Belgrado

Belgrado è la capitale e città più popolosa della Serbia. Sorge nella Serbia centrale alla confluenza dei fiumi Sava e Danubio, al confine naturale tra la penisola balcanica e la Pannonia.

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Aprile, Maggio, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio 5° -2° 51 mm
Febbraio 10° 1° 42 mm
Marzo 13° 3° 53 mm
Aprile 18° 7° 45 mm
Maggio 23° 13° 76 mm
Giugno 27° 17° 86 mm
Luglio 30° 19° 57 mm
Agosto 30° 19° 53 mm
Settembre 25° 15° 55 mm
Ottobre 19° 10° 42 mm
Novembre 13° 5° 57 mm
Dicembre 7° 1° 53 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Belgrado è la capitale e città più popolosa della Serbia. Sorge nella Serbia centrale alla confluenza dei fiumi Sava e Danubio, al confine naturale tra la penisola balcanica e la Pannonia.

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Guida pratica di Belgrado 8 sezioni

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Da sapere

La capitale serba vanta una storia tanto tumultuosa quanto affascinante. Distrutta e ricostruita - stando ai locali - più di 200 volte nella sua storia, Belgrado è sempre stata un naturale crocevia di culture tra Oriente e Occidente, che hanno entrambi nei secoli definito la sua identità, così come la sua architettura.

La città si stende lungo le rive dei fiumi Danubio e Sava, è nota per la sua vivace vita notturna, riconosciuta tra le migliori in Europa. Ma al di là delle sue celebri serate, Belgrado offre un'infinità di tesori culturali e storici che meritano di essere esplorati.

Camminando per le strade di Belgrado, ogni angolo rivela qualcosa di interessante. La via pedonale Mihailova è un fervente centro culturale e commerciale, fiancheggiata da edifici storici, boutique di moda, gallerie d'arte e caffè sempre pieni e di solito frequentata anche dagli studenti della vicinissima Università degli Studi di Belgrado. È il luogo perfetto per assaporare l'atmosfera urbana e osservare il trambusto quotidiano dei belgradesi.

La fortezza di Kalemegdan, posizionata strategicamente al confluente dei due fiumi è un altro dei simboli della città, a buon diritto. Questa antica cittadella è un testimone di battaglie e conquiste attraverso i secoli. Nei suoi pressi si estende uno dei più grandi parchi pubblici, popolare tra i locali per passeggiate, jogging e incontri. La fortezza ospita il Museo Militare e offre una vista panoramica incomparabile sulla confluenza del Danubio e della Sava.

Ma Belgrado non è solo passato. La città si sta rapidamente modernizzando, con quartieri come Savamala, che si è trasformato in un hub creativo pieno di murali colorati, design innovativi e spazi culturali dinamici. Qui, le vecchie magazzini sono state convertite in gallerie d'arte e locali alla moda, rendendo Savamala il cuore pulsante della nuova scena artistica e culturale di Belgrado.

Per gli appassionati di storia, una visita al Museo storico della Serbia e al Museo Jugoslavo rivela profondi strati di storia locale e regionale, con collezioni che spaziano dai tempi preistorici a quelli moderni, inclusi cimeli personali di Josip Tito, una figura chiave nella storia jugoslava.

La cucina serba riflette la storia multiculturale della regione e propone piatti squisiti. Da non perdere i ćevapi, piccole salsicce di carne grigliata, e il kajmak, una crema di latte densa e saporita. Le kafane, taverne tradizionali serbe, sono il luogo ideale per immergersi nell'ospitalità locale e spesso offrono musica dal vivo che spazia dalla musica folk tradizionale a quella più moderna.

Lo spirito accogliente e aperto dei belgradesi rende ogni visita un'esperienza piacevole e memorabile.

Se si visita la capitale della Serbia per la prima volta, ecco ciò che non si deve perdere:

la Fortezza di Kalemegdan, immersa nel verde, da cui si gode una vista a 360°

la Piazza Nikola Pašić, dove ha sede il Parlamento Nazionale

il Museo di Storia della Jugoslavia e la Casa dei Fiori, dove è sepolto Tito, per percorrere la storia della Serbia

l'area pedonale tra Piazza della Repubblica, via Knez Mihailova e piazza Kosančić, dove curiosare in gallerie d'arte e negozi d'antiquariato

il Tempio di San Sava, la chiesa ortodossa più grande dei Balcani, iniziata nel 1906 e non ancora terminata

il Vecchio e Nuovo Palazzo Reale, costruiti rispettivamente nel 1884 e nel 1922, oggi sedi istituzionali

il distretto di Savamala, ex-area industriale riqualificata, oggi cuore pulsante di laboratori, gallerie, mostre e festival di design

i cappellai della Balkanska, alcuni con una storia di più di 50 anni, da cui provare cappelli di ogni modello, colore o tessuto

il quartiere bohémien di Skadarlija, dove gustare un aperitivo a base di rakjia e la tipica cucina serba

Zemun, per vivere la frizzante night-life belgradese in uno dei famosi splavovi sulle rive dei fiumi

Nei dintorni di Belgrado, vi sono diverse località, facilmente raggiungibili, che vale la pena visitare.

Cenni geografici

Belgrado si erge a 116,75 m s.l.m. e si trova alla confluenza dei fiumi Danubio e Sava, un dettaglio geografico che ha plasmato significativamente la storia e il paesaggio della città. Il nucleo storico di Belgrado, con la fortezza di Kalemegdan, domina dall'alto le rive di entrambi i fiumi. Dalla fine del XIX secolo, la città si è espansa a sud e a est; dopo la seconda guerra mondiale, è sorto il Nuovo Belgrado (Novi Beograd,) sulla sponda sinistra della Sava, collegando Belgrado a Zemun. Oggi Belgrado non solo comprende vaste aree urbane e suburbane su entrambi i fiumi, ma presenta anche una geografia variegata che include pianure alluvionali e colline, come il punto più alto della città, la collina di Torlak a 303 metri.

Climaticamente, Belgrado è caratterizzata da un clima subtropicale umido al confine con un clima continentale umido, con quattro stagioni distinte e precipitazioni uniformemente distribuite durante l'anno. Le medie mensili variano da 1,4 °C a gennaio a 23,0 °C a luglio, con una media annuale di 12,5 °C. Belgrado sperimenta in media 44,6 giorni all'anno con temperature massime pari o superiori a 30 °C, e circa 52,1 giorni all'anno con temperature minime sotto lo zero. La città riceve circa 691 mm di precipitazioni all'anno, con la tarda primavera che è il periodo più umido.

Cenni storici

La storia di Belgrado si snoda attraverso millenni. Le sue origini si perdono nella preistoria con la cultura di Vinča, una delle più avanzate dell'Europa neolitica, intorno al 5500 a.C., notevole per la sua ceramica sofisticata e le prime forme di scrittura, tra le più antiche in assoluto. La cultura Vinča segna l'inizio degli insediamenti stabili nella regione e l'abbandono delle pratiche nomadiche. Grazie alla sua posizione su due fiumi, Belgrado è diventata un nucleo per il commercio e la guerra fin dai tempi antichi.

Conquistata dai Celti nel IV secolo a.C., che la presero ai popoli traci e daci indigeni, fu ribattezzata Singidūn (fortezza, dun, dei Singi, il nome delle tribù tracie preesistenti). Fu poi inglobata nell'Impero romano, divenendo una città di significativa importanza militare e commerciale. Dopo la divisione dell'Impero romano, quella che oggi chiamiamo Belgrado vide un susseguirsi di dominazioni, tra cui quelle di Bizantini, Unni e Slavi, fino a diventare parte del Regno di Serbia nel Medioevo.

L'importanza strategica della città la rese oggetto di numerose battaglie, soprattutto durante l'epoca delle invasioni ottomane. Gli Ottomani la assediarono e fecero propria nel 1521, inaugurando un periodo di dominio islamico che durò fino al XIX secolo. Durante questo periodo, Belgrado fu trasformata in una fortezza ottomana, con la costruzione di numerose strutture difensive che ancora oggi caratterizzano il panorama della città.

La svolta per Belgrado arrivò nel XIX secolo, quando divenne la capitale del Principato autonomo di Serbia dopo una serie di rivolte e guerre intestine. Con l'indipendenza dalla dominazione ottomana, Belgrado iniziò a modernizzarsi, riflettendo l'aspirazione della Serbia a stabilirsi come stato moderno e indipendente. Il XX secolo, tuttavia, portò nuove sfide: la città fu teatro di devastazioni durante entrambe le guerre mondiali e successivamente divenne la capitale della Jugoslavia socialista, di un tipo peculiare di socialismo a dire il vero, sotto la guida di Josip Broz Tito. Durante il regime di Tito, Belgrado si trasformò in un centro culturale e politico, promuovendo l'ideologia dell'unità tra i diversi popoli slavi. Il personaggio di Tito è ancor oggi uno dei più dibattuti della storia dei Balcani.

Il periodo post-Tito fu segnato da tensioni e conflitti etnici che culminarono nelle guerre jugoslave degli anni '90. Belgrado subì gravi danni durante i bombardamenti della NATO nel 1999, diventando la prima capitale europea a essere bombardata dopo la seconda guerra mondiale, un evento traumatico che ha lasciato segni profondi nella memoria collettiva della città e ha avuto ripercussioni durature sulla struttura urbana e politica.

Oggi, Belgrado sta vivendo una rinascita, riaffermandosi come il cuore culturale ed economico della Serbia. Nonostante le cicatrici del passato, ancora ben visibili, la città brulica di energia, progetti innovativi e un forte senso di identità, continuando a giocare un ruolo chiave nello scacchiere geopolitico dei Balcani. Numerosi progetti, come il Waterfront, cofinanziato, tra gli altri, dagli Emirati Arabi Uniti, stanno pian piano realizzando il sogno di Belgrado come capitale dei Balcani e centro industriale, economico e culturale di tutto rispetto nella regione.

Come orientarsi

Quartieri

Belgrado è divisa in 17 municipalità (Gradske opštine), più o meno indipendenti che compongono il distretto di Belgrado:

Centro di Belgrado

1 Čukarica — Situato a sud-ovest del centro città, Čukarica offre una combinazione di ambienti urbani e suburbani, includendo il popolare lago di Ada Ciganlija (Савско Језеро), un amato punto di ritrovo per il tempo libero.

2 Novi Beograd (Nuova Belgrado) — Caratterizzato da costruzioni di gusto contemporaneo come la Torre Ušće o la Beogradska arena, ma anche da numerosi esempi di brutalismo.

3 Palilula — Una delle municipalità più grandi per superficie, Palilula si estende tra paesaggi urbani e rurali e include importanti siti storici come l'area di Vukov Spomenik, un quartiere culturale sede di un'importante stazione ferroviaria che serve l'intera capitale.

4 Rakovica — Un centro industriale, ospita anche diversi monasteri e parchi, offrendo una combinazione di spazi urbani e aree verdi.

5 Savski Venac (Villaggio sulla Sava) — Con la storica Fiera di Belgrado e la vivace Stazione Ferroviaria Centrale, Savski Venac è un dinamico mix di vecchia e nuova Belgrado con significativi punti di interesse culturale.

6 Stari Grad (Città vecchia) — Il nucleo storico di Belgrado, Stari Grad ospita molte delle più iconiche attrazioni della città, inclusa la via Knez Mihailova e l'antica Fortezza di Belgrado.

7 Voždovac — Conosciuto per le sue strutture sportive e educative, inclusa la Facoltà di Scienze Organizzative e la foresta di Banjica, un popolare luogo di ricreazione.

8 Vračar — Un municipio piccolo ma densamente popolato, Vračar è famoso per il Tempio di San Sava, una delle più grandi chiese ortodosse del mondo, e la biblioteca nazionale della Serbia.

9 Zemun — Storicamente distinto per la sua influenza architettonica austro-ungarica, Zemun è noto per il suo pittoresco lungofiume, la Millenium Tower e un gigantesco platano centenario, fatto piantare dal principe Milos in persona nel XIX secolo.

10 Zvezdara — Principalmente una zona residenziale, Zvezdara è nota per il suo osservatorio e la foresta omonima.

Municipalità suburbane

11 Barajevo — Conosciuto per il suo tranquillo paesaggio rurale e i piccoli villaggi, Barajevo offre un rifugio sereno dalla frenetica vita cittadina, con bellissimi paesaggi naturali e tradizioni locali.

12 Grocka — Grocka si distingue per la sua eredità agricola e vinicola, offrendo scenari panoramici sul Danubio e ricchi eventi culturali. Se ci si ferma a Belgrado più di qualche giorno, vale la pena fare una capatina in uno degli agriturismi o aziende vinicole di Grocka.

13 Lazarevac — Importante comunità industriale e mineraria di Belgrado, Lazarevac è anche noto per il suo parco commemorativo dedicato ai soldati della prima guerra mondiale.

14 Mladenovac — Situato nella parte meridionale della città, Mladenovac è famoso per le sue fonti di acqua minerale terapeutica e alcuni resti architettonici di antichi monasteri.

15 Obrenovac

16 Sopot — Nota per la sua bellezza rurale e lo stile di vita tradizionale serbo, Sopot è famosa per il suo evento culturale annuale, i Giorni della Raccolta nel periodo della vendemmia.

17 Surčin — Sede dell'Aeroporto Nikola Tesla di Belgrado, Surčin è un importante portale per la Serbia e presenta una combinazione di paesaggi agricoli e industriali.

Come arrivare

In aereo

L'1 Aeroporto di Belgrado-Nikola Tesla (IATA: BEG) a 18 km dal centro. È il principale hub di Air Serbia, che offre voli verso la maggior parte delle capitali europee, ma in particolare verso le città balcaniche come Lubiana, Podgorica, Sarajevo, Skopje per citarne alcune. Tra le destinazioni del Vicino Oriente ci sono Abu Dhabi, Baku, Beirut, Doha, Dubai e Istanbul. Sono disponibili voli diretti per New York JFK e per Chicago.

Air Serbia opera anche voli domestici verso gli altri due aeroporti internazionali serbi, Niš e Kraljevo. Per ragioni pratiche, l'aeroporto dispone di un unico terminal. All'arrivo, si passa attraverso il salone airside prima del controllo passaporti e del ritiro bagagli. I chioschi di cambio valuta offrono tassi entro il 5% del tasso ufficiale, un buon affare ovunque. Alla partenza, il controllo passaporti segue immediatamente il check-in, dopodiché si entra nel salone airside. Ci sono negozi e punti ristoro, ma poche sedute generali. Ogni gate di partenza ha il proprio controllo di sicurezza e una sala d'attesa angusta senza servizi igienici, un design decisamente scomodo.

Per arrivare in città dall'aeroporto esistono varie alternative:

In autobus: l'autobus 72 parte ogni 30 minuti per Zeleni Venac, vicino alla stazione degli autobus intercity e Piazza della Repubblica. Il biglietto costa 50 RSD, pagabili direttamente al conducente (e si consiglia di avere delle banconote piccole grazie allo scambio valuta). Il tragitto dura dai 40 ai 50 minuti e si snoda attraverso i centri commerciali della periferia occidentale. Gli autobus circolano tutti i giorni dalle 05:00 alle 23:30. L'autobus parte dall'esterno delle Partenze, quindi chi arriva deve salire al piano superiore. A Zeleni Venac, la fermata del 72 è la più in alto, o la più orientale, sulla piattaforma principale con tutti i punti di fast food.

L'autobus 600 parte ogni 30-40 minuti per la Stazione Centrale dei Treni (Beograd Centar-Prokop). Il biglietto costa 50 RSD.

Il minibus A1 collega l'aeroporto con Piazza Slavija, fermandosi a Novi Beograd e alla stazione degli autobus principale. Gli autobus sono confortevoli e climatizzati. Il biglietto costa 400 RSD, pagabili al conducente. Alcuni accettano anche Euro. Il viaggio dura 30 minuti. Questo bus opera anche di notte, con una breve pausa dalle 02:00 alle 04:00.

Se si preferisce il taxi, la tariffa dall'aeroporto è fissa: la maggior parte delle compagnie di taxi ha una lista di prezzi in più lingue. Il costo è di circa 3000 RSD per il centro e il Nuovo Belgrado e di 4000 RSD per i sobborghi, bagagli inclusi. È possibile prenotare un taxi telefonicamente o recarsi allo sportello taxi designato, ottenere una ricevuta con la destinazione scritta e consegnarla al tassista.

In auto

Da Milano sono circa 1000 km, quasi tutti in autostrada. Il viaggio prevede il passaggio per due paesi, la Slovenia prima e la Croazia poi, proprio vicino alle loro rispettive capitali, Lubiana e Zagabria.

In nave

Da Bari si arriva ad Antivari (Bar) in Montenegro con soli 59 euro poi si può proseguire in treno o in autobus.

In treno

Esiste un unico treno giornaliera che unisce Venezia S.L. a Belgrado (e viceversa), che transita per la Slovenia e la Croazia e quindi anche per Lubiana e Zagabria. Il prezzo è di circa 110 Euro. Si consiglia tuttavia di informarsi sul sito delle ferrovie italiane, in quanto sembra che il treno ultimamente sia stato soppresso (agosto 2012).

In autobus

lasta Tutti i giorni.

Come spostarsi

Con mezzi pubblici

GSP Beograde (ГСП in serbo cirillico) gestisce un'ampia rete di trasporti pubblici di autobus, filobus e tram nella città e nei suoi sobborghi. Le mappe sono disponibili online così come un pianificatore di percorso più aggiornato. Prima esisteva un'app Android BusPlus (Srb/Eng), utile per navigare su tutte le linee e le fermate su una mappa, ma è stata terminata a maggio 2023. C'era un'opzione a pagamento per verificare a quante fermate dista il veicolo successivo, ma anche questo servizio verrà interrotto nel maggio 2023. La sostituzione dell'app e del servizio non è ancora disponibile. Google Maps può essere utilizzato anche per trovare buone opzioni di trasporto pubblico.

Puoi utilizzare l'applicazione Moovit per la navigazione del trasporto pubblico, mappe, orari, arrivi in tempo reale semplicemente aggiungendo la prima e l'ultima fermata.

Autobus

Gli autobus sono la spina dorsale del trasporto pubblico di Belgrado e con essi puoi arrivare quasi ovunque. Gli autobus sono molto pieni nelle ore di punta e alcuni sono pieni tutto il giorno, notoriamente il 26, l'83 e il 50. La loro qualità varia: quelli in giro per il centro città o che servono quartieri eleganti sono solitamente veicoli più nuovi con aria condizionata, ad es. il polacco Solaris Urbino 18. Più lontano si possono incontrare alcuni esemplari anziani, ad es. l'Ikarbus di 30 anni con panche di legno come sedili.

Ci sono due terminal principali per gli autobus locali: la stazione principale degli autobus interurbani (vicino alla stazione ferroviaria dismessa) per la periferia ovest e sud-ovest, e Zeleni Venac per il nord (Zemun e Batajnica) e alcune parti occidentali della città (Banovo Brdo, Žarkovo, Čukarica). È una ripida camminata di dieci minuti dalla stazione principale degli autobus a Zeleni Venac, senza autobus nel mezzo.

Tram

Ci sono undici linee di tram a Belgrado. Tutte le linee convergono nella zona Slavija-Vukov Spomenik (tranne la 11 e la 13 che vanno a Novi Beograd rispettivamente da Kalemegdan e Banovo Brdo).

La linea più notevole è la linea n. 2, che fa il giro del centro cittadino con un percorso circolare (krug dvojke). Un'altra linea degna di nota è la n. 3, che attraversa la zona panoramica del parco Topčider.

Molte linee tranviarie sono servite solo dai nuovi tram CAF Urbos (7 e 12, anche 13), mentre la maggior parte delle altre sono servite dai vecchi tram Tatra KT4 e donati da Basilea (alcuni di loro hanno più di 50 anni, ma in una versione migliore stato dei Tatra, poiché quei tram furono lasciati a decadere per anni durante gli anni '90 e 2000).

Filobus

I filobus di Belgrado hanno sette linee che servono due corridoi principali. Un corridoio va da Studentski trg (vicino a Trg Republike) attraverso Crveni Krst fino a Konjarnik e Medaković 3. L'altro va da Zvezdara a Banjica, percorso dalle linee 40 (Banjica-Zvezdara), 41 (Studentski trg - Banjica) e 28 (Studentski trg -Zvezdara). I filobus sono per lo più veicoli bielorussi più nuovi con un paio di ZiU sovietici più vecchi.

Tariffe

Nel maggio 2023 è stato introdotto un nuovo sistema di biglietteria (Beograd Plus) in sostituzione di quello vecchio (Bus Plus). Ha reso i biglietti più convenienti di prima. Nel luglio 2023 viene introdotta l'applicazione Android Beograd Plus, in serbo e inglese.

L'intera città è divisa in due zone, contrassegnate come A e B, mentre la zona C rappresenta le zone A e B combinate. La zona A comprende la maggior parte della parte urbana della città, mentre la zona B comprende le città più piccole a sud di Belgrado che amministrativamente ne fanno parte (Lazarevac, Mladenovac, Obrenovac, Barajevo, Sopot e parte di Grocka). Poiché la maggior parte dei turisti non lascia mai la parte urbana, qui elencheremo solo i biglietti per la Zona A. Per le altre zone, vedere il sito web.

Opzioni del biglietto:

Biglietto da 90 minuti (50 RSD)

Biglietto giornaliero (120 RSD)

Biglietto 7 giorni (800 RSD)

Biglietto 30 giorni (2200 RSD).

I biglietti possono essere acquistati:

utilizzando l'applicazione Android Beograd Plus

inviando un SMS da un numero di cellulare serbo

in forma cartacea in pochissimi posti a Belgrado (con la promessa che dall'estate 2023 saranno acquistabili in molti altri posti).

Per acquistare i biglietti utilizzando l'applicazione Android Beograd Plus, è necessario installare l'applicazione, creare un account nell'applicazione e inserire il numero della carta di credito. L'applicazione fornisce anche l'elenco e la mappa delle stazioni più vicine, con l'elenco dei tempi di attesa per ogni linea della stazione selezionata.

Per acquistare i biglietti tramite invio SMS è necessario possedere un numero di cellulare serbo. Non puoi chiedere a qualcun altro di acquistare un biglietto per te inviando un SMS dal suo numero di telefono, perché durante il controllo del biglietto, verrà inviato un SMS aggiuntivo allo stesso numero di telefono e se non puoi presentare l'SMS aggiuntivo al controllore sarai multato. Per acquistare il biglietto inviate via SMS i seguenti codici da un numero di cellulare serbo al numero 9011:

A90 per il biglietto da 90 minuti

A1 per un biglietto di 1 giorno

A7 per un biglietto di 7 giorni

A30 per un biglietto di 30 giorni.

Gli operatori di telefonia mobile addebitano una commissione aggiuntiva del 5% sul prezzo del biglietto.

Puoi acquistare i biglietti cartacei solo in un paio di posti a Belgrado:

Skender Begova 47, Stari Grad

Centro commerciale Trg Republike (Piazza della Repubblica), Stari Grad

Knez Mihailova 6 (2° piano), Stari Grad

Deligradska 10, Savski Venac

Bulevar Mihajla Pupina 167, Novi Beograd.

Il biglietto è valido a partire dal momento dell'acquisto (compreso quello da 90 minuti). Non è necessario convalidare o timbrare il biglietto quando si sale a bordo del veicolo.

Anche i bambini, gli scolari e gli studenti devono pagare i biglietti, a meno che non abbiano la residenza permanente a Belgrado.

Se un autobus molto affollato si svuota all'improvviso, è molto probabile che i passeggeri sprovvisti di biglietto abbiano notato un controllore salire a bordo. Le tue opzioni, se non hai un biglietto, sono: abbandonare la nave con loro, fare lo spaccone o sfacciatamente per uscire, o affrontare una multa di 2000 RSD sul posto.

I minibus collegano le periferie e sono generalmente più veloci e comodi degli autobus normali. Una corsa singola costa 150 RSD, pagati all'autista. Su queste linee non sono validi biglietti giornalieri e tessere non personalizzate.

Il trasporto giornaliero inizia alle 04:00 e termina a mezzanotte. Il trasporto notturno è effettuato esclusivamente tramite autobus, con un numero limitato di linee con frequenza ogni 30-60 minuti. Il trasporto notturno è gratuito. Le linee notturne hanno tutte il prefisso N quindi queste regole valgono anche se la corsa è iniziata poco prima di mezzanotte, viceversa non valgono per gli altri autobus dove si era ancora a bordo dopo la mezzanotte.

In auto

Come nella maggior parte d'Europa è necessario mantenersi sul lato destro della strada. Guidare a Belgrado può essere stressante. Evita le ore di punta (08:30–9:30, 16:00-18:00). Pianifica il tuo viaggio se stai andando nel centro della città e prevedi di avere difficoltà a trovare un parcheggio gratuito nelle strade il venerdì e il sabato sera in centro. I garage potrebbero essere una scelta migliore.

Tieni accesi gli anabbaglianti, sia di giorno sia di notte. Il limite di velocità sulle strade della città è di 50 km/h, vicino alle scuole anche meno (30 km/h), in autostrada è più alto (fino a 130 km/h). È noto che la polizia attende nei luoghi in cui potresti sentirti a tuo agio nel superare il limite, ma quasi mai in autostrada. Prestare particolare attenzione quando si attraversa il ponte di Branko e si guida sulle strade seguenti: Bulevar Mihaila Pupina, Jurija Gagarina, Vladimira Popovića e altre strade principali. Tieni le cinture di sicurezza allacciate. Anche gli altri passeggeri dovranno fare lo stesso, anche seduti sul sedile posteriore (se sono presenti le cinture di sicurezza).

Il livello consentito di contenuto di alcol nel sangue (BAC) è dello 0,03%, che equivale all'incirca a un drink. Se vai in macchina per bere, considera di tornare indietro utilizzando il taxi o il servizio Safe Driver. Belgrado è nota per la vita notturna, quindi se ti trovi in una situazione del genere, questo è un modo per arrivare a casa sani e salvi.

Le corsie gialle sono riservate ai trasporti pubblici, ovvero autobus e taxi, e non possono essere utilizzate dai veicoli privati. Sono contrassegnati da una linea gialla e dai segnali stradali. Alcuni si applicano solo nelle ore di punta.

Cosa vedere

Architetture civili e militari

1 Fortezza di Belgrado (Locata sopra la confluenza dei fiumi Sava e Danubio). Fu costruita nel I secolo a carattere di difesa. Nel complesso monumentale si possono ammirare: Porta del despota era la porta principale per entrare nella città superiore, costruita nella prima metà del XV secolo. Oggi ospita l'osservatorio. Pozzo romano situato nel luogo in cui in passato si innalzava il palazzo medievale Stefan Lazarević. Pobednik opera dello scultore Ivan Mestrović, costruito nel 1928. Torre Sahat risalente al XVI secolo e usata dai Turchi come torre di guardia. Hammam costruito dai Turchi alla fine del XVIII secolo, distrutto nella II Guerra Mondiale e ricostruito nel 1962, oggi ospita il Planetario. Torre Nebojša risalente al Medioevo, veniva usata per bloccare l'accesso al porto e nell'era turca anche come prigione.

2 Parco di Kalemegdan. Intorno alla fortezza si estende il parco di Kalemegdan, dove si trovano anche: Monumento alla gratitudine alla Francia costruito nel 1930 in segno di riconoscenza per l'aiuto fornito durante la prima guerra mondiale, opera dello scultore Ivan Mestrović. Monumento della consegna delle chiavi innalzato nel luogo in cui il sultano consegnò la fortezza al principe Mihailo Obrenović.

3 Statua del principe Mihailo Obrenović (Knez Mihailo Obrenović). Simbolo della liberazione dai turchi, eretto nel 1882, opera dello scultore fiorentino Enrico Pazzi.

4 Vecchio palazzo (Stari dvor). L'antico palazzo della dinastia serba dei Obrenović, costruito tra il 1882 e 1884.

Architetture religiose

5 Chiesa di San Sava (Hram Svetog Save). Il tempo di San Sava, uno dei più grandi templi ortodossi al mondo.

6 Chiesa dell'Ascensione (Vaznesenjska crkva). Chiesa edificata nel 1863.

7 Chiesa di San Marco (Crkva Svetog Marka). Chiesa dedicata a San Marco, costruita in stile serbo-bizantino nel 1931-1940.

8 Chiesa di San Basilio da Ostrog (Crkva Sv. Vasilija Ostroškog). L'ultima chiesa ortodossa costruita a Belgrado (1996-2001).

9 Moschea Bajrakli.

Musei

Beograđanka. All'angolo tra Kralja Milana e via Masarikova.

Museo d'Arte Contemporanea. Espone arte jugoslava.

Parchi e giardini

Ada Ciganlija. Letteralmente "Isola degli Zingari", bellissimo parco attorno a un bacino artificiale, dove si può fare il bagno, attività sportive, pic-nic e passare una bella giornata a contatto con la natura. Esiste anche una spiaggia dove è possibile praticare il naturismo.

Botanicka basta. Giardino botanico situato in via takovska con una grande varietà di piante esotiche e centenarie.

Zoološki vrt. Giardino zoologico esteso su 6 ettari di terreno che ospita 2.000 animali circa.

Eventi e feste

Beogradska Nova Godina. Capodanno di Belgrado.

Guitar Art Festival. A febbraio. Festival internazionale di chitarra.

FEST. A febbraio-marzo. Festival internazionale del cinema di Belgrado.

International Fair of Tourism. A febbraio-marzo. Fiera internazionale del turismo.

Festival dei documentari e cortometraggi. A marzo.

Belgrade Children's Expo. Ad aprile. Fiera per i bambini.

Belgrade Dance Festival. Ad aprile.

Dani Beograda. Ad aprile. Giornate di Belgrado.

Beogradski maraton. Ad aprile. Maratona.

Belgrade fashion week. Ad aprile. Settimana della moda.

Super Natural festival. Ad aprile.

Belgrade Design week. A maggio. Settimana del design.

Belgrade Sport Fest. A fine maggio.

Belgrade Summer Festival. A luglio.

Universiade 2009. A luglio. Universiadi estive.

Festival della Birra. Ad agosto.

Tango Festival. A settembre.

BITEF. A settembre. Festival internazionale di teatro dal 1967.

BEMUS. A ottobre. Festival della musica.

Međunarodni beogradski sajam knjiga. A ottobre. Fiera internazionale dei libri.

Jazz Festival. A ottobre.

FIST. A novembre. Festival internazionale del teatro degli studenti.

Festival della scienza. A dicembre.

Acquisti

Numerosi sono i luoghi a Belgrado dove si può far shopping.

Knez Mihailova. È la strada in assoluto più famosa per lo shopping.

Bulevar kralja aleksandra. In bulevar kralja aleksandra tanti piccoli negozi che vendono le cose più strane.

1 Mercatino delle pulci, Slavija. Ogni sabato. Assolutamente da visitare.

Mercatino dei fiori, Zvezdara. Tutti i giorni. Per i regalini agli amici e ai parenti per souvenir, ecc.

Windows of beograd, knez mihajlova. Consigliatissimo; un po' caro ma si trovano cosine carinissime inerenti a Belgrado.

Centri commerciali

2 Delta City, Jurija Gagarina 16, ☎ +381 11 2203624. Prezzi pressoché uguali a quelli in Italia. Lun-Dom 10:00-22:00. Per gli amanti del centri commerciali, niente di meglio di "Delta City", un immenso edificio costruito su più piani con centinaia di negozi e un supermercato. Ampio parcheggio sotterraneo ed esterno.

3 Usce, ☎ +381 11 2854505. Lun-Dom 10:00-22:00.

Dove alloggiare

Prezzi medi

Aleksandar Palas, Kralja Petra I 13-15, ☎ +381 11 3305300. +381 11 3305334.

Design Hotel Mr. President, Karadjordjeva 75, ☎ +381 11 3612050.

Hyatt Regency, Milentija Popovica 5 (3 km dal centro), ☎ +381 11 3011234, fax: +381 11 3112234.

Hotel Zlatnik, Dobanovacka 95, Zemun (7 km dal centro di Belgrado), ☎ +381 11 316 7511, fax: +381 11 316 7235.

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Cosa vedere a Belgrado

  1. Tempio di San Sava
  2. Museo nazionale di Serbia
  3. Avala Tower
  4. Bajrakli Mosque
  5. Kuća Cveća
  6. Kalemegdan
  7. Museo Nikola Tesla
  8. Chiesa di San Marco (Belgrado)
  9. Teatro nazionale a Belgrado
  10. Cattedrale di San Michele Arcangelo (Belgrado)
  11. Ponte Ada
  12. Singidunum
  13. Piazza della Repubblica (Belgrado)
  14. Pobednik
  15. Museum of Yugoslav History
  16. Museo di arte contemporanea (Belgrado)
  17. Piazza Slavija
  18. Museo di storia militare di Belgrado
  19. Terazije
  20. Branko (ponte)
  21. Gazela
  22. Campo di concentramento di Banjica
  23. Museo etnografico di Belgrado
  24. Ponte di Pančevo
  25. zoo di Belgrade
  26. Chiesa di Sant'Aleksandr Nevskij
  27. Chiesa Ružica
  28. Museo di arte africana
  29. Piazza Nikola Pašić
  30. Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović
  31. Atelier 212
  32. Concattedrale di Cristo Re
  33. Railway Museum
  34. Chiesa dell'Ascensione (Belgrado)
  35. Yugoslav Film Archive
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  37. Church of St. Basil of Ostrog, Belgrade
  38. Belgrade City Museum
  39. Cattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo
Mappa di Belgrado con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Tempio di San Sava

Cattedrale ortodossa · Belgrado

Tempio di San Sava

Il tempio di San Sava (in serbo Храм светог Саве o Hram svetog Save?) è la seconda chiesa ortodossa per grandezza dell'area balcanica, arriva ad un'altezza di 70 metri, e si trova a Belgrado, capitale della Serbia.

== Ubicazione ==

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Il tempio è uno dei più imponenti edifici di Belgrado. Costruito nella municipalità di Vračar alla sommità dell'altopiano omonimo, con la sua mole domina la città.

Collegato alla grande piazza Slavija che, attraverso la via Kralja Milana lo unisce a Terazije e, quindi, al centro di Belgrado, all'antico quartiere di Dorćol e alla zona pedonale di ulica Knez Mihailova, e, attraverso la via Nemanjina, alla stazione ferroviaria e, da lì, ai ponti che conducono a Novi Beograd, è l'ultimo di una serie di edifici maestosi costruiti lungo lo stesso asse che parte dalla fortezza del Kalemegdan e continua col palazzo Albanija e segue con il grattacielo Beograđanka.

Storia

Nel 1594, mentre la Serbia era sotto il dominio ottomano, il popolo aveva come punti di riferimento sia spirituale che politico i monasteri ortodossi. In particolare, quello di Mileševa era di fortissimo richiamo sia per i serbi che per tutti i credenti ortodossi, per la presenza del corpo di san Sava, venerato in tutta l'Europa orientale. I governanti turchi, indispettiti per i continui pellegrinaggi e per la grande popolarità del luogo di culto, diedero alle fiamme il monastero e, su ordine del Gran Vizir Sinan Pascià, esumarono il corpo del santo, lo portarono sulla collina di Vračar a pochi chilometri dalle mura della città e lo bruciarono su una grande pira. Nel 1895, dopo dieci anni dalla liberazione dai turchi, si decise di costruire un grande tempio per santificare il luogo dove fu fatto scempio dei resti mortali del santo: venne subito eretta una piccola chiesa commemorativa e fu fondata una società col compito di ingrandirla.

Nel 1905 fu bandito un concorso per l'ampliamento e nel 1906 le opere presentate furono giudicate presso l'Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo che le ritenne tutte non adeguate all'importanza e alla sacralità del luogo.

Lo scoppio, prima, del conflitto con la Bulgaria nel 1912 e, poi, della prima guerra mondiale, rallentarono i progetti di ingrandimento del tempio, che ripresero solo nel 1919 quando fu nominato un nuovo comitato direttivo presieduto dal patriarca Dimitrije. Nel 1926 fu bandito un nuovo concorso e, nel 1930 il patriarca Barnaba affidò la costruzione della chiesa monumentale agli architetti Alexandar Deroko e Bogdan Nestorović; i lavori iniziarono nel 1935. Il 6 aprile 1941, Belgrado fu bombardata dall'esercito tedesco e, successivamente occupata: un contingente militare germanico si installò all'interno delle mura del tempio e saccheggiò gli uffici della società costruttrice. Dopo la cacciata dei tedeschi al termine della guerra, l'area venne utilizzata come campo delle truppe sovietiche e partigiane; successivamente, il nuovo governo comunista jugoslavo non ritenne opportuno riprendere la costruzione dell'edificio, e l'ingrandimento del tempio venne accantonato.

Fu solo nel 1984 che il patriarca German riuscì a convincere le autorità, dopo 88 richieste respinte, a far riprendere i lavori che iniziarono il 12 agosto 1985. Il 13 maggio 2000, il patriarca Pavle consacrò il tempio anche se i lavori non erano ultimati. La facciata fu terminata il 3 settembre 2002 e nello stesso anno iniziarono i lavori per la costruzione della casa parrocchiale. Negli anni successivi si continuarono le opere edificatorie. Gli esterni furono completati nel 2017 mentre la decorazione degli interni al 2019 erano ancora incomplete.

Architettura e arte

Il tempio ha una struttura a pianta centrale su cui si apre una cupola sorretta da pennacchi. Nei quattro lati corti della struttura a croce greca si aprono altrettante absidi sormontate da semicupole. Gli spazi sottostanti le semicupole sono divisi dalla navata centrale attraverso arcate che sorreggono le gallerie.

La lunghezza della struttura è di 91 metri, la larghezza è di 81 metri per una superficie totale interna di ben 8.162 m². L'altezza fino alla sommità della croce sopra la cupola è di 79 metri, la quale occupa una superficie è di 3 500 m² ed è stata progettata per contenere 10 000 fedeli. La cripta, decorata a mosaico, contiene il tesoro di San Sava e la tomba del despota Stefan Lazar Hrebeljanović.

L'esterno è in marmo travertino; la cupola centrale, le semicupole e le cupolette al di sopra dei contrafforti e delle torri ai lati dei quattro lati corti sono rivestite in rame: cupola e cupolette sono tutte sormontate da una croce dorata. Le torri al di sopra dei contrafforti sul lato ovest fungono da campanili e contengono insieme 49 campane, la più grande delle quali misura 104 cm di diametro, e 45 carillon.

L'interno è attualmente incompleto: la decorazione è in travertino scolpito con motivi floreali, e in marmi policromi a motivi geometrici nel registro inferiore. Le gallerie sono sorrette da colonnati in porfido verde sovrastati da un fregio in travertino finemente decorato. Sul lato est delle navate laterali sono presenti due cappelle, di cui solo quella sud è attualmente terminata. Questa possiede un presbiterio sormontato da una volta a botte affrescata e delimitata da un'iconostasi in muratura rivestita da icone pittoriche.

La cupola centrale che all'interno misura 30,5 metri, secondo i progetti, è stata decorata con la figura del Cristo Pantocratore. L'abside centrale è decorata da un fregio in marmo bianco istoriato sorretto da colonnette tortili, al di sopra del quale si aprono cinque piccole finestre ad arco. Dietro le colonnette sono stati inserite, addossate alla parete, icone musive.

Esterno

All'esterno, il tempio è circondato da un ampio parco, il Karađorđev Park, in cui sono presenti l'edificio della casa parrocchiale, della piccola chiesa di san Sava, utilizzata per il culto finché il tempio non sarà ultimato, e il palazzo sede della biblioteca nazionale.

Nel parco spiccano due monumenti, quello allo stesso san Sava sul lato nord, e quello al principe Karađorđe Petrović, il primo sovrano della Serbia autonoma dal potere ottomano.

Critiche

Dato il forte rimando stilistico all'Hagia Sophia di Istanbul, l'edificio è stato da alcuni giudicato anacronistico, ideologicamente reazionario, artificioso, pseudo-medievalizzante e di cattivo gusto. È stato anche definito un "capolavoro kitsch".

Anno: 2004

Informazioni pratiche

Indirizzo
Крушедолска 2a
Orari
Mo-Su 07:00-20:00
Telefono
+381 11 2432585
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
hramsvetogsave.rs

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Museo nazionale di Serbia

Museo nazionale · Belgrado

Museo nazionale di Serbia

Il Museo nazionale di Serbia (in serbo Народни музеј?, Narodni Muzej) è situato a Belgrado, in Serbia.

Fondato nel 1844 in Piazza della Repubblica (Trg Republike), contiene più di 400000 oggetti, tra cui anche molti capolavori provenienti dall'estero. Il 1º giugno 2003 è stato chiuso per poter effettuare opere di ammodernamento della struttura.

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Le collezioni

La collezione di disegni e stampe di artisti internazionali comprende 2446 oggetti, mentre quella dell'arte jugoslava e serba ne ha più di 6000, di cui 1700 sono dipinti di autori serbi dal XVIII al XIX secolo e 3000 sono dipinti del XX secolo. Quest'ultima collezione non include quella dell'arte serba medievale.

L'ultima acquisizione del museo è il quadro Ritratto di uomo di Amedeo Modigliani, donato da un anonimo collezionista serbo, il cui valore è stimato sui 25 milioni di euro. Il dipinto verrà inserito nella collezione del museo al termine della ricostruzione.

La collezione d'arte francese contiene pezzi rari di Matisse, Picasso, Renoir, Rouault, Degas e Cézanne. La maggior parte dei dipinti fu collezionato e donato dal Principe Paolo di Jugoslavia.

La collezione Slomovic è la più grande collezione d'arte francese dei Balcani e contiene i dipinti reperiti da Erih Slomovic, un cittadino di Belgrado che, grazie alla collaborazione con Ambroise Vollard, ne raccolse circa 600.

Numismatica

La collezione di numismatica possiede più di 300.000 reperti tra monete, medaglie, anelli e sigilli. È divisa in dieci sottosezioni che partono dal V-VI secolo a.C., e comprende anche monete risalenti a Filippo il Macedone e Alessandro Magno.

Collezioni d'arte
Collezione d'arte francese

La collezione d'arte francese consiste in più di 250 dipinti dal XVI al XX secolo. Tra gli autori troviamo Paul Gauguin, Pierre-Auguste Renoir, Hubert Robert, Henri de Toulouse-Lautrec, Henri Matisse, Claude Monet, Paul Cézanne, Edgar Degas, Jean-Baptiste-Camille Corot, Paul Signac, Maurice Utrillo, Ambroise Vollard, Sébastien Bourdon, Auguste Rodin, Eugène Boudin, Georges Rouault, Pierre Bonnard, Camille Pissarro, Jacques Callot, Odilon Redon, Honoré Daumier, Gustave Moreau, Honoré Daumier, Charles-François Daubigny, Eugène Carrière, Maurice de Vlaminck, Édouard Vuillard, André Derain, Raoul Dufy, Suzanne Valadon, Eugène Fromentin, Émile Bernard, Jean-Louis Forain, Jean Cocteau, Rosa Bonheur, Marie Laurencin, Eugène Carrière e Georges Dufrénoy.

Collezione d'arte italiana

La collezione d'arte italiana comprende più di 230 opere d'arte dal XIV al XVIII secolo. Tra gli autori vi sono Tiziano, Tintoretto, Domenico Veneziano, Paolo Veronese, Palma il Vecchio, Caravaggio, Canaletto, Alessandro Magnasco, Vittore Carpaccio, Francesco Solimena, Lorenzo di Credi, Spinello Aretino, Luca Cambiaso, Francesco Guardi, Bernardo Strozzi, Francesco Bassano, Giovanni Battista Piranesi, Giovanni di Paolo, Giulio Carpioni e Girolamo Muziano.

Collezione d'arte olandese e fiamminga

La collezione d'arte olandese e fiamminga consiste in più di 120 dipinti realizzati da Hieronymus Bosch, Vincent van Gogh, Jan van Goyen, Rembrandt, Peter Paul Rubens, Frans van Mieris il Vecchio, Joachim Wtewael, Willem van Aelst, Jan Toorop, Aelbert Cuyp, Jan Brueghel il Giovane, Adriaen van Utrecht, Joos van Cleve, Johan Jongkind, Piet Mondrian, Carel Willink, Kees van Dongen e Allart van Everdingen

Collezione d'arte giapponese

La collezione d'arte giapponese possiede 82 opere, comprese 36 stampe artistiche appartenenti al genere Ukiyo-e. Nella collezione sono presenti opere di Kunisada, Toyokuni, Keisai Eisen, Hiroshige, Utamaro, Ginko Adaci, Tsuguharu Foujita, Sosai Ikei, Jamamoto Souna e Sadahida Giokuran.

Altre collezioni d'arte

In altre collezioni sono presenti opere di Vasilij Vasil'evič Kandinskij, Albrecht Dürer, Mary Cassatt, Charles Conder, Alfred Sisley, Gustav Klimt, El Lissitzky, Marc Chagall, Aegidius Sadeler, Vladimir Borovikovskij e Burne Hogarth.

Collezione d'arte cubista

La collezione d'arte cubista contiene opere di Pablo Picasso, Paul Cézanne, Alexander Archipenko, Marie Laurencin e Robert Delaunay.

Collezione d'arte jugoslava e serba

La collezione d'arte jugoslava e serba comprende più di 6.000 opere realizzate tra il XVIII e il XX secolo. Tra gli autori compaiono Paja Jovanović, Stojan Aralica, Petar Lubarda, Milan Konjović, Uroš Predić, Đorđe Andrejević Kun, Nadežda Petrović, Petar Dobrović, Mića Popović, Maodus Mira e Sava Šumanović.

Esiste anche una collezione d'arte croata, che include 156 opere datate tra il 1850 ed il 1969.

Anno: 1844

Informazioni pratiche

Indirizzo
Трг републике 1a
Orari
Mo off, Tu,We,Fr,Su 10:00-18:00; Th,Sa 12:00-20:00
Biglietto
300 RSD
Telefono
+381 60 8075020
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.narodnimuzej.rs

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Avala Tower

Torre televisiva · Belgrado

Avala Tower

Telecommunication tower outside Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1965

Informazioni pratiche

Indirizzo
Авалски пут
Orari
Apr 01-Oct 31, PH 09:00-20:00; Nov 01-Mar 31, PH 09:00-16:00
Telefono
+ 381 11 3907527
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
avalskitoranj.rs

Bajrakli Mosque

Moschea · Belgrado

Bajrakli Mosque

Ottoman-era mosque in Belgrade descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1668

Informazioni pratiche

Indirizzo
Господар Јевремова 11a
Come arrivare
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Kuća Cveća

Mausoleo · Belgrado

Kuća Cveća

Kuća Cveća (Casa dei fiori in serbo; in bosniaco e croato Kuća cvijeća; in cirillico Кућа цвећа, in sloveno Hiša cvetja; in macedone Куќа на цвеќето) è un monumento funebre costruito presso la collina di Dedinje a Belgrado in Serbia che ospita la salma del maresciallo Tito, presidente della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia dal 1953 al 1980, morto il 4 maggio di quell'anno.

Per circa un decennio dopo il crollo della Jugoslavia l'intero complesso (la tomba e il memoriale) furono chiusi al pubblico e la guardia d'onore rimossa. Il nome deriva dal fatto che molti fiori venivano posati sul sepolcro del maresciallo. Durante la vita di Tito era chiamato "negozio di fiori" perché gli serviva da ufficio alternativo e godeva della presenza di un giardino coperto.

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Oggi, specialmente il 25 maggio (compleanno ufficiale di Tito) — già "Giorno della gioventù" (in serbocroato "Dan mladosti") durante il regime — è aperto ai molti turisti e a coloro che desiderano portare i propri omaggi all'antico presidente comunista: nel 2005 ci furono oltre 3000 visitatori. Nella proprietà c'è inoltre un museo che contiene l'ampia collezione di regali fatti a Tito durante le sue molte visite ufficiali all'estero.

C'è una polemica con la Croazia, che ha proposto la sistemazione della salma a Kumrovec, villaggio natale del maresciallo, dove già esiste un monumento e la sua casa natia.

Dal 2013 nel mausoleo è sepolta anche la moglie del maresciallo, Jovanka.

Anno: 1975

Informazioni pratiche

Indirizzo
Михаила Мике Јанковића 6
Come arrivare
Apri le indicazioni

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Kalemegdan

Parco · Belgrado

Kalemegdan

Il Kalemegdan (in serbo Калемегдан) è il più grande parco della città di Belgrado, situato nella municipalità di Stari Grad, nel centro della capitale serba.

== Posizione ==

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Il Kalemegdan si trova alla sommità di una collina di 125,5 metri di altezza, che digrada ripida verso la confluenza del fiume Sava nel Danubio, di fronte alla Grande Isola della guerra e in maniera più dolce verso il centro della città.

Il nome deriva dal turco, e significa fortezza della battaglia (kale: fortezza, meydan: battaglia), anche se identifica solamente il parco che circonda la fortezza, creato nello spazio pianeggiante dove si svolgevano gli assedi contro la città e le battaglie in campo aperto.

Storia

Alla fine del I secolo a.C. i Romani edificarono un castrum alla confluenza del Danubio con la Sava, come accampamento permanente della IV Legione Flavia, nel luogo in cui sorgeva un villaggio abitato da una popolazione di etnia celtica, della tribù degli Scordisci.

Il castrum, denominato Singidunum fu distrutto dagli Avari e dagli Unni e ricostruito nel VI secolo per essere nuovamente danneggiato un secolo più tardi dagli Avari e dagli Slavi.

Non si conosce con esattezza quando gli Slavi ricostruirono la città: probabilmente tra l'VIII e il IX secolo. Si sa, comunque, che per la prima volta il nome di Belgrado fu menzionato in una lettera di Papa Giovanni VIII del 16 aprile 878, e si ipotizza che derivi dal particolare colore bianco della roccia calcarea di cui è composta la fortezza (beli: bianco, grad: città), diversa dalle rocce più scure dei rilievi circostanti.

La fortificazione fu per secoli l'unica area della zona di Belgrado ad essere abitata. L'imperatore Manuele I Comneno, nel XII secolo fece ricostruire le mura romane, e il Despota Stefan Lazarević che dichiarò Belgrado capitale dello stato serbo, nel XIV secolo fece riparare e rafforzare le strutture difensive della città alta e di quella sottostante, ampliò l'edificio della corte e fece costruire un porto fluviale sulla Sava.

Durante il periodo della dominazione ottomana iniziata nel 1521, fino a tutto il XVII secolo non furono fatte grandi opere, mentre nel XVIII secolo, la fortezza fu ricostruita e distrutta per tre volte. Durante l'occupazione austriaca (1717 - 1739) assunse un'importantissima funzione difensiva e fu tra le più possenti fortificazioni europee.

Dopo la vittoria dei serbi nella seconda rivolta contro i turchi e la liberazione di Belgrado, l'importanza della fortezza diminuì. Nel 1869 iniziarono i lavori per la trasformazione dell'area circostante la fortezza in parco: nel 1891 furono create strade percorribili nell'area pianeggiante ai piedi della rocca e furono piantati numerosi alberi.

Negli anni successivi furono eretti diversi nuovi edifici, nel 1905 il parco fu ingrandito, ma subì diversi danni durante la prima e la seconda guerra mondiale. In particolare nella fase culminante della battaglia per la liberazione di Belgrado nell'ottobre 1944 il Kalemegdan divenne un importante caposaldo delle truppe tedesche che furono attaccate dai partigiani jugoslavi della 1ª Divisione proletaria dell'Esercito Popolare di Liberazione che riuscirono a conquistare la posizione dopo aspri combattimenti.

Edifici e monumenti

Alcuni tra i monumenti storici e gli edifici presenti nel complesso del Kalemegdan:

Fortezza di Belgrado (Београдска тврђава, Beogradska tvrđava): quello che rimane oggi sono le possenti mura, i bastioni, i fossati e le fortificazioni. Sono ancora visibili resti risalenti all'età romana, ma la maggior parte delle costruzioni fortificate è di epoca bizantina, ottomana e austriaca. Tra le costruzioni meglio conservate, ci sono le porte di accesso, la torre dell'orologio e alcuni edifici utilizzati attualmente per ospitare esposizioni e mostre temporanee. All'interno della fortezza sono conservati cannoni, carri armati e mezzi da guerra risalenti ai diversi eventi bellici della storia serba, oltre ad armi, divise e bandiere, raccolte nel Museo della guerra (Војни музеј, Vojni muzej) che occupa uno degli edifici più grandi dell'area.

Statua del Vincitore (Победник, Pobednik): opera dello scultore croato Ivan Meštrović costruita all'indomani della vittoria nella prima guerra mondiale contro l'Impero austro-ungarico. Originariamente doveva essere posta in piazza della Repubblica (Трг Републике, Trg Republike), ma a causa della sua nudità che scandalizzò la popolazione fu innalzata sulla collina della fortezza con lo sguardo rivolto verso la confluenza tra Danubio e Sava.

Fontana di Mehmet Pascià (Чесма Мехмед-паше Соколовића, Česma Mehmed-Paše Sokolovića): fontana in pietra risalente al XVI secolo, intitolata a Mehmed-Paša Sokolović, un giovane cristiano rapito dagli ottomani, divenuto giannizzero e poi Visir. È uno dei pochi resti delle costruzioni della fortezza di Belgrado, risalente periodo ottomano.

Mausoleo ottomano (Турско турбе, Tursko turbe): risalente al XVIII secolo, fu costruito per contenere la tomba di un Visir morto a Belgrado. Nella prima metà del XIX secolo, però, i turchi lo intitolarono al Gran visir Damad Ali-paša, morto nel 1716 in battaglia contro l'esercito asburgico, senza, comunque, trasportarvi il suo corpo.

Cappella della Gran Madre di Dio (Црква Ружица, Crkva Ružica): costruita tra il 1867 e il 1869 sul luogo in cui sorgeva una cappella omonima eretta per volontà di Stefan Lazarević e distrutta dagli ottomani nel 1521. Durante la prima guerra mondiale l'edificio fu gravemente danneggiato, ma fu restaurato nel 1925.

Istituto per la protezione del patrimonio culturale (Завод за заштиту споменика, Zavod za zaštitu spomenika): fondato nel 1939, l'istituto si prefigge il compito di preservare il patrimonio culturale e monumentale della città di Belgrado. La sede si trova in una palazzina di due piani con la facciata caratterizzata dall'intelaiatura a traliccio.

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.beogradskatvrdjava.co.rs

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Museo Nikola Tesla

Museo · Belgrado

Museo Nikola Tesla

Il Museo Nikola Tesla (in serbo Музеј Николе Тесле?, traslitterato in Muzej Nikole Tesle) è un'istituzione culturale ubicata a Belgrado, in Serbia, e dedicata alla vita ed all'opera del fisico e ingegnere serbo Nikola Tesla. Il museo è ospitato in una palazzina situata nel centro storico di Belgrado costruita nel 1929 su progetto dell'architetto Dragiša Brašovan.

== Storia ==

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La palazzina, che aveva avuto in precedenza diverse altre destinazioni, venne adibita a museo nel 1952, quando il governo dell'allora Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia decise di ospitarvi tutto il materiale costituente l'eredità del fisico; dopo la morte di Tesla, il materiale era rimasto negli Stati Uniti, dove egli era vissuto a lungo, finché un tribunale americano aveva riconosciuto il nipote Sava Kosanovic come unico erede legittimo.

Collezione

La collezione del materiale costituente l'eredità di Nikola Tesla comprende una grande quantità di materiale, tra cui:

oltre 160.000 documenti originali;

oltre 2.000 libri e riviste;

oltre 1.200 strumenti e articoli tecnici;

oltre 1.500 fotografie di altri strumenti ed apparecchi;

oltre 1.000 progetti e disegni.

L'esposizione si articola in sette diverse sale:

Nikola Tesla, un uomo e un creatore;

Oggetti personali e corrispondenze;

Urna con le ceneri del Tesla;

Elettricità;

Sistemi e applicazioni;

Trasformatore di Tesla;

Premi.

Anno: 1952

Informazioni pratiche

Orari
Mo 10:00-18:00; Tu-Su 10:00-20:00
Telefono
+381 11 2433886
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
tesla-museum.org

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Chiesa di San Marco (Belgrado)

Chiesa ortodossa · Belgrado

Chiesa di San Marco (Belgrado)

La chiesa di San Marco (in serbo Црква Светог Марка o Crkva Svetog Marka?) è una chiesa di fede ortodossa situata nel centro di Belgrado, nei pressi del Palazzo del Parlamento, all'interno del parco Tašmajdan.

== Storia ==

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La chiesa attuale (2011), è stata costruita fra il 1939 e il 1940 poco più a nord del luogo ove sorgeva una chiesa preesistente, consacrata nel 1835 e costruita in legno. La chiesa originaria, annesso alla quale vi era un piccolo cimitero, già nel 1870 non esisteva più e si celebrava la divina liturgia in una tenda nel luogo ove poi sarebbe stata edificata la chiesa di San Marco. La costruzione di quest'ultima fu avviata fra le due guerre mondiali su progetto dei fratelli architetti serbi Petar e Branko Krstić nel 1939 e fu presto interrotta nel 1940 a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Il tempio, seppur ancora incompiuto, fu consacrato nel 1948 dal patriarca di Serbia Gavrilo Dožić e aperta al culto ordinario. Tuttavia, anche se la struttura è stata completata nel 1948 con il nartece, l'interno è ancora in fase di completamento ed è privo degli affreschi interni delle volte e della cupola, che mostrano i mattoni grezzi a vista.

Descrizione
Esterno

L'esterno della chiesa si integra perfettamente col parco Tašmajdan, all'interno del quale si trova. Il corpo centrale della chiesa, che mostra chiaramente la pianta a croce greca dell'interno, presenta quattro cupolette su altrettanti piccole torri, oltre alla maggiore a pianta ottagonale. Si accede all'edificio attraverso tre grandi portali. Quello maggiore, dirimpetto all'abside centrale, è sormontato dall'alta torre campanaria coperta da semicalotta in rame verde ed è affiancato da due portici di tre arcate ciascuno sorrette da colonne con capitello scolpito. Le facciate dei transetti, invece, hanno una grande trifora ciascuna sormontante il portale con portico a cinque arcate.

Interno

L'interno della chiesa è a croce greca con tre navate suddivise da due monumentali colonne per lato. All'intersezione dei bracci, si eleva la cupola a pianta circolare ancora (2011) priva degli affreschi. Sulla parete opposta a quella dell'ingresso, sopra la quale vi è una profonda cantoria, vi sono le tre absidi semicircolari, di cui la centrale è più grande e alta delle laterali. Fra il presbiterio e lo spazio riservato all'assemblea, vi è l'iconostasi marmo marmorea progettata nel 1991-1992 da Zoran Petrović, mentre le icone musive sono di Radlović Duro che le ha realizzate fra il 1996 e il 1998. Gli altari laterali sono dedicati alla Natività di Gesù (altare di sinistra) e alla Trasfigurazione (altare di destra). Ai lati dell'iconostasi centrale, i posti per i coristi con leggii lignei intagliati.

Nella chiesa vi sono due illustri sepolcri: quello dell'imperatore serbo Stefano Uroš IV Dušan, realizzato nel 1927 da Dragomir Tadić e situato lungo la parete sud, e quello del patriarca Herman lungo la parete nord.

Galleria d'immagini

Anno: 1940

Informazioni pratiche

Indirizzo
Светог Марка 17
Telefono
+381 11 3231940
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.crkvasvetogmarka.rs

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Teatro nazionale a Belgrado

Teatro · Belgrado

Teatro nazionale a Belgrado

Il Teatro nazionale a Belgrado (in lingua serba Народно Позориште у Београду o Narodno Pozorište u Beogradu) è situato a Belgrado ed è stato fondato nella seconda metà del XIX secolo. È ubicato in piazza della Repubblica.

Anno: 1869

Informazioni pratiche

Indirizzo
Француска 3
Telefono
+381 11 3281333
Come arrivare
Apri le indicazioni
Sito ufficiale
www.narodnopozoriste.rs

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Cattedrale di San Michele Arcangelo (Belgrado)

Cattedrale ortodossa · Belgrado

Cattedrale di San Michele Arcangelo (Belgrado)

La Cattedrale di San Michele Arcangelo (in serbo Саборна Црква Светог Архангела Михаила o Saborna Crkva Svetog Arhangela Mihaila?, letteralmente Chiesa patriarcale di San Michele Arcangelo) è un edificio di culto ortodosso situato nel quartiere di Kosančićev Venac, nella municipalità di Stari Grad a Belgrado, capitale della Serbia. È la chiesa madre dell'Arcivescovado di Belgrado, Peć e Sremski Karlovci, appartenente alla Chiesa ortodossa serba.

== Storia ==

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Le prime notizie riguardo alla chiesa di San Michele risalgono al XVI secolo e sono per lo più resoconti di viaggiatori che ne fanno menzione nei propri appunti. Tra questi il pastore protestante Gerlach, nel suo diario del 1573, la descrive come una piccola chiesa benché fosse l'unica in tutta la zona. Ne parla come di un edificio diviso in tre parti: una molto sacra, ossia il presbiterio, dove era presente l'altare, rivestito di drappi bianchi, su cui erano posti il Vangelo in lingua slava, un calice ligneo e altre suppellettili; la seconda, divisa dal presbiterio per mezzo dell'iconostasi, in cui erano presenti due candelabri di legno, e la terza, nel retro, che aveva due fonti battesimali in marmo.

All'inizio del XVIII secolo i turchi distrussero la chiesa che fu ricostruita a spese di privati donatori tra il 1725 e il 1728. Nel 1797 l'edificio fu dato alle fiamme.

Durante il periodo in cui Karađorđe, liberata Belgrado nel 1806 governò le terre strappate al sultano, nell'insediamento serbo di Belgrado furono erette nuove costruzioni e si riedificò anche il tempio. Quando, nel 1813, i turchi ritornarono con l'esercito in città, saccheggiarono e devastarono la chiesa ancora una volta.

Nel 1836 Belgrado divenne la capitale di un principato autonomo nell'ambito dell'Impero ottomano. Il principe Miloš Obrenović decise di dotare la città di una cattedrale vera e propria, e fu stabilito di crearla nel luogo in cui sorgeva la martoriata chiesa di San Michele che era stata l'unico luogo di culto per i serbi per molti secoli.

Nel 1837 iniziarono i lavori affidati all'architetto Fridrih Adam Kverfeld nativo di Pančevo, che realizzò un edificio in stile classicista con elementi barocchi. I lavori terminarono nel 1841, l'iconostasi, invece, fu completata nel 1845.

Descrizione
Esterno

All'esterno, la cattedrale di San Michele Arcangelo è circondata su tutti e quattro i lati da un piccolo parco adornato da cespugli di rosa e da alti alberi. Le linee architettoniche delle pareti esterne della chiesa sono molto severe e di stampo neoclassico. A lesene con capitelli decorati si alternano grandi finestroni ad arco a tutto sesto che danno luce all'interno. La facciata è tripartita da quattro lesene doriche che sorreggono il timpano triangolare dalla forma schiacciata. Essa è decorata da alcuni mosaici in stile neobizantino su fondo oro raffiguranti due Arcangeli (ai due lati del finestrone centrale) e la Trinità fra quattro angeli (nel timpano). La facciata termina con l'alta torre campanaria con orologio, la cui cuspide, di gusto barocco, è visibile da tutta la città.

Interno

Mentre l'esterno della chiesa si caratterizza per le sue linee severe, l'interno del tempio è decorato in maniera più minuziosa. La navata è unica: i lati lunghi sono suddivisi da lesene che attraversano anche il soffitto, suddividendo la navata in più campate. Al centro di ciascuna di esse, si aprono le grandi finestre con vetrate policrome i cui intradossi sono impreziositi da decorazioni musive a carattere floreale.

Gran parte degli affreschi presenti nella chiesa, come quelli a soggetto religioso delle lunette delle finestre e quello del soffitto, sono opera del pittore locale Dimitrije Avramović e richiamano molto per le loro caratteristiche gli affreschi barocchi italiani e tedeschi dei secoli XVII e XVIII. Il pavimento, invece, è costituito da grandi lastre di marmo di vari colori disposte a formare dei motivi geometrici.

Il presbiterio, come in tutte le chiese ortodosse, è separato dalla navata da un'iconostasi che, nel caso della cattedrale ortodossa di Belgrado, è di carattere monumentale. Questa, visibilmente ispirata alle iconostasi russe di epoca barocca, è opera dell'intagliatore Dimitrije Petrović e del pittore Dimitrije Avramović. L'iconostasi, suddivisa in due fasce orizzontali sovrapposte da un cornicione scolpito, è movimentata da colonne corinzie con capitelli dorati e intagliati. i dipinti della parte superiore riportano scene della vita di Gesù, quelli della fascia inferiore, invece, le immagini di alcuni santi. In alto, l'iconostasi è terminata da una croce affiancata da una serie di tondi dipinti. Tutta la parte lignea dell'apparato è dipinta a finto marmo scuro e decorata da finissime decorazioni dorate.

Reliquie e sepolture

La Cattedrale ortodossa di Belgrado ha una particolare rilevanza dal punto di vista spirituale e storico, per la presenza al suo interno di importanti reliquie di santi serbi come quelle dello zar Stefano Dečanski e del despota Stefan Štiljanović, e per le sepolture di diversi patriarchi della chiesa ortodossa serba e dei sovrani Miloš, Mihailo III e Milan II Obrenović.

Nel cortile della cattedrale, invece, sono sepolte le spoglie dei due padri fondatori della lingua serba moderna: Dositej Obradović e Vuk Stefanović Karadžić.

Complesso patriarcale

Di fronte all'entrata della cattedrale, al di là della strada, si trova il complesso del Patriarcato serbo ortodosso.

L'edificio fu costruito tra il 1934 e il 1935 su progetto dell'architetto Viktor Lukomski che lo ha realizzato in uno stile dalle linee massicce e imponenti, nonostante le dimensioni relativamente ridotte. La facciata prospiciente quella della cattedrale è decorata con un pronao ad arco sorretto da due possenti colonne. Al centro dell'arco è scolpito lo stemma della chiesa ortodossa. Al di sopra del pronao c'è una nicchia contenente un mosaico che raffigura San Giovanni Battista.

All'interno del complesso è presente una cappella dedicata a San Simeone Stefano Nemanja con un'iconostasi creata dai mestri di Ohrid nel 1935, la biblioteca patriarcale e il museo ortodosso.

Anno: 1841

Informazioni pratiche

Indirizzo
Кнеза Симе Марковића 3
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Ponte Ada

Ponte strallato · Belgrado

Ponte Ada

Il ponte Ada (in serbo Мост на Ади , Most na Adi) è un ponte strallato che attraversa il fiume Sava a Belgrado, in Serbia. Il ponte attraversa la punta dell'isola Ada Ciganlij, collegando i comuni di Čukarica e Nuova Belgrado. Il pilone centrale del ponte si trova sulla punta dell'isola, che è stata rinforzata con grandi quantità di cemento ed è stata leggermente allargata per fornire una base più solida. La costruzione è iniziata nel 2008 e il ponte è stato inaugurato il 1º gennaio 2012. Le strade adiacenti sono state completate nel 2013. Dal 5 luglio 2019 vi transitano anche le linee 11 e 13 della locale tranvia.

Anno: 2012

Informazioni pratiche

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Singidunum

Insediamento umano · Belgrado

Singidunum

Singidunum fu una città fondata dagli Scordisci nel III secolo a.C., poi conquistata dai Romani, attuale Belgrado. Fu inizialmente base d'appoggio della Classis Pannonica.

== Storia ==

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Insediamento celtico

L'origine celtica dell'insediamento è deducibile dal nome originario, Singidun, la cui terminazione dūn(on) significa "recinto" o "fortezza". La città è menzionata per la prima volta nel 275 a.C.. Apparteneva al popolo degli Scordisci. Il primo coinvolgimento dei Romani si verificò nel 75 a.C., quando Gaio Scribonio Curione Burbuleio, prefetto della Macedonia, penetrò in questo territorio per allontanarne gli Scordisci, i Dardani e i Daci.

Da Augusto a Traiano

Solo durante l'impero, però, i Romani conquistarono la regione, che fu organizzata nella provincia della Mesia nel 6: Singidun venne romanizzato in Singidunum. In un periodo non specificato, ipotizzabile attorno al 6 a.C.-11 d.C. il legatus Augusti Gneo Cornelio Lentulo l'Augure combatté contro i Geti, i Sarmati ed i Daci. Il fine di queste campagne potrebbe essere stato quello di isolare il potente regno dei Marcomanni di Maroboduo sul suo lato orientale, separandolo dall'altro potente e vicino regno dei Daci. L'obbiettivo finale del piano strategico di Augusto era quello di occupare la Boemia, in un piano che prevedeva la sottomissione della Germania Magna, portando i confini imperiali fino al fiume Elba. Nel corso di queste campagne Lentulo riuscì a respingere i Daci al di là del Danubio ed a costruire, già a quel tempo lungo la riva destra del fiume, presidi semi-permanenti per controllare i movimenti futuri di questo popolo. Queste operazioni si verificarono lungo il limes delle future provincie di Mesia superiore e Pannonia inferiore (a nord di Sirmio e ad est di Singidunum).

La città aveva una importanza inferiore alle vicine Sirmium e Viminacium, ma la sua disposizione sulla strada che portava al confine del Danubio la rese un punto ottimale per accamparvi delle legioni. Nell'86 vi venne costruito il castrum della Legio IIII Flavia Felix.

Durante la conquista della Dacia, la fortezza legionaria di Singidunum ebbe un ruolo fondamentale nella guerra. È possibile infatti identificare sulla colonna di Traiano a Roma alcune immagini della fortezza.

Da Adriano alle invasioni unne

Adriano conferì alla città lo status di municipium, e successivamente Singidunum divenne una colonia. Si racconta che Massimino Trace (il futuro imperatore), quando venne a sapere che Eliogabalo era stato ucciso, decise di recarsi a Roma per conoscere il nuovo imperatore, Alessandro Severo. Quest'ultimo lo accolse con grande gioia e manifestazioni di affetto, tanto da nominarlo subito dopo tribuno laticlavio della Legio IIII Flavia Felix, di stanza proprio a Singidunum con queste parole:

Con l'abbandono della Dacia da parte di Aureliano (nel 270-274 circa), Singidunum ritornò ad essere una città di frontiera. In seguito alla morte dell'imperatore Numeriano nel novembre del 284 (a cui il padre Caro aveva affidato l'Oriente romano), ed il successivo rifiuto delle truppe orientali di riconoscere in Carino (il primogenito di Caro), il naturale successore, fu elevato alla porpora imperiale un validissimo generale di nome Diocleziano. La guerra civile che ne scaturì inevitabilmente vide, in un primo momento, la vittoria di Carino sulle armate pannoniche dell'usurpatore Giuliano, ed in seguito la sconfitta delle sue armate e la sua morte (a causa di una congiura dei suoi stessi generali) nella battaglia del fiume Margus, nei pressi dell'antica città e fortezza legionaria di Singidunum, ad opera di Diocleziano (primavera del 285).

L'imperatore Costanzo II soggiornò a Singidunum nel giugno del 359. Nel 395, a seguito della divisione dell'impero tra i figli di Teodosio I, Singidunum entrò a far parte dell'Impero romano d'Oriente. Nel 441 subì un devastante raid degli Unni, che vendettero tutti gli abitanti.

Dall'Impero bizantino alla dominazione slava

Dopo essere stata occupata degli Unni, Singidunum fu invasa da Sarmati, Ostrogoti ed Avari. Fu a Singidunum che il principe Teodorico condusse un corpo di 6000 volontari ostrogoti alla vittoria contro Babai, re dei Sarmati, tra il 470 e il 473. Nel 579 il khan degli Avari Baian approfittò del fatto che le truppe bizantine erano in Oriente per attaccare Singidunum; la città cadde e l'imperatore Tiberio II dovette accettare di pagare agli Avari un tributo di 80.000 solidi l'anno. Nell'estate 583 la città fu assediata nuovamente da Baian; il nuovo imperatore Maurizio accettò di incrementare il tributo di 20.000 solidi l'anno. Un altro assedio si ebbe nel 591, ma la città resistette e l'assedio fu tolto dopo il pagamento di 2.000 solidi. Nel 598, invece, l'assedio degli Avari fu interrotto dall'arrivo dell'esercito romano comandato da Prisco.

Nel 630 arrivarono gli Slavi che rinominarono Singidunum in Belgrado ("città bianca"): infatti, la prima volta che è stato nominato il nome Beograd, fu nell'878, durante il regno dell'Impero bizantino, il Regno d'Ungheria e il Primo impero bulgaro. Per quattro secoli questi tre popoli si sono contesi Belgrado. Nel 1284, i Serbi conquistarono la città, che andò a far parte del Regno di Stefan Dragutin Nemanjić, il quale governò i suoi territori tra il 1276 e il 1282.

Anno: 6000

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
nasledje.gov.rs

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Piazza della Repubblica (Belgrado)

Piazza · Belgrado

Piazza della Repubblica (Belgrado)

Piazza della Repubblica (in serbo tрг Pепублике?, trg Republike) è la più importante piazza del centro e, contemporaneamente, un quartiere del centro di Belgrado, capitale della Serbia.

== Ubicazione ==

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Piazza della Repubblica si trova nella municipalità di Stari Grad, a 100 metri dalla piazza di Terazije alla quale è collegata mediante la via Kolarčeva. Ulica Knez Mihailova la collega al parco Kalemegdan, mentre la via Sremska, al quartiere di Zeleni Venac e a Novi Beograd.

Nonostante Terazije sia il centro ufficiale della città, è piazza della Repubblica ad essere considerata quella centrale; in ogni modo, è certamente la principale di Belgrado.

Storia
Origine

In epoca ottomana, intorno a Belgrado fu costruita una cinta muraria che, verso sud, passava nell'area dell'attuale piazza. Qui si apriva la porta di Costantinopoli (Стамбол-капија/Stanbol-kapija), la più bella porta della città, costruita dagli austriaci nel XVIII secolo. In quest'area, le autorità ottomane amministravano le esecuzioni capitali dei sudditi non musulmani, soprattutto mediante impalamento. Qui, durante la prima rivolta serba, si svolse una sanguinosa battaglia in cui perse la vita Vasa Čarapić, uno dei comandanti dell'insurrezione.

Nel 1866 la porta fu demolita, e, al suo posto, utilizzando gli stessi mattoni della cinta muraria, fu costruito il Teatro nazionale che, per anni, fu l'edificio più grande della zona. Nel 1882 venne eretto il monumento al principe Mihailo III che aveva voluto la costruzione del teatro nazionale in quel luogo, ma che non era riuscito a vederlo completato poiché fu assassinato un anno prima della posa della prima pietra.

Ben presto, altri edifici furono aggiunti alla piazza, tra questi, alle spalle della statua equestre, la sede del rinomato ristorante "Dardaneli", meta di attori, artisti e intellettuali. Nel 1903 questo palazzo fu abbattuto per la costruzione della sede del Tesoro.

Tra le due Guerre

Nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, la piazza, che era denominata piazza del Teatro (Позоришни Tрг / Pozorišni trg), presentava soprattutto edifici a uno o a due piani, molti dei quali erano fabbriche o botteghe artigiane; tra questi, c'era il cinema e ristorante "Korlac", nei pressi del parco accanto al teatro. Nel 1930 venne costruito il palazzo Riunione nel quale oggi ha sede il cinema "Jadran". Intorno al monumento al principe Mihailo, correvano i binari tranviari che dal Kalemegdan, raggiungevano i sobborghi della città, passando per l'attuale piazza Nikola Pasić, e nella piazza stessa c'era un capolinea.

Il secondo dopoguerra

Il 6 aprile 1941, un bombardamento tedesco colpì la piazza. Molti frabbricati furono distrutti; anche il monumento equestre fu danneggiato. Dopo la guerra, al centro dell'area fu sistemata un monumento funebre con il corpo di un ignoto militare dell'Armata rossa, caduto per la liberazione della città dall'occupazione nazista. La struttura fu, successivamente, trasferita nel sacrario dei Liberatori di Belgrado. Negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo furono riedificati i caseggiati abbattuti durante la guerra, e costruiti stabili totalmente nuovi.

Ta il 1958 e il 1961 fu eretto l'edificio più grande della piazza: la casa della Stampa (Дом штампе / Dom štampe), su progetto di Ratomir Bogojević, in uno stile ispirato a Le Corbusier.

Nel 1989, in occasione della nona assemblea dei paesi non allineati, fu costruito lo Stalenac, il primo palazzo in vetro della città, che avrebbe dovuto essere un'opera temporanea, ma che tutt'oggi resta in piedi ospitando alcuni negozi.

Nella piazza, in quello che è il parco memoriale dedicato a Zoran Đinđić, accanto al teatro Nazionale e sull'area dello Stalenac, da decenni è in progetto la costruzione del teatro dell'Opera. Questa realizzazione ha incontrato molte opposizioni ed è stato al centro di una lunga controversia che, per adesso, sembra essere arrivata ad un punto che esclude l'edificazione dell'Opera in piazza della Repubblica.

Edifici e monumenti

Gli edifici più importanti e i monumenti più significativi che si affacciano sulla piazza della Repubblica sono:

il teatro Nazionale, costruito nel 1869. È sede di rappresentazioni di prosa, opera e balletto. Fino al secondo dopoguerra, diede il nome alla piazza che si chiamava piazza del Teatro.

il Museo nazionale di Serbia, che, dal 1950 ha sede nel palazzo del Tesoro, costruito nel 1903. Contiene circa 400 000 opere, ed ha sezioni dedicate all'archeologia, all'arte medievale e moderna e alla numismatica. Attualmente (estate 2016) è chiuso per restauri.

il monumento al principe Mihailo III, eretto nel 1882 per celebrarne la politica di liberazione delle ultime città serbe dal dominio ottomano e di espulsione di turchi dai territori riconquistati. I nomi delle città redente sono scolpiti nel piedistallo del monumento, e il principe è stato ritratto con una mano che indica ai turchi la direzione per raggiungere Istanbul, anche se, per come la statua fu sistemata, la direzione è leggermente spostata. La statua è opera dello scultore ravennate Enrico Pazzi.

il monumento a Vasa Čarapić, morto in uno scontro con le forze turche durante la prima rivolta serba. È una statua bronzea posta nel parco memoriale di Zoran Đinđić, e commemora uno degli eroi della lotta di liberazione della Serbia dall'Impero ottomano.

Anno: 1801

Informazioni pratiche

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Pobednik

Monumento storico · Belgrado

Pobednik

Monument and immovable cultural property in the city municipality of Stari grad, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1928 · Autore: Ivan Meštrović

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Museum of Yugoslav History

Museo · Belgrado

Museum of Yugoslav History

History museum in Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1996

Informazioni pratiche

Indirizzo
Михаила Мике Јанковића 6
Orari
Mo off; Tu-Su 10:00-18:00
Telefono
+381 11 3671485
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.muzej-jugoslavije.org

Museo di arte contemporanea (Belgrado)

Museo · Belgrado

Museo di arte contemporanea (Belgrado)

Il Museo di Arte Contemporanea (Музеј савремене уметности/Muzej savremene umetnosti) è situato a Belgrado, Serbia. Esso ospita vari oggetti etnografici provenienti dalla Jugoslavia e dalla Serbia e prodotti a partire dal 1900. Il museo funge inoltre da galleria di arte moderna: fu fondato nel 1958 con tale scopo.

== Il museo ==

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Il museo espone circa 35.000 opere d'arte, suddivise in 5 sezioni:

Dipinti, dal 1900 al 1945

Dipinti, dopo il 1945

Collezione di sculture

Collezione di stampe e disegni

Sezione dedicata alla fotografia, cinema, video

Anno: 1965

Informazioni pratiche

Indirizzo
Ушће 10
Orari
Mo 10:00-18:00; Tu off; We-Su 10:00-18:00
Telefono
+381 11 3115713
Come arrivare
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Sito ufficiale
cir.msub.org.rs

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Piazza Slavija

Piazza · Belgrado

Piazza Slavija

Piazza Slavija (in lingua serba: Трг Славија / Trg Slavija) è un'importante piazza commerciale e congiunzione di Belgrado (Serbia), situata tra le intersezioni di Kralja Milana, Beogradska, Makenzijeva, Svetosavska, Bulevar oslobođenja, Deligradska e Nemanjina. La piazza era stato precedentemente intitolata al socialista serbo Dimitrije Tucović dal 1947 al 2000.

== Posizione ==

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Piazza Slavija si trova a meno di 1,5 chilometri a sud di Terazije (centro di Belgrado), ad un'altitudine di 117 metri. La maggior parte della piazza appartiene alla municipalità di Vračar, mentre la parte occidentale appartengono alla municipalità di Savski Venac. Il quartiere che circonda la piazza confina con i quartieri di Cvetni Trg a nord, i sotto-quartieri di Grantovac a nord-est, Englezovac/Savinac nel sud-est e Zapadni ad ovest.

Storia

Fino al 1880, nella zona attorno a piazza Slavija c'era un grande lago nella periferia orientale della città. La formazione della piazza è iniziato quando un noto uomo d'affari scozzese, Francis Mackenzie, comprò un grosso appezzamento sopra l'attuale piazza e lo parcellizzò per la vendita (l'area divenne poi nota come Englezovac). Poco dopo, Mackenzie vi costruì la propria casa (nel luogo in cui era situato il vecchio cinema "Slavija"), che nel 1910 venne trasformata in Centro Popolare Socialista, un luogo di ritrovo del movimento operaio. Altri edifici più piccoli si trovavano nell'angolo con Kralja Milana come i famosi caffè "Tri seljaka" e "Rudničanin", distrutti prima e durante la seconda guerra mondiale.

Piazza Slavija fu progettata urbanisticamente come luogo finale di una successione di piazze lungo il percorso del centro di Belgrado, da Kalemegdan a Englezovac: Studentski Trg - piazza della Repubblica - Terazije - Cvetni Trg e Slavija. Col tempo, Studentski Trg e Terazije persero la loro funzione di piazza quadrata, diventando strade; mentre Cvetni Trg, con le radicali modifiche nei primi anni del 2000, è completamente sparita, cosicché oggigiorno solo piazza Slavija e piazza della Repubblica rimangono le uniche piazze nel centro di Belgrado.

Dopo la seconda guerra mondiale, il nuovo regime comunista ribattezzò la piazza nel 1947 in onore della figura socialista di spicco, Dimitrije Tucovic: fu collocato un busto in bronzo di Tucović (opera di Stevan Bodnar) al plateau della piazza centrale. Nei primi anni 2000 il nome fu ufficialmente cambiato in Slavija.

L'Hotel Slavija fu costruito nel 1962, e successivamente ampliato (complesso Slavija A e Slavija B). Una terza aggiunta, l'ultra moderno Slavija Lux è stato costruito nel 1989.

Nella piazza è posizionato anche il primo ristorante McDonald's costruito nell'Europa orientale, inaugurato il 24 marzo 1988 ed ancora attivo.

Importanza del traffico

Slavia è uno dei luoghi più frequentati di Belgrado: è uno dei pochi posti in città dove operano tutti e tre i tipi di trasporto pubblico: tram, filobus e autobus urbani. Per questo motivo gli ingorghi sono un fenomeno comune. La rotatoria stradale si divide in otto blocchi, che continuano verso altre parti della città.

Architettura

A causa dei numerosi e costanti cambiamenti, l'architettonica del tessuto urbano circostante la piazza Slavija è diventata sinonimo di uno spazio brutto e devastato e la fonte di una delle più famose leggende metropolitane di Belgrado: la maledizione della rupa Mitićeva (letteralmente il "buco di Mitić").

Rupa Mitićeva

Una delle persone più ricche di Belgrado prima della seconda guerra mondiale, Vlada Mitić, acquistò un lotto nella piazza Slavija per costruirvi il più grande centro commerciale dei Balcani, ma lo scoppio della guerra fermò la realizzazione. Dopo la guerra, il governo comunista incarcerò Vlada Mitić, confiscandogli l'intera proprietà, compreso il lotto di Slavija, all'angolo delle strade Kralja Milana e Beogradska, oltre al denaro destinato per la costruzione del grande magazzino. Dal 1946 al 1980 furono completati ben 26 diversi progetti, ma nessuno di questi è mai stato realizzato. Successivamente, il sindaco di Belgrado, Bogdan Bogdanović, ha decise di installare in loco una grande meridiana. Nei primi anni 1990, la Dafiment banka, uno dei più importanti schemi piramidali del regime di Slobodan Milošević, acquistò il lotto annunciando la costruzione di un centro commerciale di dimensioni monumentali, ma dopo il fallimento dello schema (tecnicamente era infatti un tipico schema Ponzi) neanche questo progetto non venne realizzato, tanto che il terreno venne recintato e trasformato in discarica. Dopo la caduta del regime nel 2000, l'area è stata bonificata, con la realizzazione di un parco temporaneo. Successivamente, sono continuati gli annunci di progetti immobiliari, tutti falliti, tra cui l'ultra-moderno, gigantesco centro commerciale annunciato da investitori israeliani. Tale situazione pertanto fa considerare la "rupa" ("buco") un luogo maledetto.

Edifici
Cinema Slavija

Nel luogo della ex-residenza di Francis Mackenzie, venne costruito il cinema "Slavija", il quale per decenni uno dei simboli di Belgrado. Il cinema fu demolito nei primi anni 1990, ma nessuno dei progetti di riqualificazione è stato finora realizzato; pertanto l'amministrazione comunale vi ha realizzato un parcheggio temporaneo.

Hotel Slavija

Nella piazza sono presenti tre alberghi:

Slavija A, tra le vie Makenzijeva e Svetog Save, proprio sulla piazza;

Slavija B, dietro la Slavija A;

Slavija Lux, tra le due altre vecchie strutture

Il vecchio hotel Slavija, costruito a partire dal 1962 con stile architettonico internazionale, è oggi visto dagli abitanti di Belgrado come un edificio obsoleto e degradato, con il suo aspetto simile ad un ospedale, rispetto alla modernità del marmo e del vetro dello Slavija Lux, che si inserisce perfettamente negli edifici dietro. All'interno dell'hotel è riccamente addobbata con pannelli di legno sulla maggior parte delle superfici nelle camere. È dotato di un casinò e di un ristorante. Il vecchio hotel non è stato mai completamente ristrutturato dal 1962, ma è tuttora parzialmente operativo.

Banca nazionale di Serbia

La costruzione del nuovo edificio della Banca nazionale di Serbia iniziò nei primi anni 1990. Si trova nella parte più isolata dalla piazza stessa, ma a causa della sua dimensione, è visibile da molte parti di Belgrado. Problemi economici causarono il ritardo nel completamento dell'edificio per oltre un decennio e mezzo. L'edificio in vetro-cemento fu terminato nel 2006.

La costruzione massiccia è ritenuta antiestetica ed inadeguata per la posizione da molti belgradesi, tanto che nel 1994 l'allora governatore della banca, Dragoslav Avramović, dichiarò che non vi avrebbe messo piede, anche se l'edificio fosse stato completato in tempo. Infatti, a tutt'oggi, la sede istituzionale, la direzione centrale e, soprattutto, gli uffici del governatore, sono rimasti nella storica sede di Via Kralja Petra.

Informazioni pratiche

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Museo di storia militare di Belgrado

Museo militare · Belgrado

Museo di storia militare di Belgrado

Il Museo della Storia Militare (in serbo Војни музеј Београд?, Vojni muzej Beograd) è situato a Belgrado, in Serbia, ed è ospitato all'interno della fortezza. Fondato nel 1878, il museo della storia militare ospita più di 3.000 pezzi. Tra questi troviamo elmi e spade romane, oggetti a scopo militare utilizzati nell'antica Grecia, armi serbe, accette, scudi, elmi, spade, indumenti e altri oggetti utilizzati nell'antichità a scopo militare.

== Storia ==

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Il Museo è stato fondato con decreto del principe Milan Obrenović del 10/22 agosto 1878, subito dopo che la Serbia ottenne l'indipendenza al Congresso di Berlino.

La prima mostra fu inaugurata in occasione del centenario della prima rivolta serba in un modesto edificio nella Città Alta della Fortezza di Belgrado nel 1904. Poiché per quasi un secolo, a causa di lotte dinastiche, non si era lavorato a sufficienza sulla rivoluzione serba, in seguito al colpo di stato di maggio del 1903 iniziò la ricerca su questo evento significativo della storia serba. Parallelamente alla raccolta e all'elaborazione dei materiali d'archivio, era necessario raccogliere e preservare i resti della cultura materiale e salvarli dal degrado.

Nel registro militare ufficiale (in serbo: Službenom vojnom listu) n. Il datato 25 maggio 1904, n. 17, venne pubblicato un invito ai cittadini a presentare armi, equipaggiamento, uniformi, bandiere, statuti, lettere, ecc. dei loro antenati, partecipanti alle guerre per l'indipendenza e la liberazione della Serbia, in occasione dell'inaugurazione solenne del Museo militare. Il materiale venne raccolto e preparato per l'elaborazione e l'esposizione già prima di questa azione. Nella registro militare ufficiale del 1887, a pagina 1037, venne pubblicato un invito ai comandi e alle autorità militari, nonché agli ufficiali in servizio attivo e di riserva, a fornire informazioni sulle bandiere conservate nel Museo. La base finanziaria del museo era costituita da donazioni.

Il museo, in quanto istituzione ben organizzata, partecipò all'Esposizione balcanica di Londra nel 1907. La prima guerra mondiale portò al museo le sue prime sofferenze. Durante l'evacuazione delle collezioni museali nel 1915, un gran numero di oggetti di valore scomparvero irrimediabilmente. L'idea dell'esistenza e dell'importanza del Museo non venne però abbandonata neanche durante la guerra. Nel 1917 il Ministero della Guerra ne ricordò l'esistenza e la raccolta dei reperti riprese.

La nuova mostra venne inaugurata nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni il 20 aprile 1937. Questo importante compito fu intrapreso dal direttore generale Vojislav Vuković, che ricoprì la carica di amministratore dal 1934 al 1945. Per preparare l'esposizione museale fu costituito un comitato consultivo, di cui facevano parte personalità di spicco del corpo ufficiali e della vita culturale, tra cui Milan Kašanin e Nikola Krasnov, architetto del Ministero dell'Edilizia. Nel 1936 Vuković portò con sé dall'Istituto tecnico militare di Kragujevac un numero considerevole di oggetti (armi e bandiere della prima guerra mondiale). Nello stesso anno visitò Istanbul e riuscì miracolosamente ad acquistare 18 armi dal Museo militare locale. Le collezioni del museo si sono arricchite anche grazie a numerosi donatori, discendenti di antenati illustri ed eroi delle guerre di liberazione. Così nel Museo sono stati rinvenuti anche oggetti appartenuti al duca Stepa Stepanović, Božidar Terzić, Pavle Jurisić Šturm, Mihail Živanović, Miloš Vasić e altri.

Esemplari in esposizione

Lista parziale dei mezzi in esposizione al museo della storia militare di Belgrado:

Anno: 1878

Informazioni pratiche

Indirizzo
Калемегдан горњи град 9
Telefono
+381 11 3343441
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.muzej.mod.gov.rs

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Terazije

Piazza · Belgrado

Terazije

Terazije (in serbo: Теразије) è una piazza centrale e un quartiere della città di Belgrado.

== Ubicazione ==

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La piazza di Terazije è considerata il punto centrale di Belgrado; i numeri civici delle vie della città partono in riferimento ad essa.

La piazza attuale è uno slargo relativamente piccolo collegato all'importante piazza Slavija dalla via Kralja Milana; da Terazije si raggiunge, attraverso la via Prizrenska, il quartiere di Zeleni Venac, mediante piazza Nikola Pašić, il Bulevar Kralja Aleksandra, il più lungo viale di Belgrado, e, attraverso la via Kolarčeva, la Piazza della Repubblica, quello che oggi è il vero centro della città.

Origine

Il terreno che va dalla Fortezza di Belgrado all'attuale Piazza della Repubblica, in epoca ottomana, era occupato da giardini disseminati di fontane. Per portarevi acqua e per provvedere all'approvvigionamento della città, i turchi realizzarono una complessa struttura idrica lungo la quale, ad intervalli regolari, erano poste alcune torri con la funzione di pompare l'acqua dalle sorgenti di Veliki Mokri Lug alla città fortificata. La piazza di Terazije sorge intorno a una di queste torri (terazi in turco) da cui prende il nome.

Storia

Dopo che la Serbia ricevette l'autonomia, a Belgrado iniziarono i progetti e i lavori di ammodernamento delle zone già edificate, e di urbanizzazione di vaste aree disabitate.

La zona su cui sorge Terazije è una terrazza naturale rivolta verso il corso della Sava. Il principe Miloš Obrenović, tra il 1837 e il 1840, ordinò che gli artigiani serbi abbandonassero le proprie case e le botteghe nella zona abitata anche dai turchi, e si stabilissero nell'area della torre dell'acqua a strapiombo

sul fiume, in prossimità dell'insediamento serbo attorno alla Chiesa di San Michele, quello che poi verrà denominato Kosančićev Venac. Per aggirare la resistenza degli artigiani, il capo della municipalità di Belgrado, Ilija Čarapić, assegnò gratuitamente lotti di terreno a chi avesse voluto trasferirsi: così vi giunsero numerose famiglie, soprattutto di fabbri e calderai.

Nel 1860 la torre fu abbattuta e sostituita da una fontana commemorativa (Terazijska česma) del secondo regno del principe Miloš Obrenović. Gli edifici della zona, in quel periodo erano tutti ad uno o due piani.

Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX, Terazije assunse il ruolo di centro della vita sociale di Belgrado. Alle botteghe artigiane si sostituirono man mano caffè, ristoranti ed alberghi. Intorno al 1860 fu costruito l'hotel "Kazina" in cui nel 1918 si riunì per un certo tempo l'Assemblea Nazionale; nel 1870 fu eretto l'hotel "Pariz", uno dei più begli alberghi cittadini del tempo, ora scomparso. Nell'antico caffè "Kod zlatnog krsta", nel 1896, fu proiettato il primo film a Belgrado. Nel 1906, fu eretto, sul bordo della collina, di fronte alla fontana commemorativa, l'hotel "Moskva", costruito in stile secessionista, che oggi è il palazzo simbolo dell'area.

Tra il 1911 e il 1912, la piazza su cui si affacciavano questi importanti edifici fu ridisegnata: la fontana fu spostata nel parco Topčider; al centro dell'area furono costruite grandi aiuole, recinatate in ferro battuto e fu inserita una nuova fontana monumentale.

Negli anni '20 del XX secolo, si studiò un progetto di trasformazione della zona in area verde: il pendio compreso tra il corso della Sava e l'hotel "Moskva" avrebbe dovuto ospitare una serie di terrazzamenti digradanti con fiori e fontane, che non fu mai realizzata.

Nel 1929, invece, si prese in considerazione il progetto di Nikola Dobrović che prevedeva la costruzione di due grandi edifici pubblici che ospitassero attività commerciali, sui due lati corti della piazza, e la sistemazione a giardino con grandi vasche dell'area centrale. Anche questo progetto fu però accantonato e solo recentemente è stato preso di nuovo in considerazione per future realizzazioni. Nel 1936, fu costruito l'hotel "Balkan" e nel 1938 il palazzo "Albanija".

Dopo la Seconda guerra mondiale, quella che era la più maestosa e colorata piazza di Belgrado, circondata da un quartiere pieno di vita, fu rovinata dal nuovo piano regolatore del 1948. La piazza fu divisa in due dalla costruzione di due enormi edifici in cemento grigio, le aiuole furono tolte e venne creata, al di là dei nuovi palazzi, nello stile tipico del realismo socialista, la piazza Marx e Engels, oggi Piazza Nikola Pasić.

Nel 1976, la fontana commemorativa fu riportata nel luogo originario, davanti all'hotel Moskva.

Oggi sono in discussione nuovi progetti per ridare lustro alla piazza e a tutto il quartiere. Negli anni novanta del XX secolo si erano iniziati lavori di riqualificazione, ma i bombardamenti della NATO e la conseguente ricostruzione delle infrastrutture distrutte hanno sottratto i fondi al rinnovamento di Terazije.

Edifici importanti

Il quartiere di Terazije, per la sua posizione centrale, è stata sede di importanti istituzioni cittadine, alcune delle quali, sopravvivono ancor oggi, nonostante le trasformazioni subite dall'area. Alcuni famosi edifici sono:

Piazza commerciale Bezistan (Безистан): un'area coperta con negozi ricavata in uno degli edifici costruiti nel 1848 e che dividono la piazza Terazije e piazza Nikola Pasić, sul luogo in cui sorgeva l'antico hotel "Pariz". Al centro dell'area c'era una fontana circondata da piccoli giardini. Attualmente è in uno stato di decadenza, ma sono in progetto opere di riqualificazione. Tra le istituzioni presenti nella zona, protetta dalla legge, c'è il cinema "Kozara".

Palazzo "Albanija" (Палата "Албанија"): costruito nel 1940 da Miladin Prljević e Đorđe Lazarević su progetto di Branko Bon e Milan Grakalić, tra le vie Kneza Mihaila e Kolarčeva. Sorge al posto dell'antica caffetteria (kafana) omonima; è il primo grattacielo realizzato a Belgrado, e, coi suoi undici piani, è stato per lungo tempo, il più alto.

Hotel "Kasina" (Хотел "Касина"): uno degli alberghi più antichi della città. Costruito nel 1860, fu sede di importanti eventi storici e culturali, come le assemblee del Parlamento serbo e le rappresentazioni del Teatro Nazionale. Demolito, fu ricostruito nel 1922.

Hotel "Moskva" (Хотел "Москва"): l'unica tra le costruzioni originarie della piazza ad essere rimasto in piedi dall'anno della sua costruzione, il 1906. È, forse, il più significativo tra gli edifici di Terazije, con la sua facciata rivestita di ceramiche verdi, ed è certamente quello che più caratterizza il quartiere di cui è il simbolo.

Teatro a Terazije (Позориште на Теразијама / Pozorište na Terazijama): costruito nel 1949, per ospitare rappresentazioni di canto corale, balletti e concerti d'orchestra. Dopo i primi decenni di popolarità, il teatro cadde man mano in rovina, nonostante ospitasse comunque numerosi spettacoli musicali. Nel 2003 se ne decise la ricostruzione, ed il 6 luglio 2005 fu inaugurato. Oggi è il teatro più frequentato di Belgrado e gode di un'enorme popolarità, ospitando performance di artisti da tutto il mondo.

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Branko (ponte)

Ponte stradale · Belgrado

Branko (ponte)

Il ponte di Branko (in lingua serba Бранков мост, traslitterato Brankov most) è il secondo ponte per la sua lunghezza (dopo quello di Gazela) di Belgrado, la capitale della Serbia. Attraversa la Sava e collega il centro della città al comune di Novi Beograd.

== Presentazione ==

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Il ponte è stato costruito nel 1957 in sostituzione del ponte Alexandre Ier, aperto alla circolazione il 16 dicembre 1934 e distrutto nel 1941.

Progettato come una strada veloce a tre vie, è effettivamente composto da due aperture separate, di cui la seconda è stata terminata nel 1979. È lungo 450 metri e poggia su un telaio di acciaio in un unico pezzo, con una campata centrale di 261 m di lato e si estende su 81,5 m ciascuna. È percorso ogni giorno da circa 90.000 veicoli e gli ingorghi sono frequenti.

Il nome ufficiale del ponte, ai tempi della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, era "ponte della fraternità e dell'unità" (Most bratstva i jedinstva), ma gli abitanti di Belgrado non hanno mai adottato questo nome. Fu soprannominato "ponte della via Branko" (con riferimento al poeta romantico serbo Branko Radičević) o ancora "ponte della Sava" ("Savski most"). Quando il poeta Branko Ćopić si suicida buttandosi dal ponte nel 1984, il nome di "ponte di Branko" ha iniziato a diffondersi senza che si sapesse con precisione a quale Branko si riferiva.

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Gazela

Ponte stradale · Belgrado

Gazela

Gazela (in lingua serba Газела) è il più importante ponte di Belgrado (Serbia) attraverso il fiume Sava.

Il ponte è lungo 332 m e ampio 27,5 m, con tre corsie per senso di marcia per un totale di 21,8 m di strada. È costruito con una combinazione di ponte a trave e ad arco. L'altezza massima della campata è di 22,8 m sul livello medio dell'acqua. È stato progettato da un gruppo di ingegneri capitanato da Milan Đurić e costruito nel periodo 1966-1970 dall'azienda Mostogradnja di Belgrado.

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Il ponte fa parte dell'autostrada cittadina ed è il collegamento principale fra la città e la Nuova Belgrado; sostiene anche il traffico in transito della Strada europea E70 e della E75 che collega Belgrado a Niš verso sud e a Novi Sad verso nord. È quindi sovraccarico e causa di frequenti ingorghi. Di media più di 160000 veicoli lo percorrono ogni giorno anche se è stato progettato per essere usato da 40000.

Anno: 1970

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Campo di concentramento di Banjica

Monumento storico · Belgrado

Campo di concentramento di Banjica

Il campo di concentramento di Banjica è stato un campo di concentramento nazista serbo-tedesco, attivo dal giugno 1941 al settembre 1944 durante la seconda guerra mondiale. Si trovava nella periferia di Belgrado, parte della Jugoslavia. Inizialmente è stato usato come centro per ospitare ostaggi, ma, in seguito, incluse ebrei, comunisti, zingari e partigiani catturati. Gli amministratori del campo registrarono i nomi di 23 637 prigionieri. I comandanti di questo campo di concentramento sono stati Willy Friedrich, ufficiale della Gestapo e Strahinja Janjić, comandante della Gestapo serba.

Dopo l'occupazione tedesca della Jugoslavia, il campo, che in precedenza era stato un insieme di caserme dell'esercito reale jugoslavo, faceva parte della sistematica distruzione della popolazione ebraica. Il 30 maggio 1941, il governo filonazista serbo privò la libertà personale e civile degli ebrei, li escluse dall'esercito e dalle scuole pubbliche, li obbligò al lavoro forzato, e ordinò a tutti i membri della comunità ebraica di indossare la stella di David come emblema.

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Le prime esecuzioni in rappresaglia si svolsero alla fine di giugno del 1941 contro i "comunisti ed ebrei". La prima esecuzione di massa a Banjica avvenne il 17 dicembre 1941, quando furono fucilati 170 prigionieri.

Prigionieri noti

Olga Alkalaj (1907-1942), leader comunista

Aleksandar Belić (1876-1960), linguista e accademico

Josip "Bepo" Benkovic, pittore (ucciso nel 1943)

Vaso Čubrilović (1897-1990), politico e storico

Aleksandar Deroko (1894-1988), architetto

Jovan Erdeljanovic (1874-1944), etnologo

Ivan Đaja, biologo

Tihomir Djordjevic, etnologo

Miloš Đurić, filologo e filosofo

Mihailo Ilic, politologo (ucciso nel 1944)

Petar Kolendić, storico della letteratura

Aleksandar Leko, chimico

Tina Morpurgo (1907-1944), pittrice, uccisa dalle SS

Viktor Novak (1889-1977), storico e accademico

Vlastimir Pavlović Carevac (1895-1965), compositore

Veljko Petrović, scrittore

Milunka Savić (1892-1973), eroina della prima guerra mondiale

Risto Stijović (1894-1974), pittore

Shime Spitzer (1892-1941), sionista, ucciso a Banjica

Nikola Vulić (1872-1945), storico e filologo

Marko Ristić (1913-1942) scrittore e partigiano rivoluzionario comunista

Informazioni pratiche

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Museo etnografico di Belgrado

Museo · Belgrado

Museo etnografico di Belgrado

Il Museo etnografico di Belgrado è situato a Belgrado, Serbia. Costruito nel febbraio 1901, il museo era già stato progettato in passato ma mai costruito. I primi oggetti etnografici furono importati in Serbia all'inizio del XIX secolo e nel 1844 alcuni di essi furono inclusi nella collezione del Museo Nazionale di Serbia.

Il museo custodisce più di 160000 oggetti, rappresentativi degli usi e della cultura rurale e urbana della popolazione balcanica, tra il XIX e XX secolo.

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Sono esposti costumi tradizionali, opere dell'artigianato, come merletti, ricami, gioielli, ceramiche, bicchieri. Una sezione è dedicata all'architettura e alle tecniche costruttive, con il passaggio dallo stile orientale ai modelli occidentali, e agli oggetti di uso quotidiano, nella abitazione contadina e in quella di città. Anche i giocattoli di fabbricazione artigianale e industriale, e i mezzi per il trasporto e gli ornamenti usati per gli animali da tiro testimoniano lo sviluppo tecnologico e i diversi livelli economici e sociali delle popolazioni.

La collezione di armi propone reperti che vanno dal neolitico, al periodo celtico, al medioevo, fino al XX secolo; sono esposti anche particolari strumenti musicali del XIX secolo.

Anno: 1901

Informazioni pratiche

Orari
Th-Tu 10:00-20:00
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Sito ufficiale
etnografskimuzej.rs

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Ponte di Pančevo

Ponte a traliccio · Belgrado

Ponte di Pančevo

Il ponte di Pančevo (in serbo Панчевачки мост?, Pančevački most) è un ponte sul Danubio situato a Belgrado, la capitale della Serbia, nei pressi del porto di Belgrado. Il ponte fu costruito nel 1935. È stato l'unico ponte sul Danubio della città fino all'apertura del ponte Pupin nel dicembre 2014.

Anno: 1946

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zoo di Belgrade

Giardino zoologico · Belgrado

zoo di Belgrade

Zoological garden in Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1936

Informazioni pratiche

Indirizzo
Мали Калемегдан 8
Orari
Mo-Su 08:00-19:30
Telefono
+381 11 2624526
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Sito ufficiale
www.beozoovrt.rs

Chiesa di Sant'Aleksandr Nevskij

Chiesa ortodossa · Belgrado

Chiesa di Sant'Aleksandr Nevskij

La chiesa di Sant'Aleksandr Nevskij (in serbo Црква Светог Александра Невског?, Crkva Svetog Aleksandra Nevskog) è un luogo di culto serbo ortodosso con funzioni di parrocchia che si trova a Belgrado, capitale della Serbia.

== Ubicazione ==

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L'edificio sorge nella parte pianeggiante del quartiere Dorćol, appartenente amministrativamente al comune urbano di Stari Grad, al civico 63 della via Cara Dušana. Nelle sue vicinanze, si trovano la zona di Skadarlija, famosa per la sua vita notturna e il porto sul Danubio.

Storia
Il tempio primitivo

Tra il 1876 e il 1878 la Serbia combatté, insieme alla Romania e al Montenegro un conflitto con l'Impero ottomano per ottenerne l'indipendenza: in appoggio alle rivendicazioni di libertà dei popoli cristiani sottomessi ai turchi, moltissimi volontari partirono dalla Russia e si unirono agli eserciti ribelli. La grande mobilitazione, in particolare nei confronti del popolo serbo, fu patrocinata anche dalla principessa Aleksandra Petrovna, cognata dello zar Alessandro II di Russia. Pure lo zar appoggiò indirettamente la lotta dei fratelli di fede con l'invio di alcuni ufficiali.

Le truppe russe acquartierate a Belgrado avevano portato con sé immagini sacre e vessilli a tema religioso, tra cui due icone, una di san Giorgio, patrono della città di Mosca e una di Aleksandr Nevskij, eroe nazionale venerato come santo, di cui i militari erano particolarmente devoti. In onore del Nevskij, nel 1876, fu realizzata una tenda-cappella con iconostasi in legno, in cui i soldati potevano pregare, partecipare a funzioni religiose e ricevere la benedizione prima di iniziare un combattimento. Questa struttura mobile veniva trasportata sui campi di battaglia per essere una vera e propria chiesa da campo.

Nel gennaio del 1877, nonostante l'aiuto finanziario e militare della Russia, dopo che l'esercito serbo venne sconfitto in diverse battaglie, il governo firmò la resa con la Turchia. La tenda venne portata a Belgrado e, dapprima, installata davanti alla sede dell'università, poi, di fronte alla cattedrale di San Michele. Il metropolita Mihailo Jovanović le assegnò un clero stabile per fornire quotidianamente assistenza religiosa ai combattenti rientrati in città. Vista la debolezza delle truppe serbe e di quelle montenegrine, lo zar Alessandro II decise, nell'aprile del 1877 di entrare direttamente in guerra, inviando l'esercito sui vari fronti aperti.

Nella seconda metà del XIX secolo, la popolazione di Dorćol era andata aumentando. Le autorità cittadine avevano deliberato di inserire nel piano regolatore di Belgrado la costruzione di chiese nelle zone periferiche e di nuova urbanizzazione, e, quindi, di dotare anche Dorćol di una parrocchia.

Nel maggio del 1877 si decise di costruire una sede stabile per la cappella militare russa per dare conforti religiosi ai soldati di Mosca nuovamente operativi: si stabilì di realizzarla nella zona di Dorćol per venire, così, incontro anche alle esigenze spirituali dei suoi abitanti. Il luogo scelto per la costruzione fu un terreno dove sorgeva una moschea in rovina, accanto ad una caserma, all'angolo tra la via Dubrovačka e la vecchia via Dušanova. Il piccolo tempio in mattoni ricoperti da intonaco fu consacrato dal metropolita Mihailo il 1º ottobre 1877.

L'ingresso dell'esercito imperiale russo in guerra fu decisivo per la vittoria dei serbi sugli ottomani, e la chiesetta dedicata ad Aleksandr Nevskij divenne un luogo di importantissimo per i fedeli ortodossi che vi si recavano per ringraziare il santo per la vittoria e pregare in suffragio delle anime dei russi morti in battaglia. La chiesa divenne anche uno dei centri d'irradiamento della cultura russa in Serbia, che, dalla vittoria, incominciò ad essere molto popolare.

La chiesa definitiva

La vita della piccola chiesa dedicata al santo combattente russo si intrecciò con le vicende politiche della Serbia di fine Ottocento. Terminata la guerra, re Milan IV Obrenović abbandonò l'alleanza con la Russia zarista, per entrare nella sfera d'influenza asburgica. Tale presa di posizione creò un periodo di instabilità politica e di contrasti dinastici.

Il fatto che la chiesa di Dorćol fosse legata spiritualmente legata alla Russia, curata e finanziata dalla moglie di Milan, la regina Natalia, notoriamente filorussa e amata da coloro che politicamente si richiamavano ai legami con Mosca, potrebbe aver contribuito alla decisione delle autorità comunali di demolirla. Ufficialmente, la decisione fu presa perché il nuovo piano regolatore della zona prevedeva di creare ampi viali dove erano i vicoli e i sentieri malsani del quartiere di epoca turca, e perché i materiali poveri con cui era costruito il tempietto non avrebbero retto all'usura del tempo. In effetti, la decisione fu presa nel 1891, quando, ormai, re Milan aveva abdicato in favore del figlio Alessandro I, ma le lotte tra filorussi e filoaustriaci nel Paese si protrassero per diversi anni e la politica filoasburgica fu messa da parte solo col definitivo allontanamento di re Milan nel 1892. Il 1º ottobre 1891, il giorno della demolizione, in zona scoppiarono rivolte e gli operai vennero minacciati. Le autorità assicurarono che avrebbero quanto prima disposto la costruzione di una nuova chiesa nel quartiere, da costruirsi insieme alle altre infrastrutture comunali.

Nonostante i buoni propositi del notabili comunali, Dorćol dovette attendere ben 21 anni prima che si iniziassero i lavori per la costruzione della parrocchia. La prima pietra fu posta il 12 maggio 1912 alla presenza del principe ereditario Alessandro Karađorđević, in un terreno poco distante da quello in cui era stata eretta la chiesa primitiva. Della progettazione venne incaricata Jelisaveta Načić, il primo architetto donna a laurearsi presso l'università di Belgrado. La costruzione s'interruppe a causa della partecipazione della Serbia alle guerre balcaniche e al primo conflitto mondiale, e venne ripresa solo nel 1927: fu dato incarico di realizzare l'opera agli architetti Vasilij Androsov e Petar J. Popović che demolirono le fondamenta realizzate in muratura dalla Načić e le ricostruirono in cemento armato, modificando tutto il progetto.

La solenne cerimonia di consacrazione fu celebrata dal patriarca Varnava Rosić il 23 novembre 1930 e vi prese parte, insieme ai notabili e ai finanziatori dell'opera, re Alessandro I che aveva appoggiato l'idea di tornare ad intitolare la parrocchia al santo guerriero russo.

L'edificio

La chiesa è a pianta cruciforme con cupola centrale: l'architetto Androsov, pur demolendo le fondamenta dell'edificio costruito in mattoni nel 1912, ne mantenne inalterata la forma, e, per la sua realizzazione, si ispirò al gusto della scuola della Morava, lo stile artistico serbo del XIV secolo.

Dove la navata incontra il transetto, si eleva una cupola sorretta da pennacchi, in cui si aprono otto finestre monofore. Esternamente, la cupola ha forma ottagonale. Sul lato occidentale è presente il nartece, collegato alla navata da un corto corridoio. Al di sopra del nartece c'è la torre campanaria, a pianta quadrata, alta quanto la cupola e con le stesse dimensioni di pianta.

Sul lato orientale è presente l'abside che, sulla parte esterna presenta sei facciate: in quella centrale si apre una finestra sotto alla quale c'è una piccola porta che dà accesso all'area del santuario.

Esterno

La struttura portante dell'edificio è in cemento armato e le parti riempitive sono state realizzate in mattoni. La copertura esterna è tripartita: il registro inferiore parte dal livello della strada e arriva al piano di calpesito della chiesa; la decorazione è in marmo bianco con cui sono realizzate anche la scalinata sulla facciata principale e le scale più piccole sulle altre pareti. Il secondo registro è in pietra artificiale a fasce alternate di colore giallino e grigio; il terzo, quello più esteso, è in finta pietra di colore bianco ed è, a sua volta, suddiviso orizzontalmente in due parti separate da un cornicione.

Le finestre sono costituite da aperture monofore sormontate ognuna da un rosone, un rosone più grande si apre al di sopra della portone d'ingresso sulla facciata principale. I cornicioni, gli archivolti, gli intradossi e le cornici delle finestre e del portale sono state realizzate in marmo finemente lavorato con decorazioni ad intreccio floreale, ghirlande e rosette. Le finestre della cupola e le trifore del campanile sono fiancheggiate da colonnine marmoree con basi e capitelli intarsiati.

A di sopra del portale della facciata occidentale, all'interno di una lunetta, è posta un'icona realizzata a mosaico raffigurante il titolare della chiesa, Aleksandr Nevskij. Il tetto è ricoperto da lamine di rame che, con l'ossidazione, hanno assunto il tipico colore verde che è una delle caratteristiche peculiari della chiesa nel contesto degli edifici religiosi di Belgrado.

Interno

L'interno del tempio è un'ampia sala coperta da una cupola centrale sorretta da quattro colonne i cui capitelli in pietra sono decorati con croci dorate inserite in un motivo circolare finemente istoriato, e fiancheggiate da due ramoscelli d'ulivo anch'essi dorati. La navata e il transetto sono coperti da volte a botte, mentre i due cori ai lati estremi del transetto sono absidati e, quindi, sormonati da una semicupola. I pennacchi sono stati ultimamente decorati con le raffigurazioni dei quattro evangelisti, mentre all'interno della cupola è raffigurato il Cristo Pantocratore. L'opera di affrescatura delle pareti interne è iniziata nel primo decennio del XXI secolo ed è ancora in fase di esecuzione. La mancanza di una decorazione interna alla chiesa era stata preventivata già al momento della sua costruzione: per ovviare a questo inconveniente e creare un'atmosfera meno austera, le finestre furono dotate di vetrate policrome, in gran parte andate distrutte durante il bombardamento di Belgrado del 1941, ma di cui restano alcune parti.

La pavimentazione consiste in piastrelle color avorio, incorniciate da altre di colore scarlatto. Le piastrelle chiare richiamano il colore del marmo in cui è sono stati realizzati il trono episcopale, posto a ridosso della parete meridionale, e l'iconostasi: entrambi sono stati donati alla chiesa di Dorćol da re Alessandro I, anche se furono progettate per essere collocate nel mausoleo reale di Oplenac presso Topola.

Galleria d'immagini

Anno: 1877

Informazioni pratiche

Indirizzo
Цара Душана 63
Telefono
+381 11 3283214
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.svaleksandarnevski.com

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Chiesa Ružica

Chiesa · Belgrado

Chiesa Ružica

La chiesa Ružica (in serbo Црква Ружица?, Crkva Ružica) è un luogo di culto serbo ortodosso con funzioni di parrocchia che si trova a Belgrado, capitale della Serbia.

== Ubicazione ==

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L'edificio sorge nell'angolo nord orientale della fortezza di Belgrado, addossato esternamente a una parete del complesso difensivo della porta "Zindan", la più importante porta della città, costruita nel XV secolo e che nel XVIII secolo fu, probabilmente, utilizzata come prigione.

Storia
Le origini

Le fonti documentano la presenza di una chiesa situata nello stesso luogo di quella attuale ai tempi del despota Stefano Lazarević a cavallo tra i secoli XIV e XV quando Belgrado era un borgo fortificato che si sviluppava, dal lato nord della fortezza, verso fiume Danubio, discendendo lungo il fianco della rocca. Tra gli edifici menzionati dagli storici, c'era la chiesa dedicata all'Assunzione di Maria facente parte di un complesso monastico e che aveva funzioni di cattedrale metropolitana. La chiesa conteneva, oltre ad altre preziose opere d'arte e importanti reliquie, anche un'icona della Vergine, secondo la tradizione, dipinta da san Luca.

Nel 1521, Belgrado fu conquistata dai Turchi che distrussero gran parte degli edifici della città e, negli anni successivi, ne trasformarono l'assetto urbanistico secondo le necessità, il gusto e le esigenze di un insediamento ottomano. Anche la chiesa dell'Assunzione venne distrutta, o, secondo alcuni studiosi, solo parzialmente demolita e trasformata in moschea. Nel XVII e all'inizio del XVIII secolo, la struttura muraria che la conteneva era certamente adibita a magazzino militare. Nel 1717, l'Impero austro-ungarico strappò Belgrado ai Turchi: l'amministrazione asburgica iniziò una nuova trasformazione della città, demolendo gran parte delle costruzioni ottomane e sostituendole con nuovi edifici di gusto barocco. Anche la fortezza fu oggetto di grandi rimaneggiamenti che tendevano, in particolare, a rinforzare le strutture difensive. Nel 1737, l'esercito austriaco e quello turco si fronteggiarono a Grocka, nei pressi della città: l'Austria, sconfitta, dovette restituire all'Impero ottomano la quasi totalità dei territori conquistati, tra cui Belgrado; gran parte di quanto costruito, particolarmente le strutture della fortezza, fu demolito dagli austriaci prima della ritirata. I turchi, quindi, rimisero mano all'assetto architettonico del centro città con nuovi abbattimenti e nuove costruzioni.

All'inizio del XIX secolo, la popolazione serba insorse più volte contro gli ottomani: dopo la seconda grande rivolta, nel 1816 il sultano Mahmud II riconobbe una larga autonomia alla Serbia, e, sotto il regno di Abdul Aziz, nel 1867, vennero ritirati i contingenti militari turchi: l'ultimo partì il 24 aprile, dopo che il comandante della piazza di Belgrado ebbe consegnato al principe Mihailo III Obrenović le chiavi della città. Cinque giorni dopo, le autorità risposero positivamente alle richieste della popolazione di ricostruire la chiesa in onore della Vergine Maria sulla fortezza. I lavori si protrassero per due anni e, nel 1869, la sua costruzione fu terminata: la chiesa venne utilizzata come cappella militare. Fu nominata Ružica in ossequio all'antica tradizione che ne voleva la primitiva edificazione ad opera di una di tre pie sorelle, Ružica, Marica e Cveta, ciascuna delle quali avrebbe creato una chiesetta in quella zona.

Abbattimenti e ricostruzioni

Durante la prima guerra mondiale, Belgrado fu bombardata e, il 15 ottobre 1915, un ordigno cadde sulla chiesa danneggiandola gravemente. Solo nel 1924, però, furono iniziati i lavori per il suo restauro: la ricostruzione delle parti danneggiate, soprattutto l'abside e il campanile, durò un anno, e l'11 ottobre 1915 fu nuovamente riaperta al culto. A sottolineare il suo carattere di chiesa militare e per darle una connotazione commemorativa delle lotte dei Serbi per l'indipendenza, dopo il restauro, il portale d'accesso fu decorato con due statue a grandezza naturale, ricavate dalla fusione di munizioni di artiglieria, che rappresentano un soldato dell'esercito dello zar medievale Stefano Dušan e un fante dell'armata serba durante le guerre balcaniche.

Nel 1937 la chiesa ricevette il rango di parrocchia e furono costruiti gli edifici della canonica; vennero rinnovate le canalizzazioni della sorgente che sgorga al di sotto della costruzione e furono erette due altre cappelle: quella dedicata a Santa Petka e una terza distrutta durante i bombardamenti nazisti della città nel 1944. Dopo la guerra, la chiesa Ružica fu restaurata in fasi successive, e il 31 maggio 1965 venne dichiarata dallo stato monumento protetto.

L'edificio

La chiesa ha una pianta rettangolare e si presenta a navata unica, sormontata da una volta a botte a sesto acuto lunettata in corrispondenza delle finestre sui lati nord e sud.

Esterno

L'esterno è in pietra e mattoni con tetto ricoperto da tegole. Sul lato ovest si innalza il campanile sormontato da un tetto spiovente ricoperto di lastre di rame; la parete occidentale della torre è addossata ad uno dei bastioni della fortezza.

Sul lato meridionale, l'ingresso è rappresentato da una bassa porta lignea a doppio battente, sormontata da una lunetta contenente un bassorilievo che rappresenta una scena della vita della Vergine Maria, e fiancheggiata da due statue commemorative di soldati serbi.

A destra della porta è stata posta una targa che ricorda la ricostruzione della chiesa, voluta da re Alessandro I dopo i saccheggi e i danneggiamenti subiti dal tempio ad opera degli eserciti germanico e austriaco nella prima guerra mondiale. A destra e a sinistra della porta, si aprono due finestre monofore a tutto sesto inserite in una cornice arcuata a sesto acuto in pietra chiara. L'abside è poligonale con finestre uguali a quelle della facciata meridionale sui lati obliqui, mentre sulla parete orientale è posto un bassorilievo in rame raffigurante una Madonna col Bambino. L'intera superficie esterna della chiesa è ricoperta di edera.

Interno

La chiesa si presenta a navata unica con pianta rettangolare. La pavimentazione è in quadrati di marmo bianco e nero posizionati a scacchiera. Le pareti laterali sono intonacate di bianco e vi sono state addossate panche lignee per far sedere i fedeli. La volta è completamente affrescata: la decorazione presenta un registro inferiore su ciascun lato ed uno superiore che comprende l'intero culmine della volta; le diverse scene raffigurate sono contornate da cornici decorate in oro decorate a motivi floreali. L'opera fu realizzata dal pittore russo Andrej Bicenko. La navata è separata dal presbiterio attraverso l'iconostasi lignea opera del carpentiere Kosta Todorović, dipinta di bianco e finemente istoriata con motivi ad intreccio dorati ed inserti di rosoni in ottone, ad imitazione delle iconostasi tipiche delle chiese morave in marmo bianco con rilievi dorati. Le icone dell'iconostasi sono dipinte ad olio su tavole di legno, realizzate tra il 1925 e il 1926, dal sacerdote Rafailo Momčilović su bozzetti del vescovo Irinej Đurić. Appesi alla volta ci sono due grandi lampadari in ottone, realizzati fondendo pezzi di artiglieria del primo conflitto mondiale.

Cappella di Santa Petka

A nord della chiesa Ružica, lungo il fianco della collina che scende verso il Danubio, sorge la chiesetta di Santa Petka, come cappella annessa della parrocchia e meta di pellegrinaggi ed eventi religiosi.

La storia

Nell'anno 1396, Milica, la moglie del principe Lazar Hrebeljanović prese in consegna le spoglie della veneratissima santa Parascheva (in serbo Petka?) e le tumulò in un'area della città di Belgrado dove sgorgava una sorgente considerata miracolosa e dove un generale dell'esercito aveva costruito una piccola cappella. Dopo la conquista turca del 1521, il corpo fu trasferito a Costantinopoli, la cappella cadde in disuso e se ne persero le tracce: probabilmente in parte demolita dai Turchi per essere inglobata nella costruzione di una moschea, fu definitivamente rasa al suolo nel 1737 dagli Austriaci in ritirata. Nel 1937, su iniziativa del patriarca Varnava, venne edificata, nei pressi della primitiva struttura, una nuova cappella: durante gli scavi delle fondazioni, fu ritrovata una sepoltura di soldati serbi morti nel primo conflitto mondiale, i cui resti sono stati traslati poco distanti, sotto la torre di Jaksić.

L'edificio

La cappella ha una pianta rettangolare: rivestita esternamente in di pietra, all'interno è divisa in tre navate separate da basse colonne marmoree sormontate da archi. La navatella di sinistra risulta più stretta di quella di destra, e ospita panche per i fedeli e piccoli altari in legno che sorreggono alcune icone. La navatella di destra contiene un moderno lavello dal quale viene attinta l'acqua ritenuta miracolosa. La navata centrale è ricoperta da una volta a botte, termina in un'abside e non presenta iconostasi.

Nella parte orientale della volta, prima dell'abside, si apre una cupola tonda all'interno e ottagonale all'esterno, traforata da finestre monofore. L'unica altra fonte di luce è rappresentata da una piccola finestra posta al di sopra della porta d'ingresso, sulla parete occidentale.

Tutto l'interno della cappella è ricoperto da mosaici, realizzati tra il 1980 e il 1983 dal pittore Đuro Radulović. Gli intradossi degli archi sono decorati con motivi floreali, mentre sulle pareti e sulle volte sono rappresentate scene evangeliche, come la Trasfigurazione e la Risurrezione, i benefattori della chiesa serba come il principe Lazar e la moglie Milica, o i santi protettori di Belgrado, Sava e Simeone. L'abside è occupata dall'immagine della Vergine Maria, sormontata dalla raffigurazione del velo della Veronica e ancora più in alto, sulla sommità della parete orientale dalla Crocifissione.

I pennacchi della cupola presentano le immagini dei quattro Evangelisti, tra le finestre della cupola sono dipinti diversi santi, mentre la calotta è occupata dalla figura del Cristo Pantocratore.

Sulla parete meridionale, accanto all'abside, recentemente è stato costruito un fonte battesimale, anch'esso rivestito con decorazioni musive, scavato nella roccia sotto la scalinata che unisce la cappella alla chiesa Ružica, e più basso rispetto al piano della cappella.

Anno: 1869

Informazioni pratiche

Indirizzo
Калемегдан доњи град 1
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Museo di arte africana

Museo d'arte · Belgrado

Museo di arte africana

Il Museo di Arte Africana (in serbo Музеј Афричке Уметности?, Muzej Afričke Umetnosti) è situato a Belgrado, in Serbia.

Unico museo del paese dedicato all'arte ed alla cultura africana, si trova in un'area residenziale di Belgrado, in un edificio costruito appositamente per ospitarlo.

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Il museo nasce dalla donazione alla città di Belgrado della collezione formata durante molti anni di viaggi nel continente africano da Veda e Zdravko Pečar ed è stato inaugurato nel 1977.

La collezione permanente è suddivisa in diverse aree secondo il tipo di materiali e la zona geografica di provenienza e raccoglie oggetti delle popolazioni Bamana, Dogon, Kissi, Baga, Soninké, Malinké, Bobo, Dan, Guéré, Gouro, Senufo, Ashanti, Ewe, Baulé, Fon, Yoruba e Bamiléké.

Tra gli oggetti raccolti si trovano numerose maschere ed altre sculture in legno oltre ad altri oggetti di uso quotidiano, religioso e magico in legno, bronzo, ceramica, steatite e tessuto.

Anno: 1977

Informazioni pratiche

Indirizzo
Андре Николића 14
Orari
Mo-Su 10:00-18:00
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Piazza Nikola Pašić

Strada urbana · Belgrado

Piazza Nikola Pašić

Piazza Nikola Pašić (in serbo, Трг Николе Пашића / Trg Nikole Pašića) è una delle principali piazze della città di Belgrado, capitale della Serbia.

== Ubicazione ==

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La piazza si trova nella municipalità di Stari Grad, nel quartiere di Terazije. Da essa parte il viale più lungo di Belgrado, il Bulvar Kralja Aleksandra, mentre la via Dečanska la collega alla Piazza della Repubblica.

Storia

Nella prima metà del XIX secolo, l'area era disabitata e divisa in due dalla strada che conduceva a Istanbul, chiamata popolarmente "strada del Cannone d'oro" (Ulica Zlatnog topa) dal nome di un ristorante nei pressi, lungo la quale sorgeva la più grande moschea turca della città, la Batal džamija, abbattuta nel 1869. La strada fu successivamente chiamata "Ullica Markova", dalla chiesa di San Marco costruita poco distante.

Quando tutto il quartiere di Terazije venne edificato, nella seconda metà del XIX secolo, anche nella zona dell'attuale piazza furono costruiti edifici ad uno o a due piani, tra cui il vecchio Municipio che, durante l'occupazione nazista fu sede della Gestapo. Tra le due guerre, vennero costruiti nuovi palazzi, tra cui quello della Banca dell'agricoltura (Agrarna banka) che, durante il periodo jugoslavo fu sede de Comitato centrale del Partito comunista, quello del quotidiano Vreme, il cinema "Beograd" altri.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, col piano regolatore del 1948, tutta l'area fu ridisegnata. Abbattute le vecchie case, fu aperta la piazza. Furono eretti parecchi fabbricati, tra cui la nuova sede del Municipio. Sul lato est, sorsero grandi caseggiati che occuparono parte della preesistente piazza di Terazije; sul lato nord fu eretta la sede del Sindacato nello stile del realismo socialista, davanti al quale fu inserita una grande fontana. La piazza fu intitolata a Karl Marx e Friedrich Engels. Il vecchio capolinea dei tram fu spostato, e vennero tolti i binari che passavano tra il Parlamento e il Parco dei Pionieri.

Alla fine degli anni ottanta del XX secolo, col crollo del sistema politico socialista, molti toponimi di Belgrado furono cambiati. Tra questi la piazza Marx e Engels, che fu intitolata a Nikola Pašić, importante uomo politico dei primi del Novecento, che fu più volte Primo ministro dal 1891 al 1926. Nel 1989 fu eretta al centro della piazza, dietro alla fontana che, nel frattempo venne ingrandita, una statua che ritrae il grande statista.

Attualmente, la zona pedonale intorno alla fontana e alla statua è sede di mercatini all'aperto di generi alimentari e di manifestazioni musicali o culturali. D'inverno viene trasformata in pista di pattinaggio.

Edifici famosi

Sulla piazza Nikola Pašić e nelle sue immediate vicinanze, si affacciano importanti edifici e istituzioni della città di Belgrado, tra cui:

il Parlamento serbo;

il Museo della Storia di Jugoslavia, installato in quella che fu la sede della Banca dell'agricoltura prima e del Partito comunista poi;

il Museo storico della Serbia;

il Teatro a Teraije, considerato la Broadway di Belgrado;

la piazza commerciale Bezistan, una piazza coperta che unisce piazza Pašić a Terazije, attualmente occupata da negozi di souvenir, considerata patrimonio culturale per cui è previsto un piano di riqualificazione;

il Palazzo dell'amministrazione cittadina.

Informazioni pratiche

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Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović

Museo · Belgrado

Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović

Il Museo di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović è situato a Belgrado, Serbia. È stato creato nel 1949 e nelle sue sale sono in mostra le opere di Vuk Stefanović Karadžić e Dositej Obradović, filosofi e scrittori nonché importanti uomini politici serbi, che dettero inizio nel XIX secolo alla Rivoluzione della Scrittura Serba.

Al primo piano del museo si trova l'area dedicata a Karadžić, con le opere e gli oggetti a lui appartenuti, nonché diversi documenti provenienti dall'Accademia serba della Scienza e delle Arti (biglietti da visita, diplomi, annotazioni, ecc.). Il piano terra del museo è invece dedicato ad Obradović, con l'intera sua biblioteca e numerosi manoscritti.

Anno: 1949

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
www.narodnimuzej.rs

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Atelier 212

Teatro · Belgrado

Atelier 212

Atelier 212 (Atelje 212, in serbo cirillico Атеље 212) è uno dei più importanti teatri di Belgrado, situato al numero 21 della via Svetogorska.

Fu inaugurato il 12 novembre 1956 con Faust, per la regia di Mira Trailović. Il numero 212 rappresentava il numero di posti a sedere disponibili nella sala del teatro. Nello stesso anno all'Atelier 212 fu rappresentato, per la prima volta nell'Europa dell'Est, Aspettando Godot di Samuel Beckett.

Anno: 1956

Informazioni pratiche

Indirizzo
Светогорска 21
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.atelje212.rs

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Concattedrale di Cristo Re

Chiesa · Belgrado

Concattedrale di Cristo Re

La concattedrale di Cristo Re (in croato Konkatedrala Krista Kralja; in serbo ко-Катедрала Христа Краља o ko-Katedrala Hrista Kralja?) è una chiesa cattolica della città di Belgrado, in Serbia, ed è stata, dal 1924 al 1988, la cattedrale dell'arcidiocesi di Belgrado.

== Storia ==

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La chiesa di Cristo Re è il più antico luogo di culto di fede cattolica della città di Belgrado, anche se la sua edificazione risale solo al 1926. Dalla metà del XIX secolo erano in corso trattative tra la Santa Sede e il Principato di Serbia prima e regno poi, per la definizione giuridica della Chiesa cattolica nel paese: questi incontri si conclusero nel 1914 con la sottoscrizione di un concordato e l'istituzione delle diocesi cattoliche in Serbia.

Lo scoppio della prima Guerra mondiale impedì la realizzazione della chiesa: i fedeli cattolici continuarono ad avere come punto di riferimento la piccola cappella dedicata a San Ladislao, che si trovava in un edificio di proprietà della missione cattolica austro-ungarica. Finita la guerra, papa Pio XI attese altri 6 anni per nominare, nel 1924 Ermenegildo Pellegrinetti nunzio apostolico in Serbia e consacrare Ivan Rafael Rodić arcivescovo di Belgrado: la piccola cappella fu innalzata a parrocchia e a cattedrale provvisoria. Con l'aiuto economico della Santa Sede e delle autorità locali e il beneplacito austriaco, l'arcidiocesi comperò il terreno e gli edifici della vecchia missione e ingrandì la cappella dandole le dimensioni attuali. I lavori terminarono nel 1926, e, il giorno della festa liturgica di Cristo Re, la chiesa ricevette una nuova intitolazione. L'anno successivo, vennero installati l'organo a canne e le nuove campane.

Fra il 1966 e il 1971, periodo in cui fu parroco Ciril Zajeć, vennero ampliati i locali parrocchiali e il presbiterio venne riadattato alle nuove norme liturgiche successive al Concilio Vaticano II. Dal 1988, anno in cui è stata consacrata la nuova cattedrale dedicata all'Assunzione di Maria, la chiesa di Cristo Re ha assunto il titolo di concattedrale: vi vengono quotidianamente celebrate messe, soprattutto per il personale diplomatico delle vicine ambasciate, incontri di catechesi e interreligiosi, e vi vengono svolte attività caritative e sociali.

Descrizione
Ubicazione

L'edificio si trova nel quartiere di Krunski Venac, appartenente amministrativamente al comune di Vračar, ed è ubicata al civico 23 della via Krunska. L'area è stata edificata agli inizi del XX secolo, non distante dai palazzi della vita politica, ossia dal Parlamento, dal Municipio e dal Palazzo reale.

Esterno

Il complesso prospetta sulla Krunska, una delle strade più importanti nella Belgrado antica: la chiesa è preceduta da un piccolo sagrato delimitato da una cancellata in ferro battuto con motivi goticheggianti; su di esso si affacciano sia la concattedrale con il campanile, sia la canonica. La facciata della chiesa di Cristo Re è suddivisa in due fasce orizzontali da un cornicione in stucco: in quella inferiore si trova il portale, sorretto da due colonnette corinzie e sormontato da una lunetta musiva raffigurante Cristo Benedicente; in quella superiore, vi sono il finestrone con arco a tutto sesto e il cornicione sorretto da due mensole e decorato con un motivo ad archetti pensili.

Alla sinistra della facciata della chiesa, vi è il campanile con cella campanaria che si apre con tre bifore sull'esterno. Alla destra della chiesa, invece, si trova la canonica, su due piani, con quattro finestre rettangolari in facciata.

Interno

L'interno della concattedrale di Cristo Re è a tre navate separate da sei colonne rivestite in marmo chiaro. Tutte e tre, sono coperte con volta a botte dipinta in tonalità di celeste, mentre le pareti sono ricoperte da intonaco bianco con una fascia di marmo di Carrara che, dal livello del pavimento, si innalza per 1,8 metri. Il pavimento è costituito da intarsi in marmo nero e marmo bianco. Lungo le navate laterali, sulle pareti, sono appese le stazioni della Via Crucis: realizzata in legno scolpito, è opera di uno scultore di Belgrado. Le vetrate policrome che chiudono le monofore riportano scene della vita di Gesù e di Maria.

L'area del presbiterio e quella del transetto sono rialzate di tre gradini rispetto al resto della navata. Il transetto, largo quanto una campata delle navate laterali, termina con due piccole absidi poco sporgenti ed è aperto con un arco per lato verso le navatelle; in ognuno dei due bracci, si trova un altare, rivolto verso la corrispondente navata laterale. In stile moderno, hanno entrambi hanno un paliotto semplice in marmo scuro con croce in ottone e la mensa a sbalzo sorretta da due colonnette in marmo bianco. Accolgono due statue: l'altare di destra la statua di San Giuseppe col Bambino, quello di sinistra, che viene utilizzato per custodire il Santissimo Sacramento, la statua della Madonna di Lourdes.

Il presbiterio non ha mantenuto nulla della sua struttura originaria: l'attuale assetto, infatti, è dovuto completamente ai restauri post-conciliari degli anni sessanta del XX secolo, condotti dall'architetto Augusto Ranocchi. Al centro, l'altar maggiore, costituito da una mensa marmorea sorretta da due pilatri. Ai suoi lati, l'ambone e la croce in ottone.

All'interno della conca semicircolare dell'abside, completamente ricoperta dal mosaico moderno raffigurante Cristo Re dell'Universo, vi è la cattedra episcopale con lo stemma intarsiato in marmi policromi dell'arcivescovo Gabriel Bukatko.

Organo a canne

La prima campata di tutte e tre le navate è divisa orizzontalmente dalla cantoria, con balaustra sorretta da colonnine. Sopra di essa trovano luogo i seggi del coro e l'organo a canne. Lo strumento, a trasmissione pneumatica, fu costruito dall'organaro sloveno Frank Jenko nel 1927 ed ha 14 registri; la consolle, fissa indipendente, si trova anch'essa in cantoria e dispone di due tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30, con i registri azionati da placchette a bilico poste in unica fila al di sopra del secondo manuale.

Anno: 1924

Informazioni pratiche

Indirizzo
Крунска 23b
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Railway Museum

Museo · Belgrado

Railway Museum

Railway museum in Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1950

Informazioni pratiche

Indirizzo
Немањина
Orari
Mo-Fr 09:00-15:00; Sa-Su off
Telefono
+381 11 3610334
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Sito ufficiale
www.zeleznicesrbije.com

Chiesa dell'Ascensione (Belgrado)

Chiesa · Belgrado

Chiesa dell'Ascensione (Belgrado)

La Chiesa dell'Ascensione (in serbo Ваѕнесењска црква?, Vaznesenjska crkva) è un edificio di culto ortodosso situato nel centro di Belgrado, capitale della Serbia. La chiesa fu dichiarata nel 1969 monumento culturale.

Anno: 1863

Informazioni pratiche

Indirizzo
Краљице Наталије 80
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Yugoslav Film Archive

Museo · Belgrado

Yugoslav Film Archive

Film archive in Belgrade descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1949

Informazioni pratiche

Indirizzo
Узун Миркова 1
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Studentski Trg

Piazza · Belgrado

Studentski Trg

Square in Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

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Church of St. Basil of Ostrog, Belgrade

Chiesa · Belgrado

Church of St. Basil of Ostrog, Belgrade

In Bežanijska Kosa neighbourhood of New Belgrade, Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 2001

Informazioni pratiche

Indirizzo
Партизанске авијације 21a
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Belgrade City Museum

Museo · Belgrado

Belgrade City Museum

Museum in Serbia descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1903

Informazioni pratiche

Indirizzo
Ресавска 40b
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Cattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo

Cattedrale · Belgrado

Cattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo

La cattedrale della Beata Vergine Maria Assunta in Cielo (in croato: Katedrála Blažene Djevice Marije; in sloveno: Stólnica Blažene Device Marije) è un luogo di culto situato a Belgrado, in Serbia, nella parte della città chiamata "Neimar". È sede dell'arcidiocesi di Belgrado.

== Storia ==

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La precedente chiesa è stata edificata nel 1925 e benedetta nello stesso anno dall'allora delegato apostolico in Bulgaria Angelo Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII, durante la sua visita a Belgrado il 25 settembre. In virtù della presenza della congregazione degli assunzionisti francesi, la chiesa per molto tempo è stata chiamata "chiesa francese".

Nel 1938 iniziò la costruzione di una nuova chiesa, progettata come una "chiesa memoriale" per i soldati francesi e serbi caduti sul fronte a Salonicco. A causa della seconda guerra mondiale e delle sue conseguenze, la costruzione dell'edificio restò interrotta per più di 40 anni e, nel frattempo, la chiesa venne utilizzata prima come sede di Radio Belgrado e poi come magazzino di medicinali. La costruzione riprese solo nel 1987 e venne rapidamente portata a termine.

L'organo a canne venne costruito da Francesco Zanin nel 1999; a trasmissione mista (meccanica per i manuali e il pedale, elettrica per i registri) dispone di 48 registri disposti su tre manuali e pedale.

Anno: 1938

Informazioni pratiche

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Nei dintorni di Belgrado

1 luogo nei dintorni, a Stari Grad

Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2026

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