Monastero delle Grotte di Kiev
Eastern orthodox monastery · Kiev
Monastero in Ucraina
Anno: 1051
Informazioni pratiche
- Come arrivare
- Apri le indicazioni
- Sito ufficiale
- lavra.ua
Kiev, in italiano chiamata storicamente con l'esonimo Chiovia, è una città a statuto speciale dell'Ucraina, capitale e città più popolosa del paese nonché capoluogo dell'omonima oblast', dalla quale è amministrativamente indipendente.
Mesi migliori: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre
| Mese | Media alta | Media bassa | Precipitazioni |
|---|---|---|---|
| Gennaio | -0° | -5° | 42 mm |
| Febbraio | 3° | -4° | 41 mm |
| Marzo | 8° | -1° | 43 mm |
| Aprile | 15° | 5° | 58 mm |
| Maggio | 20° | 10° | 64 mm |
| Giugno | 26° | 15° | 61 mm |
| Luglio | 26° | 16° | 69 mm |
| Agosto | 27° | 16° | 39 mm |
| Settembre | 21° | 12° | 34 mm |
| Ottobre | 14° | 6° | 60 mm |
| Novembre | 6° | 1° | 54 mm |
| Dicembre | 2° | -2° | 62 mm |
Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.
Kiev, in italiano chiamata storicamente con l'esonimo Chiovia, è una città a statuto speciale dell'Ucraina, capitale e città più popolosa del paese nonché capoluogo dell'omonima oblast', dalla quale è amministrativamente indipendente.
Descrizione da Wikipedia · leggi la voce completa
Eastern orthodox monastery · Kiev
Monastero in Ucraina
Anno: 1051
Chiesa · Kiev
Chiesa dell'Ucraina
Anno: 1011
Monumento del patrimonio architettonico · Kiev
Università di Kiev
Anno: 1834
Q111027585 · Kiev
Piazza di Kiev, Ucraina
Anno: 1900
Chiesa ortodossa · Kiev
Il monastero dorato di San Michele (in ucraino Михайлівський золотоверхий монастир?, Mychajlivs'kyj zolotoverchyj monastyr) è un monastero situato a Kiev, capitale dell'Ucraina. Il monastero si trova sulla cima di una collina posta alla destra del fiume Dnepr. La zona fa parte della città alta storica (in ucraino Старий Київ?, Staryj Kyjiv) e domina il quartiere storico dei mercanti, chiamato Podil (Поділ).
Originariamente costruito in epoca medievale da Svjatopolk II di Kiev, il monastero di San Michele comprende l'omonima cattedrale, il refettorio di San Giovanni il Teologo costruito nel 1713, l'economato del 1760 e il campanile del 1716-1719. Gli esterni del complesso furono ricostruiti in stile Barocco ucraino nel XVIII secolo, mentre gli interni sono rimasti nell'originale stile bizantino. La cattedrale e il monastero vennero demoliti dalle autorità sovietiche negli anni 1930, ma in seguito all'indipendenza dell'Ucraina del 1991 gli edifici vennero ricostruiti, e nel 1999 vennero riaperti al pubblico.
Sebbene alcuni studiosi non credano che il principe Izjaslav I di Kiev, il cui nome cristiano era Demetrio, abbia costruito per il primo monastero originario e la chiesa di San Demetrio nella città alta di Kiev vicino alla cattedrale di Santa Sofia nel 1050, è attestato in documenti storici che circa mezzo secolo dopo suo figlio Svjatopolk II di Kiev commissionò una chiesa convenutale (costruita dal 1108 al 1113) dedicata a San Michele arcangelo. Uno dei motivi per la costruzione della chiesa potrebbe essere stata la recente vittoria sul popolo nomade dei Polovesi, dal momento che san Michele arcangelo era considerato il patrono dei soldati e delle vittorie. Nel 1906 venne infatti ritrovata in via dei Tre Santi (Tr'ochsvjatytel's'ka vulycja), nella parte opposta alla porta d'ingresso del monastero, un'armatura e un cofanetto di gioielli d'argento e d'oro (oggi in parte esposti al Metropolitan Museum of Art di New York e al British Museum di Londra) risalenti all'XI-XII secolo, probabilmente sepolti per nasconderli dalle invasioni tartare e dal saccheggio di Kiev del 1240.
Il monastero venne utilizzato come chiostro della famiglia di Svjatopolk, tanto che diversi membri di essa vi furono sepolti, mentre Vladimiro II il Monomaco e la sua famiglia utilizzarono il monastero di Vyduvici). Le cupole della cattedrale vennero ricoperte d'oro dalla Rus' di Kiev: tale pratica divenne regolare con il passare del tempo, tanto che il monastero acquisì il soprannome di "monastero dalle cupole dorate" o "dai tetti d'oro".
Durante l'invasione tatara-mongola del 1240 il monastero venne seriamente danneggiato e le coperture d'oro vennero rubate dagli invasori. Conseguentemente, il chiostro venne abbandonato e cadde in rovina, tanto che non vi è documentazione su di esso per i seguenti due secoli e mezzo.
Nel 1496 l'attività era stata ripresa nel monastero, il quale cambiò l'intitolazione da monastero di San Demetrio a monastero di San Michele.
Dopo numerosi restauri e ampliamenti nel XVI secolo, divenne gradualmente uno dei monasteri più famosi e ricchi dell'Ucraina. Nel 1620 Iov Boretsky costruì la residenza del rinnovato metropolita ortodosso di Kiev e nel 1633 Isaya Kopynsky venne nominato supervisore del monastero.
Nel corso dei secoli il monastero beneficiò delle grandi risorse donate dagli etmani dei cosacchi di Zaporižžja ed altri benefattori. Le reliquie di Santa Barbara, che furono portate da Costantinopoli a Kiev nel 1108 dalla moglie di Svjatopolk II e conservate in un reliquiario d'argento donato dall'atamano Ivan Mazeppa., divennero un punto di attrazione dei pellegrini. Anche se molti dei terreni vennero sconsacrati nel tardo XVIII secolo, almeno 240 monaci risiedettero nel complesso tra il XIX e il XX secolo. Il monasterò servì da sede per il vescovo di Černigov dopo il 1800. Una scuola di precentori era situata al pian terreno del monastero: molti famosi compositori, tra cui Kirilo Stecenko e Jakov Jacinevic, studiarono in questa scuola.
Nel 1870 circa 100.000 pellegrini resero omaggio a Santa Barbara presso il monastero di San Michele. Prima della Rivoluzione russa del 1917, gli anelli fabbricati e benedetti al monastero di San Michele, conosciuti come "anelli di santa Barbara", erano molto diffusi tra i cittadini di Kiev, servivano come portafortuna, secondo le credenze popolari proteggevano dal malocchio ed erano anche efficaci contro le malattie gravi e la morte improvvisa. Queste credenze nacquero in quanto il monastero rimase indenne dalle epidemie di peste del 1710 e 1770 e dall'epidemia di colera del XIX secolo.
Durante la prima metà degli anni trenta, diverse pubblicazioni sovietiche misero in discussione la datazione della cattedrale, sottolineando che l'edificio medievale aveva subito importanti ricostruzioni e che soltanto poco era stato conservato dell'originale stile bizantino nella cattedrale. Questa ondata di polemiche portò alla demolizione del monastero, al cui posto venne realizzato il nuovo centro amministrativo della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, precedentemente situato nella città di Charkiv.
Prima della sua demolizione, avvenuta dall'8 giugno al 9 luglio 1934, il complesso architettonico venne attentamente studiato da Teodorij Mykolajovyč Movčanivs'kyj e K. Hončarev dell'Istituto per la Cultura Materiale dell'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina, che da poco era stata purgata e riorganizzata. Sulla base del loro studio, la cattedrale venne descritta principalmente in stile barocco ucraino, anziché medievale, e quindi non meritevole di essere conservata a causa dell'assenza di valore storico e artistico: tale conclusione diede il via libera al piano di demolizione delle autorità. Gli storici, archeologi e architetti locali, sebbene riluttanti, accettarono il piano di demolizione del monastero, mentre solo il professor Mykola Makarenko rifiutò di firmare il provvedimento di demolizione (in seguito Makarenko morì in una prigione sovietica).
Il 26 giugno 1934 iniziarono i lavori per distaccare i mosaici bizantini del XII secolo, che vennero portati all'Accademia russa di belle arti di Leningrado. Gli addetti furono costretti a lavorare in fretta a causa dell'imminente demolizione e quindi non furono in grado di completare l'intero progetto. Nonostante la cura e l'attenzione mostrate durante la rimozione dei mosaici dalle pareti della cattedrale, i mosaici trasferiti non possono essere considerati del tutto autentici.
I restanti mosaici, che coprono un'area di 45 metri quadrati, furono suddivisi tra il Museo di Stato dell'Ermitage, la Galleria Tret'jakov e il Museo statale russo. Altri mosaici furono installati al secondo piano della Cattedrale di Santa Sofia di Kiev, in un luogo non accessibile ai turisti. Altri reperti vennero rubati dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e portati in Germania: al termine del conflitto caddero nelle mani degli statunitensi e in seguito vennero restituiti a Mosca.
Durante la primavera del 1935, le cupole d'oro del monastero furono abbattute. I cancelli reali d'argento della cattedrale e il reliquiario d'argento di Mazeppa pesante due pod (32,76 kg) e altri beni preziosi vennero venduti all'estero o semplicemente distrutti. L'iconostasi a cinque livelli del maestro Gregorio venne rimosso dalla cattedrale e in seguito distrutta. Le reliquie di Santa Barbara vennero trasferite alla chiesa delle Decime e, dopo la demolizione di quest'ultima, alla cattedrale di San Vladimiro nel 1961.
Nella primavera-estate del 1936, l'esterno della cattedrale e il campanile vennero fatti esplodere con la dinamite. Anche il Cancello Economico (Ekonomična Brama) e le mura del monastero vennero distrutti. Dopo la demolizione, il Commissariato del popolo per gli affari interni (NKVD) condusse una ricerca approfondita per trovare eventuali oggetti di valore tra le rovine. Lo spazio vuoto risultante venne unito alla piazza Sofiïvska, ridenominata piazza del Governo (Urjadova), che venne designata per essere il nuovo centro della città e luogo per le parate militari. Le autorità sovietiche bandirono poi una gara su come meglio riempire tale spazio vuota: la maggior parte degli architetti, tra cui Jakiv Štejnberg, suggerirono di installare un'enorme statua di Lenin. La piazza stessa era stata progettata come un rettangolo con enormi edifici governativi sul perimetro e quattro pilastri con statue di lavoratori, contadini e rivoluzionari con bandiere. Alcuni architetti hanno suggerito di demolire la statua di Bohdan Chmel'nyc'kyj in fronte alla cattedrale di Santa Sofia e la cattedrale medesima.
Il progetto sovietico rimase però incompiuto, dal momento che venne realizzata una sola palazzina (che attualmente ospita il Ministero degli affari esteri) sul luogo ove sorgeva l'antico monastero. La costruzione del secondo edificio (quello del governo centrale), progettato per essere costruito sul sito in cui era posta la cattedrale distrutta, venne ritardata nella primavera del 1938 poiché le autorità non erano soddisfatte del progetto presentato; questo edificio non riuscì però a materializzarsi e qualche tempo il luogo fu destinato a complesso sportivo, con campi da tennis e pallavolo. Il refettorio (Trapezna) di San Giovanni il Teologo venne riconvertito a spogliatoio.
Nell'agosto del 1963, l'ex-refettorio di San Giovanni il Teologo fu designato monumento architettonico nazionale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Nel 1973, il comune di Kiev istituì diverse zone di conservazione archeologica all'interno della città: esse comprendevano anche il territorio che circondava il monastero, mentre lo spazio lasciato vuoto dalla cattedrale non venne incluso nel progetto del Museo-parco archeologico-storico della antica Kiev, sviluppato dall'architetto A.M. Milec'kyj con la collaborazione di M.V. Cholostenko e P.P. Toločko.
Negli anni settanta, gli architetti ucraini I. Mel'nyk, A. Zaïka, V. Korol e l'ingegnere A. Koljakov pensarono ad un piano di ricostruzione del monastero di San Michele, piano che, tuttavia, venne preso in considerazione solamente dopo la caduta dell'Unione Sovietica nel 1991.
Dopo il riacquisto dell'indipendenza dell'Ucraina nel 1991, si iniziò a condannare la demolizione del monastero, considerata come un crimine, e le voci che chiedevano di ricostruire completamente il monastero, come parte importante del patrimonio culturale del popolo ucraino, iniziarono ad essere ascoltate dal nuovo governo. Tali progetti vennero approvati e condotti nel 1997-1998, dopo che la cattedrale di Santa Sofia e il campanile vennero ceduti alla Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Kiev. Durante gli scavi archeologici precedenti alla prima ricostruzione furono rinvenuti oltre 260 preziosi artefatti e una parte dell'antica cattedrale, ancora intatta, che costituisce una parte dell'attuale cripta della cattedrale ricostruita.
Con il sostegno delle autorità della città di Kiev, è stata ricostruita la parte occidentale delle mura di pietra. Il campanile è stato riedificato, realizzando una terrazza panoramica. Al posto dell'orologio meccanico originale, è stato installato un dispositivo elettronico con una serie di quaranta campane tubolari che permettono di suonare le melodie di famosi compositori ucraini La cattedrale è stata poi ricostruita per ultima e decorata con una serie di icone barocche di legno, copie degli antichi mosaici, e affreschi e nuove opere d'arte di artisti ucraini.
La neoricostruita cattedrale dalle cupole d'oro di San Michele venne ufficialmente aperta al pubblico il 30 maggio 1999, anche se le decorazioni interne, i mosaici e gli affreschi vennero completati solo il 28 maggio 2000. Le cappelle laterali sono state consacrate alle sante Barbara e Caterina d'Alessandria nel 2001. Nei quattro anni seguenti, dopo infinite polemiche tra le autorità russe ed ucraine, vennero restituiti da Mosca 18 degli originari 29 mosaici e altre opere d'arte. Alla fine del 2006, i rimanenti affreschi del monastero furono restituiti dal Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, anche se poi sono stati collocati in un museo di Kiev anziché nella chiesa.
L'architettura religiosa del monastero dorato di San Michele incorpora elementi che si sono evoluti dagli stili bizantino e barocco. La cattedrale di San Michele (in ucraino Михайлівський Золотоверхий Cобор?) è la principale chiesa del complesso monastico, mentre all'epoca della costruzione originaria del 1108-1113 era la più grande delle tre chiese del monastero di San Demetrio.
L'antica cattedrale era stata realizzata con lo stile della cattedrale dell'Assunzione del monastero delle grotte di Kiev, con la pianta a croce greca tipica dell'epoca della Rus' di Kiev, sei pilastri e tre absidi. Una piccola chiesa, probabilmente un battistero, venne aggiunto nella parte meridionale della chiesa. Una torre munita di scala che conduceva al cortile venne incorporata nella parte settentrionale del nartece, anziché sporgere dal blocco principale come era comune a quel tempo. È probabile che la cattedrale avesse una singola cupola, anche se due cupole più piccole avrebbero potuto superare la torre e il battistero. La decorazione degli interni era ricca ed abbondante, come testimoniato dai mosaici ancora esistenti.
Il refettorio del monastero è un edificio rettangolare in mattoni che contiene una sala da pranzo per i monaci, oltre a diverse cucine e dispense. La chiesa di San Giovanni il Teologo lo affianca da oriente. L'esterno è segmentato da pilastri e presenta una finestra circolare che ricorda la tradizionale architettura della chiesa ortodossa orientale. Il refettorio fu eretto nel 1713, assumendo il posto del refettorio originale in legno. Il suo interno è stato ristrutturato nel 1827 e nel 1837 e il restauro è stato eseguito dal 1976 al 1981.
Anno: 1101
Casa · Kiev
La Casa delle Chimere (in ucraino Будинок із химерами ?, Budynok iz chymeramy; in russo Дом с химерами?, Dom s chimerami) conosciuta anche come Casa Horodec'kyj dal nome del suo progettista, è un edificio in stile Art Nouveau di Kiev in Ucraina.
== Storia ==
La Casa delle Chimere fu progettata dall'architetto polacco Vladislav Vladislavovič Gorodeckij tra il 1901 e il 1902.Vladislav Gorodeckij nacque nel 1863 nella regione di Podolia. da una famiglia polacca appartenente alla nobiltà szlachta: prima di terminare i propri studi nella Accademia Imperiale di Arte di San Pietroburgo, si trasferì a Kiev nel 1890, città dove visse per trenta anni. Nell'epoca in cui poi progettò l'edificio Gorodeckij già era considerato un architetto di rilevanza nell'ambiente artistico della città, in cui aveva avuto la possibilità di segnalarsi con edifici come la chiesa di San Nicola, la Sinagoga caraita di Kiev o il palazzo del Museo nazionale d'Arte dell'Ucraina. Parallelamente all'architettura, Gorodeckij nutriva una fervente passione per la caccia, da cui poi desunse ispirazione per l'elaborazione dell'apparato ornamentale della stessa Casa delle Chimere.
Gorodeckij finanziò la costruzione dell'opera con denaro preso in prestito, nella prospettiva di renderlo poi redditizio adibendolo ad appartamenti di lusso. Ciascun piano ospitava un solo appartamento, collegato con i restanti attraverso scale e ascensori. Lo stesso Gorodetsky si destinò un'abitazione nella Casa delle Chimere, precisamente al quarto piano, dotato di una superficie di circa 380 metri quadrati.
Gorodeckij acquistò il lotto della Casa delle Chimere il 1º febbraio 1901, avviando il cantiere il 18 marzo dello stesso anno. La costruzione dei muri perimetrali si protrasse fino al 21 agosto 1901, mentre la copertura e la totalità delle murature furono ultimate il 13 settembre. A causa della traballante situazione economica dell'Impero russo, l'intero processo costruttivo subì significativi ritardi: nel maggio del 1903 solo uno degli appartamenti della Casa delle Chimere era abitato, fatta eccezione per quello occupato dallo stesso Gorodeckij. Il costo totale per l'acquisto del terreno e la costruzione dell'edificio assommò infine a 133 000 rubli, di cui 15 640 per la manodopera e altri costi edilizi. La Casa delle Chimere, la cui rentabilità fu stimata a un beneficio annuale di 7200 rubli, era dotata persino nelle sue immediate vicinanze di una stalla (per via della insistenza dello stesso Gorodeckij di disporre di latte fresco a non molta distanza dal suo domicilio) e di un giardino alpino in miniatura, dalle dimensioni di circa 320 m².
A causa della situazione finanziaria non florida di Gorodeckij, erosa in particolar modo dalla sua passione per i safari, l'architetto nel 1912 dispose la costruzione come garanzia di un prestito contratto con l'Associazione del Credito Mutuo di Kiev. Un anno dopo, non riuscendo a non pagare la totalità del finanziamento accordatogli, l'edificio fu pignorato e la sua proprietà passò a Daniel Balachovsky, proprietario della fabbrica di zucchero Blahodátinskoe, e attivo anche come ingegnere e agente consolare francese a Kiev. Nel 1918 la Casa delle Chimere fu ceduta a Samuel Nemets, e nel 1921, dopo che i bolscevichi presero possesso di Kiev, le sue unità immobiliari furono usate come uffici da varie unità di combattenti.
Dopo la rivoluzione russa del 1917 la Casa delle Chimere fu nazionalizzata e, successivamente, rifunzionalizzata per abitazioni collettive: in quel periodo ciascun piano ospitava nove o dieci famiglie. Durante la seconda guerra mondiale l'edificio fu abbandonato e patì significativi danni strutturali e degradi, causati dall'esposizione ai bombardamenti e all'usura. Terminato il conflitto, fu utilizzato come residenza dagli attori evacuati dal teatro Iván Frankó e poi, dopo che divenne possesso del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, come clinica.
Come clinica fu utilizzato fino al 2002, quando il primo ministro ucraino Leonid Kučma sgomberò l'edificio e promosse una radicale campagna di restauro, sotto l'egida di UkrNDIProektRestavrátsiya e la direzione di Natalia Kosenko. In occasione di questo intervento si ripristinò l'assetto originale del piano inferiore, con la ricostruione del suo apparato decorativo (distrutto in epoca sovietica), e del patio interiore, in cui vennero collocati un lago artificiale e un piccolo giardino, così come progettato inizialmente da Gorodeckij. Il restauro, portato a termine in sei mesi nel 001, comportò una spesa pari a 165,6 milioni di dollari.
Inizialmente destinata a succursale del Museo di Arte Ucraina nel novembre del 2004, dal 2005 la Casa delle Chimere - in seguito a un ulteriore intervento di restauro che ripensò anche l'inserimento urbano del complesso con l'apertura di una nuova piazza innanzi - è utilizzata come residenza ufficiale del presidente dell'Ucraina, con varie stanze destinate a cerimonie ufficiali e diplomatiche, negoziazioni, conversazioni private, stipula e firma di documenti ufficiali e conferenze stampa.
La Casa delle Chimere appartiene all'indirizzo stilistico Art Nouveau, al quale aderisce con le sue morfologie curvilinee e per l'esuberante partito decorativo, animato da un'imponente scenografia scultorea di fiori, essenze vegetali, creature fantastiche, esseri mitologici e grandi animali da caccia: l'immaginifica effervescenza di queste ornamentazioni valse a Gorodeckij il soprannome di Gaudí di Kiev.
Fu in particolare lo scultore italiano Emilio Sala a realizzare le sculture dell'edificio, sia nelle sue facciate esterne che nei suoi interni: frutto del suo scalpello, quindi, sono le sirene, i delfini, e le rane della copertura, i trofei di caccia e i natanti in naufragio delle facciate esterne, e i pesci gatto strangolati da foglie di fiori di loto delle scalinate interne. Le sculture esterne furono realizzate in cemento, la cui produzione fu affidata dalla compagnia For, della quale era vicedirettore lo stesso Gorodeckij. Nell'epoca in cui venne costruita la Casa delle Chimere il cemento era un materiale edilizio che, malgrado le coeve sperimentazioni di Auguste Perret, non godeva ancora di una grande popolarità, a testimonianza del suo carattere innovatore.
A causa della morfologia particolarmente scoscesa del lotto in cui fu costruita la Casa delle Chimere ricorre al cemento anche nelle sue fondazioni, così da garantire una risposta meccanica e strutturale ottimale. Guardando alla facciata principale, l'edificio sembra articolarsi su solamente tre piani: dal prospetto posteriore, invece, si legge e interpreta con chiarezza la sua distribuzione interna su sei piani.
La Casa delle Chimere fu progettata in modo che ciascun appartamento, occupando nella sua estensione l'interezza di ciascun piano, fosse dotato di tutte le stanze di cui potesse aver bisogno una residenza di alto lusso, dalle cucine private fino alle toelette private. In totale, l'edificio si estende su una superficie di 3.309,5 metri quadrati.
Nel livello più basso, all'interno della collina su cui si erge l'edificio, si situavano in origine due scuderie, due stanze per i cocchieri, una lavanderia collettiva e due appartamenti separati. Ciascuno di questi appartamenti si strutturava su un vestibolo che disimpegnava una cucina, un bagno e una stanza per la preparazione dei cibi, oltre che stanze dal carattere prettamente residenziali.
L'appartamento del secondo piano consisteva in sei locali residenziali, oltre che in un vestibolo, una cucina, tre spazi per la servitù, i servizi igienici, e infine due magazzini. Sullo stesso piano erano presenti anche quattro cantine per il vino, pensate e accessibili anche per i piani superiori. Un simile programma funzionale caratterizzava anche gli appartamenti degli altri piani. Di particolare interesse è l'appartamento del sesto piano, quello che appartenne a Gorodeckij e appunto caratterizzato dalle dimensioni maggiori. Qui sono presenti uno studio, un salone, una cucina, una camera da letto per i bambini, i servizi igienici, una stanza per la bambinaia, una stanza per gli ospiti, tre locali per la servitù, e due depositi.
L'eccentricità dell'edificio diede adito a una consistente serie di leggende e storie popolari. La prima è incentrata sulla figlia di Gorodeckij, la quale - suicidatasi in seguito a una delusione amorosa o a dispute familiari - avrebbe trascinato l'architetto polacco nella follia, inducendolo a costruire questo macabro edificio in sua memoria.
La seconda leggenda racconta che Gorodeckij contrasse una scommessa con altri architetti (tra i quali Oleksandr Kóbelev) che sostenevano che era impossibile costruire un edificio su un luogo caratterizzato da una pendenza così pronunciata e, in aggiunta, da un terreno pantanoso e pertanto meccanicamente debole. Gorodeckij avrebbe così vinto la scommessa edificando, per l'appunto, la Casa delle Chimere, e violando persino una prescrizione di inedificabilità del Comitato Costruttivo di Kiev.
Infine, secondo la terza leggenda, Gorodeckij invocò una maledizione sull'edificio quando fu costretto ad abbandonarlo a causa della sua impossibilità a saldare i debiti che l'Associazione del Credito Mutuo di Kiev gli aveva concesso: in questo modo, tutti i suoi inquilini futuri sarebbero stati condannati ad avversità e penurie economiche. Questa è la leggenda alla quale viene dato maggiore credito in quanto, di fatto, tutte le imprese insediatasi nell'edificio sarebbero fallite per motivi finanziari.
Anno: 1902
Monumento del patrimonio architettonico · Kiev
Baroque church located in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1747
Museo · Kiev
Museum in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1018
Museo d'arte · Kiev
Art museum in Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1899
Torre a traliccio · Kiev
La torre della televisione di Kiev (in ucraino Київська телевежа?, Kyïvs'ka televeža) è una struttura a traliccio completamente in metallo, alta 385 m, che ospita le antenne per le trasmissioni televisive e radiofoniche di Kiev.
Rappresenta l'edificio di maggiore altezza nell'intera Ucraina e il più alto nel mondo a traliccio. La torre della radiotelevisione si trova nel centro di Kiev vicino a piazza Santa Sofia.
La costruzione della torre fu iniziata nel 1968 e terminata nel 1973.
Tutta la costruzione, anche se in quel momento storico l'Ucraina era una repubblica socialista che apparteneva all'Unione Sovietica, venne progettata e costruita da ingegneri ucraini e da saldatori dell'istituto di saldatura di Kiev. Anche tutto il materiale impiegato è stato prodotto in Ucraina.
Il 1º marzo 2022, durante le operazioni militari che hanno coinvolto la città la torre è stata parzialmente colpita da un missile e ne è rimasta danneggiata. Durante l'attacco sono morte almeno cinque persone.
Il diametro alla base è di 90 metri e raggiunge con l'antenna l'altezza di 380 metri. La torre metallica è autoportante e completamente saldata.
Alla base si trova l'edificio originale con i trasmettitori.
L'antenna è bianca e rossa come tutta la struttura. Alla base si trova l'edificio originale con i trasmettitori TV VHF, FM a banda bassa, TV in banda UHF e in banda FM standard.
Ci sono 11 trasmettitori TV, 16 trasmettitori FM, 7 vecchi trasmettitori FM a banda OIRT e 9 trasmettitori a banda FM standard.
Sul sito dove è stata costruita la torre esisteva dalla fine del XIX secolo il cimitero ebraico di Lukianovka. La distruzione di questo luogo di sepoltura della comunità ebraica iniziò con l'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale poi continuò e venne ultimata negli anni sessanta.
Molte tombe furono trasferite nel nuovo cimitero e questo fu ufficialmente chiuso tra il 1961 e il 1966 tuttavia molte tombe di persone uccise durante il massacro di Babij Jar non vennero rimosse ma coperte e l'antenna della telecomunicazioni vi fu costruita sopra.
A breve distanza si trova il Memoriale per l'Olocausto di Babij Jar.
Dopo quanto avvenuto nel settembre 1941 a Babi Yar dove i nazisti avevano massacrato 33 771 ebrei, accanto al sito della torre e sempre per mano nazista (in questo caso della Gestapo) nel 1942 trovarono la morte diversi patrioti e a breve distanza dalla torre venne poi costruito il piccolo monumento alla loro memoria, in particolare a quella di Olena Teliha.
La torre per le telecomunicazioni e l'intera zona dove ebbe luogo il massacro di Babij Jar vengono citate nel romanzo della scrittrice tedesca di origini ucraine Katja Petrowskaja Forse Esther.
Anno: 1973
Statua colossale · Kiev
Monumento dì Kiev
Autore: Evgenij Viktorovič Vučetič
Bacino artificiale · Kiev
Lago artificiale ucraino sul fiume Dnepr
Ponte stradale · Kiev
Ponte di Kiev
Anno: 1953
Ponte · Kiev
Ponte stradale e ferroviario a Kiev
Anno: 1965
Bacino artificiale · Kiev
Reservoir in Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Monumento · Kiev
Monumento di Kiev, Ucraina
Museo archeologico · Kiev
Museo di Kiev, Ucraina
Anno: 1899
Greek Catholic church · Kiev
Edificio religioso a Kiev
Anno: 2002
Monastero · Kiev
Monastero a Kiev
Anno: 1001
Monumento · Kiev
Monumento a Kiev
Anno: 1982
Museo d'arte · Kiev
Museo d'arte a Kiev
Anno: 2006
Ponte · Kiev
Ponte strallato di Kiev
Anno: 1976
Museo · Kiev
International centre for contemporary art of the 21st century descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 2006
Museum-reserve · Kiev
Ukrainian historic sites descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1934
Orto botanico · Kiev
Orto botanico a Kiev, in Ucraina
Anno: 1983
Cattedrale · Kiev
La Cattedrale di San Pantaleone (in ucraino Пантелеймонівський собор?, Pantelejmonivs'kyj sobor) è una grande cattedrale ortodossa nel quartiere di Theophania a Kyiv. Presenta somiglianze con la cattedrale di Aleksandr Nevskij, a Tallinn, ed è considerata un punto culminante dell'architettura ecclesiastica del revival russo.
Fu costruita a partire da un progetto neorusso di Yevgeny Yermakov tra il 1905 e il 1912. L'edificio è a cinque cupole, con una massiccia cupola centrale nera e quattro cupole a forma di tenda agli angoli, oltre a basse gallerie che corrono tutt'intorno all'edificio. Le mura esterne sono ricoperte da un intrico di trafori.
La cattedrale doveva servire come chiesa principale del monastero di San Pantaleone, che ebbe origine come un ramo, o skete, del Monastero dorato di San Michele. Fu chiuso al culto e completamente saccheggiato negli anni '20 e fu danneggiato durante la Seconda guerra mondiale.
La struttura vuota della chiesa è stata restituita alla Chiesa ortodossa russa negli anni '90 ed è stata restaurata come chiesa principale di un convento di suore. L'altra chiesa del convento è conforme allo stile della cattedrale.
Anno: 1905
Monumento · Kiev
Monumento a Kiev
Autore: Vasilij Ivanovič Demut-Malinovskij
Torre campanaria · Kiev
Torre campanaria
Museo d'arte · Kiev
Il Museo Chanenko il cui nome completo è Museo nazionale d'arte Bohdan e Varvara Chanenko (in ucraino Національний музей мистецтв імені Богдана та Варвари Ханенків?, Nacional'nyj muzej mystectv imeni Bohdana ta Varvary Chanenkiv) è un museo a Kiev in Ucraina che custodisce la più vasta collezione d'arte europea, asiatica e antica del paese.
== Storia ==
Il museo nacque dal lascito di Bohdan Chanenko (1848-1917) avvocato, industriale e collezionista e della moglie Varvara, a sua volta ereditiera di una dinastia industriale e appassionata collezionista di antichità. Per ospitare la collezione la coppia fece erigere nel 1882 una sontuosa residenza copiando lo stile dei palazzi italiani.
Nel 1918 Varvara trasferì la collezione e la residenza all'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina Nel 1919 la proprietà venne nazionalizzata, nel 1921 arrivò al museo la parte della collezione Chanenko rimasta a Mosca, si aggiunsero ad essa altre collezioni tra le quali una ricca raccolta di ceramiche antiche dell'Asia centrale e, nel 1925, una collezione di fiamminghi.
Nel 1924, due anni dopo la morte di Varvara, il nome Chanenko viene cancellato dal titolo per "assenza di contributi rivoluzionari alla cultura proletaria" da parte della coppia. Durante la seconda guerra mondiale gran parte della collezione fu messa in salvo, parte fu comunque saccheggiata dai nazisti.
Il museo ha riaperto nel 1998 dopo un lungo periodo di restauro e nel 1999 gli è stato dato il nome attuale.
Attualmente il museo è diviso in due sezioni, quella dedicata all'arte occidentale occupa l'originaria residenza Chanenko, progetta tra il 1889 e il 1895, e quella dedicata all'arte orientale si trova in un edificio adiacente.
La sezione occidentale comprende oggetti funerari dell'antico Egitto, vasi dell'antica Grecia, alcune opere di origine etrusca e oggetti di arte romana per proseguire con l'arte rinascimentale, quadri, sculture, arredi e ceramiche tra le quali maioliche italiane del XV e XVI secolo. Tra i quadri una Madonna con bambino di Gentile Bellini datata 1480. L'epoca barocca è rappresentata da opere di Bernardo Bellotto, Francesco Guardi e Francesco Tironi. Tra i fiamminghi opere di Peter Paul Rubens, Pieter Brueghel il Giovane, Jacob Jordaens e Jan Weenix.
Alcune dipinti di autori spagnoli del XV/XII secolo tra i quali una natura morta di Juan de Zurbarán. Fra i francesi del XVI/XVIII secolo opere di Jacques-Louis David, Élisabeth Vigée Le Brun, Alexis Grimou e François Boucher. Una sala è completamente dedicata all'arte decorativa rococò con tappezzerie nelle quali è raffigurata la storia del Don Chisciotte.
Tra i prezzi di pregio spiccano due icone bizantine risalenti tra le più antiche al mondo provenienti dal Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai.
La sezione dedicata all'arte orientale ospita quattro sale dedicate rispettivamente all'arte buddista, cinese, paesi islamici e Giappone. Vi si trovano oggetti religiosi, sculture, icone, oggetti in bronzo, porcellane, smalti, tessuti, manoscritti e miniature.
La sala dedicata all'arte dei paesi islamici ospita opere, tra le quali ceramiche e oggetti in bronzo, provenienti da Iran, Iraq, Egitto, Siria e Turchia e paesi del Caucaso.
Nella sala dedicata all'arte giapponese numerosi pezzi del periodo Edo (1603—1868) tra cui stampe di diversi autori come Torii Kiyonaga, Isoda Koryūsai, Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige e una vasta collezione di tsuba decorati ma anche porcellane e una collezione di netsuke.
Anno: 1919
Museo archeologico · Kiev
Il Tesoro del Museo storico nazionale dell'Ucraina (in ucraino Скарбниця Національного музею історії України?, Skarbnýcja Nacionál'noho muzéju istóriji Ucrajíny), noto in precedenza come Museo del Tesori storici nazionali dell'Ucraina (in ucraino Музей історичних коштовностей України?, Muzej istoryčnych koštovnostej Ukrajiny) e Museo dei Tesori storici della RSS Ucraina (in ucraino Музей історичних коштовностей УРСР?, Muzej istoryčnych koštovnostej URSR), è una branca del Museo storico nazionale dell'Ucraina di Kiev.
Sito nell'area del monastero delle Grotte, il Tesoro vanta una collezione di oltre 56.000 monili.
La nascita del Tesoro è legata agli scavi del tumulo scita di Melitopol', avvenuto nel 1954. Durante la campagna di scavi furono rinvenuti oltre 4000 monili in oro e gli archeologi ucraini decisero di tenere tutti i reperti nella RSS Ucraina, anziché inviare quelli più preziosi a musei di Leningrado e Mosca come da prassi. Nonostante la richiesta dei reperti del direttore dell'Ermitage, lo storico Michail Artamonov, il presidente dell'Accademia delle scienze della RSS Ucraina, Oleksandr Palladin, decise di far trasferire i reperti da Melitopol'al museo storico statale di Kiev.
Dopo alcuni anni e l'organizzazione di una mostra con i monili del tumulo di Melitopol'e altri pezzi della collezione del museo storico statale di Kiev, il 22 novembre il Consiglio dei ministri della RSS Ucraina adottò una risoluzione per istituire un reparto del museo: il "deposito aureo." Nel 1968 venne modificato il nome della branca in Museo dei Tesori storici della RSS Ucraina e il 4 gennaio 1969 aprì i battenti ai primi visitatori.
Nel 1991, con l'indipendenza dell'Ucraina dall'Unione sovietica, il museo camibò nome in Museo dei Tesori storici nazionali dell'Ucraina. Nel 2021 il museo ha preso il nome attuale. Nei primi giorni dell'invasione russa su larga scala dell'Ucraina, il patrimonio del museo fu messo in sicurezza ed evacuato. A partire dal ritiro delle forze russe dalla regione di Kiev sono in corso delle mostre temporanee nel museo.
Il Tesoro del Museo storico nazionale dell'Ucraina ha una collezione di oltre 56.000 oggetti, esposti in nove sale e suddivisi in sezioni tematiche. I principali monili esposti nel museo sono stati rinvenuti nei kurgan sciti presenti nel Paese, tra cui il Tovsta mohila di Pokrov.
Il Tesoro conserva anche un gran numero di prodotti dell'oreficeria ucraina ed europea dell'età medievale e moderna, in particolare oggetti legati a figure come il metropolita Pietro Mogila e gli atamani di Zaporižžja Ivan Samojlovyč, Ivan Mazepa e Danylo Apostol.
Anno: 1963
Orto botanico · Kiev
Botanical garden in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1839
Museo d'arte · Kiev
Il Museo nazionale d'arte di Kiev o Museo nazionale «Galleria d'arte di Kiev» (in ucraino Національний музей «Київська картинна галерея»?, Nacional'nyj muzej "Kyïvs'ka kartynna halereja"; in russo Киевская картинная галерея?, Kievskaja kartinnaja galereja) è un museo dedicato a pittura e grafica che si trova a Kiev nella omonima oblast' dell'Ucraina.
== Origine del nome ==
Il museo, fondato nel 1922, ebbe come sede l'abitazione di Fedor Tereshchenko, ricco mercante originario di Hluchiv e venne denominato Museo Nazionale di Arte Russa di Kiev. Il palazzo era stato costruito su progetto degli architetti Vladimir Nikolaev e Andrei Gun. A partire dal 2017, per decisione della commissione culturale dell'amministrazione statale della città di Kiev, è stato cambiato il nome in Museo Nazionale "Galleria di Kiev" senza citare il nome del fondatore nonostante i voleri delle amministrazioni e dei cittadini.
La fondazione, avvenuta il 12 novembre 1922, fu possibile grazie alle donazioni del filantropo e collezionista d'arte Fedor Tereshchenko e di collezioni private che erano state nazionalizzate.
Durante gli anni trenta fu aggiunta una sezione dedicata all'arte contemporanea sovietica che in seguito è stata arricchita con opere di artisti dell'ex Unione Sovietica.
Durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022 le opere delle collezioni sono state spostate in rifugi per proteggerle. Numerose opere del museo sono state portate in Svizzera, sia a Basilea che a Ginevra. In questo contesto, il Kunstmuseum di Basilea ha organizzato la mostra «Born in Ukraine», in cui sono stati esposti 49 dipinti provenienti dal Museo nazionale d'arte di Kiev. La mostra presentava le opere di 31 artisti tra il XVIII e il XX secolo, che non solo hanno trovato rifugio qui ma sono state anche ricontestualizzate in termini di storia dell'arte con uno sguardo alla cultura ucraina. La mostra si è svolta in contemporanea con l'esposizione «From Dusk to Dawn» organizzata al Musée Rath di Ginevra.
Il museo si trova nella parte centrale della città in via Tereshchenkovskaya n. 9. Conserva opere di Karl Pavlovič Brjullov, Dmitrij Grigor'evič Levickij, Ivan Ivanovič Šiškin, Nikolaj Nikolaevič Ge, Michail Aleksandrovič Vrubel', Isaak Il'ič Levitan, Michail Vasil'evič Nesterov, Il'ja Efimovič Repin, Valentin Aleksandrovič Serov e numerosi altri. Oltre ai dipinti ed alle opere grafiche sono presenti anche sculture ed altri lavori artistici. Di particolare interesse è l'esposizione di mobili e stoviglie del periodo prerivoluzionario.
Anno: 1917
Chiesa ortodossa russa · Kiev
Former church building in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1744
Protected area of Ukraine · Kiev
Park-monument of landscape art in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1972
Area protetta · Kiev
Natural area located in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 2004
5 luoghi nei dintorni, a Distretto di Pečers'k, Taras Shevchenko Boulevard, distretto della Desna
Palazzo · Distretto di Pečers'k
Palace in Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1752
Monumento del patrimonio architettonico · Taras Shevchenko Boulevard
Orthodox Christian cathedral in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Anno: 1862
Cattedrale ortodossa · Distretto di Pečers'k
Cattedrale ortodossa di Kiev, all'interno del Monastero delle grotte
Cattedrale · distretto della Desna
Chiesa ortodossa a Kiev, in Ucraina
Lago · distretto della Desna
Lake in Kyiv, Ukraine descrizione disponibile solo in inglese
Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.
Ultimo aggiornamento il 28 ottobre 2026