Vilnius

Vilnius ; in italiano anche Vilna, è la capitale e la città più popolosa della Lituania, capoluogo dell'omonima contea. Vanta un centro storico barocco tra i più estesi e meglio conservati d'Europa, dichiarato patrimonio dell'umanità dell'…

Come arrivarci

Quando andare

Mesi migliori: Giugno

Mese Media alta Media bassa Precipitazioni
Gennaio -1° -6° 61 mm
Febbraio 1° -4° 48 mm
Marzo 6° -2° 39 mm
Aprile 11° 2° 54 mm
Maggio 17° 7° 67 mm
Giugno 22° 12° 71 mm
Luglio 23° 14° 105 mm
Agosto 23° 14° 89 mm
Settembre 18° 10° 56 mm
Ottobre 11° 5° 68 mm
Novembre 5° 1° 58 mm
Dicembre 1° -3° 61 mm

Medie per 2015-2024 dall'analisi ERA5. I mesi evidenziati hanno una temperatura massima media tra 18 e 30 gradi e meno di 80 mm di pioggia.

Vilnius ; in italiano anche Vilna, è la capitale e la città più popolosa della Lituania, capoluogo dell'omonima contea. Vanta un centro storico barocco tra i più estesi e meglio conservati d'Europa, dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

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Guida pratica di Vilnius 11 sezioni

3.001 parole scritte da viaggiatori, da Wikivoyage.

Da sapere

Nel 2009 Vilnius è stata, insieme a Linz (Austria), la Capitale Europea della Cultura.

Quando andare

Vilnius è posta in prossimità del confine con la Bielorussia, ad una certa distanza dal mar Baltico, ragion per cui il suo clima è caratterizzato da maggiori escursioni annuali che non nella regione marittima.

A Vilnius le estati sono più calde che non a Klaipėda e gli inverni molto più rigidi. Durante la stagione fredda non sono infrequenti le bufere di neve nonché le gelate.

Come orientarsi

Centro storico di Vilnius (Senamiestis in lituano) — La città vecchia di Vilnius è stata dichiarata dall'UNESCO Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Entro i suoi limiti si trovano i maggiori monumenti della città e naturalmente costituisce la zona più interessante per il visitatore straniero. Il fulcro della città vecchia è la zona del castello di Gedeminas i cui ruderi si stagliano su una collina di 50 m. Ai piedi della rocca si trova la piazza dominata dalla bianca cattedrale dalle forme neoclassiche. Da qui si diramano le principali arterie di Vilnius. Una strada interessante che muove dalla cattedrale in direzione sud è Pilies che poi cambia nome in Didžioji (via Lata o Grande via). È una strada suggestiva che conserva ancora l'atmosfera del passato con vecchie case ornate da stemmi e porte che aprano su cortili con loggia. La via Vokiečių è ancora più antica. Risale al XV secolo ed era allora abitata da mercanti e artigiani tedeschi. Oggi le loro case sono state restaurate con cura e ospitano boutiques, bars e ristorantini. Altre ancora sono adibite ad appartamenti turistici. Non a caso la strada è molto frequentata a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Uzupis — Uzupis è un antico quartiere che si estende ad est della città vecchia, oltre il fiume Vilnia. Era un tempo il quartiere dei poveri e non era recintato da mura. Oggi è un quartiere che va di moda, apprezzato da artisti e giovani studenti.

Ghetto di Vilnius — Il quartiere giudaico è caratterizzato da strade anguste su cui si affacciano modeste case dai semplici portoncini in ferro.

Centro di Vilnius — Il centro di Vilnius si estende ad ovest della città vecchia. Il viale Gedeminas che lo attraversa in senso longitudinale è la sua arteria principale. Si tratta di zona pedonale che muove dalla piazza della cattedrale per terminare in prossimità del moderno edificio del parlamento terminato nel 1980.

Žvėrynas — A nord-ovest del centro da cui è separato dal fiume Neris, si estende il distretto di Žvėrynas, a carattere per lo più residenziale per quanto vi abbiano sede istituti finanziari e grandi compagnie assicurative, oltre ad alberghi lussuosi. È un quartiere relativamente calmo, nonostante la sua posizione centrale e con molto verde. Il parco Vingis è molto esteso. Žvėrynas cominciò a svilupparsi agli albori del XX secolo secondo un piano urbanistico moderno con ampi viali che si intersecano ad angolo retto. Nel secolo precedente vi sorgeva la residenza estiva dei Radziwill, una famiglia nobiliare del posto. Nel grande parco che attorniava la villa venivano organizzate spesso battute di caccia per intrattenere gli ospiti di famiglia. In seguito la residenza divenne la sede del governatorato di Vilnius

Šnipiškės — Esteso a nord del centro e separato da questo dal fiume Neris, Šnipiškės è il nuovo "business district" di Vilnius con numerosi grattacieli. Tra questi il più famoso è l"Europa Tower" che, con i suoi 148 m., detiene il primato del più alto edificio dei Paesi baltici

Žirmūnai — Un quartiere in parte popolare e densamente abitato sviluppatosi soprattutto in epoca sovietica, dal 1960 in poi, secondo un rigido piano urbanistico. Si estende su una zona piatta sulla riva settentrionale del fiume Neris immediatamente ad est di Šnipiškėsel. Non manca di attrattive. Vi si trova il cimitero giudaico in parte distrutto per far spazio allo stadio Žalgiris oltre a tombe in pietra di soldati napoleonici che parteciparono alla spedizione in Russia. La "Tuskulėnai Manor" è una villa neoclassica degli inizi del XIX secolo. Ad epoca sovietica risalgono il cupo Palazzo dei Concerti e lo stadio Žalgiris. Dopo la liberazione dal giogo sovietico il distretto si è sviluppato ulteriormente soprattutto nella sua area settentrionale che prende il nome di Šiaurės miestelis ("Quartiere del Nord"). Questa zona era in epoca sovietica abitata da esponenti di spicco del regime e dagli alti ranghi militari e tutt'oggi vi abita una cospicua minoranza russa.

Antakalnis — Ad est del precedente e separato da questo dal fiume Neris, Antakalnis si estende su verdi colline cosparse di graziose villette. È una zona ricreativa e due spiaggette sono state allestite sulle rive del fiume Neris. Tra le sue attrattive il giardino botanico dell'Università di Vilnius, la chiesa cattolica di San Pietro e Paolo e il palazzo di Sapieha, ultimato in forme barocche sul finire del XVII secolo. Ad Antakalnis si trova anche il cimitero dove sono state tumulate le vittime della repressione sovietica del 1991.

Come arrivare

In aereo

1 Aeroporto Internazionale di Vilnius (IATA: VNO) – L'aeroporto è ad appena 6 km a sud del centro. È il principale scalo aereo del paese ed è collegato con tutte le principali città dell'Europa settentrionale e con alcune delle altre città europee. Sull'aeroporto operano sia compagnie di linea che low-cost.

Presso l'aeroporto sono inoltre presenti tutte le principali compagnie di autonoleggio internazionali (come Hertz, Avis, Budget, Europecar ...).

Lo scalo è dotato di stazione ferroviaria. I treni impiegano 7 minuti per arrivare al capolinea in centro davanti alla stazione principale ma la loro frequenza è rada (dai 30 minuti delle ore di punta alle due ore). In alternativa potete prendere l'autobus # 1 che esegue lo stesso tragitto dei treni. Altri autobus che fermano all'aeroporto sono i seguenti:

Bus # 2 fa capolinea sempre alla stazione dei treni ma fa un tragitto diverso. Passa per lo stadio del calcio in via "Liepkalnis".

Bus # 88 fa capolinea al City Business Center (Viale Konstitucijos angolo piazza "Europa") passando per il centro storico. Nelle ore notturne (dalle 23:30 alle 05:30) il bus è rimpiazzato dall'88N.

Bus # 3G è un autobus espresso (Greitasis) che fa capolinea nel quartiere dormitorio "Fabijoniškės", all'estrema periferia nord di Vilnius. Effettua fermata in piazza Lukiškės (centro) e sul viale Konstitucijos.

Esiste inoltre un servizio di taxi approvati che attendono dall'uscita del terminal degli arrivi. I conducenti accettano anche le carte di credito e rilasciano una ricevuta a fine corsa. Per mettersi al riparo da eventuali truffe e raggiri (le segnalazioni erano in aumento al 2019) è meglio prenotare la corsa senza l'intermediazione degli alberghi che gonfiano indebitamente il prezzo. Alcuni alberghi vi faranno venire a prendere dalla Martono Taksi, bollata da quanti ci sono cascati come una banda di criminali. Le cooperative più affidabili tra quelle abilitate ad accedere nell'area dello scalo erano al 2019 Taksi Ekipažas e e taksi. Quest'ultima presenta sul suo sito un comodo form di prenotazione mentre la prima fornisce un numero di telefono ( +370 52395539), un indirizzo e-mail (ekip.taksi@gmail.com) e un'applicazione da scaricare per quanti intendono far molto uso del taxi per i propri spostamenti in città. A Vilnius è presente anche Bolt (ex Taxify) ma bisogna scaricarsi l'applicazione.

In treno

2 Stazione ferroviaria di Vilnius (Vilniaus geležinkelio stotis). Da qui è possibile utilizzare convogli su medie distanze in Lituania (Kaunas, Klaipeda), Bielorussia (Minsk) e Lettonia (Daugavapils e Riga). È tuttavia in realizzazione la "Rail Baltica", corridoio ferroviario UE che collega Varsavia ed Helsinki via Vilnius e Riga. È possibile raggiungere Vilnius da Bialystok con cambio a Kaunas o dalla Bielorussia.

In autobus

3 Stazione degli autobus extraurbani (Vilniaus autobusų stotis), Sodų g. 22. Capolinea di autolinee urbane, extraurbane ed internazionali da tutta Europa.

Come spostarsi

Con i mezzi pubblici

Vilnius gode di una rete di trasporti pubblici estesa ed organizzata, strutturata in linee filobus (trolleybusas) e bus. Il nodo principale è la stazione ferroviaria (stotis), ove partono le linee più frequenti per il centro (1G, 2, 20), per l'Aeroporto (1) e per i centri commerciali situati fuori città (1G e 53). Vi sono numerosi collegamenti notturni che coprono tutte le zone della città con frequenza oraria. E' tuttavia in progetto la costruzione di una metropolitana.

In taxi

Il servizio taxi è efficiente ed economico, disponibile 24 ore su 24. I maggiori punti di ritrovo sono la Stazione Ferroviaria e dei Bus ed il Centro (Sienamiestis).

In auto

Sono disponibili parcheggi nei principali punti di scambio. Il Centro Storico è difficilmente praticabile in auto, data la conformazione irregolare del fondo stradale e le disconnessioni con le principali vie di comunicazione. Meglio utilizzare il trasporto pubblico.

Cosa vedere

Centro

1 Museo delle Vittime del Genocidio (Genocido aukų muziejus), Aukų g. 2A, ☎ +370 5 249 6264. A metà, circa, del viale Gedeminas ma con ingresso da via Aukų gatvė n°2, si trova questo palazzo che ospitò il quartier generale dei servizi segreti sovietici in Lituania dal 1940 al 1991. Il museo fu istituito nel 1997 e le sue collezioni illustrano le atrocità perpetrate dagli agenti del KGB nei confronti dei rappresentanti del movimento di dissidenza lituano e del clero. Vi si visitano le anguste celle di segregazione e le stanze di tortura. Il tutto contribuisce a creare la sensazione di un museo dell'orrore.

Città vecchia

2 Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao (Vilniaus Šv. Stanislovo ir Šv. Vladislovo arkikatedra bazilika), ☎ +370 5 261 0731, info@katedra.lt. Costruita nel XIII secolo sul sito di un antico tempio pagano e più volte ricostruita nel corso dei secoli, il tempio è pervenuto a noi in forme neoclassiche. È dedicata ai santi Stanislao e Vladislavo. Nel 1922 le fu accordato il titolo di basilica. La torre campanaria è alta 57 m ed è distaccata dal corpo centrale dell'edificio. Come la più celebre torre di Pisa mostra una lieve pendenza. Statue dedicate a San Stanislao, San Casimiro e Sant'Elena ne ornano l'ingresso. All'interno si trovano le tombe di alcuni notabili di Lituania

3 Museo delle Arti Applicate, Arsenalo g. 3A, ☎ +370 5 262 80 80, +370 5 212 18 13. Mar-Sab: 11:00-18:00.

4 Castello di Gedeminas (Gedimino pilis), Arsenalo g. 5. La roccaforte dedicata al fondatore della città, il granduca Gedeminas, si estende appena dietro la cattedrale, su una collina alta 57 m. Scavi archeologici hanno rilevato che nel V-VI secolo d.C. vi si trovava una fortificazione in legno sostituita nel XV secolo da una struttura in mattoni che fu circondata da mura. Del complesso si è salvato soltanto il bastione esagonale in cima alla collina. La torre su cui sventola la bandiera lituana è il simbolo di Vilnius. Al suo interno è stata allestita una mostra permanente che illustra la storia del castello.

5 Università di Vilnius (Vilniaus universitetas), Universiteto g. 3. L'università di Vilnius è una delle più antiche dell'Europa orientale. La sua istituzione si deve all'ordine dei Gesuiti. Fu fondata come Accademia nel 1568 e 11 anni più tardi ottenne lo statuto di Università con bolla di papa Gregorio XIII. Occupa un vasto complesso di edifici inframezzati da numerosi cortili. La biblioteca dell'Università annoverava circa 300,000 libri ma molti dei manoscritti andarono distrutti durante la prima guerra mondiale. Uno dei capolavori dell'Università è la sala di lettura della biblioteca molto articolata e fastosamente affrescata dal pittore Pranciokus Smugleviciaus (1745-1807). In un angolo del cortile principale, denominato un tempo piazza del mercato, si staglia la chiesa dedicata ai Santissimi Giovanni (San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista). Fu costruita in forme barocche dall'architetto J.K. Glaubitz sul sito di una preesistente chiesa gotica che andò distrutta nel 1736.

6 Museo Nazionale Lituano (Lietuvos nacionalinis muziejus), Arsenalo n° 1, ☎ +370 5 262 9426, fax: +370-5-2611023. Dal cortile del museo uno teleferica sale in cima alla collina dove si innalza la torre di Gedeminas.

7 Palazzo presidenziale (Lietuvos Respublikos prezidentūra), 3, S. Daukanto a (Adiacente all'Università). Lun-Ven 08:00-17:00. Sede, un tempo, del vescovo di Vilnius. Nel XIX secolo fu residenza del governatore russo. Solo dal 1997 fu adibito a palazzo presidenziale. È possibile visitarne gli interni prenotando una visita guidata.

8 Palazzo dei granduchi di Lituania (Lietuvos didžiųjų kunigaikščių rūmai), Katedros a. 4, ☎ +370 5 262 0007. Mar-Sab 10:00-18:00, Dom 10:00-16:00. Il palazzo faceva parte del Castello di Vilnius. Costruito nel XV secolo, fu demolito nel 1801. Nell'anno 2000 ne fu decisa la ricostruzione. Fu inaugurato nel 2018.

9 Monumento delle tre croci (Trijų Kryžių paminklas). Situato in prossimità della Rocca, sulla riva opposta del fiume Vilnia, questo monumento è un altro simbolo cittadino. Secondo la tradizione vi furono crocifissi frati francescani. Le croci furono erette nel XVII secolo, in memoria del loro martirio.

10 Chiesa di Sant'Anna (Vilniaus Šv. Onos bažnyčia), Maironio g. 8. Una delle più belle chiese di Vilnius completata in forme gotiche sul finire del XIV secolo.

11 Chiesa di san Francesco e san Bernardo (Vilniaus Šv. Pranciškaus Asyžiečio bažnyčia), Maironio g. 10 (A fianco della chiesa di Sant'Anna), ☎ +370 5 262 6004, info@bernardinai.lt. La chiesa fu completata nel XV secolo ma ricostruita nel 1564 dopo essere stata devastata da un furioso incendio. In epoca sovietica fu chiusa al culto ed adibita a magazzino. Dopo la proclamazione d'indipendenza fu restituita all'ordine dei frati francescani.

12 Chiesa Evangelica Luterana (Vilniaus evangelikų liuteronų bažnyčia), Vokiečių g. 20, ☎ +370 5 212 3792. Questa piccola chiesa si trova al centro del rione che nel XVI secolo era abitato in prevalenza da commercianti e artigiani tedeschi di fede luterana. La sua costruzione risale al 1555. Al suo interno si ammira un elaborato altare in stile barocco del 1741.

13 Chiesa di San Casimiro (Vilniaus Šv. Kazimiero bažnyčia), Didžioji n° 34, ☎ +370 5 212 1715. Fu costruita tra il 1604 e il 1618 su commissione dei Gesuiti. La cupola con la lanterna e la corona alla sua sommità risalgono al XVIII secolo. In seguito il tempio passò sotto la giurisdizione della chiesa ortodossa russa. Dopo la prima guerra mondiale e la proclamazione dell'indipendenza della Lituania la chiesa fu nuovamente riassegnata all'ordine dei Gesuiti. Il tempio subì gravi danni in seguito ai bombardamenti del II conflitto mondiale e venne chiuso per riaprire i battenti al pubblico nel 1961 ma non come luogo di culto bensì come museo di propaganda dell'ateismo. Nel 1989 ritornò alla Chiesa Cattolica.

14 Chiesa di Santa Teresa (Vilniaus Šv. Teresės bažnyčia), Aušros Vartų n° 14, ☎ +370 5 212 3513, ausrosvartai@msn.com. Una delle prime chiese barocche ad essere costruite nella capitale lituana. Si ritiene che essa sia stata progettata dall'architetto italiano Costantino Tencalo, lo stesso che curò la cappella di San Casimiro all'interno della cattedrale di Vilnius. Commissionario fu Steponas Pacas. Per la sua costruzione vennero impiegati marmi e graniti pregiati importati dalla Svezia. La chiesa fu inaugurata nel 1650. All'interno si notano l'altare, eccezionalmente alto e gli affreschi del XVIII secolo oltre al dipinto sull'altare maggiore raffigurante l'apoteosi di Santa Teresa.

15 Porta dell'Aurora (Aušros vartai), Aušros Vartų n° 12. L'unica porta superstite della cinque che un tempo si aprivano nella cinta muraria di Vilnius. Nel XVII secolo fu costruita a ridosso della porta una cappella ove era custodita un'immagine della Beata Vergine Maria, Madre Misericordiosa. L'immagine, ritenuta taumaturgica, è venerata tutt'oggi da pellegrini di fede cattolica e ortodossa provenienti anche da paesi limitrofi.

Quartieri periferici

16 Palazzo dei concerti e degli sport (Vilniaus sporto rūmai), Rinktinės g. 1. Il palazzo dei concerti è una struttura di epoca sovietica chiusa nel 1991 e da allora versa in stato di abbandono.

17 Torre della Tv (Vilniaus televizijos bokštas), Sausio 13-osios g. 10 (Nel quartiere Karoliniškės). Lun-Gio 11:00-21:00, Ven-Sab 11:00-22:00, Dom 11:00-21:00. Raggiunge i 326 m. ed è la più alta struttura della Lituania. La sua costruzione fu completata il 30 dicembre 1980. La terrazza panoramica si trova a 160 m. d'altezza ed ospita un bar e una piattaforma girevole che compie un giro completo ogni 45 minuti. È possibile provare l'ebbrezza del vuoto lanciandosi dalla terrazza con un cavo elastico fissato alle caviglie (Bungee jumping).

18 Chiesa di S. Pietro e Paolo (Šv. apaštalų Petro ir Povilo bažnyčia), Antakalnio St. 1 (Quartiere di Antakalnis), ☎ +370 5 234 0229. La chiesa, costruita nel XVII secolo, è ritenuta un piccolo capolavoro di arte barocca. Il suo interno è riccamente decorato in stucchi. Il pulpito, molto elaborato è degli inizi del XIX Secolo. Il tempio fu visitato da papa Giovanni Paolo II e la piazza antistante porta il suo nome.

Acquisti

Presso il Centro Commerciale "Akropolis" e "Ozas", raggiungibili con le linee 1G e 53 dalla stazione è possibile trovare articoli di tutti i tipi. Per acquisti di prodotti locali è meglio rivolgersi ai "Turgus" sparsi per la città. Sono mercati di primizie ed abbigliamento a ridotta filiera locale.

Dove mangiare

Prezzi modici

1 Apuokas, Subačiaus g. 6, ☎ +370 5 265 0611. Lun-Sab 12:00-02:00, Dom 12:00-00:00.

2 Wok to Walk, Vilniaus 19, ☎ +370 655 91919. Lun-Gio 11:00-23:00, Ven-Sab 11:00-03:00, Dom 11:00-21:00. Fast food che fa parte di un franchising internazionale.

Čili Kaimas. Piatti tipici lituani.

3 Čili Pica, Didžioji g. 5, ☎ +370 687 85729. Lun-Dom 00:00-24:00.

Jammi. kebab di buona qualità.

Maxima. Catena di supermercati con un reparto di cibi già pronti.

4 RadhaRane, 32 Gedimino prospektas, ☎ +370 5 212 3186. 10-13 LTL. Lun-Dom 11:00-22:00. Ristorante indiano adatto per vegetariani.

Mensa della Sede Centrale dell'Università. Lun-Ven.

Mensa dell'Accademia di Belle Arti. Lun-Ven.

Come divertirsi

Teatri e concerti

1 Teatro nazionale dell'opera lirica e del balletto (Lietuvos nacionalinis operos ir baleto teatras), A. Vienuolio g. 1, ☎ +370 5 262 0727.

Vilnius City Opera.

2 Teatro nazionale lituano di arte drammatica, Gedimino pr. 4, ☎ +370 5 261 14 60, +370 618 75 780 (informazioni sui biglietti).

3 Teatro russo di arte drammatica (Lietuvos rusų dramos teatras).

4 Teatro polacco di arte drammatica (Polski Teatr w Wilnie).

5 Sala dei congressi (Vilniaus Kongresų rūmai). Sede dell'orchestra sinfonica di Stato.

6 Sala di concerti della filarmonica nazionale (Lietuvos nacionalinė filharmonija).

Anfiteatro del parco Vilnis.

Cinematografi

7 Multikino, Ozo g. 18 (Centro commerciale Ozas), ☎ +370 5 219 5376.

8 Pasaka, Šv. Ignoto g. 4, ☎ +370 683 48091.

9 Forum Cinemas Akropolis, kino centras, Ozo g. 25 (All'interno dell'omonimo centro commerciale), ☎ +370 5 264 4764.

10 Forum Cinemas Vingis, Savanorių pr. 7, ☎ +370 5 264 4764.

Spettacoli sportivi

11 Stadio nazionale di Lituania (Nacionalinis stadionas).

12 Stadio LFF (LFF stadionas).

13 Siemens Arena, Ozo g. 14 (quartiere di Šeškinė), ☎ +370 672 15621. Palazzo dello sport usato per ospitare le partite di pallacanestro nelle coppe europee del BC Lietuvos Rytas, e a volte per incontri di hockey su ghiaccio, concerti e rappresentazioni teatrali.

14 Arena Ryto (Lietuvos ryto arena).

15 SEB arena.

16 Sportima Arena.

17 Utenos pramogų arena.

Dove alloggiare

Prezzi modici

Domus Maria, Ausros vartu str.12, ☎ +370 5 264 4880. Pensione ricavata dall'interno di un ex monastero.

Litinterp B&B.

Paupio.

1 Bernardinu B&B House, Bernardinu str. 5, ☎ +370 5 261 51 34, +370 672 03277, +370 656 43284.

B&B&B&B&B, Kauno g. 5 (A 200 metri dalla stazione ferroviaria). Ostello munito di dormitori, camere doppie o singole, bagno e cucina in comune.

Sicurezza

Vilnius si può giudicare una città tranquilla per i turisti. Bisogna tenere comportamenti consoni all'incolumità personale come frequentare luoghi isolati di notte e persone in stato di ubriachezza. Scegliere con cura il proprio alloggio e la zona.

Nei dintorni

1 Trakai (30 km ad est di Vilnius, raggiungibile in treno o in autobus in circa un'ora) — Cittadina di circa 5.000 abitanti, famosa per un castello del XIV secolo, eretto dal granduca di Lituania Kęstutis. Il castello è in suggestiva posizione su un isolotto del lago Galve le cui rive sono ammantate di boschi.

2 Kaunas (105 km ad est di Vilnius. Un'ora in auto tramite la A1) — Seconda città della Lituania, Kaunas è stata capitale del paese nel periodo tra le due guerre mondiali ed è oggi un piacevole centro universitario con una serie di interessanti attrazioni.

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Cosa vedere a Vilnius

  1. Cattedrale di Vilnius
  2. Torre di Gedimino
  3. Chiesa di Sant'Anna (Vilnius)
  4. Palazzo presidenziale di Vilnius
  5. Piazza della Cattedrale (Vilnius)
  6. Chiesa di San Pietro e San Paolo (Vilnius)
  7. Vilnius TV Tower
  8. Monumento delle Tre Croci
  9. Complesso dei castelli di Vilnius
  10. Palazzo dei Granduchi di Lituania
  11. Ponte Mindaugas
  12. cattedrale di Santa Maria Madre di Dio
  13. Teatro dell'opera nazionale lituana
  14. Ponte Verde (Vilnius)
  15. Chiesa di San Casimiro (Vilnius)
  16. Cattedrale di Sant'Ignazio (Vilnius)
  17. Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Vilnius)
  18. Chiesa del Santo Spirito (Vilnius)
  19. Church of St. Francis and St. Bernard
  20. Church of St. Catherine
  21. Chiesa di Ognissanti (Vilnius)
  22. Chiesa di San Nicola (Vilnius)
  23. Orthodox Church of the Holy Spirit, Vilnius
  24. Church and monastery of the Holy Trinity, Vilnius
  25. Vilna Gaon Jewish Museum of Jewish History
  26. Palazzo Radziwiłł (Vilnius)
  27. Siesikai Castle
  28. Church of St. Philip and St. Jacob, Vilnius
  29. Vingis Park
  30. Palazzo Sluško
  31. Orthodox Church of St. Michael and St. Constantine
  32. Piazza Lukiškės
  33. St. Paraskeva Church
  34. St. Nicholas Orthodox Church
  35. Church of St. Michael, Vilnius
  36. Church of St. Theresa
  37. Church of Ascension in Vilnius
  38. chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Vilnius (Lituania)
  39. Church of the Holy Cross, Vilnius
  40. Church of St. Raphael in Vilnius
Mappa di Vilnius con i luoghi numerati
I numeri corrispondono all'elenco qui sotto. Dati della mappa © OpenStreetMap

Cattedrale di Vilnius

Cattedrale · Vilnius

Cattedrale di Vilnius

La cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao (in lituano Vilniaus Šv. Stanislovo ir Šv. Vladislovo arkikatedra bazilika) è il principale luogo di culto cattolico di Vilnius, in Lituania, e cattedrale dell'arcidiocesi di Vilnius.

== Storia ==

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Costruita nell'omonima piazza su progetto dell'architetto Laurynas Gucevičius, fu innalzata tra il 1779 ed il 1783 in seguito alla distruzione dell'antica cattedrale, semicrollata nel 1769; quest'ultima ne sostituiva una più antica, bruciata nel 1530. Essa può essere annoverata come un monumento precoce del primo Neoclassicismo.

Descrizione
Esterno

Preceduta da un portico esastilo coronato da un frontone, la facciata è impreziosita da sculture di Tommaso Righi; la più importante raffigura la Sant'Elena con la Croce in mano. Lungo le due fiancate laterali si aprono due portici dorici. Di fianco alla facciata vi è l'alto campanile a pianta ottagonale, sormontato da una guglia con croce dorata.

Interno

L'interno della cattedrale di Vilnius è in un austero stile neoclassico ed è a sala, con tre navate della medesima altezza coperte da alte volte a crociera decorate con cornici in stucco e sorrette da pilastri a pianta quadrata. Su questi ultimi, vi sono dei quadri del XIX secolo raffiguranti i Dodici Apostoli.

Essendo la cattedrale priva di abside, il presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, occupa l'ultima campata della navata centrale. Esso è su due livelli: il primo, quello più basso, accoglie i nuovi arredi sacri in marmo installati in seguito al Concilio Vaticano II, che consistono nell'altare, nell'ambone e nella cattedra; il secondo livello, invece, ospita il monumentale altare maggiore ottocentesco, con timpano triangolare sorretto da sei colonne tuscaniche in marmo verde.

Annessa alla chiesa è la cappella di San Casimiro, di gusto barocco. La parte più importante di essa è l'altare, ove si trovano un altorilievo raffigurante la Gloria della Vergine ed un'antica immagine bizantina di San Casimiro. La cappella, eretta da Matteo Castelli, ornata da statue di santi poste all'interno di alcune nicchie lungo le pareti, è coperta da una cupola con lanterna.

Organo a canne

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne Alexander Schuke opus 403, costruito nel 1969 riutilizzando la cassa realizzata nel 1780 da Nicolaus Jentzen.

Lo strumento, a trasmissione mista, meccanica per i manuali e il pedale, elettro-pneumatica per i registri, ha tre tastiere di 56 note ciascuna ed una pedaliera di 30 note. La monumentale cassa lignea è riccamente decorata con sculture e statue e si articola in più campi, con canne di principale con bocche a scudo.

Galleria d'immagini

Anno: 1387

Informazioni pratiche

Indirizzo
Katedros a. 2
Come arrivare
Apri le indicazioni

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Torre di Gedimino

Castello · Vilnius

Torre di Gedimino

La torre di Gedimino (in lituano Gedimino pilies bokstas) è una torre di guardia situata sull'omonima collina che domina la città di Vilnius, capitale della Lituania. Era originariamente parte di un castello che è scomparso. All'interno c'è un museo archeologico.

Le prime fortificazioni note in quel luogo furono costruite nel bosco da Gedimino, Granduca di Lituania. Il primo castello costruito in mattoni è stato completato nel 1409, al tempo del Granduca Vytautas. Di questa costruzione sono conservati alcuni resti, che sono stati recentemente restaurati.

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La prima torre risale al XIII secolo e aveva un piano più alto. Le sue pareti vennero danneggiate durante l'occupazione russa del 1655-1661. È stata restaurata nel 1930 per ospitare il museo. La bandiera della Lituania fu posta sulla cima il 7 ottobre 1988, durante il movimento di indipendenza lituana che terminò con l'Atto di Restaurazione dello Stato di Lituania nel 1990.

La torre è considerata uno dei simboli della città e del paese e come tale appare sul litas, la vecchia moneta nazionale. Allo stesso modo appare in numerose poesie e canzoni.

Anno: 1301

Informazioni pratiche

Indirizzo
Arsenalo g. 5
Orari
May 1-Sep 30 10:00-19:00; Oct 1-Apr 30 10:00-17:00
Telefono
+370 5 261 7453
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Sito ufficiale
www.lnm.lt

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Chiesa di Sant'Anna (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa di Sant'Anna (Vilnius)

La chiesa di Sant'Anna (in lituano: Šv. Onos bažnyčia) è una chiesa cattolica romana nel centro storico di Vilnius, sulla riva destra della Vilna. È un esempio prominente di stile gotico fiammeggiante e gotico baltico. La chiesa è un importante punto di riferimento nel centro storico di Vilnius che ha permesso al distretto di essere incluso nella lista dei siti patrimonio mondiale dell'UNESCO, ed è uno degli esempi più interessanti di architettura gotica in Lituania.

== Storia ==

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La prima chiesa in questo luogo, costruita in legno, fu costruita per volontà di Anna, Granduchessa della Lituania, la prima moglie di Vytautas il Grande. Originariamente destinato all'uso di cattolici tedeschi e di altri cattolici in visita, fu distrutto da un incendio nel 1419. L'attuale chiesa in mattoni fu costruita su iniziativa del re di Polonia e del Granduca di Lituania Alessandro Jagellone nel 1495- 1500; l'esterno della chiesa è rimasto quasi invariato da allora. Una ricostruzione della chiesa, finanziata da Mikołaj "il Nero" Radziwiłł e Jerzy Radziwiłł, fu eseguita a seguito di gravi danni da fuoco, nel 1582. Abraomas Kulvietis predicò nella chiesa tra il 1538 e il 1541. Nel 1747, la chiesa subì una riparazione sotto supervisione di Johann Christoph Glaubitz. Nel 1762, gli archi laterali del portale principale furono nascosti per rafforzare il supporto per la facciata.

Secondo una famosa leggenda, l'imperatore Napoleone, dopo aver visto la chiesa durante la Campagna di Russia nel 1812, espresse il desiderio di portare la chiesa a casa con lui a Parigi "nel palmo della sua mano". La chiesa fu sistemata nel 1902-1909 quando gli archi laterali furono scoperti e le mura furono rinforzate con ferro e ancora nel 1960-1970 quando furono restaurate le torri in cattive condizioni. Il 23 agosto 1987 la Lega della Libertà di Lituania ha tenuto una manifestazione in una piazza vicino alla chiesa e il monumento di Adam Mickiewicz per protestare contro l'occupazione sovietica in corso, che è stata demolita dalla milizia. La ricostruzione più recente è stata seguita nel 2009: la copertura è stata sostituita, gli elementi della facciata sono stati rinforzati e le guglie laterali sono state ricostruite.

Anno: 1495

Informazioni pratiche

Indirizzo
Maironio g. 8
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Palazzo presidenziale di Vilnius

Palazzo · Vilnius

Palazzo presidenziale di Vilnius

Il Palazzo Presidenziale (in lituano: Prezidentūra) è la sede degli uffici, e talvolta anche la residenza, del Presidente della Lituania.

== Storia ==

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Le prime tracce del palazzo risalgono al XIV secolo, quando Jogaila fece erigere tale costruzione per ospitare il vescovo della città Andrzej Jastrzębiec. Per questa ragione, il palazzo è noto anche come "palazzo del Vescovo".

Anno: 1400

Informazioni pratiche

Indirizzo
S. Daukanto a. 3
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Piazza della Cattedrale (Vilnius)

Piazza della cattedrale · Vilnius

Piazza della Cattedrale (Vilnius)

La piazza della Cattedrale di Vilnius (in lituano: Katedros aikštė) è la piazza principale del centro storico di Vilnius e si estende di fronte alla Cattedrale metropolitana dei Santi Stanislao e Ladislao. Essa rappresenta un luogo chiave per la vita pubblica della città ed è situata all'incrocio delle due principali strade. In questo luogo si tengono regolarmente eventi pubblici come mercati, parate militari, eventi religiosi, concerti e spettacoli. La piazza della cattedrale oltre ad essere la principale della città, rappresenta uno dei più significativi e importanti simboli della Lituania.

== Informazioni ==

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La piazza è stata costruita durante il diciannovesimo secolo, con un progetto di ristrutturazione dell'area che precedentemente era densamente popolata con edifici in stile medievale e rinascimentale. Parte dell'area era anche occupata dal Castello Inferiore. A seguito della creazione della nuova piazza, questa è diventata il principale spazio aperto del centro storico della città. In questo luogo venivano tenute le parate militari russe e l'annuale fiera intitolata a Casimiro di Cracovia. Durante il 1905 venne eretto il monumento a Caterina II di Russia per mano dello scultore Mark Matveevič Antokol'skij. Dopo l'occupazione tedesca del 1915 il monumento venne distrutto e il mercato di Casimiro di Cracovia venne spostato presso la piazza Lukiškės. Al momento festival e mercati vengono regolarmente tenuti in questo luogo. Durante le celebrazioni del Natale in questo luogo è tradizionalmente eretto l'albero più alto della città, insieme ad altre decorazioni natalizie come il presepe. È in questo luogo dove si tengono anche i festeggiamenti per la notte di Capodanno. Uno degli elementi più importanti della piazza è la torre del campanile, situata molti metri distante dalla cattedrale stessa, caratteristica alquanto rara al di fuori del territorio italiano. Secondo l'ipotesi più accreditata la torre era una delle torri delle antiche mura di fortificazione del castello inferiore che una volta si ergeva su questo luogo. Secondo un'altra versione, non supportata dagli storici moderni, la base della torre era un piccolo tempio pagano, demolito e poi trasformato in campanile. Indipendentemente dalle sue origini, le parti inferiori della torre sono di origine medievale. La sezione sotterranea è la più antica ed è stata costruita nel XIII secolo sulla base del vecchio letto fluviale. Le parti superiori della torre furono aggiunte nel XVIII secolo, mentre il rivestimento neoclassico fu aggiunto nel XIX secolo, durante la ricostruzione della cattedrale.

Un'altra importante caratteristica della piazza è il monumento a Gediminas, il primo granduca di Lituania che governò la città dal 1316 al 1341, eretto dall'artista Vytautas Kašuba nel 1996. Il bronzo utilizzato per la sua costruzione fu confiscato e donato dalla guardia doganale lituana, mentre il marmo fu donato dal governo Ucraino. Nelle vicinanze si trova il "posto magico", secondo una credenza popolare esso è il luogo dove è partita la catena baltica che collegò Vilnius a Riga e Tallinn e che ha segnato l'inizio della liberazione degli stati baltici dalla dominazione sovietica. Secondo una credenza, chiunque faccia tre giri su se stesso subito dopo essere passato su questa pietra può esaudire qualsiasi desiderio.

La pavimentazione della piazza fu ampiamente rinnovata durante l'anno 2000 utilizzando granito chiaro. I resti delle fortificazioni del Castello inferiore sono stati evidenziati nella pavimentazione usando del granito rosso.

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Chiesa di San Pietro e San Paolo (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa di San Pietro e San Paolo (Vilnius)

La Chiesa di San Pietro e San Paolo (in lituano Šv. apaštalų Petro ir Povilo bažnyčia) è un luogo di culto cattolico situato nel quartiere di Antakalnis a Vilnius in Lituania.

Realizzata nel XVII secolo, è il fulcro di un ex complesso monastico dei canonici lateranensi. Al suo interno sono presenti opere e decorazioni di Giovanni Pietro Perti e di Giovanni Maria Galli. La chiesa è considerata come uno degli esempi di architettura barocca durante il periodo della confederazione polacco-lituana. Fu voluta e finanziato da Micheł Kazimierz Pac, per commemorare la vittoria sui moscoviti e la loro espulsione da Vilnius dopo sei anni di occupazione.

Anno: 1701

Informazioni pratiche

Indirizzo
Antakalnio g. 1
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Vilnius TV Tower

Torre televisiva · Vilnius

Vilnius TV Tower

Tower in the Karoliniškės microdistrict of Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1980

Informazioni pratiche

Indirizzo
Sausio 13-osios g. 10
Orari
Su-Th 11:00-22:00; Fr-Sa 11:00-23:00
Telefono
+370 5 25 25 333
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Sito ufficiale
tvbokstas.lt

Monumento delle Tre Croci

Monumento · Vilnius

Monumento delle Tre Croci

Il monumento delle Tre Croci (in lituano Trys kryžiai; in polacco Góra Trzykrzyska) si trova a Vilnius, capitale della Lituania, sulla collina delle Tre Croci, originariamente conosciuta come la collina calva (in lituano: Plikasis kalnas), nel parco di Kalnai. Secondo una leggenda, sette frati francescani furono decapitati in cima a questa collina dal granduca lituano Algirdas. Le croci, originariamente di legno, furono costruite nel luogo agli inizi del XVII secolo. Ben presto divenne un simbolo locale e parte integrante del panorama cittadino: poiché il legno marcisce, le croci andavano periodicamente sostituite. Nel 1916, un monumento in cemento fu progettato dall'architetto e scultore polacco-lituano Antoni Wiwulski (Antanas Vivulskis in lituano). Fu abbattuto nel 1950 per ordine delle autorità sovietiche, mentre un nuovo monumento, progettato da Henrikas Šilgalis, è stato eretto al suo posto nel 1989 ed è stato raffigurato sulla banconota da 50 litas. Da una piccola piattaforma di osservazione situata alla base delle croci risulta possibile godere di un'ampia veduta su Vilnius.

== Storia ==

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Indipendentemente dal fatto che la leggenda sui martiri francescani sia vera o meno, il loro culto si diffuse all'inizio del XVI secolo. Le tre croci in legno originali furono costruite sulla collina dove sette frati furono decapitati, qualche tempo prima del 1649. Questo è l'anno in cui le croci furono rappresentate in un panegirico al vescovo Jerzy Tyszkiewicz. Più o meno nello stesso periodo, Tyszkiewicz iniziò una causa per canonizzare i quattordici frati. Ci sono alcune prove che le croci furono costruite prima del 1636 poiché, secondo Jan Nepomucen Fijałek, le croci erano anche raffigurate su due ritratti in argento di Casimiro di Cracovia che furono fatti nel 1636 e appesi nella cattedrale di Vilnius. Tuttavia, i ritratti non sopravvissero e la richiesta di Fijałek non poté essere verificata.

Le croci di legno crollarono nel 1869 e le autorità zariste non permisero di ricostruirle. Il nuovo monumento in cemento armato progettato da Antoni Wiwulski fu eretto nell'agosto del 1916, mentre Vilnius veniva occupata dai tedeschi durante la prima guerra mondiale. Il monumento fu demolito dalle autorità sovietiche il 30 maggio 1950. I residenti di Vilnius vollero che fossero restaurati e il movimento indipendentista lituano spinse affinché il monumento fosse ricostruito sulle vecchie fondamenta secondo il progetto dello scultore Henrikas Šilgalis. Il monumento è stato inaugurato il 14 giugno 1989 e le croci ricostruite ora sono più alte di 2 metri rispetto a quelle del 1916; pezzi rotti del vecchio monumento possono essere visti diversi metri sotto il monumento ricostruito.

Anno: 1916

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Complesso dei castelli di Vilnius

Castello · Vilnius

Complesso dei castelli di Vilnius

Il complesso dei castelli di Vilnius (in lituano: Vilniaus pilių kompleksas o Vilniaus pilys) è un gruppo di strutture di interesse culturale e storico situato sulla riva sinistra del fiume Neris, vicino alla sua confluenza con il fiume Vilnia, a Vilnius, in Lituania. Gli edifici, risalenti variamente al X-XVIII secolo, costituirono uno dei principali complessi difensivi del Paese baltico.

Si contavano in origine tre castelli: quello Superiore, quello Inferiore e quello "Storto" (in lituano: Kreivoji pilis). Quest'ultimo venne bruciato dai cavalieri teutonici nel 1390 e mai più ricostruito. Le fortificazioni subirono diversi assedi dell'ordine teutonico dopo il 1390, il quale non riuscì in nessuna occasione a prendere possesso dell'intero complesso. Il primo a riuscirci fu il Regno russo nel corso della battaglia di Vilnius del 1655. Poco dopo i castelli, gravemente danneggiati, persero la loro importanza e molti edifici furono abbandonati. Nel corso dell'annessione zarista avvenuta a seguito delle spartizioni della Polonia, si procedette alla demolizione dei vari edifici storici; molti altri subirono danni durante la costruzione della fortezza nel XIX secolo.

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Oggi, la torre di Gediminas resta uno dei principali simboli della città di Vilnius e della nazione stessa. Ogni anno, il 1º gennaio, il tricolore lituano viene issato sull'edificio per commemorare la Giornata della bandiera. Il complesso fa parte del museo nazionale della Lituania, uno dei più grandi del paese.

Storia del castello superiore

Una parte del complesso costruita sulla collina è divenuta nota come "castello superiore". Il rilievo, conosciuto come collina di Gediminas, è alto circa 48 metri e lungo circa 160.

I dati archeologici evidenziano che il sito è stato occupato sin dal Neolitico. La collina fu rafforzata con mura difensive in legno fortificate con la pietra nel IX secolo. Intorno al X secolo fu costruito un castello in legno e, dal XIII secolo circa, la collina è stata circondata da mura di pietra con delle torri. Durante il regno di Gediminas, Vilnius divenne la capitale del Granducato; nel 1323 il castello fu migliorato e ampliato.

La Lituania pagana rimase in guerra con gli ordini cristiani per più di due secoli: la crociata avviata allo scopo di convertire gli abitanti del Granducato si proponeva inoltre di conquistare la Lituania. Quando Vilnius gradualmente assunse un ruolo di spicco tra gli insediamenti più grandi dello stato, essa divenne un obiettivo militare primario. Il complesso del castello fu infatti attaccato dall'ordine teutonico nel 1365, 1375, 1377, 1383, 1390, 1392, 1394 e 1402, ma mai completamente occupato. Gli assalti più pericolosi avvennero per mano dei marescialli Engelhard Rabe von Wildstein e Konrad von Wallenrode nel 1390, quando la guerra civile lituana (1389-1392) tra Vitoldo e suo cugino Jogaila era ancora in corso. Molti nobili dell'Europa occidentale parteciparono a questa campagna militare, tra cui Enrico, Duca di Hereford, il futuro re Enrico IV d'Inghilterra, alla guida di 300 uomini, e i cavalieri di Livonia, comandati dal loro Gran maestro. Talvolta ad affiancarsi ai crociati fu anche Vitoldo, avendo stretto un'alleanza con loro per proseguire il suo percorso di ottenimento del titolo di granduca di Lituania e dei suoi possedimenti sottratti.

Al momento dell'attacco del 1390, il complesso era costituito da tre sezioni: il castello superiore, quello inferiore e quello storto. I cavalieri teutonici riuscirono a prendere e distruggere il terzo dell'elenco, situato sulla cosiddetta Collina Brulla (in lituano: Plikasis kalnas), ma non riuscirono a espugnare gli altri. Durante l'attacco del 1394, le costruzioni di Vilnius furono assediate per più di tre settimane e una delle torri di difesa fu danneggiata: i resti caddero nel fiume Neris.

La guerra civile tra Vitoldo e Jogaila cessò con l'accordo di Astrava del 1392 e Vitoldo assunse la nomina di granduca. Durante il suo regno, il castello superiore subì i maggiori interventi di restauro. Infatti, dopo un grande incendio nel 1419, Vitoldo incoraggiò la realizzazione di alcune edifici di servizio del complesso e della parte distrutta della fortificazione. I resti oggi visibili risalgono a quest'epoca. Vitoldo trascorse circa quattro anni con l'ordine teutonico durante la guerra civile, avendo l'opportunità di studiare l'architettura dei castelli tedeschi e di adottare alcuni dei loro elementi nella sua residenza a Vilnius.

Il castello superiore fu ricostruito in stile gotico con tegole dipinte in verde sul tetto. La sala del mastio, situata al secondo piano, risultava la più grande (10x30 m) del complesso, un po' più piccola della sala del Palazzo del Gran maestro (15x30 m) localizzata a Marienburg, ma invece molto più grande della sala del Palazzo del Duca nel castello dell'isola di Trakai (10x21 m). La ricostruzione del castello terminò nel 1422: si era pianificata la cessazione dei lavori in vista dell'incoronazione di re Vitoldo il Grande nel castello, ma la corona fu intercettata dal cugino e quest'ultimo impedì che il da lui temuto evento avvenisse.

Dopo il XVI secolo, il castello superiore non fu più mantenuto (ad eccezione di qualche piccola modifica per adeguarsi alle innovazioni giunte dall'Europa occidentale) né subì interventi di restauro. Fino all'inizio del XVII secolo, nella struttura si trovava una prigione per nobili, usata come fortezza per l'ultima volta durante l'invasione dei russi nel 1655, quando per la prima volta nella storia lituana, un esercito straniero conquistò l'intero complesso. Sei anni dopo, l'esercito polacco-lituano riuscì a riconquistare Vilnius e i castelli, non intervenendo in alcun modo per salvaguardare la salute delle fortificazioni difensive.

Il complesso subì gravi danni durante le guerre mondiali. Ad oggi, rimane in piedi solo la torre occidentale, conosciuta come torre di Gediminas, uno dei simboli di Vilnius e della Lituania. Sopravvivono inoltre solo pochi resti del mastio e di altre torri.

Storia del castello inferiore

Prima del XIII secolo, esistevano delle strutture in legno che furono rimpiazzate da mura difensive e torri nel XIII-XIV. Le uniche strutture che rimangono intatte sono quelle del castello inferiore.

I due edifici principali del castello inferiore sono il palazzo reale e la cattedrale di Vilnius.

Palazzo granducale

Il palazzo granducale nel castello inferiore subì diversi interventi nel corso degli anni e visse la sua fase migliore durante il XVI e la metà del XVII secolo. Per quattro secoli il palazzo fu il centro politico, amministrativo e culturale del Granducato di Lituania.

Nel XIII e XIV secolo si ergevano strutture in pietra all'interno del sito; alcuni archeologi ritengono che vi fosse una rudimentale costruzione in legno. Il palazzo reale in pietra fu costruito nel XV secolo, verosimilmente dopo il grande incendio del 1419. Gli edifici esistenti in pietra e le strutture difensive del castello inferiore, che ne rallentavano la costruzione, furono demoliti. Il palazzo reale fu costruito in stile gotico e contava tre ali; la ricerca suggerisce che fosse un edificio a due piani con un seminterrato.

Il granduca di Lituania Alessandro, in seguito divenuto re di Polonia, trasferì la sua residenza al palazzo reale, dove incontrò gli ambasciatori: ordinò inoltre l'inizio dei lavori di ristrutturazione e, dopo il suo matrimonio con una figlia del granduca di Mosca Ivan III, Elena di Mosca, la coppia reale visse e morì in tale residenza.

Sigismondo I il Vecchio, acquisito il potere nel Granducato di Lituania, esercitò le sue attività agendo dal palazzo reale e dalla cattedrale di Vilnius. Durante il suo regno, seguirono nuovi ampliamenti, finalizzati a soddisfare le nuove esigenze del granduca: si aggiunse un'altra ala e un terzo piano, così come si ampliarono i giardini esterni. Secondo i resoconti contemporanei il palazzo valeva 100.000 ducati. A supervisionare i lavori fu probabilmente l'architetto italiano Bartolomeo Berecci, il quale curò anche diversi altri progetti nel Regno di Polonia. In questo palazzo Sigismondo il Vecchio accolse un emissario del Sacro Romano Impero, che presentò l'uomo a Bona Sforza, sua seconda moglie, nel 1517.

Il figlio di Sigismondo, Sigismondo II Augusto, fu incoronato granduca di Lituania nel palazzo reale. Augusto proseguì le attività di ampliamento e vi visse con la prima moglie Elisabetta d'Austria, figlia dell'imperatore del Sacro Romano Impero: la donna fu poi sepolta nella cattedrale di Vilnius. Nel palazzo visse anche la seconda consorte, Barbara Radziwiłł. Secondo i resoconti coevi dell'emissario della Santa Sede, la residenza granducale a quel tempo conteneva più tesori del Vaticano. Sigismondo II si preoccupò inoltre di costituire una delle più grandi collezioni di testi in Europa.

Le ristrutturazioni in stile rinascimentale avvennero nel XVI secolo: ad essere incaricati furono di nuovo diversi architetti italiani, tra cui Giovanni Cini da Siena, Bernardino de Gianotis Zanobi e altri. Il palazzo fu visitato da Ippolito Aldobrandini, divenuto poi papa Clemente VIII. Un altro importante sviluppo ebbe luogo durante il regno del casato di Vasa: ammodernamenti secondo gli schemi barocchi avvennero infatti con il placet di Sigismondo III Vasa. Matteo Castello, Giacopo Tencalla e altri artisti si presero cura del restauro del XVII secolo.

Durante il regno di Vasas, nel palazzo si tennero diverse cerimonie importanti, tra cui il matrimonio del duca Giovanni, in seguito divenuto re Giovanni III di Svezia, e la sorella di Sigismondo Augusto Caterina. La prima opera in Lituania andò in scena in loco nel 1634, diretta da Marco Scacchi e Virgilio Puccitelli.

Dopo l'attacco russo del 1655, lo stato iniziò a indebolirsi, con effetti negativi anche sul complesso dei castelli di Vilnius. Il palazzo fu gravemente danneggiato dal conflitto e i suoi tesori saccheggiati. Dopo la riconquista dell'odierna capitale lituana nel 1660-1661, l'edificio non era più un'idonea residenza statale e rimase abbandonato per circa 150 anni. Alla fine del XVIII secolo, dopo la scomparsa della Confederazione polacco-lituana, diverse famiglie scelsero di stanziarsi in alcune parti del palazzo in rovina. Subito dopo che il Granducato di Lituania fu incorporato nell'Impero russo, i funzionari zaristi ordinarono la demolizione delle restanti sezioni della residenza reale: le demolizioni cessarono quasi del tutto all'inizio del XIX secolo. I mattoni del vecchio edificio vennero venduti nel 1799 a un commerciante di Kremenčuk.

Il Seimas (Parlamento lituano) ha approvato una legge nel 2000 che stabilì la ricostruzione della residenza per le cerimonie volte a commemorare i mille anni dalla prima menzione del nome della Lituania nel 2009.

Cattedrale di Vilnius

Il palazzo granducale e la cattedrale di Vilnius hanno entrambi fatto parte del complesso trovandosi in una posizione ravvicinata nel corso dei secoli, ma i due edifici hanno storie diverse.

Un filone storiografico sostiene che, in epoca precristiana, il dio pagano Perkūnas veniva adorato in un tempio nel luogo situato nella valle di Šventaragis. Taluni propongono inoltre che il re di Lituania, Mindaugas, costruì la cattedrale originale nel 1251 di concerto con i termini della sua incoronazione concessi dalla Santa Sede. Dopo la morte di Mindaugas nel 1263, la cattedrale tornò ad essere un luogo di culto delle divinità tradizionali.

Nel 1387, l'anno in cui la Lituania si convertì formalmente al cristianesimo, fu costruita una seconda cattedrale gotica con cinque cappelle. Nel 1419 questa fu bruciata e, al suo posto, Vitoldo costruì un edificio religioso sempre in stile gotico più grande. Nel 1522 la cattedrale fu rinnovata e le fonti scritte menzionarono per la prima volta la presenza di un campanile, il quale rimpiazzò una torre difensiva del castello inferiore rilassante al XV secolo. Dopo un incendio nel 1530, la cattedrale fu nuovamente ricostruita e dal 1534 al 1557 furono aggiunte altre cappelle e cripte: fu durante tale periodo che la cattedrale acquisì caratteristiche architettoniche legate al Rinascimento. A seguito di un ulteriore incendio verificatosi nel 1610, si procedette a ricostruirla con l'aggiunta di due torri anteriori: si sarebbe trattato del primo di una lunga serie di interventi.

Nel 1783 la cattedrale fu ricostruita seguendo il progetto di Laurynas Gucevičius in stile neoclassico e la chiesa acquisì la sua precisa forma quadrangolare: tale pianta è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Tra il 1786 e il 1792 sul tetto furono collocate tre sculture: quella di San Casimiro a sud, di San Stanislao a nord e di Sant'Elena al centro. Le sculture furono rimosse nel 1950 e restaurate nel 1997.

Diversi personaggi storici degne di nota sono sepolti nelle cripte della cattedrale, tra cui Vitoldo il Grande (1430), suo fratello Sigismondo (1440), suo cugino Švitrigaila (1452), Casimiro di Cracovia (1484), Alessandro Jagellone (1506) e due mogli di Sigismondo II Augusto: Elisabetta d'Asburgo (1545) e Barbara Radziwiłł (1551).

La cattedrale è stata convertita al secolarismo negli anni '50, per poi essere ripristinata come edificio religioso alla fine degli anni '80: si trattò di uno dei primi passi mossi dai lituani nel loro percorso di ripristino dell'indipendenza ottenuta nel 1990.

Arsenali del castello

Il complesso dei castelli di Vilnius vantava due arsenali, quello "Nuovo" e quello "Vecchio", durante la sua storia. Il primo arsenale fu fondato nel XV secolo, durante il regno di Vitoldo il Grande. Ampliato durante il regno di Sigismondo il Vecchio, le manovre proseguirono per mano del figlio Sigismondo II Augusto. Durante una ricostruzione cinquecentesca, si procedette a realizzare una nuova ala; a metà del XVI secolo e all'inizio del XVII secolo ne furono costruite altre due. Secondo i resoconti contemporanei, il Vecchio Arsenale a quel tempo ospitava circa 180 cannoni pesanti.

Il Nuovo Arsenale fu invece istituito in uno dei più antichi edifici del castello nel XVIII secolo, per ordine del grande atamano di Lituania Michał Ogiński. Utilizzato per ospitare le guarnigioni nella capitale, questo risulta ben conservato; il suo muro esterno faceva parte del sistema di mura difensive. Nel XVI secolo la torre veniva utilizzata come punto di riferimento per le navi che solcavano il fiume Neris. L'arsenale ospitò in qualche occasione gli uffici amministrativi del castello.

Durante il dominio zarista, entrambe le strutture ospitavano soldati e materiale bellico. I danni subiti nel corso del secondo conflitto mondiale furono ingenti, ma alcune sezioni subirono interventi di restauro nell'immediato dopoguerra e nel 1987 e 1997. Gli arsenali, il cui riallestimento è stato curato dall'architetto Napoleonas Kitkauskas (1931), ospitano oggi il Museo di arte nazionale e il Museo nazionale della Lituania.

Sviluppi moderni

La torre di Gediminas si erge in maniera ben visibile nel panorama urbano della città vecchia. Una piattaforma di osservazione realizzata al suo vertice offre una discreta vista panoramica sulla capitale e nel 2003, nell'ambito delle celebrazioni inerenti al 750º anniversario dell'incoronazione di Mindaugas, la torre è stata resa più accessibile grazie alla costruzione di una funivia. Questa copre circa 70 metri, percorribili in 30 secondi di viaggio e può contenere sedici passeggeri. In cima alla torre, il 1º gennaio 1919, fu issato per la prima volta il tricolore lituano: per commemorare tale evento, il 1º gennaio è oggi nel Paese baltico il Giorno della Bandiera e il vessillo lituano viene innalzato cerimonialmente sulla torre, così come in altri grandi agglomerati della nazione. Il 7 ottobre 1988, nel corso delle tappe che portarono all'indipendenza, 100.000 persone si radunarono nel complesso dei castelli mentre la bandiera veniva rialzata. La torre e la collina sono conosciute per essere simboli della sovranità statale della Lituania e della lotta per l'indipendenza, riecheggiando una lunga tradizione in cui l'autonomia della città era dimostrata dalla bandiera che vi sventolava.

Dopo che i lavori di conservazione furono completati nella torre di Gediminas nel 1968, divenne una sezione del museo nazionale della Lituania. Il primo piano della struttura espone fotografie scattate a Vilnius durante il XIX e XX secolo e modelli dell'insediamento storico e del complesso dei castelli. Nel secondo piano si trovano bandiere usate dall'esercito di Vitoldo il Grande durante la battaglia di Grunwald, insieme ad armi autentiche impiegate dal XIII al XVIII secolo.

Altri edifici sopravvissuti nel complesso dei castelli ospitano gli uffici del museo nazionale della Lituania e dei suoi dipartimenti di archeologia e numismatica, nonché il museo di arte. Il luogo contiene circa un milione di manufatti, che coprono un ampio spettro storico: si varia infatti da reperti dell'epoca preistorica della Lituania, monete utilizzate nella storia della Lituania e un'ampia varietà di manufatti risalenti al Medioevo e successivi. Circa 250.000 turisti visitano il museo ogni anno.

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Palazzo dei Granduchi di Lituania

Palazzo · Vilnius

Palazzo dei Granduchi di Lituania

Il palazzo dei Granduchi di Lituania (in lituano Lietuvos Didžiosios Kunigaikštystės valdovų rūmai Vilniaus žemutinėje pilyje; in polacco Zamek Dolny w Wilnie) è un edificio situato a Vilnius, la capitale della Lituania. Originariamente costruito nel XV secolo per ospitare i governanti del Granducato di Lituania e poi utilizzato da alcuni futuri re di Polonia, il palazzo è situato nei pressi del castello inferiore di Vilnius e si è evoluto nel corso degli anni vivendo i suoi periodi migliori tra il XVI e la metà del XVII secolo. Per 400 anni la struttura costituì il centro politico, amministrativo e culturale della Confederazione polacco-lituana, venendo poi demolito nel 1801. I lavori per un nuovo palazzo cominciarono nel 2002 sul sito dell'edificio originale e ci sono voluti 16 anni per completarlo infine nel 2018. Ricostruito in stile rinascimentale in sintonia con la cattedrale di Vilnius, si è preferito agire seguendo i progetti eseguiti dagli architetti patrocinati dalla granduchessa Bona Sforza: pare che tra il 1520 e il 1530 si spesero 100.000 ducati d'oro e con l'ovvia approvazione anche del granduca Sigismondo I il Vecchio. Si ritiene che la ricostruzione avvenne per le cerimonie di proclamazione di Sigismondo II Augusto, l'unico figlio di Sigismondo I il Vecchio, in qualità di granduca di Lituania.

== Storia ==

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Granducato di Lituania

Il palazzo granducale nel castello inferiore subì diversi interventi nel corso degli anni e visse la sua fase migliore durante il XVI e la metà del XVII secolo. Per quattro secoli il palazzo costituì il centro politico, amministrativo e culturale del Granducato di Lituania.

Nel XIII e XIV secolo si ergevano strutture in pietra all'interno del sito; alcuni archeologi ritengono che vi fosse una rudimentale costruzione in legno. Il palazzo reale in pietra fu costruito nel XV secolo, verosimilmente dopo il grande incendio del 1419. Gli edifici esistenti in pietra e le strutture difensive del castello inferiore, che ne rallentavano la costruzione, furono demoliti. Il palazzo reale fu costruito in stile gotico e contava tre ali; la ricerca suggerisce che fosse un edificio a due piani con un seminterrato.

Il granduca di Lituania Alessandro, in seguito divenuto re di Polonia, trasferì la sua residenza al palazzo reale, dove incontrò gli ambasciatori: ordinò inoltre l'inizio dei lavori di ristrutturazione e, dopo il suo matrimonio con una figlia del granduca di Mosca Ivan III, Elena di Mosca, la coppia reale visse e morì in tale residenza.

Sigismondo I il Vecchio, acquisito il potere nel Granducato di Lituania, esercitò le sue attività agendo dal palazzo reale e dalla cattedrale di Vilnius. Durante il suo regno, seguirono nuovi ampliamenti, finalizzati a soddisfare le nuove esigenze del granduca: si aggiunse un'altra ala e un terzo piano, così come si ampliarono i giardini esterni. Secondo i resoconti contemporanei il palazzo valeva 100.000 ducati. A supervisionare i lavori fu probabilmente l'architetto italiano Bartolomeo Berecci, il quale curò anche diversi altri progetti nel Regno di Polonia. In questo palazzo Sigismondo il Vecchio accolse un emissario del Sacro Romano Impero, che presentò l'uomo a Bona Sforza, sua seconda moglie, nel 1517.

Il figlio di Sigismondo, Sigismondo II Augusto, fu incoronato granduca di Lituania nel palazzo reale. Augusto proseguì le attività di ampliamento e vi visse con la prima moglie Elisabetta d'Austria, figlia dell'imperatore del Sacro Romano Impero: la donna fu poi sepolta nella cattedrale di Vilnius. Nel palazzo visse anche la seconda consorte, Barbara Radziwiłł. Secondo i resoconti coevi dell'emissario della Santa Sede, la residenza granducale a quel tempo conteneva più tesori del Vaticano.

Sigismondo II si preoccupò inoltre di costituire una delle più grandi collezioni di testi in Europa.

Le ristrutturazioni in stile rinascimentale avvennero nel XVI secolo: ad essere incaricati furono di nuovo diversi architetti italiani, tra cui Giovanni Cini da Siena, Bernardino de Gianotis Zanobi e altri. Il palazzo fu visitato da Ippolito Aldobrandini, divenuto poi papa Clemente VIII. Un altro importante sviluppo ebbe luogo durante il regno del casato di Vasa: ammodernamenti secondo gli schemi barocchi avvennero infatti con il placet di Sigismondo III Vasa. Matteo Castello, Giacopo Tencalla e altri artisti si presero cura del restauro del XVII secolo.

Durante il regno di Vasas, nel palazzo si tennero diverse cerimonie importanti, tra cui il matrimonio del duca Giovanni, in seguito divenuto re Giovanni III di Svezia, e la sorella di Sigismondo Augusto Caterina. La prima opera in Lituania andò in scena in loco nel 1634, diretta da Marco Scacchi e Virgilio Puccitelli.

Dopo l'attacco russo del 1655, lo stato iniziò a indebolirsi, con effetti negativi anche sul complesso dei castelli di Vilnius. Il palazzo fu gravemente danneggiato dal conflitto e i suoi tesori saccheggiati. Dopo la riconquista dell'odierna capitale lituana nel 1660-1661, l'edificio non era più un'idonea residenza statale e rimase abbandonato per circa 150 anni. Alla fine del XVIII secolo, dopo la scomparsa della Confederazione polacco-lituana, diverse famiglie scelsero di stanziarsi in alcune parti del palazzo in rovina. Subito dopo che il Granducato di Lituania fu incorporato nell'Impero russo, i funzionari zaristi ordinarono la demolizione delle restanti sezioni della residenza reale: le demolizioni cessarono quasi del tutto all'inizio del XIX secolo. I mattoni del vecchio edificio andarono venduti nel 1799 a un commerciante di Kremenčuk.

Dopo la demolizione del palazzo

È sopravvissuta solo una piccola porzione delle mura fino al secondo piano dell'ala orientale, venduta intorno al 1800 al mercante ebreo Abraham Schlossberg, che le incorporò nella sua casa. Dopo la rivolta di novembre del 1831, la casa di Schlossberg fu acquistata e rilevata dall'esercito imperiale russo, che era presente negli arsenali nelle vicinanze; quando fu fondata la fortezza di Vilnius, l'edificio venne incorporato e circondato da un fosso. La casa dello Schlossberg nella mappa di Vilnius del 1840 era chiamata caserma (in polacco Koszary). Entro la fine del XIX secolo il fossato della fortezza sul sito dell'ex palazzo fu ricoperto di terra e trasformato nel parco della città.

Dopo che la Lituania riacquistò la sua indipendenza dopo la prima guerra mondiale nel 1918, la casa dello Schlossberg divenne il quartier generale dell'esercito. Presto passò in mano alle truppe polacche in seguito all'annessione polacca di Vilnius. Durante la seconda guerra mondiale, assunse il ruolo di ufficio della Wehrmacht tedesca: dopo il conflitto globale, servì per le strutture di sicurezza sovietiche e in seguito trasformato in un Palazzo dei Pionieri repubblicano. L'organizzazione lasciò l'edificio nel 1987 e cominciarono degli scavi archeologici sul sito, perché la casa di Schlossberg fu proposta per il museo dell'amicizia del popolo, ma per questa conversione risultava necessaria un'indagine architettonica.

Degli scavi archeologici sporadici ebbero luogo già nel 1964, quando furono intrapresi i lavori per l'installazione del sistema di riscaldamento centrale nella casa di Schlossberg.

Costruzione

Dopo la caduta della cortina di ferro nel 1989, la Lituania riacquisì di lì a poco la sovranità. Nel 1994 gli scavi archeologici furono sospesi per mancanza di fondi; nel 1994 l'Istituto lituano di storia fondò il Gruppo di studio dei castelli, volto come si intuisce a supervisionare gli scavi archeologici. La casa di Schlossberg servì quale sede del gruppo e ospitò la raccolta di materiale archeologico trovato sul sito.

Alla fine degli anni '80 gli scavi archeologici interessarono sempre più la zona, l'esposizione dei sotterranei scavati a fattori ambientali (ad esempio del tempo atmosferico) portò al degrado dei materiali (in particolare strutture in legno e mattoni). Per risolvere questo problema, nel 1988 si decise di erigere degli edifici temporanei; all'inizio degli anni '90, si fecero strada tre opzioni per il futuro del sito del palazzo in modo tale da poterlo in futuro magari aprire al pubblico. La prima opzione riguardava la copertura dei sotterranei già scavati del palazzo con del terreno, ma fu ritenuta una pista troppo esosa da portare a termine. La seconda ipotesi era quella di erigere un edificio appositamente specifico sul sito del palazzo per conservare le rovine, ma i critici facevano notare un possibile inquinamento visivo che sarebbe sorto nella città vecchia (poiché inclusa nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1994). La terza via riguardava la costruzione di un edificio simile alla struttura originale. Quest'ultima strada ricevette la maggior approvazione da parte dei politici e li spinse a spronare il presidente della Lituania Algirdas Brazauskas a bandire, nel 1993, un concorso di progettazione architettonica e su sette progetti il disegno di Rimas Grigas vinse.

Nella prima metà degli anni '90, aumentarono le discussioni in merito allo scopo futuro che il palazzo avrebbe potuto assumere: in principio si propose di renderla la sede del presidente, ma il palazzo degli artisti era stato invece utilizzato per quella funzione. Entro la fine del decennio, Kazys Napoleonas Kitkauskas suggerì di utilizzare il palazzo come galleria nazionale d'arte (l'edificio del vecchio museo della rivoluzione è stato invece utilizzato dal 2009). Nel 1999, il museo d'arte lituano dichiarò che l'edificio del palazzo sarebbe stato utilizzato come museo residenziale del palazzo.

Come parte di una proposta legislativa, il Seimas nel 2000 approvò una legge volta ad avviare la ricostruzione il palazzo. Il terreno fu demolito nell'estate del 2002 nella parte meridionale del sito dell'edificio originale. Negli anni 2002-2004 e 2005-2006 il progetto andò modificato principalmente a causa dei reperti archeologici trovati sul sito e delle discussioni sul valore architettonico della casa di Schlossberg. Frammenti della casa di Schlossberg divennero parte dell'ala orientale del palazzo restaurato. L'edificio (e il museo che doveva ospitare) risultò parzialmente aperto durante la celebrazione del millennio dal nome della Lituania nell'estate del 2009, sebbene non fosse ancora del tutto completato a causa della mancanza di fondi. Entro la fine di luglio del medesimo anno, i lavori di costruzione sono ripresi e la struttura divenne nuovamente inaccessibile al pubblico.

Diversi storici contrari alla ricostruzione fornirono svariati argomenti per giustificare una non riedificazione del palazzo: di recente, si è sostenuto che avrebbe intaccato il paesaggio urbano formatosi negli ultimi 300 anni. La cattedrale di Vilnius sarebbe stata oscurata dal palazzo e la Torre di Gediminas non sarebbe stata visibile dal lato della cattedrale. Inoltre, si segnalò che erano stati utilizzati materiali e tecnologie sconosciuti al momento della costruzione originale (ad esempio il cemento armato). Paradossalmente, l'opera era stata finanziata dallo Stato per realizzare un falso storico mentre molti autentici luoghi storici (principalmente manieri) versavano in condizioni critiche.

Il 6 luglio 2013, la parte del palazzo nota come blocco A è stata ufficialmente aperta al pubblico, 760 anni dopo l'incoronazione di Mindaugas. Dal 2014 al 2018 la parte del palazzo nota come Blocco B risultava in costruzione: quest'ultimo, unito all'edificio del museo nel suo complesso, fu aperto il 6 luglio 2018.

Presidenza del Consiglio dell'Unione europea nel 2013

Durante la presidenza lituana del Consiglio dell'Unione Europea, il palazzo è stato utilizzato come una delle sedi principali per le riunioni dei capi dei paesi europei. Il 28 novembre 2013, durante il vertice del partenariato orientale a Vilnius, si è tenuta una cena nel palazzo con molti ospiti, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente del consiglio Enrico Letta, il primo ministro britannico David Cameron, il presidente francese François Hollande, il presidente polacco Bronisław Komorowski, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, la vicepresidente della Commissione europea e Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Catherine Ashton, il commissario per l'allargamento e la politica europea di vicinato Štefan Füle, il commissario per il commercio Karel De Gucht e i presidenti di Lettonia, Cipro, Romania e Slovacchia, oltre ai primi ministri di Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Croazia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Svezia, Ungheria e Spagna, così come altri funzionari di alto rango. I paesi partecipanti al programma del partenariato orientale erano rappresentati al vertice dal presidente armeno Serž Sargsyan, dall'azero Ilham Aliyev, dall'ucraino Viktor Janukovyč, dal georgiano Giorgi Margvelashvili, dal moldavo Iurie Leancă e dal ministro degli affari esteri bielorusso Uladzimir Makej.

Struttura
Ala sud

Conta tre piani e, in origine, quest'ala era usata per udienze di ambasciatori stranieri.

Ala est

Quest'ala ha tre piani (tranne due piani annessi) e contiene i resti più antichi del palazzo originale sopra l'attuale livello del suolo: si tratta dell'unica zona a presentare tracce di architettura eclettica (l'ex casa di Schlossberg). In origine, quest'area ospitava gli appartamenti della granduchessa.

Ala ovest

Quest'ala, la più settentrionale, ha tre piani. In origine, risultava usata per gli appartamenti del granduca.

Ala nord

Ha due piani: in origine, venne usata per gli alloggi della servitù, ma poi finì per ospitare il teatro del palazzo.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Katedros a. 3
Orari
Tu-Fr 10:00-18:00; Sa-Su 10:00-16:00
Telefono
+370 5 212 7476
Come arrivare
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Sito ufficiale
www.valdovurumai.lt

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Ponte Mindaugas

Ponte ad arco · Vilnius

Ponte Mindaugas

Il ponte Mindaugas (in lituano Mindaugo tiltas) è un ponte stradale che attraversa il fiume Neris a Vilnius, capitale della Lituania. Collega il quartiere Žirmūnai con la Città vecchia.

== Storia ==

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Il ponte è dedicato a Mindaugas, re di Lituania dal 1253 al 1263, ed è stato inaugurato nel 2003 durante le celebrazioni per il 750º anniversario della sua incoronazione.

Il progetto è stato realizzato dagli ingegneri D. Žickis, G. Bajoras e A. Čibirka e dall'architetto di Vilnius V. Treinys, e la costruzione è stata portata avanti interamente da compagnie lituane, con l'appalto principale affidato alla compagnia Tilsta AB e con Viadukas e Kauno tiltai come subappaltatori. La costruzione è costata 17 milioni di lita.

I lavori di costruzione sono iniziati il 7 marzo 2002 e il ponte è stato inaugurato il 6 luglio 2003 con una cerimonia a cui hanno partecipato, oltre al sindaco della città, l'allora primo ministro Algirdas Brazauskas ed il presidente Valdas Adamkus.

Descrizione

Il ponte è lungo complessivamente 101 metri. La carreggiata stradale, che ospita tre corsie, è larga 11,25 metri, mentre la larghezza complessiva dell'impalcato, comprese anche le due corsie pedonali e ciclabili di 4.25 metri ai lati della sede stradale, è di 19,7 metri.

L'impalcato poggia su una struttura di travi in acciaio sorretta da due grandi archi metallici collegati alle due estremità del fiume Neris. Gli archi in acciaio sono stati montati sulla riva del fiume e poi trasportati in posizione grazie a dei pontoni. Sono stati quindi collegati alle fondamenta in calcestruzzo armato situati sulle rive del fiume e sono state installate le travi in acciaio su cui poggia l'impalcato.

Anno: 2003

Informazioni pratiche

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cattedrale di Santa Maria Madre di Dio

Cattedrale · Vilnius

cattedrale di Santa Maria Madre di Dio

Eastern Orthodox cathedral in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1346

Informazioni pratiche

Indirizzo
Maironio g. 14
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Teatro dell'opera nazionale lituana

Teatro d'opera · Vilnius

Il Teatro dell'opera nazionale Lituana (Lietuvos nacionalinis operos ir baleto teatras in Lituano) è un teatro lituano fondato nel 1920, principale teatro di opera lirica e balletto della Capitale Vilnius. Il teatro è stato totalmente ricostruito nel 1974.

Oltre ad ospitare opere occidentali e russe, ha occasionalmente messo in scena opere nazionali lituane.

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Dal 2018 il direttore d'orchestra italiano Sesto Quatrini ne è il direttore artistico.

Anno: 1920

Informazioni pratiche

Indirizzo
A. Vienuolio g. 1
Telefono
+370 5 262 07 27
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Sito ufficiale
www.opera.lt

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Ponte Verde (Vilnius)

Ponte stradale · Vilnius

Ponte Verde (Vilnius)

Il Ponte Verde (in lituano Žaliasis tiltas) è un ponte sul fiume Neris a Vilnius, in Lituania. Collega il centro città con il distretto di Šnipiškės. L'originale del XVI secolo era il ponte più antico della città.

== Storia ==

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Il primo ponte risale al 1536. Si trovava più vicino all'attuale ponte Mindaugas. Era un ponte coperto di legno con pilastri in mattoni e pietra. Aveva un secondo piano con appartamenti per gli esattori. Poiché il suo costruttore Ulryk Hozjusz voleva recuperare il costo riscuotendo i pedaggi, il Granduca Sigismondo il Vecchio gli concesse un privilegio che vietava ad altri di costruire altri ponti tra Kernavė e Bistrica (Быстрыца in Bielorussia) o di offrire altri servizi di attraversamento tra Verkiai e Paneriai. Il ponte fu bruciato dall'esercito lituano in ritirata comandato da Janusz Radziwiłł dopo la battaglia di Vilnius (1655).

Un nuovo progetto fu pianificato nel 1673, che prevedeva una campata di 73 metri (240 ft) tra i moli – la campata più lunga conosciuta all'epoca. Tuttavia, l'inizio della primavera e gli accumuli di ghiaccio distrussero i moli. Pertanto, i vecchi piloni del primo ponte furono riutilizzati e il secondo ponte fu completato nel 1679.

Nel 1739 fu eretto un altro ponte di legno e dipinto di verde. Da allora questo attraversamento è stato conosciuto come il Ponte Verde. Nel 1789 un nuovo progetto per un ponte in mattoni fu preparato da Laurynas Gucevičius, ma i costruttori scelsero un'altra proposta. La costruzione è stata supervisionata da Marcin Knackfus. Il progetto non ebbe successo poiché il ponte bruciò nel 1791. Fu ricostruito secondo un progetto di Michael Schulz nel 1805, ma fu nuovamente incendiato su ordine di Michael Andreas Barclay de Tolly durante la campagna di Russia del 1812.

Il ponte fu ricostruito nel 1827-1829. Un ponte in acciaio è stato progettato da Nikolaj Apollonovič Beleljubskij e completato nel 1894. Sopravvisse alla prima guerra mondiale, ma fu fatto saltare in aria dalla Wehrmacht nel 1944. L'attuale ponte fu completato nel 1952 e intitolato al generale sovietico Ivan Danilovič Černjachovskij. Dopo la dichiarazione di indipendenza della Lituania nel 1990, il ponte ritornò al suo nome storico.

Antiche sculture

Durante l'occupazione sovietica, nel 1952, il ponte fu decorato con quattro serie di sculture del realismo sovietico. Dopo il ripristino dell'indipendenza, le sculture sono state oggetto di un acceso dibattito pubblico sul rimuoverle in quanto sono propaganda sovietica o mantenerle in quanto opere d'arte.

Le sculture erano deteriorate e spesso vandalizzate. Nel 2013, Artūras Zuokas, allora sindaco di Vilnius, ha annunciato un piano per ristrutturare le statue senza rimuoverle dal ponte e per aggiungere una targa commemorativa sulle repressioni sovietiche sotto le sculture come compromesso. Tuttavia, nel luglio 2015 le statue sono state rimosse, adducendo motivi di salute e sicurezza. Il sindaco di Vilnius Remigijus Šimašius ha affermato: "Le statue rappresentano una bugia. La loro rappresentazione eroica del popolo sovietico è tutta una bugia... Le statue sono una presa in giro delle persone reali che hanno dovuto vivere durante il periodo sovietico." Successivamente, Šimašius ha annunciato che la decisione di rimuovere le sculture è permanente. Da allora diverse installazioni artistiche sono state collocate sul ponte.

Nel marzo 2016, il Pirmosios Nekilnojamojo kultūros paveldo vertinimo tarybos (Primo consiglio della valutazione dei beni culturali immobili) ha spogliato il ponte e le statue della protezione legale di cui godevano come manufatti di valore culturale, rendendo improbabile il restauro e la restituzione delle statue al ponte. I membri del consiglio hanno espresso la speranza, tuttavia, che le statue finiscano in un museo dove possano essere conservate e presentate nel contesto appropriato.

Nell'agosto 2016, un funzionario lituano ha criticato aspramente una moneta commemorativa russa di nuova emissione raffigurante una delle statue bandite - "A guardia della pace" - in relazione alla liberazione sovietica di Vilnius nel 1944. Rolandas Kacinskas, direttore del Dipartimento politico del ministero degli Esteri, ha dichiarato: "Non abbiamo dubbi sul ruolo e sul posto dell'Armata Rossa nella storia della Lituania... L'emissione delle monete dimostra ancora una volta che la Russia non è pronta per la verità storica sull'occupazione sovietica."

Anno: 1952

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Chiesa di San Casimiro (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa di San Casimiro (Vilnius)

La chiesa di San Casimiro (in lituano Šv. Kazimiero bažnyčia; in polacco Kościół Św. Kazimierza) è un edificio di culto cattolico situato nel centro storico di Vilnius, vicino al municipio cittadino. Si tratta della prima e la più antica chiesa barocca di Vilnius, risalente al 1618.

== Storia ==

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La costruzione della chiesa iniziò nel 1604 in memoria del santo principe Casimiro di Cracovia per opera dei Gesuiti e con il finanziamento del Gran Cancelliere del Granducato di Lituania Lew Sapieha, voivoda di Vilnius Mikołaj Krzysztof Radziwiłł detto "l'orfano" e altri nobili. Si presume tradizionalmente che la pietra angolare (visibile sulle mura della facciata) sia stata trasportata in città accompagnati da una processione di 700 abitanti di Vilnius provenienti da Antakalnis. La costruzione fu terminata nel 1616 e il completamento degli interni avvenne nel 1618.

La chiesa di San Casimiro risulta uno dei primi esemplari edifici barocchi della città: la sua composizione spaziale e la facciata sono state progettate sulla linea della famosa chiesa del Gesù a Roma. La forma dell'edificio è stata modellata inoltre sulle chiese di Cracovia e Lublino, con torri aggiuntive. L'autore del progetto era Jan Frankiewicz, allievo dell'architetto Giovanni Maria Bernardoni.

A metà del XVIII secolo la chiesa fu ricostruita dall'architetto Thomas Zebrowski: sotto la sua supervisione, fu eretta una lanterna alla cupola a gradoni con una corona sulla sommità. Si tratta dell'unica cupola realizzata in tale guisa nel territorio dell'antico Granducato di Lituania in termini di grandezza e imponenza. Sotto l'occupazione russa la chiesa di San Casimiro fu trasformata in una chiesa ortodossa. Nel 1915 Vilnius fu occupata dai tedeschi e la chiesa fu trasformata nella casa di preghiera evangelica luterana della guarnigione locale. Nel 1919 la chiesa di San Casimiro fu restituita ai cattolici, ma andò nuovamente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, chiusa nel 1949 dalle autorità sovietiche e nel 1963 trasformata in Museo dell'Ateismo. La chiesa è stata riaperta nell'ottobre del 1988 e riconsacrata nel 1991: oggi ospita ancora i Gesuiti.

La chiesa è nota per l'eccellente acustica e i concerti d'organo che si tengono ospitando rinomati musicisti internazionali.

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Anno: 1604

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Indirizzo
Didžioji g. 34
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Cattedrale di Sant'Ignazio (Vilnius)

Cattedrale · Vilnius

Cattedrale di Sant'Ignazio (Vilnius)

La cattedrale di Sant'Ignazio (in lituano Šv. Ignoto katedra) è cattedrale dell'ordinariato militare in Lituania, si trova a Vilnius, in Lituania.

== Storia ==

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I primi gesuiti arrivarono in Vilnius nel 1602, aprono un collegio nella città ed iniziarono la costruzione della chiesa di Sant'Ignazio nel 1622 in stile barocco. La chiesa fu consacrata da monsignor Lubartowicz Sanguszko nel 1647. L'incendio del 1748 che devastò Vilnius segnò profondamente il centro storico della città e numerosi edifici storici, tra cui la chiesa di Sant'Ignazio, dovettero essere ricostruiti o subire pesanti opere di restauro in stile tardo barocco.

Con lo scioglimento della Compagnia di Gesù nel 1773, la chiesa fu affidata agli scolopi, mentre il collegio fu trasformato in caserma nel 1798 e la chiesa assunse il ruolo di chiesa della guarnigione.

Nel 1925 la chiesa divenne luogo di culto per la guarnigione polacca e l'interno fu rinnovato con nuovi affreschi, al posto delle antiche decorazioni da tempo andate perdute.

La chiesa è stata chiusa nel 1945, quando Vilnius è stata integrata nella Repubblica Socialista Sovietica Lituana, ed è stata utilizzata come cinema e come sala da concerto per l'Orchestra Filarmonica della città, mentre l'ex collegio divenne una biblioteca tecnica.

La chiesa, restituita all'arcidiocesi di Vilnius, è stata restaurata nel 2002 e nel 2003 e non conserva più nessuna decorazione del suo prestigioso passato.

Il 23 novembre del 2004 la chiesa è stata elevata a cattedrale per l'ordinariato militare in Lituania.

Anno: 1602

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Indirizzo
Šv. Ignoto g. 6
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Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (Vilnius)

La chiesa dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista (in lituano Vilniaus Šv. Jono Krikštytojo ir Šv. Jono apaštalo ir evangelisto bažnyčia) si trova nella città vecchia di Vilnius, la capitale della Lituania e rientra nel complesso architettonico dell'Università di Vilnius. Sin da quando era operativa la scuola dei Gesuiti, professori e studenti pregavano qui e i teologi di Vilnius erano soliti tenere sermoni. La piazza antistante ha ospitato nei secoli spettacoli ed eventi storici, tra cui il saluto ai nuovi sovrani.

== Storia ==

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La chiesa, dedicata sia a San Giovanni Battista che a San Giovanni Evangelista, fu realizzata nel 1388-1426 e ricostruita nei secoli XVI e XVII. La torre, separata dalla struttura centrale, risale al XVI secolo. Dopo l'incendio del 1737, tra il 1738 e il 1748, l'architetto Johann Christoph Glaubitz ricostruì completamente l'edificio in stile tardo barocco. Durante la ricostruzione del 1827-1828, l'architetto Karol Podczaszynski soppresse la maggior parte dei sontuosi interni barocchi: mentre quasi 3.000 carri pieni di porzioni degli altari, di sculture e di stucchi giungevano in una destinazione per riutilizzare il materiale adoperato nella costruzione, tale sorte non toccò le cappelle, se non in maniera minore. Durante la prima occupazione sovietica la chiesa fu chiusa e gravemente danneggiata. Durante la parentesi nazista, il reverendo Alfonsas Lipniūnas, in seguito imprigionato dai nazisti nel campo di concentramento di Stutthof dove morì, pronunciò sermoni volti ad aizzare la popolazione contro i tedeschi nella chiesa. Nel 1979 è stato fondato in loco un museo universitario, mentre nel 1991 la chiesa è stata restituita ai suoi parrocchiani. Durante la sua visita in Lituania nel 1993, papa Giovanni Paolo II tenne un incontro con alcuni intellettuali nell'edificio religioso: oggi ospita talvolta concerti.

Architettura

La disposizione della chiesa dei Santi Giovanni riflette ancora la sua struttura gotica originale: si tratta di una chiesa a sala di 28 × 69 metri con tre navate e sette cappelle asimmetriche. La torre, composta da 5 porzioni gradualmente decrescenti, è l'edificio più alto del centro storico di Vilnius (69 metri). Il fulcro centrale dell'interno della chiesa è una composizione di 10 altari non connessi del presbiterio, unici per le loro caratteristiche estetiche in Lituania e nei Paesi baltici (prima dei lavori di demolizione di Pdczaszynski se ne contavano 22 altari tra presbiterio e navate). Gli altari sono posizionati a semicerchio, su piani e livelli variabili, e la luce li illumina attraverso le finestre gotiche del presbiterio. Sono abbondantemente decorate con dipinti e sculture. L'organo della chiesa era il più famoso della Lituania, ma in epoca sovietica fu distrutto: oggi, grazie a un attento lavoro degli studiosi, è stato restaurato cercando di riproporre lo schema originale. Nella navata centrale ai pilastri si trovano 18 sculture, 12 delle quali rappresentano vari santi che portano il nome di Giovanni. Tutti gli affreschi della chiesa risalgono al XVIII secolo e sono stati scoperti e restaurati negli anni '70. La chiesa contiene molti monumenti commemorativi dedicati tra gli altri a Konstantinas Sirvydas (scultura realizzata da Juozas Kėdainis nel 1979), Adam Mickiewicz (Piotr Stryjenski e Marceli Gujski, 1899) e Simonas Daukantas (Gediminas Jokūbonis, 1979).

Galleria d'immagini

Informazioni pratiche

Indirizzo
Šv. Jono g. 12
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Chiesa del Santo Spirito (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa del Santo Spirito (Vilnius)

La chiesa del Santo Spirito è un edificio religioso situato a Vilnius, in Lituania: realizzata secondo i canoni del tardo barocco, vanta una cupola che si staglia nel panorama del centro storico ed è visibile dalle vie circostanti.

== Storia ==

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Si pensa che già ai tempi di Gediminas vi fosse una piccola chiesa, probabilmente in legno. Nel 1408 circa Vitoldo costruì la chiesa dello Spirito Santo che andò in seguito ampliata. Nel 1501 Alessandro Jagellone lo donò al monastero domenicano, il più antico della Lituania, che nel 1679-88 fu ampliato e ricostruito. Di quel periodo sopravvivono le mura della chiesa, mentre l'arredamento interno fu realizzato nel 1749-1770 e la cupola affrontò dei lavori di restauro nel 1752-1760. Nel 1844 le autorità zariste chiusero il monastero e la chiesa divenne parrocchiale. Oggi serve la comunità polacca di Vilnius.

Su via Šv. Ignoto fu fondato un monastero domenicano nel 1501. Come molti altri edifici, questo monastero fu convertito in una prigione dalle autorità zariste nel 1807. Costituì un luogo di prigionia per molti patrioti lituani, nello specifico i Filareti, i quali parteciparono alle rivolte del 1831 e del 1863.

Architettura

La chiesa si trova lateralmente rispetto alla strada e non ha una facciata principale ben disegnata. L'altezza, inclusa la cupola, è di 51 m. La parte inferiore della facciata (con piccole torri gemelle) è ricoperta da edifici conventuali e l'esterno presenta caratteristiche architettoniche tipiche del tardo barocco. Celebre per i fantasiosi ornamenti rococò, l'interno della chiesa è tra i più celebri della Lituania per via dei cartigli con vari stemmi e affreschi lungo la navata: vi sono 16 altari nella chiesa. Gli altari e il pulpito sono assai decorati con sculture e ornamenti rotondi e in rilievo. Tra gli affreschi barocchi, si pensi alla composizione multi-figurale intitolata Apoteosi dello Spirito Santo (neobarocco, XIX secolo) nella cupola, 45 dipinti nella chiesa (tra cui un'immagine di Santa Barbara con un'ambientazione del XVII o XVIII secolo, una di Santa Caterina da Siena in stile rococò di Szymon Czechowicz, un ritratto di Alessandro Jagellone di un artista sconosciuto della seconda metà del XVIII secolo).

Cripta

Un ingresso sotto l'altare conduce alle grandi volte, labirintiche, con molte stanze e cripte: i sotterranei ospitano i resti di centinaia di residenti di Vilnius, alcuni dei quali mummificatisi naturalmente, e sono circondati da leggende metropolitane. Sebbene l'esistenza dei sotterranei fosse nota, i primi sforzi per esplorare e mappare le cripte furono abbandonate nonostante lo sforzo degli studenti dell'Università di Vilnius negli anni '30. Tuttavia, questi ultimi non avevano osservato le corrette procedure archeologiche e causarono infatti molti danni: il modus operandi prevedeva lo smistamento delle ossa ponendo tutti i teschi sugli scaffali e rimuovendoli le tombe. Da allora, i resti sono stati spostati molte volte lasciandoli in uno stato casuale e disorganizzato. Stando alle leggende che aleggiano sul luogo, i resti sarebbero di soldati francesi recatisi in città nel corso della campagna di Russia del 1812 avviata da Napoleone Bonaparte, di vittime dell'Inquisizione o della peste nera. Più romantiche risultano le affermazioni di chi sostiene che i corridoi sotterranei facevano parte di una rete di passaggi più ampia che consentiva agli amanti leggendari Barbara Radziwiłł e Sigismondo II Augusto di incontrarsi in segreto.

Nel 2011, gli antropologi dell'Università di Vilnius, guidati da Rimantas Jankauskas, avviarono uno studio sui corpi mummificati, stimando settimane dopo che le volte conservassero i resti di circa 600 persone, tra cui molte donne e bambini dalla metà del XVIII secolo all'inizio del XIX secolo. Il team ha selezionato i cadaveri meglio conservati e ha eseguito la loro tomografia. I risultati mostrano che molte persone erano in sovrappeso e avevano l'alluce valgo, il che ha portato alla conclusione che si trattava di alti borghesi o comunque di cittadini abbienti.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Dominikonų g. 8
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Church of St. Francis and St. Bernard

Chiesa · Vilnius

Church of St. Francis and St. Bernard

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Indirizzo
Maironio g. 6
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Church of St. Catherine

Chiesa · Vilnius

Church of St. Catherine

Church in Vilnius descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1625

Informazioni pratiche

Indirizzo
Vilniaus g. 30
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Sito ufficiale
www.facebook.com

Chiesa di Ognissanti (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa di Ognissanti (Vilnius)

La Chiesa di Ognissanti (in lituano Visų Šventųjų bažnyčia; in polacco Kościół Wszystkich Świętych) è una chiesa in stile barocco localizzata nel centro storico di Vilnius, in Lituania. La chiesa di Ognissanti fu costruita tra il 1620 e il 1631 e fu utilizzata dai Carmelitani. Nella seconda metà del XVII secolo la struttura risultava collegata ad un monastero e dava luogo a un unico complesso.

== Storia ==

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Un grande monastero carmelitano era già presente in posizione adiacente a dove oggi sorge la chiesa, che fu ultimata tra il 1620 e il 1631. L'edificio principale a due piani segue la strada, mentre ci sono anche diverse strutture di epoca successiva e una casa di noviziato a due piani con un piccolo cortile alle mura della città. Nei secoli XVI-XVIII parteciparono attivamente alla vita pubblica, celebrarono feste religiose e processioni, tanto che nel 1819 i carmelitani istituirono una scuola parrocchiale nel monastero. Nel 1908 il vicario Petras Kraujalis iniziò a predicare in lingua lituana, scelta a cui si oppose il clero polacco. La Chiesa di Ognissanti è localizzata alla fine di una strada dove si trovava la porta principale del ghetto ebraico: durante la seconda guerra mondiale, si scavò un tunnel attraverso le fogne che collegava la chiesa con il ghetto. Il prete della chiesa provvedeva a recuperare del pane da portare ai semiti attraverso il tunnel, oltre a coprire talvolta la fuga di alcuni di essi. Anche alcuni lituani cristiani aiutavano a far entrare di nascosto il cibo ai litvaki. In epoca sovietica, la chiesa ospitò un museo di arte popolare dopo la ricostruzione tra il 1967 e il 1975.

Architettura

Il campanile è alto e massiccio e vanta elaborate decorazioni: dopo un incendio nel XVIII secolo, fu restaurato e rifinito con un tetto a cupola in stile rococò. Marcin Knackfus supervisionò il progetto per l'altare della chiesa: sopra quello maggiore si eleva un altro altare che ricorda un trono reale con baldacchino. Fu eretto un campanile, mentre le sculture all'interno risalgono al XVIII secolo. Nel 1859 si arricchì l'arredamento policromo degli interni; a est della chiesa si trova una piazza, nella quale un tempo sorgeva il convento dei carmelitani scalzi accanto a una chiesa barocca dedicata a San Giuseppe fondata nel 1638 dal vicecancelliere del Granducato di Lituania Stefano Pac. Il suo esterno richiamava la chiesa di Santa Teresa, situata sempre a Vilnius. Nel 1877 la chiesa di San Giuseppe andò demolita per ordine dello zar per essere sostituita da un mercato (attualmente è una piazza).

Anno: 1620

Informazioni pratiche

Indirizzo
Visų Šventųjų g. 1
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Chiesa di San Nicola (Vilnius)

Chiesa · Vilnius

Chiesa di San Nicola (Vilnius)

La chiesa di San Nicola (in lituano Šv. Mikalojaus bažnyčia) è la più antica chiesa sopravvissuta in Lituania, costruita nel centro storico della capitale Vilnius.

== Storia ==

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Originariamente costruita nel XIV secolo, la chiesa è menzionata per la prima volta in fonte scritte nel 1387.

Nel 1901-1939, la chiesa di San Nicola fu l'unica in tutta Vilnius in cui si celebrò una messa in lingua lituana: in quel frangente, costitutiva un centro della cultura lituana soprattutto grazie al suo famoso decano, Kristupas Čibiras, che fu ucciso nel 1942 nel corso di un bombardamento a seconda guerra mondiale in corso. Nel periodo interbellico, si erano invero tenuti sermoni anche in lingua bielorussa da famosi sacerdoti tra cui Adam Stankievič, Vincent Hadleŭski, Józef Hermanowicz, Kazimir Svajak.

Dopo la seconda guerra mondiale, la cattedrale di Vilnius fu chiusa e la curia dell'Arcidiocesi di Vilnius fu trasferita nell'edificio della parrocchia di San Nicola: a quel punto, la chiesa di San Nicola svolse di fatto le funzioni di cattedrale.

In epoca sovietica, una statua del patrono di Vilnius, San Cristoforo, fu eretta nel frutteto della chiesa per opera di Antanas Kmieliauskas nel 1959; si trattò di un palese atto di resistenza, poiché a quel tempo risultava vietato esporre lo stemma della città con la figura di San Cristoforo.

Architettura

Gli archeologi ritengono che la struttura sia sopravvissuta in parte esattamente come era alla costruzione fino ai giorni nostri. All'esterno la chiesa rappresenta lo stile gotico in mattoni, mentre il suo interno è stato più volte ristrutturato; il campanile della chiesa fu costruito nel XVII secolo secondo i canoni dell'architettura barocca. La sua facciata è fiancheggiata da due robusti contrafforti con cime tagliate e il frontone triangolare, che presenta delle nicchie, è stato dI recente sottoposto a restauro per far risaltare l'originario carattere gotico. All'interno, quattro eleganti pilastri ottaedrici sorreggono volte a vela e a stella: l'altare maggiore custodisce un dipinto di San Nicola con montatura in argento del XVI secolo. La chiesa è adornata da due sculture, una policroma di San Luigi del periodo gotico e il busto in bronzo dedicato a Vitoldo eretto nel 1930 perm mano di Rapolas Jakimavičius.

Galleria d'immagini

Anno: 1301

Informazioni pratiche

Indirizzo
Šv. Mikalojaus g. 4
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Orthodox Church of the Holy Spirit, Vilnius

Chiesa · Vilnius

Orthodox Church of the Holy Spirit, Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1597

Informazioni pratiche

Indirizzo
Aušros Vartų g. 10A
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Church and monastery of the Holy Trinity, Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church and monastery of the Holy Trinity, Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1514

Informazioni pratiche

Indirizzo
Aušros Vartų g. 7B
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Vilna Gaon Jewish Museum of Jewish History

Museo ebraico · Vilnius

Vilna Gaon Jewish Museum of Jewish History

Museum in Vilnius descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1989

Informazioni pratiche

Indirizzo
Naugarduko g. 10
Orari
Tu-Fr 10:00-18:00; Sa-Su 11:00-18:00
Telefono
+370 5 212 0112
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Sito ufficiale
www.jmuseum.lt

Palazzo Radziwiłł (Vilnius)

Palazzo · Vilnius

Palazzo Radziwiłł (Vilnius)

Il palazzo Radziwiłł (in lituano Radvilų rūmai; in polacco Pałac Radziwiłłów) è un edificio realizzato in stile tardo rinascimentale nel centro storico di Vilnius, la capitale della Lituania.

== Storia ==

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È probabile che un palazzo in legno di Mikołaj Krzysztof Radziwiłł soprannominato il Nero sorgesse nello stesso sito nel XVI secolo: l'attuale edificio fu costruito per ordine di Janusz Radziwiłł dal 1635 al 1653 seguendo il progetto di Jonas Ullrich. La struttura finì in rovina dopo l'invasione moscovita del 1655-1660 e rimase in gran parte trascurata per secoli, venendo ulteriormente devastata durante la prima guerra mondiale: solo l'ala settentrionale del palazzo sopravvisse. Alla fine, è stato restaurato negli anni '80 e oggi si trova una divisione del Museo d'arte lituano. Una parte del palazzo è ancora oggi da ristrutturare. Attualmente, questa sezione del Museo nazionale d'arte lituano contiene opere celebri di Ludovico Lipparini, Giuseppe Rossi, Antonio Bellucci, Carlo Dolci, Giovanni Paolo Panini e Bartholomäus Spranger.

Il palazzo è attualmente in fase di restauro e si sta procedendo a ricostruire anche le sezioni perdute dell'edificio: le nuove sale saranno impiegate come padiglioni espositivi. Il progetto dovrebbe essere completato nel 2023, in concomitanza con il 700º anniversario della prima menzione di Vilnius nel 1323.

Architettura

Essendo l'unico palazzo rinascimentale sopravvissuto a Vilnius, vanta caratteristiche tipiche del Rinascimento olandese e decorazioni manieristiche native dell'architettura rinascimentale lituana. La sua disposizione originale e la simmetria degli elementi strutturali erano distintivi dei palazzi del tardo Rinascimento francese, simili a quelli del castello di Fontainebleau e del palazzo del Lussemburgo di Parigi.

Informazioni pratiche

Indirizzo
Vilniaus g. 24
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Siesikai Castle

Castello · Vilnius

Siesikai Castle

Castle descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

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Sito ufficiale
kvr.kpd.lt

Church of St. Philip and St. Jacob, Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church of St. Philip and St. Jacob, Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1624

Informazioni pratiche

Indirizzo
Vasario 16-osios g. 11
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Vingis Park

Parco · Vilnius

Vingis Park

Park in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

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Palazzo Sluško

Palazzo · Vilnius

Palazzo Sluško

Palazzo Sluško (in lituano Sluškų rūmai; in polacco Pałac Słuszków), situato a Vilnius, in Lituania, è un edificio realizzato in stile barocco situato sulla riva sinistra del fiume Neris nel distretto cittadino del centro storico e facente un tempo parte di Antakalnis.

== Storia ==

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Il palazzo fu eretto nel 1690-1700 dal voivoda di Połock Dominik Słuszko della famiglia Ostoja, che ordinò di creare una penisola artificiale sul Neris allo scopo di costruire in loco un edificio. La penisola venne formata dal terreno estratto dalla collina che separa Antakalnis dal complesso dei castelli di Vilnius. Inizialmente, le facciate del palazzo erano unite da un gigantesco ordine di paraste ioniche che incorniciavano enormi finestre. Si ritiene che i lavori di decorazione del palazzo siano stati eseguiti da Michele Arcangelo Palloni e Giovanni Pietro Perti, gli architetti del palazzo.

I governanti polacco-lituani erano soliti soggiornare nel palazzo durante le loro visite in città dopo che il palazzo reale affrontò dei danni. Lo zar russo Pietro il Grande rimase e fece stabilire qui la sua residenza a Vilnius nel 1705 e nel 1708.

Dopo la morte di Słuszko, il palazzo passò in mano alla famiglia principesca Puzyna (di stirpe rjurikide) dal 1727 e poi ai Potocki dal 1745. I monaci scolopi acquistarono l'edificio nel 1756 e fondarono una collegiata e una tipografia; in seguito, fu acquistato da Michał Ogiński nel 1766 e ricostruito da Pietro Rossi. La struttura dovette affrontare la confisca dal governo zarista nel 1794 e la conversione in una normale residenza, salvo poi ospitare una fabbrica di birra di Dominik Zajkowski dal 1803 fino al 1831, quando il palazzo rimase direttamente in gestione dei militari zaristi. Si procedette in quella fase a una riorganizzazione architettonica, in quanto i piani furono ridivisi in quattro e alcune stanze andarono adoperate come prigione militare dal 1872. I ricchi interni ed esterni originali del palazzo non sono sopravvissuti.

Oggi esso ospita l'Accademia lituana di musica e teatro: nel frattempo, sono in corso i lavori di restauro delle dipendenze e si prevede di affiancare il palazzo principale. Si prevede che il palazzo riacquisti la sua originale disposizione a due piani principali e le originali finestre in stile barocco.

Informazioni pratiche

Indirizzo
T. Kosciuškos g. 10
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Orthodox Church of St. Michael and St. Constantine

Chiesa · Vilnius

Orthodox Church of St. Michael and St. Constantine

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1911

Informazioni pratiche

Indirizzo
J. Basanavičiaus g. 27
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Piazza Lukiškės

Piazza · Vilnius

Piazza Lukiškės

Piazza Lukiškės (altre ortografie includono Łukiszki, Lukiski, Lukiški, in lituano Lukiškių aikštė) è la più ampia (vasta circa 4 ettari) di Vilnius, la capitale della Lituania, situata nel centro della città. Una delle strade principali di Vilnius, viale Gediminas, lambisce la parte meridionale della piazza, mentre molti edifici pubblici si ergono intorno a essa, tra cui il Ministero delle Finanze, il Ministero degli Affari Esteri, la Corte d'Appello, l'Accademia di musica e teatro, la Chiesa di San Giacomo e San Filippo e il Monastero domenicano con il vecchio ospedale dedicato a San Giacobbe. Di recente, il comune di Vilnius ha organizzato un concorso per ridisegnare la struttura della piazza: i lavori sono terminati nel 2018.

== Storia ==

Leggi tutto su Piazza Lukiškės (776 parole)

Tra il XVII e il XIX secolo Lukiškės era un sobborgo di Vilnius: sul posto, si ergeva una moschea di legno costruita dai tatari lituani e il loro cimitero risultava un elemento di spicco nel sobborgo. Tali monumenti furono distrutti dalle autorità sovietiche negli anni '60.

Nel 1852, si decise di effettuare dei lavori presso Lukiški (Лукишки, come era noto nell'Impero russo), e ciò avvenne nel 1860, con San Giorgio, (oggi viale Gediminas) attraversandola da est a ovest. Dopo la rivolta di gennaio nel 1863, piazza Lukiškės figurava tra le aree in cui ebbero luogo le esecuzioni pubbliche degli insorti, tra cui uno particolarmente famoso, Konstanty Kalinowski, fu giustiziato per impiccagione proprio in loco il 24 marzo 1864. Il 13 maggio 1863 lo zar Alessandro II di Russia nominò Michail Nikolaevič Murav'ëv-Vilenskij a capo del Governatorato di Vil'na, divenuto presto conosciuto per le modalità con cui represse i focolai di protesta, tanto da guadagnarsi il poco invidiabile appellativo di "boia" per via delle esecuzioni effettuate in tale piazza. All'inizio del XX secolo la zona era conosciuta perché sede della tradizionale fiera di Kaziukas.

La piazza tornò a diventare un simbolo di terrore quando le centinaia di oppositori all'Unione Sovietica furono interrogati, torturati e giustiziati dall'NKVD durante il 1944-1947 e anche anni dopo, nel famigerato palazzo sede dell'organo appena nominato, il quale era localizzato proprio di fronte a quest'area. Tra le vittime uccise rientrava pure il comandante in capo del Movimento dei Combattenti per la Libertà Lituana, Adolfas Ramanauskas. Oggi il palazzo ospita la sede della Corte municipale di Vilnius e la Corte d'appello della Lituania, nonché il Museo delle vittime del genocidio nelle antiche celle della prigione, che occupano i livelli seminterrato e sotterraneo della struttura.

Nel maggio del 2008, il comune di Vilnius bandì un concorso per ridisegnare la struttura della piazza. All'inizio del 2009, Juozas Imbrasas, sindaco di Vilnius e presidente della commissione del concorso, ammise che gli organizzatori non avevano informato sufficientemente il pubblico sullo stato di avanzamento del progetto. L'opinione pubblica inoltre si divise: gruppi di cittadini più anziani sottolineavano il bisogno di realizzare un monumento commemorativo carico di simboli fedeli alla tradizione nazionale e funzionale a ospitare eventi pubblici, mentre le più giovani generazioni desideravano spazi urbani ricreativi al posto di un monumento commemorativo, proponendo di costruire un qualche monumento che non evocasse associazioni dirette con la sofferenza e la lotta per la libertà della nazione lituana. Nel marzo del 2009, la commissione rinviò la sua decisione e si rivolse ad uno studio legale in merito alla situazione derivante da alcune irregolarità nel procedimento di esecuzione del bando. I sindacati dei prigionieri politici e dei deportati lituani si erano precedentemente rivolti al Primo ministro, Andrius Kubiliai, al sindaco della capitale, Vilius Navickas, con proposte volte a fermare la gara d'appalto per la ricostruzione di piazza Lukiškės al fine di riformare la commissione di gara. Il 12 marzo 2009, una nota emessa dall'Unione degli architetti dichiarava: "Poiché, a parere del Consiglio, dalla seconda fase del bando non è emerso un chiaro favorito, sarebbe opportuno provvedere a sanare le irregolarità evidenziate e poi selezionare i progetti più promettenti. Tenendo conto delle aspettative della società, della situazione economica e delle tendenze di sviluppo della città, conviene rivedere gli obiettivi e le condizioni della gara". Il 2 novembre 2017, dopo un anno e mezzo in cui avvennero i lavori, è stata aperta la rinnovata piazza Lukiškės.

Piazza Lenin

La piazza fu ricostruita secondo il progetto di V. Mikučianis nel 1949–1952 In epoca sovietica, la piazza fu ribattezzata dedicandola a Lenin e si eresse anche una sua statua, la quale fu ultimata nel 1953. Trattandosi della più grande del suo genere nella RSS Lituana, fu rimossa nel 1991, dopo il ripristino dell'indipendenza della Lituania. La folla riunita celebrò la caduta della statua: la parte superiore venne sollevata utilizzando una gru, rimanendovi solo le gambe attaccate al piedistallo. La statua di Lenin ricomposta è oggi in mostra nel Parco Grūtas; la piazza è stata parzialmente ricostruita negli anni '90.

Informazioni pratiche

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St. Paraskeva Church

Chiesa · Vilnius

St. Paraskeva Church

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1345

Informazioni pratiche

Indirizzo
Didžioji g. 2
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St. Nicholas Orthodox Church

Chiesa · Vilnius

St. Nicholas Orthodox Church

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Indirizzo
Didžioji g. 12
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Church of St. Michael, Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church of St. Michael, Vilnius

Church in Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1625

Informazioni pratiche

Indirizzo
Maironio g. 9
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Church of St. Theresa

Chiesa · Vilnius

Church of St. Theresa

Catholic church building in Vilnius, Lithuania. descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1650

Informazioni pratiche

Indirizzo
Aušros Vartų g. 14
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Church of Ascension in Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church of Ascension in Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1695

Informazioni pratiche

Indirizzo
Subačiaus g. 26
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chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Vilnius (Lituania)

Chiesa · Vilnius

chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, Vilnius (Lituania)

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Informazioni pratiche

Indirizzo
Pranciškonų g. 1A
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Church of the Holy Cross, Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church of the Holy Cross, Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1543

Informazioni pratiche

Indirizzo
S. Daukanto a. 1
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Church of St. Raphael in Vilnius

Chiesa · Vilnius

Church of St. Raphael in Vilnius

Church building in Vilnius, Lithuania descrizione disponibile solo in inglese

Anno: 1702

Informazioni pratiche

Indirizzo
Šnipiškių g. 1
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Da dove vengono queste informazioni

Questa guida è composta da basi di conoscenza aperte. Niente è scritto da noi e niente è inventato: dove una fonte tace, il campo semplicemente non c'è.

Ultimo aggiornamento il 16 settembre 2026

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