Stretta tra oceano e monti, Cape Town è la città più turistica e la più antica del Sudafrica oltre a essere considerata una delle più belle sulla Terra. Capitale cosmopolita, possiede un patrimonio architettonico unico in cui alle fattorie olandesi si affiancano le chiese neo-gotiche, i minareti musulmani e costruzioni georgiane e vittoriane, a testimonianza del suo variegato passato coloniale. "La città madre", estremo meridionale del continente africano, ospita un litorale tra i più amati del Sudafrica, con più di 400 negozi per tutti i gusti e le tasche. Da qui è possibile visitare anche Robben Island, l'antica prigione dove Nelson Mandela trascorse segregato 27 anni di prigionia.
Cenni geografici
Città del Capo si trova a 33,55° Sud di latitudine, all'incirca la stessa di Sydney e Buenos Aires ed equivalente a quella di Casablanca e Los Angeles nell'emisfero settentrionale.
Il nucleo originario della città si sviluppò intorno al golfo della Tavola (Table Bay) che offriva garanzie per un approdo sicuro. Fin dai primi anni del dominio olandese la città si espanse a sud del porto, nella piccola conca delimitata ad ovest da Signal Hill e a sud e ad est dai contrafforti quasi verticali della montagna della Tavola (Table Mountain) le cui cime più alte, "Picco del Diavolo" (Devil's Peak) e "Testa di Leone" (Lion's Head) delimitano un piccolo tavolato interno (donde il nome) posto a un'altitudine media di 800 m s.l.m. Spesso le due cime appaiono avvolte da nubi sfumate conosciute in gergo locale come "la tovaglia".
Table Mountain costituisce l'estrema propaggine settentrionale della dorsale montuosa che si protende per una cinquantina di chilometri verso sud nelle acque dell'oceano Atlantico, formando la smilza penisola che termina nel capo di Buona Speranza da un lato e Cape Point dall'altro.
Gran parte della periferia di Città del Capo occupa la pianura Cape Flats, situata ad est di Table Mountain e affacciata a sud su False Bay, l'ampio golfo a forma di mezzaluna, così chiamato perché in epoche passate i naviganti vi approdavano scambiandola per Table Bay.
Quando andare
Cape Town gode di un clima temperato di tipo mediterraneo, paragonabile a quello della Liguria o della Costa Azzurra o anche a quello della California meridionale.
L'inverno (da inizio giugno a fine agosto) è caratterizzato da temperature medie oscillanti tra i 18,0° C e gli 8,5° C ma per un breve periodo, solitamente a luglio, la città va soggetta a fronti freddi determinati da un forte vento spirante da nord-ovest che porta con sé piogge abbondanti.
L'estate (da inizio dicembre a marzo) è calda e secca con temperature medie di 26,0° C e minime di 16,0° C. Nel periodo estivo il caldo a Città del Capo può diventare veramente insopportabile quando tra metà febbraio e inizi di marzo fa la sua comparsa il "vento di montagna" (Berg Wind), proveniente dalla regione semi-desertica del Karoo.
La tarda primavera e l'inizio dell'estate sono generalmente caratterizzate da un altro forte vento proveniente da sud-est, noto localmente Cape Doctor (Il medico di Città del Capo), così chiamato perché spazza via l'inquinamento atmosferico.
Le temperature dell'acqua variano notevolmente: si va infatti dai 10° C del versante atlantico agli oltre 22° C di False Bay. Quanti sono abituati al tepore delle acque del mediterraneo troveranno pressoché impossibile bagnarsi, anche in piena estate, nelle acque di Camps Bay, Clifton e delle altre spiagge sul versante atlantico, comprese quelle nel golfo riparato di Hout Bay.
Cenni storici
Gli Olandesi furono i primi tra gli Europei a stabilirsi nel territorio ove oggi sorge Città del Capo.
Il 6 aprile 1652 sbarcò a Table Bay un gruppetto di coloni agli ordini di Jan van Riebeeck che aveva avuto l'incarico dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali di fondare un avamposto ove le navi olandesi potessero fare scalo e rifornirsi nella lunga rotta dalla madrepatria alle Indie Orientali.
A quel tempo la penisola del Capo era abitata dai Khoe, detti anche "ottentotti" e dediti all'allevamento. I rapporti tra coloni e Khoe non tardarono a deteriorarsi e la base non fu più in grado di garantire i rifornimenti alle navi. Ripetuti scontri si susseguirono fino al 1677, dopo di che le tribù furono disperse così come le loro greggi.
La nuova colonia si trovò a corto di manodopera e c'era necessità di completare il forte e le infrastrutture portuali. Il legname non abbondava e i pochi boschi presenti nei dintorni sparirono ben presto. Fu così che Van Riebeeck chiese alla compagnia di procurargli gli schiavi necessari al completamento delle opere. I primi schiavi arrivarono dall'Angola su galeoni sottratti ai Portoghesi. Seguirono altri provenienti dai posti più disparati, dal vicino Madagascar come dalla lontana Sulawesi in Indonesia.
Grazie al lavoro forzato, la nuova colonia si sviluppò rapidamente e i bianchi (Burghers) divennero ricchi proprietari terrieri. La popolazione maschile superava di gran lunga quella femminile così furono fatte arrivare dall'Olanda vedove e giovani orfane. La compagnia manteneva uno stretto controllo della colonia. I suoi scopi erano solo commerciali ed essa si disinteressò ai servizi sociali. A Città del Capo le scuole erano rare così come i missionari e le chiese. La compagnia non aveva comunque controllo delle zone rurali dove venivano realizzate di continuo a scapito dei Khoe, nuove aziende agricole, dedite alla viticoltura o all'allevamento. Per tutto il XVIII secolo i Boeri (agricoltori) realizzarono splendide magioni al centro delle loro piantagioni costruite secondo l'esempio di quelle di Amsterdam. I livelli di alfabetizzazione diminuirono rapidamente soprattutto tra quei coloni che si erano spinti più lontani da Città del Capo. Anche la fede calvinista si discostò dagli insegnamenti originari e fu sviluppato il concetto di un diritto di conquista delle nuove terre di investitura divina. In forza di questo concetto i coloni sparavano a vista sugli uomini Khoe e trattenevano presso di sé le loro donne.
Nel 1780 scoppiò la guerra tra Gran Bretagna e Francia. L'Olanda si schierò dalla parte di quest'ultima e truppe francesi si installarono a Città del capo per prevenire un'invasione del comune nemico. Quindici anni più tardi le alleanze si ribaltarono in conseguenza dell'invasione dell'Olanda da parte delle truppe rivoluzionare francesi. La flotta britannica agli ordini dell'ammiraglio Keith Elphinstone sbarcò a Città del Capo nel giugno del 1795 con il pretesto di impedire una presa di possesso della colonia da parte di Napoleone, Il loro nuovo possedimento fu riconosciuto dal congresso di Vienna. Gli schiavi furono emancipati nel 1834.