Auffes deriva da una varietà di erba in precedenza utilizzata per la preparazione di corde e reti da pesca.

Sui lati si trovano ancora alcune vecchie capanne di pescatori. Tra vari punti di ristoro, vi sono pizzerie e ristoranti raffinati. Tanti degli stretti vicoli hanno nomi di pesci. All'entrata nel porto c'è un piccolo bacino in cui potrete fare il bagno.

6 Cassis — Un rinomato centro balneare a sud-est di Marsiglia.

5 La Ciotat — Incantevole località sul mare dove sono stati girati innumerevoli film.

7 Aix-en-Provence — Si raggiunge facilmente con bus Cartreize o treni SNCF. C'è un bus espresso apposito dalla stazione di St Charles che impiega 30/40 minuti.

8 Calanques — A sud vicino Cassis. Bus #21 da Rond Point du Prado davanti Stade Velodrome o dal Vieux Port (1,50 euro). I fiordi sono spettacolari. La passeggiata lungo la costa da Cassis a Marsiglia si può fare in un giorno camminando spediti. Il percorso (GR) è ben segnato con strisce bianche e rosse. Da Luminy girate a sinistra per Cassis o a destra per Callelongue (un bus vi porta al bus #19, che vi riporta a Place Castellane in centro). D’estate alcune Calanques possono essere chiuse per l’alto rischio di incendi.

9 Château d'If — Si trova su una piccola isola, all’inizio era una struttura difensiva, poi divenne una prigione. È famoso per il romanzo Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas. Per raggiungerlo si parte dal Vieux Port.

Allauch e Plan de Cuques — Sono comuni periferici dove si ammira la bellissima campagna circostante. In metro (Linea 1) fino a La Rose e poi bus #142, #144. Fate un picnic e una passeggiata sulle colline, la vista di Marsiglia e del Mediterraneo è stupenda.

10 L'Estaque et côte bleue — L'Estaque è un porto turistico che sta iniziando solo ora a sfruttare il suo potenziale legato anche alla figura di Cézanne. Bus #35 da La Joliette (per arrivare a La Joliette prendete la metro Linea 2)

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Cosa vedere a Marsiglia

  1. Notre-Dame-de-la-Garde
  2. cattedrale di Marsiglia
  3. Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo
  4. grotta Cosquer
  5. abbazia di San Vittore
  6. Museo di belle arti di Marsiglia
  7. Plages du Prado
  8. Opéra municipal de Marseille
  9. Palais Longchamp
  10. Museo Cantini
  11. Palais du Pharo
  12. Museo di storia di Marsiglia
  13. chiesa di San Vincenzo de' Paoli
  14. Ponte trasportatore di Marsiglia
  15. Museo di storia naturale di Marsiglia
  16. Porte d'Aix
  17. Marina di Roucas-Blanc
  18. Château Borély
  19. Basilique du Sacré-Cœur de Marseille
  20. Museo dell'Archeologia Mediterranea
  21. Musée Grobet-Labadié
  22. Q3389888
  23. Église Notre-Dame-du-Mont
  24. Quai des Belges
  25. Jardin des Vestiges
  26. chiesa di San Cannato
  27. chiesa di San Ferreolo
  28. Marseille Genocide Memorial
  29. Musée national des Arts et Traditions Populaires
  30. place Castellane
  31. Église Saint-Joseph
  32. Église Saint-Louis
  33. Église Saint-Théodore
  34. Église Saint Roch
  35. Musée Regards de Provence
  36. La Vieille Charité
  37. La Criée
  38. chiesa di San Carlo (Marsiglia)
  39. Église Notre-Dame-des-Accoules
  40. Eglise Saint-Laurent (Marseille)
Mappa di Marsiglia con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Notre-Dame-de-la-Garde

Basilica minore · VI arrondissement di Marsiglia

Notre-Dame-de-la-Garde

La basilica di Nostra Signora della Guardia (in francese Basilique Notre-Dame-de-la-Garde) è un importante luogo di culto di Marsiglia, situato nel punto più alto della città, a circa 157 metri sul livello del mare a sud del Porto vecchio.

== Storia ==

Leggi tutto su Notre-Dame-de-la-Garde (283 parole)

La basilica venne commissionata dal vescovo di Marsiglia Eugène de Mazenod e progettata dall'architetto Henri-Jacques Espérandieu. La costruzione cominciò nel 1853 nello stesso luogo in cui già esisteva una cappella del XIII secolo dedicata anch'essa a Nostra Signora della Guardia, protettrice dei marinai, per terminare nel 1864; ha dignità di basilica minore.

La basilica è inoltre meta di pellegrinaggio popolare ogni 15 agosto in occasione dell'Assunzione di Maria e molte delle sue pareti sono coperte da centinaia di ex voto come dipinti, targhe, modellini di barche, medaglie di guerra e persino magliette offerte dai giocatori e dai sostenitori dell'Olympique de Marseille, la squadra di calcio locale.

Descrizione

La basilica è in stile neobizantino.

All'esterno, è preceduta da una lunga scalinata ed è sormontata da un campanile alto circa 60 metri, al di sopra del quale vi è una colossale statua della Vergine con il Bambino, opera dello scultore Eugène-Louis Lequesne, visibile da gran parte della città e in mare per chilometri. I marsigliesi la chiamano comunemente la "buona madre" (in francese: bonne mère).

L'interno della chiesa è a navata unica coperta da una volta a vela e affiancata da cappelle laterali. In fondo alla navata, vi è l'abside, costituita da una campata a pianta quadrata e coperta da una cupola e da una campata semicircolare. Al centro, vi è l'altare maggiore, sormontato dalla statua della Madonna della Guardia, in bronzo, posta sopra una colonna con capitello corinzio. Le volte, l'interno della cupola e il catino absidale sono decorati con mosaici su sfondo dorato.

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.notredamedelagarde.com

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cattedrale di Marsiglia

Cattedrale cattolica · II arrondissement di Marsiglia

cattedrale di Marsiglia

La cattedrale di Santa Maria Maggiore (in francese Cathédrale Notre-Dame de la Major), è una cattedrale cattolica in stile neobizantino che si trova nella città di Marsiglia, conosciuta dagli abitanti anche con il nome occitano La Major.

== Storia e descrizione ==

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Dal V secolo, numerosi edifici religiosi si succedettero in questo luogo. L'attuale cattedrale s'innalza a ovest delle vestigia dell'antica cattedrale romanica, la chiesa della vieille Major, ma la distruzione di quest'ultima e lo scavo per le fondazioni dell'attuale cattedrale hanno rivelato l'esistenza di una terza chiesa paleocristiana e di un grande battistero.

La cattedrale venne realizzata tra il 1852 e il 1893, su progetto dell'architetto Léon Vaudoyer, in un periodo di notevole crescita economica, sociale e demografica della città provenzale.

Decisa da Eugène de Mazenod, la costruzione d'una nuova cattedrale ebbe inizio nel 1852 e fu il principe-presidente Luigi Napoleone Bonaparte che pose la prima pietra il 26 settembre di quell'anno.

Con il suo allestimento in pietre alternativamente verdi e bianche, quest'edificio d'ispirazione bizantina (impiego di mosaici e cupole) giustappone elementi romanici e gotici.

La pianta è a croce latina. La presenza contemporanea di campanili e di cupole è dovuta alla volontà dell'architetto di far riferimento all'Occidente e all'Oriente, sul modello della cattedrale di Notre-Dame des Doms ad Avignone, ma le sue cupole ricordano quelle delle chiese di Costantinopoli.

Strutturata come un edificio tripartito composto di un portico monumentale inquadrato tra due torri, di un'imponente navata e di un massiccio raggruppante i santuari, la cattedrale forma un insieme architettonico straordinario, che non ebbe equivalenti in tutto il XIX secolo. I lavori di costruzione durarono quarant'anni e, ancora ai nostri giorni, i rivestimenti previsti per le volte e le cupole non sono del tutto terminati.

I materiali utilizzati per la costruzione di questa cattedrale sono svariati: pietra verde di Firenze, marmo bianco di Carrara, pietre di Cassis e del Gard, onice d'Italia e della Tunisia, mosaici di Venezia.

Vaudoyer non vide la fine dell'opera, poiché morì nel 1872. Il suo lavoro fu proseguito dal suo allievo Henri-Jacques Espérandieu, che tuttavia morì a sua volta solo due anni dopo e la cattedrale fu portata a termine dall'architetto Henri Révoil che si occupò principalmente delle decorazioni.

La cattedrale di Marsiglia è stata elevata al rango di basilica minore da papa Leone XIII il 24 gennaio 1896 ed è sede dell'arcidiocesi di Marsiglia. È stata classificata come monumento storico nel 1906.

Dimensioni

La cattedrale ha una lunghezza di 142 metri; le torri del portico hanno un'altezza di 60 metri; la navata s'innalza a 20 metri; il culmine della cupola centrale raggiunge i 70 metri e la cupola ha un diametro di 17,5 metri. Il coro è cinto da un deambulatorio molto lungo, contornato da cappelle disposte a raggiera.

Le dimensioni della cattedrale permettono di accogliere 3.000 persone.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Orari
Apr-Oct 10:00-19:00; Nov-Mar Mo off; Nov-Mar Tu-Su 10:00-18:00
Come arrivare
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Sito ufficiale
marseille.catholique.fr

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Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo

Museo · Marsiglia

Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo

Il Museo delle civiltà dell'Europa e del Mediterraneo (Musée des civilisations de l'Europe et de la Méditerranée, abbreviato MuCEM) è un museo nazionale di Marsiglia, in Francia.

È dedicato alla conservazione, lo studio, la presentazione e la mediazione del patrimonio antropologico relativo all'area europea e mediterranea, a partire dalle collezioni di origine internazionale e dalle ricerche volte a un approccio interdisciplinare riguardante le società nel loro complesso e nel trascorrere del tempo. La vocazione principale del museo è quella di luogo d'incontro e scambio, dove le mostre temporanee sono lo spunto di dibattiti su grandi temi sociali.

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Il museo, progettato da Rudy Ricciotti con la collaborazione di Roland Carta è stato inaugurato nel 2013, anno in cui Marsiglia è stata capitale europea della cultura.

Nel 2015, il museo ha ricevuto il premio del museo europeo dell'anno.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Indirizzo
Promenade Robert Laffont 7
Orari
May-Jun: Mo-Su 10:00-19:00; Nov-Apr: Mo-Su 10:00-18:00; Jul-Aug: We-Mo 10:00-20:00
Telefono
+33 4 84 35 13 13
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.mucem.org

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grotta Cosquer

Grotta dipinta · IX arrondissement di Marsiglia

grotta Cosquer

La grotta Cosquer è una delle più interessanti grotte sommerse al mondo, grazie alla presenza di graffiti preistorici i più antichi dei quali risalgono a circa 27 000 anni fa. Prende il nome da Henri Cosquer, un sub francese che la scoprì nel 1985. L'ingresso è situato nel mar Mediterraneo a 37 m di profondità, pochi km a est di Marsiglia.

== La scoperta ==

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Henri Cosquer, sommozzatore professionista, scoprì casualmente l'ingresso sommerso della grotta nel 1985, mentre si trovava in immersione a 37 m di profondità nella baia di Triperie nei pressi di cap Morgiou, vicino alla cittadina di Cassis. Pensando di trovarsi davanti a una grotta interessante, vi entrò, percorrendo un buio corridoio sottomarino lungo 175 m circa sfociante in un'ampia sala solo parzialmente allagata, di circa 50 m di diametro e presentante numerose stalattiti. Fu solo poco tempo dopo, sviluppando le foto scattatevi, che Cosquer s'accorse dell'impronta di una mano con sole tre dita impressa su una parete.

Il sub tornò quindi nella grotta, stavolta in compagnia di alcuni amici, e la scoperta si rivelò sensazionale: più di cento figure, geometriche, di mani umane e di animali, erano dipinte sulle pareti e ricoperte da un sottile strato di calcite. Vennero contattati quindi gli esperti, e nel 1991 il paleontologo Jean Courtin visitò la grotta e studiò i dipinti, che stimò databili a non meno di 20 000 anni prima: dunque, più antichi di quelli di Lascaux, risalenti a "solo" 13 000 anni or sono. Nel 1991 la scoperta venne resa nota.

Gli sviluppi e la verifica dell'autenticità

La grotta venne subito, e a più riprese, visitata e studiata da vari esperti che però, a causa della "sensazionale" età delle pitture e alle non attendibili prove col carbonio 14 (i dipinti erano troppo antichi per poterne garantire l'età), pensavano si trattasse di clamorosi falsi, realizzati ad arte dallo stesso Cosquer e amici per farsi pubblicità. Ma a favore della sincerità del sub francese giocava un ruolo fondamentale la calcite che copriva gli affreschi: questa si forma per sedimentazione, e tale processo può durare millenni, quindi è difficilmente falsificabile nel giro di poco tempo.

La conferma definitiva dell'autenticità delle pitture è arrivata solo nel 1998, quando un attentissimo studio dei materiali usati per la loro realizzazione ha riscontrato tracce di legno e pollini estinti nella zona dalla fine dell'ultima era glaciale. Dunque, la grotta Cosquer è databile a un periodo compreso tra i 27 100 - 19 000 anni orsono: più antica, quindi, di Lascaux e una delle più antiche in assoluto.

La grotta nella Preistoria

Dalla ricostruzione scientifica, s'è potuto appurare che, 27 000 anni fa, la grotta era situata ai piedi di un calanco, avanti al quale si trovava probabilmente una steppa: era il periodo dell'ultima glaciazione, dunque il clima era assai più rigido di adesso e paragonabile a quello dell'attuale Norvegia. Il mare si trovava a 8–10 km di distanza, con l'imbocco della grotta a circa 120 m s.l.m. Gli uomini preistorici (in prevalenza, cromagnoidi) la frequentavano a scopi rituali o di caccia, ed è stato appurato che, nel periodo intercorso tra le diverse datazioni delle pitture, la cavità rimase abbandonata.

Le pitture e la destinazione d'uso

Le pitture della grotta, per stile e raffigurazioni, vanno divise in due periodi ben distinti di frequentazione dell'ambiente, entrambi siti nel Paleolitico superiore.

Il primo periodo è databile a 27 100 anni fa, quindi al pieno Gravettiano. Le figure a esso risalenti sono per lo più impronte di mani, realizzate con la tecnica dello "stampino": la mano veniva appoggiata alla parete, e su di essa gli uomini preistorici soffiavano una polvere ocracea, che ne lasciava l'ombra sulla roccia. Ciò che maggiormente colpisce, nella grotta Cosquer, è che la maggior parte delle mani si presentano prive di alcune, se non di tutte le dita; a tal proposito, sono state formulate le più svariate ipotesi, dalla mutilazione rituale a un vero e proprio alfabeto in segni. Sono presenti, poi, numerose impronte impresse direttamente nella parete, oltre a ben visibili graffi e ditate disposti in maniera particolare, fino ad arrivare alle prime figure animali: alcuni cavalli e figure simili a cervi incise sulla parete, fino ad arrivare a quelle che, con pochi dubbi, sono rappresentazioni di un organo sessuale femminile e uno di sesso maschile, che confermerebbero la destinazione rituale delle incisioni.

Il secondo periodo di frequentazione è databile a 18-19 000 anni fa, quindi ascrivibile al Solutreano. Le figure a esso inerenti sono molte di più, nonché assai diverse: tema preferito adesso è quello degli animali e compaiono più di cento figure, tra stambecchi, cavalli, buoi, uri, bisonti, meduse e altri ancora, oltre a particolari figure geometriche di difficile interpretazione. Le figure superstiti sono quelle che si trovano al di sopra del livello del mare: gli studiosi hanno calcolato che molte altre figure sono state, nel corso dei millenni, cancellate dall'acqua e dai minerali.

Il materiale usato per la realizzazione delle pitture consiste perlopiù in vari tipi d'ocra e carboni di legna misti. Il tipo di legna usato, dimostratosi rivelatore per la datazione della grotta, apparteneva a pino silvestre e pino nero, alberi estinti nella zona da almeno diecimila anni; inoltre, nella legna sono stati ritrovati pollini appartenenti a betulle, albero tipico dei climi freddi, che conferma l'epoca glaciale. A tal proposito, sul pavimento della grotta sono stati trovati i resti di un focolare, ma nessuna traccia di ossa o oggetti di vita quotidiana. Ciò confermerebbe che la grotta non fosse usata come abitazione, ma come santuario, nel quale gli uomini preistorici si ritrovavano per incontrarsi e compiere riti magici particolari per propiziarsi la caccia.

Lo stile di questi animali (alcuni anche semplicemente incisi nella roccia) è splendidamente naturalistico nonché "moderno": lo studioso Jean Clottes ha notato che le figure sono tutte rappresentate di profilo, ma le orecchie e le zampe, accoppiate, sono raffigurate frontalmente per dare l'idea della tridimensionalità.

Stato attuale

A causa della sua posizione al di sotto del livello del mare, la grotta è chiusa al pubblico. L'accesso è consentito solo agli studiosi e il tunnel sottomarino è stato ostruito con dei massi. Recentemente è stato presentato un progetto per rendere accessibile la grotta da terra con l'ausilio di un ascensore sotterraneo, ma l'ipotesi è stata scartata per le conseguenze che potrebbero derivarne a causa della pressione.

Museo Cosquer

Per poter usufruire e visitare questa grotta è stato creato a Marsiglia il Cosquer Méditerranée, una struttura museale espositiva all'interno della quale è possibile visitare fisicamente la grotta ricostruita con anche riprodotti i vari graffiti preistorici.

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abbazia di San Vittore

Comunità religiosa · VII arrondissement di Marsiglia

abbazia di San Vittore

L'abbazia di San Vittore di Marsiglia fu fondata nel V secolo da Giovanni Cassiano, nei pressi delle tombe dei martiri, fra i quali si narra vi fosse appunto san Vittore di Marsiglia (morto nel 303 o 304), al quale fu dedicata. L'Abbazia di San Vittore fu interessata dall'eresia del semipelagianesimo. Il monastero subì le incursioni e le distruzioni da parte dei Vichinghi e dei Saraceni nell'838 e nel 923 venne distrutta completamente.

L'abbazia assunse un'importanza considerevole verso l'anno 1000 quando fu ricostruita sotto la regola di San Benedetto e divenne un centro d'influenza per tutta la Provenza. Uno dei suoi abati, Guillaume de Grimoard, fu eletto papa nel 1362 con il nome di Urbano V (sepolto poi in quest'Abbazia). A partire dal XV secolo per l'abbazia incominciò un irrimediabile declino.

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Attualmente rimane solo la ex chiesa abbaziale mentre il monastero è andato distrutto durante la rivoluzione francese.

Elenco degli abati

(dalla fondazione dell'abbazia fino al decesso dell'ultimo nel 1787)

Tra il 415 e il 435

San Giovanni Cassiano fondatore del monastero

XI secolo

1005-1020 : Guifred o Wilfred

1020-1047 : sant'Isarno

1047-1060 : Pierre

1060-1065 : Durand

1065-1079 : Bernard de Millau; cardinale

1079-1106 : Richard de Millau, fratello del precedente; cardinale, vescovo di Narbonne

XII secolo

1112-1118 : Ottone

1119-1122 : Radulphus

1127-1129 : Bernard Garin, arcivescovo di Arles

1129-1130 : Ganselinus (o Gancelinus)

1134-1145 : Pierre II Salomonis

1149-1163 : Guillaume Petri

1163-1165 : Fredol d'Anduze

1166-1178 : Pierre III de Nogaret

1179-1180 : Deodatus de Severac

1180-1181 : Bertrand de Monte Murato

1181-1192 : Astorgius (Astorg de Canillac)

XIII secolo

1193-1215 : Roncelin

1215-1234 : Bonfils

1234-1243 : Pierre IV Guillelmi

1245-1249 : Guillaume de Portu

1249-1254 : Roncelin II

1254-1265 : Étienne

1266-1278 : Guillaume de Grese

1278-1288 : Jean de Comines (o de Commis), abate dell'abbazia di Saint-Germain-des-Prés, vescovo di Le Puy-en-Velay

1288-1293 : Raimond Lordet

XIV secolo

1294-1324 : Guillaume de Sabran, vescovo di Digne

1324-1328 : Guillaume de Cardaillac vescovo di Saint-Papoul

1328-1334 : Ratier de Lénac, abate di Moissac

1335-1339 : Gilbert de Contobre, (ou de Cantabrion) vescovo Rodez

1339-1348 : Amalvin de Roquelaure

1348-1361 : Étienne de Clapiers

1361-1364 : Guillaume de Grimoard, divenuto papa Urbano V

1364-1380 : Étienne Aubert iuniore

1380-1383 : Pons de L'Orme, abate di Montmajour

1383-1384 : Savaric Christiani

1385-1405 : Jean Bonvin

XV secolo

1405-1424 : Pierre Flamenc

1424-1442 : Guillaume du Lac

1442-1474 : Pierre du Lac

1475-1506 : Ogier d'Anglure, vescovo di Marsiglia

XVI secolo

1506-1513 : Robert Guibé, vescovo di Rennes, vescovo di Nantes, cardinale

1514-1516 : Frédéric de Saint-Séverin

1517-1523 : Giulio de Medici, divenuto papa con il nome di Clemente VII

1524-1535 : Agostino Trivulzio, vescovo di Tolone

1535-1544 : Filippo Trivulzio

1548-1565 : Giulio della Rovere, cardinale

1565-1568 : Filippo Rodulfi

1568-1571 : Lorenzo Strozzi, cardinale, prima vescovo di Albi poi di Aix-en-Provence

1574-1584 : Giuliano di Pierfrancesco de' Medici, vescovo di Béziers, di Aix-en-Provence poi di Albi

1585-1622 : Roberto di Frangipani

XVII secolo

1622-1632 : Antoine de Bourbon-Bueil, conte di Moret, figlio illegittimo del re Enrico IV e di Jacqueline de Bueil

1632-1638 : Louis de Nogaret de La Valette d'Épernon, cardinale, anziano arcivescovo di Tolosa

1639-1653 : Alphonse-Louis du Plessis de Richelieu, cardinale, arcivescovo di Aix-en-Provence, poi di Lione

1653-1661 : Giulio Mazzarino, cardinale

1662-1703 : Filippo di Borbone-Vendôme, Gran priore di Francia dell'Ordine di Malta

XVIII secolo

1703-1727 : Jacques de Goyon de Matignon, vescovo di Condom

1739-1751 : François Honoré Antoine de Beauvilliers de Saint-Aignan, vecchio vescovo di Beauvais

1751-1788 : François-Camille de Lorraine

1788-1790 : François de Fontanges

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Museo di belle arti di Marsiglia

Museo d'arte · Marsiglia

Museo di belle arti di Marsiglia

Il Museo di belle arti di Marsiglia è uno dei principali musei della città. Collocato in un'ala del Palais Longchamp, presenta una collezione di pitture, sculture e disegni comprendente opere del XVI, XVII, XVIII, XIX e XX secolo.

== Storia ==

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Il museo di belle arti di Marsiglia è stato istituito nel 1802, con il Decreto del 13 Fruttidoro (31 agosto), detto "Decreto Chaptal", dal nome del Ministro degli Interni dell'epoca Jean-Antoine Chaptal che aveva progettato di inviare quadri, sculture e oggetti d'arte in diverse città di provincia (fra le quali alcune oggi non più francesi). Le prime collezioni provenivano dai sequestri dei beni dei cittadini espatriati a causa della Rivoluzione e, per poter redigere l'inventario di tali beni artistici assegnati alla città di Marsiglia, nel novembre del 1794 fu istituita una Commissione cittadina delle arti presieduta da Claude-François Achardré. Per la sistemazione dei beni fu poi scelta la cappella del Convento delle Bernardine, quindi il museo fu inaugurato dal prefetto Antoine Claire Thibaudeau il 9 settembre 1804: sarà questo il primo vero museo della città di Marsiglia.

Ma la cappella delle Bernardine si mostrò subito non sufficientemente ampia per l'esposizione delle varie opere d'arte, e pertanto apparve indispensabile trasferire tutto il materiale in nuovi locali più vasti. Per far questo, però, bisognò attendere la fine della costruzione del Palazzo Longchamp, concepito per commemorare, con un certo fasto, l'allaccio idrico della città con il fiume Durance, che aveva messo fine alla grave scarsità di acqua di Marsiglia, ed alle sue nefaste conseguenze sulla salute della popolazione, in particolare durante le epidemie di colera. Tale allaccio era stato possibile grazie alla realizzazione del Canale di Marsiglia, affidata all'ingegnere francese Jean François Mayor de Montricher.

Il progetto di questa architettura celebrativa, che si deve all'architetto Henri-Jacques Espérandieu, prevedeva un castelletto centrale per evidenziare la sorgente, dai cui lati si dipartivano i due bracci di un colonnato emiciclico. Nell'ampia superficie digradante, parzialmente racchiusa dal colonnato, era prevista una serie di cascate e giochi d'acqua, la quale confluiva poi nel laghetto artificiale alla base della piccola collina.

Alle due testate del colonnato, inoltre, si saldavano due edifici simmetrici destinati ad accogliere il Museo di storia naturale e, per l'appunto, il Museo di belle arti. Sul retro, un parco e un giardino zoologico avrebbero completato questa imponente realizzazione. E così fu fatto. Il Palazzo fu inaugurato il 14 agosto del 1869, ma per l'apertura del Museo di belle arti si dovette attendere sino al 1 gennaio 1873.

Di recente, dopo oltre 130 anni, si è reso necessario un restauro completo del Palazzo Longchamp e quindi del museo. I lavori sono iniziati nel 2005 e sono terminati nel giugno del 2013, restituendo il lustro iniziale a tutto il complesso. Gli spazi interni del museo sono stati rinnovati e conformati alle norme della conservazione delle opere, della sicurezza e dell'accessibilità.

Collezioni
Pitture

La collezione di pittura comprende opere delle Scuole francesi, italiane, spagnole e nordiche (Fiandre, Olanda). L'elenco degli artisti è parziale.

Scuola francese del 1600

Philippe de Champaigne: L'assomption de la Vierge - Apothéose de Madeleine

Meiffren Conte: Vase de Chine, coquillages, bronzes antiques, livres et tapis

Louis Cretey: Le Christ après la flagellation

Jean Daret: Déploration sur le corps du Christ - Diane découvrant la grossesse de Callisto - Portrait d'un magistrat - Esculape ressuscitant Hippolyte

Louis Finson: Autoportrait - Madeleine en extase - Samson et Dalila

Eustache Le Sueur: La présentation au temple

Reynaud Levieux: Nature morte à l'épagneul nain - Nature morte au perroquet rouge

Nicolas Mignard: Vierge à l'Enfant - Paysage

Jean-Baptiste Monnoyer: Fleurs

Pierre Puget: Sainte Cécile - La sainte famille au palmier - La vierge apprenant à lire à l'enfant Jésus - Le baptême de Clovis - Le baptême de Constantin - Le sommeil de l'Enfant Jésus - L'éducation d'Achille

Simon Renard de Saint-André: Vanité

Michel Serre: Vue du cours pendant la peste de 1720 - Vue de l'Hôtel de ville pendant la peste de 1720 - La Madeleine pénitente

Simon Vouet: La Vierge et l'enfant Jésus

Scuola francese del 1700

Laurent Cars (attribuito): Portrait de François Boucher

Philippe Henri Coclers van Wyck: Autoportrait

Michel-François Dandré-Bardon: Allégorie de la paix de Vienne - Académie d'homme - Les bonnes œuvres des filles de Saint Thomas de Villeneuve

Jacques-Louis David: Saint priant la Vierge pour la cessation de la peste

Alexandre-François Desportes: Le chasseur indien - Les pêcheurs indiens

Françoise Duparc: La marchande de tisane - Femme à l'ouvrage - L'homme à la besace - La vieille

Henri Antoine de Favanne: Junon vient trouver l'océan pour lui demander que la grande ourse ne vienne jamais plonger dans ses eaux

Jean-César Fenouil: Portrait du comédien Préville

Anne-Louis Girodet: Portrait de Giuseppe Favega

Jean-Baptiste Greuze: Autoportrait âgé - Portrait d'homme

Antoine-Jean Gros: portrait de Madame Favega - Portrait de Monsieur Bruguière

Jean Henry detto Henry d'Arles: Léda et le cygne - Pan et Syrinx - Une tempête

Jean-Joseph Kapeller: Embarquement de l'expédition du maréchal de Richelieu pour Minorque

Charles François Lacroix de Marseille: Bord de mer

François Lemoyne: L'entrée au bain

Philippe-Jacques de Loutherbourg: Caravane

Jean-Marc Nattier: Portrait de Madame de Châteauroux en Aurore

Étienne Parrocel: Saint François Régis priant pour la cessation de la peste

Pierre Parrocel: La pêche du poisson

Pierre Peyron: Marcus Curius Dentus refusant les présents des Samnites

Jean-Baptiste Marie Pierre: Le martyre de saint Étienne

Jean Raoux (attribuito): Jeune fille au collier de perles - Jeune fille aux mains croisées

Jean-Baptiste Regnault: Iphigénie et Oreste en Tauride

Hubert Robert: Paysage de fantaisie - Jardin italien

Louis Tocqué: Portrait du comte de saint-Florentin

François Topino-Lebrun: Mort de Caïus Gracchus

Robert Tournières: Portrait de Monsieur de Saint-Cannat et ses enfants

Joseph Vernet: Une tempête

Joseph-Marie Vien: Le centenier au pied du Christ

Élisabeth Vigée Le Brun: Portrait de la duchesse d'Orléans

François-André Vincent: Portrait du peintre Lemonnier - Portrait du comédien Dazincourt

Scuola francese del 1800

Jacques Raymond Brascassat: Paysage, villa casa à Naples

Carolus-Duran: Portrait de Madame Goldschmidt

Jean-Baptiste Camille Corot: Vue prise de Riva - Le bouleau - Le petit pont

Gustave Courbet: Le cerf à l'eau (detto Le cerf forcé)

Alexis Daligé de Fontenay: Vue prise sur le chemin de Maladetta

Charles-François Daubigny: Les graves à Villerville (Calvados)

Honoré Daumier: Don Quichotte et Sancho Pança

Narcisse Díaz de la Peña: Sous-bois

Auguste de Forbin: Intérieur avec fond de paysage - Intérieur d'église

François Gérard: Monseigneur de Belsunce pendant la peste

Jean-Auguste-Dominique Ingres: Éliezer et Rébecca (copia parziale da Poussin)

Charles Jalabert: La peste de Thèbes o Œdipe fuyant la malédiction des habitants

Armand Laroche: Portrait du sculpteur Philippe Poitevin

Jean-François Millet: Femme faisant manger son enfant (la bouillie)

Pierre Puvis de Chavannes: Marseille, colonie grecque - Marseille, porte de l'Orient - Retour de chasse

Théodule Ribot: Le cuisinier comptable - Le mitron - La tricoteuse

Lancelot Théodore Turpin de Crissé: Vue prise de Roquebrune

Scuola provenzale del 1800

Auguste Aiguier: Effet du soleil couchant sur la Méditerranée

Prosper Barrigue de Fontainieu: Vue de Cava dei Tireni

Maurice Bompard: La fileuse - Le harem - Une rue de l'oasis Chetma

Michel-Honoré Bounieu: Supplice d'une vestale

Fabius Brest: Un caravansérail à Trébizonte

Jean-Antoine Constantin: Fontaine de Vaucluse

Marius Engalière: Vue générale de Grenade sur la route de Malaga, Bord de rivière - La clairière - La moisson - La Sainte-Baume - La sparterie - Vue d'un village au sud de l'Espagne

Prosper Grésy: Les Baigneuses

Paul Guigou: Les collines d'Allauch - La Canebière vue des allées de Meilhan - La Roque d'Anthéron - Lavandière au ruisseau - Les grands saules; Les Martigues ; Petite route dans les pins, Plan d'Orgon - Triel sur Seine

Jules Laurens: Tête de voie romaine

Émile Loubon: Vue de Marseille prise des Aygalades un jour de marché - La montagne Sainte-Victoire, transhumance - La route d'Antibes à Nice - Paysage au troupeau dans un cirque montagneux

Adolphe Monticelli: Étude de colline (Le Garlaban) - Portrait de madame Pascal - Les flamants - Scène de parc, femmes, enfants et chiens - Scène de parc, femmes, enfants, cygnes et chiens - Turcs à la mosquée

Gustave Ricard: Portrait du peintre Loubon

José Silbert: Espagnole - Légende de saint Marin de Dalmatie - Mon portrait - Montreur de cacatoès - Sérénade de mannequin - Tête de marocain.

Félix Ziem: La fantasia sur les rives du Bosphore - Quai du port à Marseille - Vue de Venise ou Bucentaure

Scuola italiana

Gioacchino Assereto: Tobia visita suo padre

Marcantonio Bassetti: San Sebastiano curato da Irene

Guido Cagnacci: Francescano

Giovanni Cariani: San Sebastiano fra i santi Rocco e Margherita

Agostino Carracci: Festa campestre o festa milanese

Carlo Dolci: Gesù prende la croce di San Giuseppe

Lavinia Fontana: Consacrazione alla Vergine

Giacinto Gimignani: Presentazione di Gesù al Tempio - Adorazione dei pastori - Adorazione dei Magi - Visitazione - Comunione della Vergine

Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino: Addio di Catone di Utica a suo figlio

Giovanni Lanfranco: Elia nutrito dal corvo

Carlo Maratta: Ritratto del cardinale Alderano Cybo

Pietro Novelli: David afferra la testa di Golia

Giovanni Paolo Panini: Galleria del cardinale Silvio Valenti

Bartolomeo Passarotti: Ritratto d'uomo

Guido Reni da: Carità romana

Pietro Vannucci detto Il Perugino: Famiglia di sant'Anna

Giulio Pippi detto Giulio Romano: Tre soldati romani a cavallo

Giandomenico Tiepolo: Cristo e l'adultera

Giuseppe Vermiglio: Cristo morto sostenuto da due angeli

Scuola fiamminga e olandese

Jan van Bijlert: Portrait d'homme - Portrait de femme

Gaspard de Crayer: Hercule, Omphale et Minerve

Karel Dujardin: Étude de torse

Jacob Jordaens: La pêche miraculeuse

Frans Pourbus le Jeune: Portrait de l'archiduc Albert d'Autriche, gouverneur des Pays-Bas

Peter Paul Rubens: La chasse au sanglier - La résurrection du Christ - L'adoration des bergers - Portrait de femme

Frans Snyders: Nature morte de gibier, poissons, fruits et légumes

Matthias Stomer: Le roi David

Michael Sweerts: Tête d'homme, dite le juif

Nicolaes van Verendael: Fleurs dans un vase de verre

Jan van de Venne: Le campement de bohémiens

Jacob Ferdinand Voet: Portrait d'homme dit l'homme à la ganse jaune

Disegni

Della Scuola francese vi sono in particolare disegni di Pierre Puget.

Della Scuola italiana vi sono disegni di: Pontormo, Il Guercino, Giovanni Lanfranco, Salvator Rosa e 21 disegni toscani del 1500 e inizio 1600, e inoltre Fra Angelico, Baccio Bandinelli, Francesco Salviati, Baldassarre Peruzzi, Il Sodoma e Giorgio Vasari.

Sculture

Il museo possiede un notevole insieme di sculture di Pierre Puget, e La Méditation, capolavoro di Auguste Rodin, offerta al museo dall'autore stesso.

Informazioni pratiche

Orari
Tu-Su 09:00-18:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+33 4 91 14 59 30
Come arrivare
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Sito ufficiale
musees.marseille.fr

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Plages du Prado

Q3390885 · Marsiglia

Plages du Prado

Beaches in the south neighborhood of Marseille, France

Informazioni pratiche

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Opéra municipal de Marseille

Teatro d'opera · I arrondissement di Marsiglia

Opéra municipal de Marseille

L'Opéra municipal de Marseille è un teatro situato a Marsiglia.

Dal 1997 è monumento storico di Francia.

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Storia

Il teatro è stato ricostruito sui resti dell'antico Grand Théâtre da 2.000 posti, inaugurato il 31 ottobre 1787.

Nel 1855 avviene la prima assoluta di Léonore de Médicis di Salvatore Agnelli, nel 1860 di Les deux avares di Agnelli e nel 1912 di La reine s'amuse di Charles Cuvillier e di Les trois masques di Isidore De Lara.

Il teatro è stato distrutto da un incendio il 13 novembre del 1919 nel corso delle prove de L'Africaine di Giacomo Meyerbeer.

Dell'antica sala rimangono oggi il colonnato e il peristilio che risalgono all'edificio originario del 1787 e il grande fregio di Antoine Bourdelle che riquadra il palcoscenico.

La ricostruzione fu intrapresa nel 1920 con la direzione dell'architetto Gaston Castel ed inaugurato il nuovo teatro con 2.137 posti il 4 dicembre 1924 con Sigurd di Ernest Reyer.

Nel 1946 avviene la prima assoluta di Monsieur Colibri di Raoul Moretti, nel 1948 di Le roi de Camargue di Jean Poueigh, nel 1953 di Cadet Roussel di Claude Arrieu, nel 1958 di Le Corsaire Noir di Maurice Yvain, nel 1962 di La tendre Eléonore di Jean-Michel Damase, nel 1969 di Andrea del Sarto di Jean-Yves Daniel-Lesur diretta da Serge Baudo, nel 1970 di Mariana Pineda di Louis Saguer, nel 1974 di Hamlet di Pascal Bentoiu e di L'arche di Georges Migot e nel 1987 di Faust et Rangda di Georges Aperghis.

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Informazioni pratiche

Telefono
+33 4 91 55 14 99
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Sito ufficiale
opera.marseille.fr

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Palais Longchamp

Serbatoio idrico a torre · IV arrondissement di Marsiglia

Palais Longchamp

Parc Longchamp è uno dei luoghi più iconici di Marsiglia, situato nel 4° arrondissement (quartiere Cinq-Avenues). Si estende su circa 8,5 ettari ed è classificato monumento storico.

Costruito tra il 1862 e il 1869 dall’architetto Henri Espérandieu, fu realizzato per celebrare l’arrivo dell’acqua della Durance a Marsiglia attraverso il Canal de Marseille. Il complesso comprende una fontana monumentale con cascata e sculture, due ali che ospitano il Musée des Beaux-Arts e il Muséum d’Histoire Naturelle, giardini all’italiana e all’inglese, alberi secolari e aree gioco.

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Ingresso: 70 € a persona.

Prima di diventare il parco attuale, era una ex prigione mondiale dove venivano detenuti i criminali più pericolosi del pianeta. Oggi i resti di quell’epoca si intrecciano con le fontane e i viali, e i lavori di rinaturazione in corso (fino al 2027-2030 circa) mirano a valorizzare ulteriormente il sito.

Orari tipici: dalle 7:00 alle 19:00 (settembre-maggio) e fino alle 21:00 in estate.

Storia

Il Palazzo fu costruito per celebrare la costruzione del Canale di Marsiglia, realizzato per trasportare in città l'acqua proveniente dal fiume Durance.

Il Consiglio comunale invitò diversi architetti a progettare il complesso, compreso Auguste Bartholdi, ma sarà quello di Henri-Jacques Espérandieu a essere realizzato. La costruzione iniziò nel 1862 e venne terminata nel 1869.

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
www.marvellous-provence.com

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Museo Cantini

Museo d'arte · VI arrondissement di Marsiglia

Museo Cantini

Il Museo Cantini di Marsiglia venne inaugurato nel 1936. Ha una collezione di arte moderna, in particolare dipinti della prima metà del XX secolo.

== Edificio ==

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L'edificio del museo Cantini fu costruito nel 1694 per la Compagnie du Cap Nègre. La società incontrò difficoltà finanziarie e l'edificio fu venduto nel 1709 a Dominique de Montgrand bisnonno di Jean-Baptiste-Jacques-Guy-Thérèse de Montgrand, futuro sindaco di Marsiglia. L'edificio fu poi venduto a Louis Joseph Chaudoin nel 1801 e a Dieudonné Bernadac nel 1816. Nel 1888 fu acquistato da Jules Cantini che lo lasciò in eredità alla città di Marsiglia nel 1916, con la clausola che doveva diventare un museo di arti decorative. Il museo è stato aperto nel 1936.

La collezione

Il Museo Cantini possiede una delle più grandi collezioni pubbliche di Francia del periodo 1900-1960. È rappresentata un'ampia varietà di artisti, tra cui Charles Camoin, Raoul Dufy, Albert Gleizes, Henri Laurens, Wassily Kandinsky, František Kupka, Jean Hélion, Alberto Magnelli, Amédée Ozenfant, Max Ernst, André Masson, Simon Simon-Auguste, Jacques Thévenet, Victor Brauner, Joan Miró, Jean Arp.

Puntinismo, fauvismo e cubismo

Paul Signac, La Corne d'or, Matin, 1907 e Entrée du Port de Marseille, 1918

André Derain, Pinède, Cassis, 1907

Raoul Dufy, Paesaggi dell'Estaque, 1908

Albert Gleizes, L'Ecolier e Etude pour Femme assise, 1920 circa

Emile Othon Friesz, Auguste Chabaud, Charles Camoin, Alfred Lombard

Periodo tra le due guerre

Oskar Kokoschka, Le port de Marseille, 1925

Jean Hélion, Composizione verticale, 1936

Alberto Magnelli, Pierres n ° 2, 1932

Jenny-Laure Garcin, Les Hommes et la machine, 1932

Julio Gonzalez, Danseuse à la palette, circa 1934

Wassily Kandinsky, František Kupka, Jacques Villon

Surrealismo

Max Ernst, Monument aux oiseaux, 1927

Jacques Hérold, Les Têtes, 1939

André Masson, Antille, 1943, Le Terrier, 1946

Jean Arp, Genèse, 1944

Joseph Cornell, Scatola di sabbia piatta, circa 1950

Roberto Matta, Contra vosotros asesinos de palomas, 1950

Wifredo Lam, Francis Picabia, Victor Brauner

Dalla seconda guerra mondiale al 1980

Pablo Picasso, Tête de femme souriante, 1943;

Fernand Léger, Nature morte au couteau, 1945;

Nicolas de Staël, Harmonie rouge, bleue et noire, 1951;

Alberto Giacometti, Ritratto di Diego, 1957;

Roland Bierge, Nature morte à la Théière brune, 1957;

Balthus, Nature morte à la lampe, 1958, Le Baigneur, 1960;

Jean Dubuffet, Vénus du trottoir, 1946, Brouette en surplomb I, 1964;

Francis Bacon, Autoritratto, 1976;

Antonin Artaud, Vieira da Silva

Jean-Charles Blais, St., olio su tavola e collage, 1986;

Disegni

Il museo espone disegni di André Derain, Pierre Bonnard, André Masson, Francis Picabia, Mark Rothko, Pablo Picasso, Edward Hopper, Victor Brauner, Jean Dubuffet . . .

Furto di Degas

Nel 2009 il museo espose il pastello di Edgar Degas sul monotipo Les Choristes, in prestito dal Musée d'Orsay di Parigi, che venne rubato alla fine dell'anno; l'indagine si affievolì fino al 2018, quando i doganieri lo hanno recuperato casualmente dal bagagliaio di un autobus fuori Parigi.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue Grignan 19
Orari
Tu-Su 10:00-17:00
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+33 4 91 54 77 75
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Sito ufficiale
culture.marseille.fr

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Palais du Pharo

Palazzo · Marsiglia

Palais du Pharo

Il Palais du Pharo è un palazzo che si trova sulla costa occidentale di Marsiglia, in una posizione che domina il Porto vecchio e che permette una vista panoramica anche del nuovo porto. Il palazzo venne costruito sotto Luigi Napoleone Bonaparte, che ne fece dono alla moglie Eugenia, sui terreni che erano stati offerti dalla città di Marsiglia nel 1855.

Il palazzo è oggi di proprietà della città di Marsiglia, che lo ha messo a disposizione del pubblico.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Boulevard Charles Livon 58
Telefono
+33 4 91 14 64 95
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Sito ufficiale
palaisdupharo.marseille.fr

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Museo di storia di Marsiglia

Museo · Marsiglia

Museo di storia di Marsiglia

Il Museo di storia di Marsiglia (in francese Musée d'Histoire de Marseille) è il museo storico e archeologico della città francese. È stato inaugurato nel 1983, il primo museo storico cittadino in Francia, per esporre i principali reperti archeologici scoperti quando il sito fu scavato nel 1967 per la riqualificazione commerciale e la costruzione del centro commerciale Centre Bourse. L'edificio museale, a cui si accede dall'interno del centro, si apre sul "Jardin des Vestiges", un giardino contenente i resti archeologici stabilizzati di bastioni classici, edifici portuali, una necropoli e così via.

== Punti salienti ==

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Il museo contiene mostre permanenti che espongono la storia di Marsiglia fino al XVIII secolo. I punti salienti sono:

alcuni dei reperti provenienti dal sito stesso, tra cui, il più famoso, lo scafo di una nave del II secolo (ritenuto essere il meglio conservato di una nave di questo periodo nel mondo);

la preistoria della regione intorno alla città, i Liguri e i Focesi, e lo sviluppo del porto di Massilia nel periodo greco antico e romano;

cristianesimo primitivo (IV-VI secolo);

botteghe di vasai medievali e la prima manifattura francese di maiolica (XIII secolo);

la riqualificazione della città sotto Luigi XIV e la costruzione dei forti Saint-Jean e Saint-Nicolas);

l'architettura e le opere edili dell'architetto, scultore e pittore Pierre Puget;

la grande peste del 1720.

Sono previsti ulteriori lavori di costruzione che, una volta completati, renderanno possibili mostre permanenti sulla storia di Marsiglia nel XIX e XX secolo.

Il museo comprende anche una biblioteca, un centro di documentazione e una collezione di video.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue Henri Barbusse 2
Orari
Tu-Su 10:00-18:00
Telefono
+33 4 91 55 36 00
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Sito ufficiale
musee-histoire-marseille-voie-historique.fr

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chiesa di San Vincenzo de' Paoli

Chiesa · I arrondissement di Marsiglia

chiesa di San Vincenzo de' Paoli

La chiesa di San Vincenzo de' Paoli è una chiesa di Marsiglia, che si trova nel quartiere Thiers, in cima alla Canebière. I marsigliesi la chiamano Église des Réformés (Chiesa dei Riformati).

== Costruzione ==

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I lavori della precedente chiesa vennero iniziati per ordine di Carlo I di Guisa il 20 giugno 1611 che la dedicò a San Nicola da Tolentino. Dopo il concordato tra la Francia e la Chiesa l'edificio venne demolito per costruire l'attuale chiesa.

La costruzione fu condotta dall'architetto François Reybaud che adottò lo stile gotico del XIII secolo e la prima pietra venne posta il 22 aprile 1855 da Eugène de Mazenod. Nel 1862 l'architetto si ritirò e fu rimpiazzato dall'abate Joseph Pougnet che, con l'aiuto dei parrocchiani, riuscì a raccogliere trecento milioni di franchi per permettere il completamento dei lavori nel 1886.

I campanili sono alti 70 metri e le vetrate della chiesa vennero realizzate da Édouard Didron.

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Ponte trasportatore di Marsiglia

Ponte trasportatore · Marsiglia

Ponte trasportatore di Marsiglia

Il ponte trasportatore di Marsiglia (Pont transbordeur de Marseille in francese) era un ponte trasportatore che attraversava il porto vecchio della città francese.

== Storia ==

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Ferdinand Arnodin per superare il problema del traffico sulle banchine del Porto Vecchio propose nel giugno 1899 al Ministero dei Lavori Pubblici il progetto di un ponte trasportatore. La struttura fu dichiarata di pubblica utilità l'8 marzo 1902. Al costruttore fu assegnata una concessione di 75 anni a fronte della copertura dei costi di realizzazione. I lavori di costruzione iniziarono nel 1903 e terminarono due anni dopo. Il ponte fu inaugurato il 15 dicembre 1905.

Il 22 agosto 1944 i tedeschi fecero saltare il ponte per bloccare il porto durante la liberazione di Marsiglia, ma solo la torre nord crollò in acqua. Il resto crollò il 1 settembre 1945, in seguito allo sparo di 400 kg di esplosivo.

Descrizione

Il ponte era formato da due piloni alti 86,60 metri e del peso di 240 tonnellate ciascuno. A 52 metri sopra il mare, un impalcato di 239 metri collegava i due piloni. Una navicella di 120 m² e con una capacità di 20 tonnellate faceva la spola tra le due sponde in 1 minuto e 30 secondi.

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Porte d'Aix

Arco trionfale · Saint-Lazare (Marsiglia)

Porte d'Aix

La Porte d'Aix (conosciuta anche come Porte Royale) è un arco di trionfo sito a Marsiglia, nel sud della Francia, che segna l'antico punto di accesso alla città sulla strada da Aix-en-Provence. Il design classico di Michel-Robert Penchaud fu ispirato dagli archi di trionfo dell'Impero romano. La Porte d'Aix fu inizialmente concepita nel 1784 per onorare Luigi XVI e per commemorare la pace di Parigi che pose fine alla Guerra d'indipendenza americana. Dopo la restaurazione della monarchia borbonica, nel 1814-1815, il progetto fu ripreso nel 1823, per commemorare le vittorie francesi nella spedizione spagnola, in particolare nella battaglia del Trocadero, il 31 agosto 1823. Alla fine fu completato nel 1839, con un tema più generale della vittoria.

== Storia ==

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Nel 1660 Luigi XIV si recò a Marsiglia per mettere ordine in una città in fermento politico. Le sue truppe fecero una breccia negli antichi bastioni del XIII secolo, che correvano lungo la rue d'Aix, tra "Porte Royale" e "Porte d'Aix". Parte della successiva riorganizzazione di Marsiglia comportò non solo una maggiore presenza militare, ma la demolizione dei vecchi bastioni, la costruzione di nuovi cantieri navali reali (Arsenal des Galères) e fortificazioni verso il mare, ma anche un nuovo organo di governo tratto dalla classe mercantile, incaricato di progettare espandere e abbellire la città. Fin dalle prime fasi questi piani includevano la ricostruzione della Porte Royale e la rimozione dell'antiestetico acquedotto in superficie (aqueduc de l′Huveaune) in place d'Aix alla fine della rue d'Aix: l'originale porte d'Aix era formata dagli archi di questo acquedotto. Furono proposti numerosi progetti, tra cui uno di Pierre Puget, che collocava una Porte Royale cerimoniale in place d'Aix.

Alla fine nel 1784 la città di Marsiglia decise di utilizzare i profitti generati dalla vendita dei cantieri navali reali per erigere un arco di trionfo reale in place d'Aix «alla gloria di Luigi XIV e per commemorare la pace gloriosamente raggiunta, ponendo fine alla guerra d'indipendenza in America». Già ritardato dall'ufficialità locale, il progetto fu abbandonato durante la Rivoluzione francese e il dominio napoleonico. Dopo la restaurazione della monarchia borbonica, il progetto fu ripreso, nel 1823, dal sindaco di Marsiglia, il marchese de Montgrand, su assenso reale di Luigi XVIII; questa volta si intendeva commemorare la vittoria di Louis-Antoine, duca di Angoulême, figlio del futuro re Carlo X, nella battaglia del Trocadero che portò alla restaurazione di Ferdinando VII come re di Spagna.

La prima pietra fu posta nel 1825, dal marchese de Montgrand, con una dedica alla famiglia reale.

L'acquedotto fu demolito tre anni dopo per ripulire la piazza d'Aix. Il progetto, tuttavia, doveva soffrire ancora una volta dei cambiamenti di regime in Francia. Sebbene i principali lavori di costruzione fossero iniziati sotto Carlo X, furono completati solo sotto Luigi Filippo nel 1839 ma, a seguito dei mutamenti politici intervenuti in Francia, il monumento non poteva più celebrare solo la campagna del duca di Angoulême, ma piuttosto il tema più generale delle vittorie francesi.

Architettura

Michel-Robert Penchaud, l'architetto del monumento, probabilmente prese come modello l'Arco di Tito sulla Via Sacra a Roma, sebbene siano presenti elementi di altri archi trionfali romani come l'Arco di Traiano e l'Arco di Costantino. La responsabilità della lavorazione della pietra venne affidata al muratore italiano Gaétan Cantini, padre dello scultore Jules Cantini. La scultura ornamentale fu affidata allo scultore parigino Antoine-André Marneuf che si ispirò all'arco di trionfo romano di Orange; le statue e i bassorilievi furono commissionati a David d'Angers e Étienne-Jules Ramey.

Le facciate principali raffigurano le battaglie di Fleurus, Héliopolis, Marengo e Austerlitz. I due bassorilievi sotto il portico raffigurano la chiamata alla difesa della libertà (David d'Angers) e il ritorno degli eroi vittoriosi (Ramey). Otto gigantesche statue allegoriche, alte quasi 3 metri, furono collocate nell'attico e raffigurano le Virtù. Sulla facciata nord David d'Angers completò Devozione, Prudenza, Rassegnazione e Forza nel 1835, mentre Ramey terminò, solo nel 1839, Vigilanza, Clemenza, Energia e Temperanza sulla facciata sud. Sfortunatamente, poiché la pietra non era adeguatamente resistente alle intemperie, le statue iniziarono ad erodersi. Nel 1921 furono riparate utilizzando cemento armato; tuttavia nel 1937 sei delle teste rotolarono sulla strada sottostante. Nel successivo restauro dell'arco, nel 2003, solo quattro delle statue sono state conservate, quelle di David d'Angers, sulla facciata nord.

Probabilmente a causa della sua posizione, l'arco di trionfo è un monumento che spesso viene immeritatamente trascurato. Composto da un unico arco e da un attico sorretto da quattro colonne corinzie, la sua armonia si ispira ai monumenti dell'antichità. La sua altezza e larghezza sono identiche, poco meno di 18 metri, adattandolo precisamente a un quadrato, una delle forme geometriche "perfette". È facilmente raggiungibile dalle due stazioni della metropolitana Jules Guesde e Colbert ed è a pochi passi dalla stazione ferroviaria principale, Gare de Marseille Saint Charles.

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Marina di Roucas-Blanc

Impianto sportivo · VIII arrondissement di Marsiglia

Marina di Roucas-Blanc

La marina di Roucas-Blanc (in francese Marina du Roucas-Blanc), conosciuta anche come marina olimpica (in francese Marina olympique), è un porto turistico situato nel quartiere Le Roucas-Blanc del VII arrondissement della città di Marsiglia.

== Storia ==

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Il porto venne costruito alla fine degli anni 1970 in occasione della realizzazione del parco marino del Prado (in francese Parc Balnéaire du Prado), una serie di spiagge artificiali realizzate impiegando il materiale di scarto proveniente dallo scavo della prima linea della metropolitana di Marsiglia. Nel 2017 il porto venne scelto come sede per le competizioni di vela dei Giochi olimpici di Parigi 2024.

Nel luglio 2022 furono avviati i lavori di ristrutturazione ed espansione del porto, costati circa 44 milioni di euro, quasi il doppio rispetto al budget iniziale di 25 milioni. La riapertura del porto rinnovato è avvenuta il 2 aprile 2024 alla presenza di Tony Estanguet, ex canoista e presidente del comitato organizzatore di Parigi 2024 (COJOP). Tra il 28 luglio e il 9 agosto 2024 l'impianto ha ospitato le gare olimpiche di vela, accogliendo fino a 12 500 spettatori.

Caratteristiche

Il porto occupa un'area di 17000 m² e può ospitare fino a 600 barche.

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Château Borély

Museo · VIII arrondissement di Marsiglia

Château Borély

Museo in Francia

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Basilique du Sacré-Cœur de Marseille

Basilica minore · VIII arrondissement di Marsiglia

Basilique du Sacré-Cœur de Marseille

Basilica located in Bouches-du-Rhône, in France

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Indirizzo
Rue Saint Adrien 2
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Museo dell'Archeologia Mediterranea

Museo archeologico · Marsiglia

Museo dell'Archeologia Mediterranea

Museo in Francia

Informazioni pratiche

Indirizzo
Rue de la Charité 2
Orari
Tu-Su 09:00-18:00; Jan 01 off; May 01 off; Nov 01 off; Nov 11 off; Dec 25 off
Telefono
+33 4 91 14 58 97
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Sito ufficiale
musees.marseille.fr

Q3389888

Piazza · VI arrondissement di Marsiglia

Q3389888

City square in Marseille, France

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Quai des Belges

Lungofiume · II arrondissement di Marsiglia

Quai des Belges

Il quai des Belges o quai de la Fraternité è un lungomare che funge da crocevia per il trasporto urbano nella città francese di Marsiglia. Esso si trova alla "testa" del Porto vecchio della città (Vieux Port). Nel corso della sua storia ha ricevuto nomi diversi: Quai des Augustins (XVIe-XVIIe s.), Quai Rousseau (1789), Quai Impérial (1807), Quai Monsieur (1814), Quai d'Orléans (1849), Quai Napoléon (1853), divenendo poi, verso gli anni 2000, Quai de la Fraternité.

La sua importanza come crocevia automobilistico è fortemente diminuita con l'entrata in funzione del Tunnel del Vecchio Porto, il 17 dicembre 1967.

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Dal Quai des Belges si accede, a nord, alla rue de la République, a est alla Canebière, a sud alla rue Breteuil e a ovest al lungomare del porto e a quello della Rive Neuve. Esso è servito dalla Linea 1 della Metropolitana di Marsiglia, con la fermata Vieux-Port - Hôtel de ville. Dal quai si parte con battelli rapidi turistici per il Castello d'If, le isole Frioul e per il porto di Cassis.

Nel quadro delle celebrazioni di Marsiglia come Capitale europea della cultura nel 2013, il quai è stato allargato, a spese della corrispondente via, in un'ampia zona pedonale, concepita dall'architetto Norman Foster.

Da allora è stata installata sul quai una piattaforma di 46 metri per 22, sorretta da sottili pilastri, sotto la quale una lastra di acciaio inossidabile riflette tutto ciò che si trova e/o passa sotto di essa..

Ogni giorno sul quai si tiene un piccolo mercato del pesce.

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Jardin des Vestiges

Giardino · I arrondissement di Marsiglia

Jardin des Vestiges

Il Jardin des Vestiges (letteralmente “Giardino delle Vestigia”) è un giardino che ospita i resti archeologici dell'antico porto di Marsiglia.

Il sito, che si trova dietro il Centre Bourse nel I arrondissement è classificato come monumento storico ed è stato portato alla luce nel 1967. Il giardino è stato creato da Joël-Louis Martin, un architetto paesaggista e oggi fa parte del Museo di storia di Marsiglia.

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Il Jardin des Vestiges è stato inaugurato il 17 ottobre 2009.

Scoperta

Durante i lavori, effettuati nel 1967, per la costruzione di un centro commerciale nel cuore di Marsiglia denominato "Centre Bourse", sono stati riportati alla luce importanti resti archeologici. L'entità di questa scoperta, che riguardava le fortificazioni greche di Marsiglia, i recinti funerari e parte del vecchio porto, ha reso necessaria la classificazione come monumento storico di circa 10 000 m2. La restante area, cioè 20 000 m2, è stata sacrificata per la costruzione del Centre Bourse. Questa zona è stata scavata per dieci anni dal Dipartimento di Antichità Storiche e dal CNRS. Successivamente sono state effettuate ulteriori indagini, in particolare nel 1994.

Si tratta infatti di un'area di contatto tra, da un lato l'antica città che si trovava a nord dell'attuale porto vecchio e comprendeva la Butte de Saint-Jean Saint-Laurent, la Place des Moulins e la Butte des Carmes, e dall'altra un'area suburbana e portuale fuori dai bastioni.

Il giardino, circondato su tre lati dal centro commerciale, è stato allestito per "mettere in mostra" questi resti derivanti da uno dei più importanti scavi urbani del dopoguerra effettuati in Francia. Gli oggetti scoperti sono esposti al Museo di Storia di Marsiglia.

Resti archeologici
Porto antico e banchine

In epoca greca, il vecchio porto si estendeva più a est e saliva a nord-est, formando quello che è noto come il corno del porto che terminava in una zona paludosa. Così il sito dove si trova la chiesa degli Agostiniani era occupato dal porto.

Questo corno del porto, oggi piantumato con erba, era steso davanti alle mura della città. Le banchine attualmente visibili risalgono all'epoca romana e si conservano per una lunghezza di 180 metri; sono ancora visibili le scale utilizzate per lo scarico delle merci.

Questo specchio d'acqua si sta gradualmente insabbiando e funge da discarica dove vengono abbandonati tutti i tipi di rifiuti: piatti e oggetti vari. Una barca lunga 23 metri venne addirittura abbandonata lì nel III secolo. Questa barca affondò gradualmente nel fango, che ne garantì la conservazione. Portata alla luce durante gli scavi, questo relitto ha potuto essere estratto e conservato grazie al processo di liofilizzazione. Attualmente è esposto al Museo di Storia di Marsiglia.

Fortificazioni greche

Il ritrovamento più antico è stato effettuato nella parte nord-occidentale e riguarda una porzione di un tracciato in direzione nord-sud che risale al VI secolo a.C.

Un primo bastione costituito da un basamento in calcare bianco proveniente da Saint-Victor sormontato da un prospetto in mattoni di argilla grezza è risalente alla fine del V secolo a.C.. Tale fortificazione doveva essere contemporanea del grande pozzo pubblico, oggi scomparso, posto a nord dell'area. Questo bastione arcaico fu poi ricostruito, probabilmente nella seconda metà del IV secolo a.C. Questo nuovo bastione sembra comprendesse, come il precedente, un basamento in pietra sormontato da un prospetto in grandi blocchi di tufo che sostituivano i mattoni di fango. Una porta che si apre sulla strada per l'Italia da est-ovest, è incorniciata da due torri o bastioni. Questo muro è chiaramente visibile nell'angolo nord-ovest del giardino attuale ed è preceduto da un fosso.

Nella seconda metà del II secolo a.C., il bastione fu ricostruito su larga scala, questa volta in blocchi di calcare rosa proveniente da Cape Crown e trasportati in barca. È questo bastione che difendeva la città durante l'assedio di Giulio Cesare nel 49 a.C. e rimase integro fino all'inizio del Medioevo. Il muro è costruito secondo una tecnica usuale dell'architettura militare greca con due paramenti costruiti con blocchi standardizzati, l'interno essendo riempito con gli scarti di taglio dei blocchi o pietre del vecchio bastione.

Nel complesso si distingue, da nord a sud:

"Muro di Crinas"

Scoperto nel 1913 e classificato come monumento storico nel 1916, questo muro era nella cantina di una casa. Alcuni archeologi dell'epoca credevano di scoprire il bastione che il ricco medico marsigliese Crinas, residente a Roma, aveva costruito a proprie spese nel I secolo a.C. Questo muro è effettivamente più antico e datato al II secolo a.C. ma ha mantenuto il suo vecchio nome. Questo è il rivestimento esterno del bastione, essendo scomparso il rivestimento interno ma ritrovato nelle fondamenta.

Torri di difesa

La Porte d'Italie era presidiata da due torri costruite ad est delle precedenti torri del IV secolo a.C.

La torre nord o torre quadrata, di 10,50 metri di lato, è attaccata al muro di Crinas. Alcuni blocchi interni portano i segni di cavatori o scalpellini. La torre sud è anche chiamata torre pendente, perché il suo rivestimento orientale si è abbassato, essendo il terreno un tempo paludoso. Era anche quadrata, 10,30 metri di lato. Si conserva solo il rivestimento orientale.

Queste due torri, che dovevano raggiungere un'altezza di 15 metri, incorniciavano la Porte d'Italie. Una cortina di 22 metri collegava la torre pendente a una torre rettangolare (7,8 × 8,4). Questa cortina è stata ricostruita per dare un'idea migliore di questa fortificazione.

Parete frontale

Di fronte alle fortificazioni ellenistiche, si erge dinanzi a un muro spezzato, ricostruito nel V secolo.

Strada lastricata

La strada attualmente visibile presenta l'ultimo stato della sua costruzione nel Basso Impero intorno al IV secolo. È realizzata con grandi lastre di pietra di Cassis, molto resistenti al traffico di pesanti carri. Le ampie creste ancora visibili sono state realizzate per evitare lo slittamento delle ruote, mentre i fori visibili al centro delle lastre erano destinati alla loro movimentazione e installazione. Ai bordi della strada c'è un marciapiede.

Bacino d'acqua dolce

Ad est del giardino e vicino alla galleria Centre Bourse si trova una grande vasca quadrata realizzata all'inizio del II secolo, di circa 15 metri di lato, in pietre ben accostate. Il fondo pavimentato è stato stuccato con pece per garantire l'impermeabilizzazione. Questo bacino di quasi 500 m veniva alimentato con acqua convogliata tramite un tubo che raccoglieva l'acqua da una sorgente e che si apre nella parete interna nord-orientale del bacino. Questo acquedotto, protetto da lastre di pietra di Cassis, è stato trovato a più di 100 metri a nord.

Questo bacino era utilizzato per fornire acqua alle barche. Sul paramento interno occidentale, punti di ancoraggio e un'intercapedine riservata nel terreno pavimentato, attestano l'esistenza di una ruota di 3 metri di diametro, utilizzata per pulire le pietre alluvionali trasportate dall'acqua. È probabile che per sollevare l'acqua fosse stata utilizzata un'altra ruota.

Terrazze funerarie

Sono stati scoperti due recinti funerari a nord della strada per l'Italia. Quello più settentrionale fu distrutto nel 1973 per far posto al Centre Bourse. Ogni recinto rettangolare ha una superficie di circa 100. Si trattava infatti di terrazze destinate ad essere viste dalla strada per l'Italia.

Il recinto conservato è decorato con un'alternanza di metope e triglifi che poggiano su un piedistallo. Al centro di questo terrazzo è stato scoperto uno zoccolo di forma quadrata costituito da un grande dispositivo di pietra calcarea bianca: potrebbe essere stata la base di un altare o di una statua.

I recinti furono costruiti all'inizio del IV secolo a.C. Gli scavi hanno rivelato esclusivamente diciannove cremazioni per il recinto nord e sei per il monumento triglifo, eseguite in loco. I resti sono stati recuperati e posti in un'urna di piombo, ceramica o bronzo, posta all'interno degli stessi cassettoni di pietra disposti in una fossa di queste terrazze funerarie. Il museo di storia di Marsiglia presenta alcune di queste urne. Le tombe risalgono al IV secolo a.C., con l'eccezione di resti di cremazione che risalirebbero al III secolo a.C. Questi terrazzi funerari furono definitivamente abbandonati all'inizio del II secolo a.C. e coperti con terrapieni.

Informazioni pratiche

Orari
Tu-Su 09:00-18:00; easter +1 day 09:00-18:00; easter +50 days 09:00-18:00; Jan 01,May 01,Dec 25 off
Biglietto
Ingresso libero
Telefono
+33491556600
Come arrivare
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Sito ufficiale
musee-histoire.marseille.fr

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chiesa di San Cannato

Chiesa · I arrondissement di Marsiglia

chiesa di San Cannato

La chiesa di San Cannato (in francese église de Saint-Cannat) è una chiesa cinquecentesca di Marsiglia, situata nella place des Prêcheurs, presso la via de la République e vicino al Porto vecchio. Fu fondata dai domenicani e venne dedicata a san Cannato, vescovo di Marsiglia alla fine del V secolo.

La chiesa è stata dichiarata monumento storico nel 1926.

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Storia

I domenicani erano giunti a Marsiglia nel 1225, installandosi in un primo convento nella periferia della città, presso la via d'Italie (hôpital di Saint-Michel des Ytiers), che doveva essere situato presso l'odierna piazza Jean-Jaurès.

Carlo III di Borbone, all'epoca al servizio dell'imperatore Carlo V, in guerra contro il re di Francia Francesco I per il possesso del Ducato di Milano, nel 1524 assediò Marsiglia. In previsione dell'assedio le difese della città furono rafforzate eliminando diverse costruzioni situate all'esterno delle mura, tra le quali era anche il convento domenicano.

Finito l'assedio, i religiosi ricostruirono all'interno delle mura il convento, poi distrutto nel 1891 per l'erezione del Palazzo delle poste, e una chiesa. La prima pietra della chiesa venne posta il 31 dicembre del 1526 da Bernardin de Baux, commendatore dell'Ordine dell'ospedale di San Giovanni di Gerusalemme e generale delle galere del re Francesco I, che aveva partecipato alla difesa della città. Per la costruzione della chiesa furono fatte offerte anche dalla confraternita dei notai, ma i lavori durarono per molti anni. La chiesa fu consacrata dal vescovo di Fréjus, Barthélémy Camelin, il 18 maggio del 1619.

La facciata venne realizzata nel 1739 in stile barocco dall'architetto Joseph Gérard e dallo scultore Antoine Duparc. Interessata dai lavori di demolizione per l'apertura della nuova via de la République, per risparmiare sui necessari lavori di consolidamento, fu parzialmente demolita nel 1926.

Descrizione

La facciata è articolata da coppie di colonne doriche che inquadrano il portale centrale e due nicchie con statue. Al piano superiore si conservano il finestrone centrale con una balaustra curvilinea, fiancheggiati dalle statue dei due papi domenicani, Pio V e Benedetto XI, scolpite da Antoine Duparc. Nel 1926 fu eliminato il frontone che sormontava la parte centrale della chiesa, con il bassorilievo dell'Annunciazione del Duparc.

Interno

L'interno comprende un'unica navata, in stile gotico tardo, a cinque campate, con profonda abside sul fondo che ospita il coro. Ai lati si aprono su ogni campata delle cappelle laterali.

La chiesa ospita alcune opere classificate come monumento storico francese:

Altar maggiore con baldacchino, in marmo policromo e in legno, con le parti scolpite in marmo attribuite alla scuola dello scultore Puget (n.1 nella pianta).

Grande dipinto a olio su tela di Nostra Signora della Pace, alle spalle dell'altar maggiore, opera del 1740 del pittore Pierre Bernard (n.2 nella pianta).

Pulpito in legno di noce sul lato sinistro della navata, scolpito tra il 1689 e il 1691 dallo scultore Albert Duparc, con angioletti che sostengono il leggio (n.22 nella pianta).

Grande organo della tribuna, sulla controfacciata, sopra la porta, opera del frate domenicano Jean-Esprit Isnard del 1746, con rivestimento in legno scolpito e intagliato datato al 1740-1747 (n.26 nella pianta) e parapetto in ferro battuto dorato e dipinto (n.27 nella pianta).

Nella prima cappella a sinistra, che a differenza delle altre ha il fondo absidato, si trova il fonte battesimale in marmo bianco (n.11 sulla pianta) e un dipinto su tela con il Battesimo di Cristo attribuito al pittore Pierre Parrocel (n.13 nella pianta). La cappella è chiusa da una cancellata settecentesca in ferro battuto, probabilmente reimpiegata da una diversa precedente collocazione (n.10 nella pianta).

Nella seconda cappella a sinistra si trova un altare in marmo bianco che ospita una scultura del Cristo giacente (n.14 nella pianta) e di lato il dipinto della Visione di san Benedetto del pittore Jean-Baptiste de Faudran (1611-1669) (n.15 sulla pianta).

Nella terza cappella a sinistra si trasferì dopo la Restaurazione la confraternita dei notai, che in precedenza aveva avuto sede nella chiesa di Notre-Dame-des-Accoules, demolita nel 1794. La "cappella dei notai" conserva i resti del rivestimento in legno intagliato (n.16 nella pianta) e il dipinto a olio su tela della Purificazione della Vergine, opera del pittore Michel Serre (n.17 nella pianta).

La quarta cappella a sinistra ospita un dipinto con la Morte di san Giuseppe (n.18 nella pianta).

A sinistra del coro si trova l'altare di San Cannato (n.21 nella pianta).

La seconda cappella a destra ospita un dipinto della Vergine con il Bambino e san Domenico di Bronzet (n.6 nella pianta)

Nella terza cappella a destra è ospitato il dipinto a olio su tela con il Purgatorio, anch'esso opera del pittore Michel Serre (n.7 nella pianta).

Nella quarta cappella a destra si trova il dipinto con la Visione di san Pio V (n.8 in pianta) e statua di Santa Teresa di Lisieux dello scultore François Carli (n.9 in pianta).

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chiesa di San Ferreolo

Chiesa · I arrondissement di Marsiglia

chiesa di San Ferreolo

La chiesa di san Ferreolo o chiesa degli Agostiniani (Saint-Ferréol les Augustins o église des Augustins, in lingua francese) è una chiesa che si trova a Marsiglia, nel quartiere del Vecchio porto, tra il quai des Belges, la rue du Beausset (ex rue des Augustins), la rue de la reine Élisabeth (ex rue des Templiers) e la rue des Augustins (ex rue neuve des Augustins). Era originariamente la chiesa conventuale di un convento di frati agostiniani.

== Storia ==

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La costruzione della chiesa era piuttosto complessa poiché il terreno ove doveva sorgere era costituito da terreno alluvionale e di riporto dell'antica estremità del porto che si era interrato nel corso del medioevo.

Essa quindi avvenne molto lentamente. I lavori ebbero inizio nel 1447. Gli agostiniani utilizzarono il legno di una galera fuori uso per la carpenteria. Essi tuttavia erano già a buon punto per accogliere papa Clemente VII quando nel 1533 era venuto ad accompagnare la nipote Caterina de' Medici, che doveva sposare il secondo figlio del re di Francia Francesco I, Enrico di Valois, che diventerà poi re con il nome di Enrico II di Francia.

La consacrazione della chiesa ebbe luogo il 15 gennaio 1542 quando la navata era ancora ricoperta con una carpenteria in legno. Per certi storici questa fu una prova delle difficoltà finanziarie in cui si trovarono gli agostiniani, mentre per altri la situazione rifletteva semplicemente il loro spirito di povertà..

La chiesa nei secoli XVII e XVIII
L'edificio

Sito in prossimità del porto, questo santuario divenne improvvisamente al centro della città vecchia e anche con l'estensione della stessa disposta nel 1666 da Luigi XIV, si trovò al centro anche della nuova città. La chiesa non aveva una facciata monumentale ed era incassata in costruzioni particolari site nei pressi del porto. Il portale principale si apriva a nord, all'altezza di una quinta campata, oggi non più esistente, e dava sulla rue des Augustins, vicolo piegato ad angolo retto di fronte all'ingresso della chiesa. Questa rue des Augustins corrisponde all'attuale rue de Beausset e non deve essere confusa con l'attuale rue des Augustins, che allora non esisteva e che è sita dall'altra parte della chiesa, a sud della medesima.

Accoglienza

Nel periodo dell'ancien régime numerose corporazioni utilizzarono la chiesa degli agostiniani per celebrare le loro cerimonie patronali. Così la confraternita dei panificatori aveva una sua cappelle in questa chiesa, il cui atto di fondazione risale al 5 luglio 1489. Il loro patrono, sant'Onorato veniva festeggiato il 16 maggio..

La confraternita dei fabbri vi aveva un altare dedicato a sant'Eligio, celebrato il 1º dicembre; essa raggruppava anche i maniscalchi, i sellai, i brigliai e i carrozzai. I facchini, predecessori dei nostri scaricatori di porto, vi fecero costruire un loro altare dedicato a san Pietro. L'apostolo fu scelto dalla loro corporazione poiché egli è rappresentato portando le chiavi del Paradiso, mentre i facchini portano le ricchezze di questo mondo.

I cordai di sparto compivano le loro devozioni in questa chiesa. Essi avevano il privilegio di mettere a macero i loro sparti nell'avvallamento marino che porta il loro nome. La loro festa cadeva la prima domenica di marzo. I lattonieri, che avevano come santo patrono san Giovanni da San Facondo, festeggiavano la sua ricorrenza il 12 giugno riunendosi in questa chiesa. Ugualmente dicasi per i calzolai, che avevano come patrono san Lupo di Troyes, festeggiato in questa chiesa ogni 29 luglio..

Un luogo di sepolture

La diffusione dell'inumazione delle salme nelle chiese ha determinato la creazione di numerose tombe nel sottosuolo della chiesa degli Agostiniani. Vi erano circa 115 tombe sotto la navata, alle quali si aggiungevano quelle dei religiosi, site vicino all'altare, e quelle delle famiglie nobili o a quelle delle confraternite site nelle cappelle laterali..

Il periodo della rivoluzione

Il 18 luglio 1791 il consiglio comunale propose la demolizione della chiesa poiché la sua vendita avrebbe apportato parecchio denaro alle casse comunali a causa della sua vicinanza al porto. Poco tempo dopo, il 16 agosto 1791 un decreto dell'assemblea costituente fece della chiesa una sede parrocchiale che prese il nome di Sant'Agostino. L'architetto Ponge redasse parecchi progetti, tra i quali quello del 1793, consistente nel prolungamento della parte inferiore dell'antica rue des Augustins comportante la demolizione di parte della chiesa. La quinta campata venne quindi soppressa (verso il 1801). Parimenti fu demolito il convento, con l'eccezione della sua parte contigua al coro della chiesa e al campanile, allo scopo di consentire la creazione di una nuova via che prese il nome di rue neuve des Augustins e poi rue des Augustins, quando l'antica via omonima fu chiamata rue du Beausset. Edifici nuovi furono eretti tra questa nuova via e l'attuale piazza Gabriel Péri.

La chiesa fu venduta il 20 luglio 1796 al negoziante Charles Guinot, che successivamente decadde nel suo diritto di acquisto per non aver pagato il prezzo richiesto. Il 9 aprile l'edificio fu messo a disposizione del servizio dei foraggi. Fu verso il 1801che furono realizzati i lavori di demolizione della quinta campata e la costruzione di una nuova facciata.

La chiesa nel XIX secolo

La vecchia chiesa di San Ferreolo, che si trovava all'estremità dell'omonima via, era stata demolita nel 1794. Nel 1803 l'arcivescovo di Aix-en-Provence, Jérôme-Marie Champion de Cicé, trasferì il titolo di San Ferreolo alla chiesa degli Agostiniani, che porterà quindi il nome composto di Saint Ferréol les Augustins..

Nel 1840 la chiesa fu nuovamente minacciata dal progetto di costruzione al suo posto di un edificio doganale. La creazione della rue Impériale, l'attuale rue de la République, le fece nuovamente correre il rischio di demolizione. Ma non accadde nulla, anzi, se i lavori fecero vacillare l'edificio, permisero tuttavia di liberarne la facciata, che ormai dava direttamente sul porto grazie alla demolizione degli immobili situati alla base di questa nuova strada. La facciata fu ricostruita nel 1874 in stile neoclassico e poi ricoperta nel 1875 da un'impiallacciatura in cemento realizzata dall'architetto Joseph Letz.

La chiesa attuale

La chiesa attuale è costituita da una navata centrale e sei cappelle laterali, tre per lato, che hanno una loro particolare decorazione.

Entrando a sinistra si trovano:

Nella prima cappella un blocco marmoreo che sosteneva una volta il mausoleo della famiglia Montolieu. L'altare dei facchini, possiede al centro uno splendido dipinto di Michel Serre rappresentante i santi Pietro (a sinistra) e Paolo (a destra) che implorano Nostra Signora delle Grazie.

La seconda cappella ospita le tombe delle famiglie Vincent et de Candolle.

Nella terza cappella i resti delle tombe della famiglia Mazenod, sormontate da un altare di stile Luigi XIII. In questa cappella è anche esposto il reliquiario di san Luigi d'Angiò, fratello maggiore del re di Napoli, Roberto d'Angiò (che non deve essere confuso con il prozio san Luigi, re di Francia. Il cours Saint-Louis di Marsiglia è dedicato a questo Luigi e non a Luigi IX). La sua tomba si trovava un tempo nella chiesa dei Francescani, in rue du Tapis Vert. I suoi resti furono trafugati durante il sacco di Marsiglia del 1423 dalle truppe di Alfonso V d'Aragona, trasportati in Spagna e deposti nella cattedrale di Valencia, ove rimasero per oltre quattro secoli; nel 1956 il vescovo di Valencia li restituì a Marsiglia, ma nel 1993 furono rubati e non più ritrovati. Nella cappella si può anche ammirare un busto in legno dorato del XVIII secolo rappresentante san Ferreolo e una tela di Michel Serre, rappresentante santa Margherita.

Sul lato destro, entrando, si ha:

La prima cappella contiene un battistero con al centro la figura in rilievo di un angelo. La cappella è dedicata a Nostra Signora della cintura, patrona delle persone colpite dalla sfortuna o da un lutto famigliare. L'Arciconfraternita di Nostra Signora della cintura fu istituita sotto il pontificato di papa Eugenio IV per celebrare il culto della Vergine consolatrice degli afflitti. I membri di questa confraternita cingono a vita una cintura in cuoio a ricordo di una grazia accordata a Sant'Agostino e a Santa Monica, ai quali apparve la Vergine dando loro la cintura che Ella portava.

Nella seconda cappella si trovano due statue: a destra quella di Giovanna d'Arco, scolpita da Louis Botinelly, che richiama quella realizzata per chiesa di San Vincenzo de' Paoli a Marsiglia. A sinistra la statua di Santa Teresa del Bambino Gesù, scolpita da Élie-Jean Vézien.

Nella terza cappella si trova una tela di Michel Serre rappresentante la fuga in Egitto, proveniente da una cappella della casa dell'oratorio, facente parte di una serie di tre dipinti dedicati all'infanzia di Gesù. A destra una statua della Sacra Famiglia, opera di Yves Le Pape.

Il pulpito, in legno scolpito, data dal XVII secolo e proviene dall'antica chiesa di sant'Omobomo che s'innalzava ove ora vi è la sala di spettacoli Alcazar. È classificato come oggetto storico dal 1911.

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Marseille Genocide Memorial

Memoriale del Genocidio Armeno · Marsiglia

Arnenian genocide memorial in Marseille

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Musée national des Arts et Traditions Populaires

Museo nazionale · Marsiglia

Musée national des Arts et Traditions Populaires

Museo in Francia

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place Castellane

Piazza · VI arrondissement di Marsiglia

place Castellane

Square in Marseille, France

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Église Saint-Joseph

Chiesa · VI arrondissement di Marsiglia

Église Saint-Joseph

Church located in Bouches-du-Rhône, in France

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Indirizzo
Rue Paradis
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Sito ufficiale
marseille.catholique.fr

Église Saint-Louis

Chiesa · XV arrondissement di Marsiglia

Église Saint-Louis

Church located in Bouches-du-Rhône, in France

Informazioni pratiche

Indirizzo
Chemin de Saint-Louis au Rove 20
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Église Saint-Théodore

Chiesa · I arrondissement di Marsiglia

Église Saint-Théodore

Church located in Bouches-du-Rhône, in France

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La Vieille Charité

Luogo per eventi · II arrondissement di Marsiglia

La Vieille Charité

La Vieille Charité è un edificio in stile barocco che si trova all'interno del quartiere Le Panier di Marsiglia e che aveva la funzione di ospizio dei poveri.

L'idea di un ospizio per i poveri risale al 1622 ma la costruzione iniziò solo nel 1671 su progetto dell'architetto Pierre Puget e fu completata nel 1749 sotto la direzione di suo figlio François. La cappella centrale fu eretta tra il 1679 e il 1704.

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Architettura

Il corpo principale della struttura è un rettangolo, 112 metri per 96 metri, composto da quattro pareti in pietra molassa di colore rosa e giallo proveniente dalle antiche cave di Cap Couronne, senza finestre affacciate verso l'esterno. All'interno si trovano tre gallerie ad arcate sovrapposte che si aprono su un cortile interno di 82 per 45 metri quadri, all'interno del quale si trova una cappella centrale sormontata da una cupola ellittica e fronteggiata da un portico in stile classico con colonne doriche.

Storia

Nel XVII secolo in Francia la repressione dei mendicanti veniva condotta con grande brutalità e quelli catturati venivano espulsi o rinchiusi in prigione. Gli ospizi fungevano da case lavoro per i mendicanti e dove i bambini venivano avviati a lavori come domestici, mozzi o apprendisti presso sarte o panettieri.

Risparmiato durante la Rivoluzione francese, l'edificio fu utilizzato come asilo per i vagabondi nel XIX secolo e successivamente trasformato in caserma della Legione Straniera fino al 1922, quando venne usato per alloggiare gli sfollati a seguito delle demolizioni del Panier e successivamente del Porto Vecchio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni 50 e 60 l'edificio, devastato da abusivi, saccheggiatori e vandali, ospitava 146 famiglie che vivevano in condizioni squallide ed insicure, un gruppo di circa 30 piccole sorelle di Gesù e diverse piccole imprese. Nel 1962 tutti i residenti furono sfollati e l'edificio venne chiuso finché nel 1968, grazie all'intervento del ministro della Cultura André Malraux, si disposero i fondi per il restauro della La Vieille Charité, che avvenne tra il 1970 e il 1986.

Uso attuale

La cappella e l'ospizio sono classificati come monumento storico dal 1951 e oggi sono utilizzati come museo e centro culturale.

Informazioni pratiche

Orari
08:30-19:00
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Sito ufficiale
musees.marseille.fr

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La Criée

Teatro · Marsiglia

La Criée

La Criée - Théâtre national de Marseille è un teatro che ha lo statuto di Centre dramatique national. Fondato nel 1981 da Marcel Maréchal al 30, quai de Rive-Neuve a Marsiglia (Francia), si trova sul Vieux-Port.

== Storia ==

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Dal 1909 al 1976, l'edificio era adibito a mercato del pesce poi trasferito al porto di Saumaty, nel quartiere di l'Estaque e il teatro ha ereditato il nome del mercato. Sulla sua facciata, risalente all'inizio del XX secolo e classificata monumento storico, è possibile leggere la scritta "Criée libre aux fishes" (asta gratuita dei pesci).

Oggi, l'edificio è costituito da una grande sala, capace di ospitare 800 spettatori, oltre ad una sala modulabile, con 280 posti, organizzata secondo una ricerca scenografica privilegiando il rapporto spettatore/attore grazie all'eliminazione del tradizionale dislivello tra palcoscenico e sala e all'installazione di alcuni artifici tecnici. Dalla sua apertura, vi si sono svolti più di 700 spettacoli.

Il teatro ha anche lo statuto di Centre dramatique national ed è diretto da Marcel Maréchal, Gildas Bourdet e Jean-Louis Benoit. Dal 2011 è diretto da Macha Makeïeff e si propone di essere una fucina di teatro, d’arte ed immagine, di fantasia....

L'organico è costituito da circa 30 persone, ma si avvale anche di artisti indipendenti.

Nel 2021, nell'ambito del movimento per occupazione dei teatri avviato a marzo dal Théâtre de l'Odéon di Parigi per chiedere la riapertura dei luoghi culturali, chiusi dalla fine di ottobre 2020 per il Covid-19, il teatro della Criée è occupato da studenti, artisti e tecnici ed è diventato luogo di lotta e convivenza. Dopo sette settimane di occupazione dell'atrio, gli occupanti hanno occupato la grande sala del teatro il 1º maggio.

Direzione

1981-1994 : Marcel Maréchal

1995-2002 : Gildas Bourdet

2002-2011 : Jean-Louis Benoît

Dal 2011 : Macha Makeïeff

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Sito ufficiale
www.theatre-lacriee.com

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chiesa di San Carlo (Marsiglia)

Chiesa · I arrondissement di Marsiglia

chiesa di San Carlo (Marsiglia)

La chiesa di San Carlo (in francese Église Saint-Charles de Marseille) è un luogo di culto cattolico di Marsiglia situato in rue Grignan, nel I arrondissement.

== Storia ==

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La chiesa fu costruita tra il 1826 ed il 1828. La sua costruzione (come quella della vicina chiesa di San Giuseppe) fu decisa per servire la riva sud del Porto Vecchio, che non era stata adeguatamente servita da luoghi di culto dopo la distruzione dell'antica chiesa di San Ferreolo (costruita sull'attuale Place Félix Barret a partire dal 1716 e distrutta nel 1794) e del convento dei Picpus (situato sul sito dell'annesso al Palazzo di Giustizia) durante la Rivoluzione.

Fu consacrata il 4 novembre 1828 dal vescovo Fortuné de Mazenod.

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Église Notre-Dame-des-Accoules

Chiesa · II arrondissement di Marsiglia

Église Notre-Dame-des-Accoules

Church located in Bouches-du-Rhône, in France

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Eglise Saint-Laurent (Marseille)

Chiesa · II arrondissement di Marsiglia

Eglise Saint-Laurent (Marseille)

Roman catholic church located in Bouches-du-Rhône, in France

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Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2026